<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608</id><updated>2011-04-22T06:53:36.237+02:00</updated><title type='text'>Giulio e il suo mondo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>187</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-835950102886745824</id><published>2009-01-11T17:17:00.026+01:00</published><updated>2009-01-11T20:23:28.210+01:00</updated><title type='text'>11 gennaio - L'ultimo post.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è l'ultimo post di questo blog. Non voglio che ve ne siano altri. Credo che manterrò uno spazio personale su internet ma non so né come né quando sarà fatto. So che sarà diverso. Il blog finisce oggi 11 gennaio 2008. Non è un giorno come un altro perché dieci anni fa moriva De André.&lt;br /&gt;Io me lo ricordo bene quel giorno: faceva freddo e il cielo grigio. Frequentavo il secondo anno di liceo e avevo quindici anni compiuti da poco. Me lo dissero davanti al portone di scuola: "è morto De André...". E tutti tristi, a commentare.  Io non dissi niente.  Non riuscivo a rendermi ben conto né sapevo che mi sarebbe rimasto il rimpianto di non aver mai partecipato a un suo concerto.&lt;br /&gt;Ascoltavo De André fin da bambino. Avevo circa sette anni e nel giradischi suonava Il testamento: "ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana! ad ogni fine di settimana, sopra la rendita di una puttana!" il fratello di mia nonna intervenne: "ma lo sai cosa vuol dire? Il significato delle parole, lo capisci?". Non sapevo cosa rispondere e la nonna lo fece al posto mio: "via, lascialo stare...è solo un bambino!" e lui: "...e che c'entra!" e giù a insistere. Risposi un "si" stentato che non lo convinse. A ragion veduta perché solo dopo anni compresi il vero senso della sua domanda. Ancora ci rido.&lt;br /&gt;A dodici anni invece ascoltare De André può essere un bel problema. Ti senti un escluso quando alle feste cantano in coro il successo del momento ma a te piace "il suonatore jones". Capisci che De André non è da festa. Lo proponi ma il "no" te lo sbattono secco sul muso. Capirai dopo che neppure tu sei da festa ma intanto stai zitto e ti adegui cercando di imparare il ritornello della canzoncina di turno.&lt;br /&gt;Al liceo le cose cambiano e De André lo inizi a condividere. E scopri il secondo termine del binomio: Guccini... Guccini non lo conoscevo, Bob Dyaln sì, ma non era italiano. Allora non più De André e basta ma De André-Guccini. E a volte c'era pure lo scambio, una cassetta di Guccini in cambio di un De André. Insieme al binomio si formava l'ovvia competizione: meglio uno o meglio l'altro? Io sostenevo De André, invece la mia amica Veronica preferiva Guccini. L'accordo si trovava in un "sono diversi, però son bravi tutti e due". E poi scoprii che c'erano ancora canzoni di De André che non avevo mai ascoltato. "Non conoscere il testamento di Tito per te è come se tu avessi tutti i quadri di Van Gogh e ti mancassero I Girasoli" sentenziava Edoardo, con Veronica che accanto annuiva mentre entravamo a casa mia, il sabato sera. Era il mio modo di fare festa mentre chiedevo contento: "ma davvero è così bella? Me la devi far ascoltare". Effettivamente il paragone calzava. E poi la musica si mischiava alla politica. Quando morì De André con Giacomo, il mio compagno di banco, commentai: "muore l'ultimo degli anarchici..." "l'ultimo è Guccini..." precisò lui. Non ero d'accordo e provai a far valere le mie ragioni, ma come si faceva a ragionare con un gucciniano convinto?&lt;br /&gt;Un pomeriggio d'estate di qualche anno dopo la musica del grande genovese si mischiava perfettamente al ruomore delle onde, eravamo io e la mia ragazza. Ma di questo ricordo non voglio dire oltre perché è uno dei più belli che ho.&lt;br /&gt;De André l'ho sempre difeso e lo porto nel cuore più di ogni altro cantante,  cantautore,  poeta che sia. E' stato il primo e non mi ha mai abbandonato, gli devo molto come pure questo blog che si va a chiudere. Per questo voglio che si chiuda in suo onore, grazie Faber. E grazie a tutti: lettori, sostenitori, dottori, donatori.&lt;br /&gt;Dopo un anno e tre mesi questo blog serra i battenti. Ci vediamo in giro...&lt;br /&gt;il vostro cipriota&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulo J. Bogani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-835950102886745824?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/835950102886745824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=835950102886745824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/835950102886745824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/835950102886745824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2009/01/11-gennaio-lultimo-post.html' title='11 gennaio - L&apos;ultimo post.'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4965496129916762782</id><published>2009-01-09T20:54:00.000+01:00</published><updated>2009-01-09T20:55:22.845+01:00</updated><title type='text'>CI VEDIAMO LUN 12 H.20.00 Via Chiarugi 15...</title><content type='html'>ACCORRI NUMEROSO!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4965496129916762782?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4965496129916762782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4965496129916762782' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4965496129916762782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4965496129916762782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2009/01/ci-vediamo-lun-12-h2000-via-chiarugi-15.html' title='CI VEDIAMO LUN 12 H.20.00 Via Chiarugi 15...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-835990107097135734</id><published>2009-01-04T16:17:00.003+01:00</published><updated>2009-01-04T16:42:36.739+01:00</updated><title type='text'>4 gennaio - quasi perché</title><content type='html'>"caro giulio,non è di un leader che abiamo bisogno.l unica cosa che conta per noi lettori è che la tua voglia di raccontarti non sfumi visto che sei cosi bravo a farlo.Rino"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche, chiare e sentite parole...Grazie :-)&lt;br /&gt;Io non voglio essere un leader, essere un leader ti schiaccia. A me piace scrivere  solo che invece di farlo in un blog lo faccio su un quaderno perché quello che scrivo non è accettabile. Non riguarda più solo me, e devo fare i conti con i pudori altrui che mi sembra giusto rispettare. Senza contare che non si raccontano le proprie storie per vederle spiattellate su un blog come fosse carne da macello letteriario. &lt;br /&gt;Non credo nell'ispirazione ma credo che un testo abbia forza se l'autore lo sente. Le parole acquistano un loro senso più profondo solo se tracciate con la libertà di poter esprimere subito e con convinzione ciò che si vede, si pensa e si prova. Non è più il mio caso su queste pagine. E poi ai più la libertà piace per ciò che è lontano, piace sentirsi raccontare in libertà del lontano mondo degli ospedali o delle atrocità a Gaza. Per altro in malattia (come in guerra credo), sarà per la prossimità alla morte, molti muri cadono e le convenzioni sociali saltano lasciando spazio a orrori e splendori di ognuno. Per la mia esperienza posso dire che in situazioni del genere c'è un senso drammatico senso di libertà. Ma delle miserie nostrane e quotidiane non sta bene dire. Non per uno che voglia tenere dei buoni rapporti col resto del mondo anche solo di facciata.&lt;br /&gt;Non è colpa mia se non scrivo più come prima su questo blog: grava il peso di quel che non si deve o non si può dire. &lt;br /&gt;Spero di trovare una casa editrice e di affrancare così la mia libertà. Altrimenti terrò le mie cose per me o al limite di scapparò via. Prima o poi lo faccio. E allora ci sarà un nuovo blog...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un abbraccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-835990107097135734?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/835990107097135734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=835990107097135734' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/835990107097135734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/835990107097135734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2009/01/4-gennaio-quasi-perch.html' title='4 gennaio - quasi perché'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6623993981427947567</id><published>2009-01-03T19:43:00.003+01:00</published><updated>2009-01-03T19:57:38.662+01:00</updated><title type='text'>3 gennaio - la transizione abbia inizio: LUN 15 GENNAIO</title><content type='html'>Ok... vediamoci il 12 di gennaio in Via Chiarugi 15 verso le 20.00. ognuno porti qualcosa da mangiucchiare o il vino. Spero vada bene a tutti e poi si decide un po' che fare tutti insieme. Mi sembra la meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa è aperta a tutti, ci tengo a precisare che non una festicciola ma una riunione per eventuali e futuri sviluppi di carattere informatico e non solo. Fatemi sapere in anticipo le presenze per favore almeno in linea di massima. Conto che veniate. Fare il leader o il pernio comporta qualche responsabilità, anche se da poco. E prima di prendermene altre (già a volte fare il presidente mi pesa) voglio capire bene la direzione da prendere. Sta bene quindi far evolvere il blog... a noi decidere cosa. Credo che abbiamo fatto molto e che ancora molto possiamo fare. Quindi andiamo avanti ma l'impegno non può essere solo mio se è vero che si è creata una comunità, allora ognuno abbia il suo ruolo. Altrimenti che comunità è? Quindi ok a fare il capo villaggio però con iudicio perché poi finisce che mi prendo delle responsabilità che mi pesano. Credo si chiami sindrome di Peter Pan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a lunedì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6623993981427947567?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6623993981427947567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6623993981427947567' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6623993981427947567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6623993981427947567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2009/01/3-gennaio-la-transizione-abbia-inizio.html' title='3 gennaio - la transizione abbia inizio: LUN 15 GENNAIO'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4731841574987272393</id><published>2008-12-30T11:19:00.014+01:00</published><updated>2008-12-30T12:45:32.271+01:00</updated><title type='text'>30 dicembre - Vie Nuove</title><content type='html'>mi permetto di intervenire di nuovo visto che ci siamo e ormai mi sembra una conversazione tra pochi intimi. Vi dirò che un po' sono sollevato dalla reazione di tutti quanti e pure un po'stupito. Però sono contento che venga preso come un gesto e un momento di allegria e sono contento di non essere il solo a cercare Vie Nuove. Rinnovare significa alla fine continuare a esistere e se ormai la formula è logora e allora a noi trovarne altre. Quali?&lt;br /&gt;Sì, c'è la possibilità di rendere più fruibile il sito dell'associazione, però come?&lt;br /&gt;Anche perché va bene appoggiarsi all'associazione di cui sono sì presidente, ma non certo l'unico referente però solo se si fa parte attiva della vita associativa. Nulla ci vieta di arricchire l'associazione con il contribuito di tutti quelli che hanno vissuto il blog. Ma bisogna trovare un modo giusto e i condifini di tale cosa. Alternativamente ci si può poggiare su altri tipi di strutture, su altri siti, altri sistemi creati ex-novo. Anche qui va visto come. E soprattutto se c'è la voglia e l'interesse, da parte di tutti. &lt;br /&gt;Aspetto le vostre idee, io le mie le esporrò per ultimo, l'unica cosa che dico è che vorrei che ci fosse maggiore spazio per le immagini e per le altre persone (voi). Insomma io di sicuro, ma non da solo un primus inter pares. Mi trovo male nei panni del leader, preferisco altre sfumature, forse solo perché di natura tendo a fuggire le responsabilità e soprattutto finisco per sentirmi imprigionato nella mia stessa struttura: mai stato un bravo politico. A riguardo dell'introspezione, anche quella sicuramente continua, ma non posso raccontare facilmente quel che mi succede o succede a chi d'intorno. Non è giusto. E così allora meglio darsi a altre forme, anche quelle da scoprire, racconti? non so... vedremo che ne viene fuori, l'importante è andare avanti con la coscienza precisa di chi è felice di ciò che ha fatto e realizzato e non si è stancato di cercare altre strade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Mi chiedo infine se sia utile continuare la discussione qua o se sarebbe più semplice trovarsi una volta tutti insieme in questi giorni...giusto per fare un po' il punto della situazione e un po' di festa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4731841574987272393?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4731841574987272393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4731841574987272393' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4731841574987272393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4731841574987272393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/30-dicembre-vie-nuove.html' title='30 dicembre - Vie Nuove'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6919819773716973279</id><published>2008-12-29T14:33:00.002+01:00</published><updated>2008-12-29T14:39:53.957+01:00</updated><title type='text'>29 dicembre - chiudere i battenti?</title><content type='html'>Mah se lo chiudessimo questo blog? personalmente mi sembra abbia esaurito la sua spinta. Io scrivo cose banali e tirate via. Allo stesso tempo mi pare che in fondo abbia svolto il suo ruolo. Pure le visite sono inevitabilmente scese. Quindi secondo me o si cambia o si muore. E personalmente sono contrario all'accanimento terapeutico. E poi non mi piacciono le cose che rimangono statiche, che non hanno una fine. Siamo quasi a duecento post e il 2008 va a chiudersi. Forse è bene che scriviamo la parola FINE. Magari ce ne saranno di nuovi. Si accettano proposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6919819773716973279?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6919819773716973279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6919819773716973279' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6919819773716973279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6919819773716973279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/29-dicembre-chiudere-i-battenti.html' title='29 dicembre - chiudere i battenti?'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2379570100449929908</id><published>2008-12-23T00:56:00.000+01:00</published><updated>2008-12-23T00:57:18.371+01:00</updated><title type='text'>22 dicembre - dal venticinquesimo compiuto</title><content type='html'>Già, 25 anni e è stata lunga arrivarci d'altronde quest'anno era bisestile. Comunque eccomi qua che già procedo verso i 26 e si inizia a esser vecchi. Ormai brutta storia, come si dice: “niente scuse”.  Come ci si sente? Stessi dubbi e niente lezioni. Tutto da imparare solo che intuisci che non ti devi mai fermare. Poco di più. Quel che ti porti dietro non sai, non chiderlo. Ti guardi intorno a capire cos'hai e trovi i visi noti, qualche bel regalo. Belli i regali, tutti. Tutti mi han fatto piacere e rappresentano un gesto carino, un affetto importante. Credo che il consumismo ci abbia fatto perdere il valore del dono. Dove esso non è semplicemente oggetto, ma ciò che rappresenta. E guai se rappresenta l'obbligo sociale come spesso avviene. E invece ieri mi son trovato a festeggiare, anzi a esser festeggiato da coloro che mi volevano bene. A me i compleanni sono sempre piaciuti. Mi piace vedere le persone a cui voglio bene riunite in un momento di pausa dal mondo. Vorrei che fosse un momento di festa per gli altri e un modo per celebrare un amicizia, un legame.  Palesare che è bello che tu sia così, che tu esista e che alla fine, con tutti i tuoi limiti, è importante che tu ci sia. O almeno così a me piace credere e con queste illusioni ho attraversato felicemente la soglia dei venticinque entrando in un ventiseiesimo anno che ha tutta la bellezza di ben 365 giorni da inventare. E allora tra progetti e passioni, ti coglie un po' il ricordo, la malinconia del giorno più corto dell'anno. Giorno strano il ventuno dicembre: solstizio dell'anno, il più corto e quello da cui le giornate riniziano a allungarsi. O viceversa a seconda dell'emisfero. E così mi trovo a 25 anni con un carattere difficile, un blog e un alternata voglia di continuare: affrontare questi 365 giorni che ci separano dal ventiseiesimo.&lt;br /&gt;Grazie a chi mi ha accompagnato fin qui. Grazie per i regali, grazie per gli auguri, l'avventura continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G. J. B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2379570100449929908?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2379570100449929908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2379570100449929908' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2379570100449929908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2379570100449929908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/22-dicembre-dal-venticinquesimo.html' title='22 dicembre - dal venticinquesimo compiuto'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4416074245652498395</id><published>2008-12-17T02:36:00.003+01:00</published><updated>2008-12-17T03:01:42.111+01:00</updated><title type='text'>17/12: Il dielemma del monte bianco</title><content type='html'>Eh si cresco, anzi invecchio ahah il 21 faccio gli anni... già già. Bah ogni tanto son troppo moralista, mi sto quasi sulle palle da solo. Anche questo sarebbe da aggiungere alla lista e anche quando uno fa troppo lo spocchioso, l'intollerante, si lamenta troppo o finisce per giudicare gli altri. No io ho sempre avuto in simpatia quelli che riuscivano a farsi gli affari loro e ogni tanto son riuscito a farmeli anche io. Punto solo a tornare a farmeli in santa pace e ogni tanto mi riesce pure.&lt;br /&gt;Quel che non mi piace per niente dell'inverno è di dover stare chiuso in casa, e poi vorrei poter fare più casino... che vi racconto? A volte mi sembra di parlare tanto per parlare vabeh, fa niente. Eh si alla gente alla fine piacciono le storie, a tutti piacciono le storie e io che storia vi racconto? La storia della mia giornata non è un gran che interessante, o magari lo è per me, o magari dipende solo da quello che si può e non si può dire/non-dire. Siamo schiacciati tra il comune senso del pudore e la banalità. Ho mangiato un buon monte-bianco qualche tempo fa. Presente il monte-bianco? il dolce di panna e castagne, era buono... vedi detta così non sa proprio di niente. Di che sa un monte bianco così raccontato? Ma se vi dicessi del mal di piedi che avevo e della lunga strada che ho fatto per andarlo a prendere un monte-bianco di domenica pomeriggio e di come sia stato poi apprezzato dai miei commensali, forse risulterebbe più interessante? Un po' di più, in fondo però un mal di piedi non è poi quella che si definirebbe una sfida esemplare. Se invece vi raccontassi emozioni, speranze e tutto quello che circondava il monte-bianco in questione allora la cosa inizierebbe a farsi un po'più degna di essere riportata. Il fatto è che in fondo ho il brutto difetto di essere una persona a mio modo riservata e poi una gran parte delle cose che vivo (spesso le più divertenti o le più interessanti o anche le più personali) sono appunto non ben riportabili su un blog narrato in presa diretta. E quindi come fare? Boh... intanto anche per oggi ho scritto qualche riga...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;salutini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4416074245652498395?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4416074245652498395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4416074245652498395' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4416074245652498395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4416074245652498395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/1712-il-dielemma-del-monte-bianco.html' title='17/12: Il dielemma del monte bianco'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5984437043425233042</id><published>2008-12-15T01:26:00.003+01:00</published><updated>2008-12-15T02:41:40.487+01:00</updated><title type='text'>14/15 dic... Di-vagando lontano fin troppo (quasi di-vagabondando)</title><content type='html'>Mah... oggi rispondo, anzi stanotte rispondo perché son le una e mezza e poi voglio andare a letto. No, io non sono così offeso dalla mia città, c'è di peggio, è solo un po' presuntuosa e provinciale, e poi è una città che non si dà facilmente, o forse non si dà mai del tutto e questo è anche il suo fascino.&lt;br /&gt;No non l'ho in antipatia più di tanti altri posti, così come posso avere l'idea di altri posti più simpatici. E poi insisto le cose dipende da come te le vivi, io per esempio credo che sarei e sarò a disagio ovunque. E quindi Firenze è un posto come un altro dove viverselo. Non è un disagio grave ma è il disagio di chi ha lasciato le cose in un modo e le trova belle cambiate come quello che dormì 20 anni e poi d'improvviso torna al mondo. Così ti tocca scoprire quel che gli altri hanno lasciato in serbo per te, quel che non avevi il coraggio, la voglia, o semplicemente la capacità di vedere prima. E quel prima che ti pende addosso, e in realtà non ha senso. Gli occhi tuoi e altrui son cambiati, e allora che fare? Niente, ci sei e ci rimani "lo accetti, tiri avanti, e non hai perso" diceva Guccini già per la precisione: "Io credo che sappiamo che è diverso se le cose son state poi più avare,&lt;br /&gt;le accetti, tiri avanti e non hai perso se sono differenti dal sognare" &lt;a href="/www.actionext.com/names_f/francesco_guccini_lyrics/100_pennsylvania_ave.html"&gt;100, Pennsylvania Ave  &lt;/a&gt; una gran bella canzone. E intanto ti nascondi dietro a quel "fare come se..." che in fondo un po' ti ha stancato o forse no. Comunque tornando a noi sì, alla fine io mica mi ci sento fatto troppo per questo mondo, al limite lo piglio per il culo e ci rido su, ma mi sento proprio un po' distante, ma mica da voi, da certi modi e da certe mode. Non trovo pace nella politica, come magari avrei potuto fare prima, non lo trovo perché sento come qualcosa che guarda solo il suo ombelico. Se esco la sera per esempio non trovo particolare gioia o divertimento nel vedere gente che come me guarda semplicemente altra gente. Mi annoiano i concerti che dopo un po' sono un po' tutti uguali, così come i politici (giovani e vecchi quando le due cose non si presentano insieme), mi annoiano le dinamiche umano per cui devi fare il figo con la tipa se vuoi trombare, mi annoia l'affermazione sociale attraverso il sesso per cui se trombi sei figo. Mi annoia un certo tipo di sinistra radicale con i suoi slogan inutili e ripetuti e più che altro con il rischio di essere semplicemente conservatrice e approssimativa. Mi stan sulle palle tutta una serie di reticenze delle persone l'una con l'altra e alla fine mi deprime un po' una certa mancanza di curiosità e di spirito di osservazione per gli altri, l'altro o anche per sé stessi, ma almeno che ci sia... mica tanto, e poi mi disturba un certo pressapochismo fatto di cose dette e non rispettate, o cose dette per far piacere o altre noie simili, e infine le persone anaffettive, ne vogliamo parlare? Insisto non sono fatto molto per stare qui, anche perché se tutto quanto mi disturba così sono io che non vado bene... Beh pace, io mi sto bene alla fine così come sto, e il resto vada pure a quel paese, rimango della mia idea e tutto qua... poi però se mi girano e me la rifaccio con Firenze è solo una scusa: il qui è forse più generale che una semplice città. Mi fa piacere invece essere diventato una sorta di abitudine per chi segue questo assurdo blog... si, alla fine mi diverte altrimenti non lo farei. Via ho detto abbastanza puttanate e il turpiloquio s'è spracato, mi son lamentato ho fatto come tutto il resto del mondo che si lamenta di quello che non va. Già buona la prima e invece no, vi voglio dire anche altre cose: che alla fine quello che vi scrive queste parole l'altra sera era a giocare a calcetto con i suoi amici e circa 6 mesi era costretto a uscire da un ospedale in sedia a rotelle perché con le sue gambe non ce la faceva. Ne è valsa la pena? Non lo so, ma poche cose nobilita l'uomo come la lotta e sicuramente l'istinto di sopravvivenza gioca una sua certa parte. Ho fatto quello che mi sentivo e quindi vi dico sì ne è valsa la pena perché è quello che volevo e quello per cui sentivo di voler e dover lottare. Ne è valsa la pena è una domanda importante quasi quanto ne vale la pena... il duro è accettare la risposta negativa specialmente alla prima più che alla seconda, tanto il passato mica lo cambi, e a ben vedere neanche troppo il presente. Comunque il valere la pena in buona parte te lo costruisci e alla fine anche per quello devi lottare. Come per tutto quanto. Banalità... banalità caro mio... eppure quel lottare l'ultima volta ti ha fatto guadagnare un'anestesia e ad oggi è lo stesso che ti fa sperare di non beccarti l'influenza: perché non vuoi. Volere... lottare... bah certo perdonatemi è notte come vi ho detto non voglio certo insegnare nulla a nessuno, solo fare due chiacchiere serali con chi ha la pazienza di leggere. O chi ha la voglia di farlo che poi è la stessa cosa. Bah continuo a lottare contro l'accidia a cui ciò che mi sta d'intorno sembra in fondo portarmi. Scrivere è un buon modo i risultati a voi... comunque appunto non è che poi se il mondo ti va storto può diventare un sistema per restare a guardare il vuoto (interno o esterno)... o forse no? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio via vo a nanna per oggi ho scritto abbastanza cazzate che è meglio se non rileggo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;besoso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Comunque oggi mi son passato invece una piacevole giornata a casa di amici, idem la partita a calcetto è stata assai gradevole. Come dire, ci si lamenta tanto per dire...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5984437043425233042?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5984437043425233042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5984437043425233042' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5984437043425233042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5984437043425233042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/1415-dic-di-vagando-lontano-fin-troppo.html' title='14/15 dic... Di-vagando lontano fin troppo (quasi di-vagabondando)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7268967258354921533</id><published>2008-12-10T01:57:00.005+01:00</published><updated>2008-12-10T03:01:52.908+01:00</updated><title type='text'>10/12 : di-vagare</title><content type='html'>ci sono dei giorni in cui sei più stanco di altri, dei periodi interi in cui lo sei... ci sono esistono e sono ciclici. Ci sono momenti, assurda chimica del cervello in cui tanto lo sai che qualunque cosa tu faccia ti pare in fondo un po'inutile e banale. E questo senso poi viene leggermente amplificato dalla pioggia che cade incessante. E così un bel giorno ti trovi a novembre a non saper esattamente che fare e neanche perché sei là, a parlare delle solite cose e a vedere le solite facce. Semplicemente non lo sai e ti chiedi se in fondo non sei te a essere poco interessante e non i discorsi o le facce di chi intorno. Oppure è il luogo? Oppure è la città che in fondo è tua e ti appartiene ma ti appare vecchia e classista e alla fine pure un po'noiosa. La conosci bene la città e un grande amore non lo si rinnega mai, ma per quelle strade mentre le percorri sei inquieto e quel guardare non trova pace e non si ferma ma fugge cerca un nuovo orizzonte e non lo trova, cerca di alzare la testa e non ci riesce. E però allo stesso modo neanche ci si riesce mai a staccare, no? Sennò che grande amore sarebbe, e allora rimane un alternarsi, un dondolarsi indeciso: un cordone ombelicale che se ti si attorciglia intorno rischia di strozzarti. Ci son giorni in cui si è più stanchi e in cui ti senti come dopo tanto vagare. Poi per me ha ragione quell'amico mio che dice che Firenze è perfetta se stai bene ma non aiuta per niente se c'hai qualcosa che non va. Ma d'altronde è così che va un po' per tutto. Resta la solidarietà, un po'd'amicizia e la pazienza, il sapere che in fondo qualunque cosa, così per sempre non potrà durare e troverà un suo svolgersi. Un'equilibiro precario che in fondo a volte gioca anche a favore e che però ora non mi toglie la stanchezza né la voglia di andare a letto. Ma poi non è neanche che uno si possa lamentare perché alla fine quello che ho è tanto sia dal punto affettivo che materiale, è questo inizio mese, questo dicembre che tende alla nebbia, all'indefinito e anche un po'alla fatica dell'anno. Son le giornate che si accorciano e bla bla bla... le solite cose i ragionamenti da vecchini o da domenica sera. E tutto un gran trambusto intorno per che cosa poi? Sì in fondo ho lottato per questo e son pure contento di averlo fatto, mi manca qualcosa ma si dice che sia natura dell'uomo essere insoddisfatti. Prima non era così, ma prima erano altri tempi e alla fine ero un altra persona e beato me che me la son goduta almeno. Penso a quel ragazzo di quindici anni morto sparato dalla polizia. Avrei potuto essere io a tante manifestazioni qua in Italia, o tanti miei amici... mah...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buonanotte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7268967258354921533?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7268967258354921533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7268967258354921533' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7268967258354921533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7268967258354921533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/ci-sono-dei-giorni-in-cui-sei-pi-stanco.html' title='10/12 : di-vagare'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3029027601968956124</id><published>2008-12-05T17:30:00.005+01:00</published><updated>2008-12-05T18:40:17.692+01:00</updated><title type='text'>5/12 - Saluti presidenziali</title><content type='html'>questo blog è vittima di un conflitto di interessa generato dal fatto che sono anche il presidente dell' associazione OperativaMente (www.operativamente.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e in quanto tale oggi ho mandato la seguente lettera ai soci:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lettera ai soci dopo la cena del 21/11/2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari soci di OperativaMente,&lt;br /&gt;mi sembra giusto, a due settimane di distanza, fare un po' il punto&lt;br /&gt;sulla cena svoltasi Venerdì 21 novembre.&lt;br /&gt;Credo sia innegabile che la cena è stata un successo da tutti i punti di vista. La partecipazione è stata di circa 130-140 persone e il ricavato (compreso quello dato dal tesseramento) ammonta a 700 euro.&lt;br /&gt;La cifra in questione è al netto essendo già state decurtate le spese del sito e della registrazione dell'associazione, oltre ovviamente al costo della cena.&lt;br /&gt;Di questi 700 euro la proposta è di inziare a devolverne 300 per un progetto di "adozione a distanza". Tenendo l'avanzo come fondo cassa per le prossime attività.&lt;br /&gt;La nostra consigliera Benedetta Romoli è stata recentemene a svolgere attività di volontariato in Guinea Bissau e ha proposto di iniziare una collaborazione di questo tipo con le persone che con le quali ha lavorato. Avendo già un contatto diretto la proposta può essere seriamente presa in considerazione, tuttavia è buona prassi ascoltare più voci possibili e cercare di cogliere suggerimenti e altre proposte.&lt;br /&gt;Siamo a disposizione.&lt;br /&gt;La prossima riunione sarà giovedi 11 dicembre h.21.30 in Via Chiarugi&lt;br /&gt;15 (campanello SD)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziando per la vostra disponibilità e la vostra attenzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio Bogani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora firmarmi il presidente mi sembra ridicolo... Saluti presidenziali &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3029027601968956124?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3029027601968956124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3029027601968956124' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3029027601968956124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3029027601968956124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/512-saluti-presidenziali.html' title='5/12 - Saluti presidenziali'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6846266902094561524</id><published>2008-12-03T03:51:00.002+01:00</published><updated>2008-12-03T03:52:14.570+01:00</updated><title type='text'>3 dicembre - qualche parola qua e là</title><content type='html'>Oggi non parlerò di stagioni o di sensazioni, oggi sarò di basso profilo e volutamente tale, quindi a voi la scelta di andare avanti a leggere oppure no. Tutto questo per dirvi che è notte inoltrata, mi sto gustando un infuso alla menta caldo prima di andare a dormire e prima di questo, come se non bastasse, mi son fatto un gran mangiata che non vi sto a dire tanto che v'importa? Me la son goduta io. Però era proprio buona come adesso più o meno non me la passo poi male sebbene un po'dolorante. E allora cosa posso dirvi di questi giorni passati così intensi, di questa fine novembre-inizio dicembre che in fondo ci riguarda tutti? Ho passato momenti molto belli, molto brutti, medi, di riflessione, di noia, divertimento e quant'altro. La cena è andata alla grande e gli altri appuntamenti pure non sono poi male, anzi direi che potevano andare decisamente peggio. Il problema è: come fa uno a parlare di quella sua vita intima e assolutamente unica e banale? La mia vita per fortuna sta tornando ad essere sempre più simile a quella dei più e sta pure tornando a essere più normale, ammesso che vi sia una norma (e chi la stabilisce semmai?). Dunque eccomi qua con il mio té e le mie tre cazzate o con un amico a bersi una birra, un ordine comodo alla fine per cui il problema diventa la tesi, il lavoro, l'amore, gli affetti, quello o quell'altro e è così per tutti. Quel che credo possa salvarci è non considerare tutto questo come una perdita di tempo o come meno importante? Il dolore di un cuore infranto o l'angoscia per un futuro più o meno ben inserito nella società a cui crediamo di corrispondere sono tutt'altro che banali. Sono normali ma non sono affatto banali. A meno che poi non togliamo l'aspettativa o il desiderio comune, e se anche lo facessimo in fondo poi che noia, peggio che andar di notte. No, rimango convinto del gusto di un buon panino notturno ma il té mi si sta freddando, lo finirò veloce e poi vo a dormire. E intanto fuori un gatto che miagola, e con questo, e con questo nulla, è semplice normale, ma nient'affatto banale o almeno secondo me. Certo che ne dico di cazzate? E tu pure a leggere... bah contenti voi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zalutiebeci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6846266902094561524?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6846266902094561524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6846266902094561524' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6846266902094561524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6846266902094561524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/12/3-dicembre-qualche-cazzate-qua-e-l.html' title='3 dicembre - qualche parola qua e là'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6677308852653389325</id><published>2008-11-28T16:55:00.003+01:00</published><updated>2008-11-28T18:35:32.511+01:00</updated><title type='text'>28/11 - invernale (perfino troppo)</title><content type='html'>è da un po' che non scrivo, non per venir meno ai miei doveri quanto piuttosto perché il foglio bianco abbisogna sempre di uno spazio mentale per venir riempito... già... sapevo che mi attendeva un fine mese importante e lo è stato anche più di quanto non mi aspettassi. La cena dell'associazione di cui son presidente (www.operativamente.org) un gran successo...e cosa ti rimane dopo la cena: la consapevolezza di aver fatto il tuo, d'esser stato bene e poco più, nulla di più lontano o di più vicino a quel senso sempre un po'incompiuto di realizzazione preso come sei nella morsa del tempo, dei tempi. E così ti tempri, ti irrigidisci un po' e vedi che sei leggermente più ordinato e la scorza un po' più dura che pure ancora mal tollera ogni tipo di dolore: lotti e lotterai come sempre anche per quel centimetro di terreno conquistato, non retrocedi e anzi avanzi, avanti sempre stringendo i denti. Fuori la pioggia ti sferza il viso e ti fa il piacere di essere egalitaria: per tutti la stessa pioggia... o forse no... forse la mia non è la pioggia e l'inverno di nessun altr qui con la stufetta accanto e il cielo fuori con il sole che sorge e presto va giù. L'imbrunire che in fondo ti si addice, e qualche ora di luce e intorno a te un mondo intero e tu ancora a chiederti il freddo che fa fuori, il freddo che hai dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6677308852653389325?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6677308852653389325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6677308852653389325' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6677308852653389325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6677308852653389325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/11/2811-invernale-perfino-troppo.html' title='28/11 - invernale (perfino troppo)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1251026797262702979</id><published>2008-11-13T15:44:00.002+01:00</published><updated>2008-11-13T16:01:27.752+01:00</updated><title type='text'>13 novembre - d'inverno</title><content type='html'>Eccoci di nuovo qua, spesso quando scrivo mi volto a guardare dalla finestra, prima di concentrarmi sulle parole dello schermo. E fuori una giorna piovosa, un po'd'uggia quotidiana, il cielo velato e il buio presto. Mi mancava l'inverno, io sono uno di quelli a cui le stagioni piaccion tutte e forse la cosa che tollera meno è il caldo estivo. Eppure anche l'inverno per me ha il suo porco fascino. Non so, mi sa di intimo e la mia testa va come a riposarsi sul cuscino. L'inverno è un po'pigro e notturno ma in fondo volete mettere il gusto di imbaccuccarsi dietro un cappotto o di mettersi un maglione che ti tien caldo. Le castagne il fuoco che scoppietta e i filari di vigne a distendersi tra le colline dolci del Chiantishire... E poi la nebbia che vela e svela e componi paesaggi nuovi e le tinte che danno al blu e anche leggermente alla malinconia. E allora che malinconia sia quando torno finalmente e per la prima volta a farmi i capelli dopo tanto tempo. Non è stata un grande emozione, ma fa sempre piacere. E così l'uggia tende in fondo alla cura di sé stessi e a quella che è la lotta quotidiana, la stessa di tutti. Uff... forse son noioso o forse non ho di meglio da fare che stare a scrivere due parole alla fine per me stesso. Preso tra l'egoismo e una pace non ben trovata, un equilibrio ricercato ti altaleni e ti fai bilancia (che poi ho scoperto essere il mio ascendente... e chiessenefrega direte voi con sonoro pernacchione)... Bah, in fondo niente e niente di male come quando apprezzo l'ottimo cappuccino preso in qualche bar: la schiuma, la bevanda calda e l'inverno è anche questo, no? L'estate alla fine sa di caffé shackerato con il cubetto di ghiaccio e il culo scoperto (ottimo culo scoperto). E invece l'inverno? L'inverno no, l'inverno avvolge e poi son belle le giornate terse come quelle di montagna. E le stelle con il freddo appuntito. No, via c'è poco da fare, l'inverno m'è mancato e spero di vivermelo tutto quest'anno. E poi cosa si pretende da uno nato per il solstizio? Di quale stagione? Indovinatelo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;(davanti al computer in pantofole, pigiama e vestaglia alle 16.02... e chi m'ammazza a me?)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1251026797262702979?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1251026797262702979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1251026797262702979' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1251026797262702979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1251026797262702979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/11/13-novembre-dinverno.html' title='13 novembre - d&apos;inverno'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3679408258786482450</id><published>2008-11-10T17:42:00.010+01:00</published><updated>2008-11-10T19:38:33.272+01:00</updated><title type='text'>10-11: 364 giorni di blog e una perla di saggezza</title><content type='html'>Domani questo blog compie un anno!!!&lt;br /&gt;Il primo anno di vita e quasi di morte (tiè corna e sonora grattata di palle)... il primo anno e ora che si fa? Oggi ero davanti all'ospedale mentre aspettavo di fare le analisi del sangue e curiosamente son finito a ingannar l'attesa davanti alla panchina che guardavo quando ero chiuso dentro. Non che questo voglia dire nulla, vuol dire solo che mi godevo il sole novembrino rasente e caldo al punto giusto. &lt;br /&gt;Sono solo Giulio e nulla più e tale vorrei rimanere. Giulio che fa la sua associazione, sta con i suoi amici, pubblica il suo blog e ha le sue speranze e fa i suoi sbagli e che tira un monte di cazzate, quindi... a me il blog piace perché è il mio e mi fa stare con i miei amici e chi si sente invitato. E' un modo per tenere la porta di casa aperta aperta al mondo. A volte mi chiedo se non sono un po' supponente e noioso, io non voglio essere né l'uno né l'altro. Voglio viver bene farmi la mia vita e fare quello che mi piace, mi piace farmi la casa in Chianti, mi piace mangiare e bere bene, mi piace fare l'amore quando si può, mi piace stare con i miei amici e far finta per un attimo che tutto vada bene. Mi piace sentirmi protetto, a casa e mi piacerebbe che anche gli altri si sentissero così con me... Mi piace affezionarmi, mi piacerebbe fare una corsa e giocare a calcetto, mi piace viaggiare o almeno l'idea di farlo. Mi piace il sole, l'autunno e anche andare in moto. A volte mi piace pure perfino incazzarmi perché vuol dire che ancora hai la forza di indignarti e che in fondo in qualcosa ci credi... mi piace tutto questo ma non mi piace avere ragione. ah e mi piacciono anche le belle ragazze. E ne approfitto per togliermi pure un paio di cordiali vaffanculo: a quello stronzo che a Careggi parcheggia in doppia fila e doppia freccia e ci sta un ora e mi impedisce di uscire con la moto costringendomi a una assurda manovra frizione-freno per poi salire sul marciapiede e rischiare pure di ammazzare la vecchietta di turno... in secudis a quei pezzi di merda di amministratori che mettono i vigilini del traffico davanti all'ospedale pronti a farti la multa per venti metri di corsia preferenziale dell'autobus. Far la gabella su chi sta male lo trovo davvero schifoso... per quanto riguarda Obama, boh stiamo a vedere che fa, io personalmente rifuggo un po' dal culto della personalità però ha un bel valore simbolico. Un po' come i nostri candidati, no? Seee ti piacerebbe. Sogna Giulio sogna e prendi il sole sulla panchina...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3679408258786482450?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3679408258786482450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3679408258786482450' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3679408258786482450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3679408258786482450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/11/10-11-364-giorni-di-blog-e-una-perla-di.html' title='10-11: 364 giorni di blog e una perla di saggezza'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7462948278250358720</id><published>2008-11-04T12:51:00.004+01:00</published><updated>2008-11-04T13:00:33.168+01:00</updated><title type='text'>4 novembre - latitanza</title><content type='html'>Ma che vi devo dire... latito, e vorrei farlo perfino da me stesso. La vita continua, va avanti e torna il pudore, la calma quotidiana con le sue gioie piatte con il suo dolore piatto. Patina sottile, intima. E calpesti allora il selciato noto, torni alla strada, all' amico al nome. E se niente è mai come prima però la storia a te sembra ripetersi: eco a sé stessa. E però tra una nuovola e l'altra si apre sempre lo squarcio sul viso, il sorriso affiorato breve. Sarà come tante altre volte, ti rendi conto che alla fine, lo sai, non importa ciò che hai ma il nome che lasci e la coscienza con cui vai a letto la sera. Quel guardarsi allo specchio e dirsi di aver fatto il possibile: non è mai abbastanza. Non lo sarà mai e comunque lo devi accettare, come devi accettare che non sei lo stinco di santo che vorresti: la tua tolleranza, l'altrui tolleranza. E dunque ti muovi, tra una lettera e l'altra, la storta pagina che sembra seguirti. E il tuo nome, il tuo volto, il ricordo di ciò che lasci agli altri alla fine ti segna, ti impone la linea di condotta e quel tentativo spicciolo, ora per una festa ora per una cena: sempre per ammazzare la solitudine. E intanto il sogno rimane un gatto, un viaggio non fatto, una vacanza non ancora presa... ancora...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera riunione associazione OperativaMente h.21,30 Via Chiarugi 15... accorri numeroso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;besos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;J.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7462948278250358720?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7462948278250358720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7462948278250358720' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7462948278250358720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7462948278250358720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/11/ma-che-vi-devo-dire.html' title='4 novembre - latitanza'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3740994116179203049</id><published>2008-10-30T13:46:00.001+01:00</published><updated>2008-10-30T13:46:31.039+01:00</updated><title type='text'>30 ottobre - da un pericoloso rivoluzionario</title><content type='html'>Sono uno studente universitario. Non è importante il mio nome, e neanche la mia età. Sono uno studente e questo basti. Non mi interessa parlare del motivo per cui sostengo le idee di chi difende l'istruzione, l'università, la ricerca. Mi interessa invece parlare di ciò che stiamo dimostrando con le nostre piazze, le nostre lezioni in piazza. La piazza è luogo di incontro innanzitutto, di scambio di idee, di dialogo. La piazza non nega l'esistenza del diverso e non ha clandestino. Ma soprattutto la piazza, questa piazza non solo è pacifica, ma estremamente civile. Noi, inteso come un “noi” generico da sociologia spicciola, non siamo pericolosi rivoluzionari, e personalmente non credo affatto di cambiare il mondo, purtroppo. Non ora, non qui. Lo posso cambiare magari con lo studio, con il lavoro che andrò a fare, con un modello di società che andrò a proporre. È per questo che noi manifestiamo il nostro dissenso. Perché ci vogliono togliere questa possibilità. Quando prima si lottava, si voleva aggredire una società borghese. Noi no. Noi, onestamente siamo i figli, i prodotti, di quella stessa società borghese. E che facciamo, manifestiamo contro noi stessi? O contro i nostri genitori che chi ci mantengono gli studi? Ma non rinunciamo a quelle stesse parole d'ordine “borghesi”: liberté, égalité, fraternité. In questo senso allora sì, siamo rivoluzionari. Siamo giacobini o forse siamo la base dello Stato liberale moderno. Uno Stato che in Italia è più in crisi che altrove e che noi difendiamo e difenderemo strenuamente. La nostra Piazza non attacca, non vuole essere violenta, e non lo è. Questo ci differenzia profondamente dai nostri “genitori” scomodi del '68 o del '77. Come mi differenzia il fatto che rispetto a mio padre io probabilmente non avrò la pensione, difficilmente avrò ferie pagate e la mia ragazza potrebbe facilmente essere licenziata nel disgraziato caso rimanga incinta. Ma perché devo permettere che si tolga la possibilità di studiare, e conseguentemente di essere un essere un cittadino consapevole, a quel disgraziato figlio? Distruggere l'univesità e la ricerca in un Paese, o permettere che essa sia appannaggio di pochi, non è solo un attacco alla mia persona e ai miei diritti, ma anche a quelli di chi ci seguirà e questa è la cosa più grave. Noi non manifestiamo per noi stessi. E non manifestiamo per cambiare il mondo. Ma manifestiamo tanto educatamente, quanto fermamente, per il diritto a un futuro, a una società possibile. Manifestiamo per difendere  il diritto alla nostra libertà nel suo significato integrale: “cioè di autonomia spirituale, di emancipazione della coscienza, nella sfera individuale; e di organizzazione della libertà nella sfera sociale (...). Senza uomini liberi, nessuna possibilità di Stato libero.” Per dirla con le parole di Carlo Rosselli, pericoloso rivoluzionario, o forse, pericoloso antifascista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3740994116179203049?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3740994116179203049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3740994116179203049' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3740994116179203049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3740994116179203049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/30-ottobre-da-un-pericoloso.html' title='30 ottobre - da un pericoloso rivoluzionario'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-8548131212275759845</id><published>2008-10-29T21:26:00.001+01:00</published><updated>2008-10-29T21:26:29.712+01:00</updated><title type='text'>Invito a cena (senza delitto)</title><content type='html'>Salve,&lt;br /&gt;che fai la sera di venerdì 21 di novembre a cena?&lt;br /&gt;Io sto organizzando una cena etnica "intima" (150 persone circa) alla&lt;br /&gt;casa del popolo di Borgunto (ovvero Fiesole)...&lt;br /&gt;Un modo per festaggiare, per trovarsi e ritrovarsi e per presentare&lt;br /&gt;un' associazione che sto contribuendo a fondare:&lt;br /&gt;OperativaMente (www.operativamente.org)... L'associazione che si sta&lt;br /&gt;formando è di beneficienza e si occuperà di oganizzare venti&lt;br /&gt;ricreativo-culturali (cene, concerti, aperitivi, feste ecc..). I&lt;br /&gt;proventi delle attività andranno a sostenere e finanziare progetti&lt;br /&gt;curati da associazioni terze come per esempio ARCI, AIL, ANT, Nosotras&lt;br /&gt;ecc... o altre associazioni di qualità certificata che operino nel&lt;br /&gt;settore sociale/solidale. Per ogni evento il consiglio direttivo e&lt;br /&gt;l'assemblea che si riunisce ogni martedì alle 21.30 in Via Chiarugi 15&lt;br /&gt;(le riunioni sono aperte quindi vieni pure se ti va) si riserba di&lt;br /&gt;decidere a chi destinare i soldi. Per questa cena il ricavato andrà a&lt;br /&gt;coprire le prime spese al vivo dell'associazione: notaio e sito.&lt;br /&gt;Il costo è 12 euro (10 in prevendita ovvero se riuscite a farmeli avere prima).&lt;br /&gt;Un' associazione di eventi culturali e di raccolta fondi per non&lt;br /&gt;andare a sovrapporsi a strutture già esistenti e per cercare, nel&lt;br /&gt;nostro piccolo, di mettere una pezza ai tagli fatti nell'ultima&lt;br /&gt;finanziaria in questi settori.&lt;br /&gt;E sostanzialmente un momento per divertirsi, per stare insieme, per stare bene.&lt;br /&gt;Mi farebbe piacere la tua presenza.&lt;br /&gt;Poiché i posti sono limitati avrei piacere nell'avere risposta il&lt;br /&gt;prima possibile se parteciparai come spero.&lt;br /&gt;Ah e ovviamente se vuoi portare qualcuno ben venga, ma fammi sapere se non i nomi, almeno il numero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti aspetto&lt;br /&gt;un abbraccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. sul sito dell'associazione (http://operativamente.org) troverai il menu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-8548131212275759845?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/8548131212275759845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=8548131212275759845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8548131212275759845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8548131212275759845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/invito-cena-senza-delitto.html' title='Invito a cena (senza delitto)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5311501185085885612</id><published>2008-10-26T01:34:00.003+02:00</published><updated>2008-10-26T01:50:36.076+02:00</updated><title type='text'>25/26 ottobre - qualche riflessione banale</title><content type='html'>è brutto stare male, ma mica solo fisicamente dico. Sarà un sillogismo, una frase ovvia, semplice, scontata, ma fa proprio schifo. E' brutto stare male perché ti lascia un senso di aridità, di vuoto e di incapacità di costruire. Mi trovo a lottare spesso contro questi sentimenti e non sempre i risultati sono felici. E' brutto trattarsi male e ancora meno mi piace trattare male gli altri. Perché poi quando io sto male ho l'impressione di non riuscire a non stare più con nessuno. Sono ruvido, arcigno e mica vorrei... Vorrei essere più amabile, alla fine mi piacevo più prima quando andavo in piazza a manifestare, quando ci credevo nella politica! Ne ho fatta tanta e non sapete quanto mi manca... La politica quella delle viscere e anche seria. Quella che ti coinvolge e come un'amore ti fa girar la testa. Mi trovo invece sperso, spaesato. Mi sento quasi tradito, un po'in tutto e non riesco a riconoscermi. Dov'è quello che ho lasciato? E' brutto torni e il tuo mondo comunque sembra spazzato via... ed è difficile riniziare perché le cose son cambiate e anche i tuoi occhi. Non voglio sentirmi solo, non mi piace affatto e sostanzialmente non credo neanche di esserlo, ma che sia un senso di oppressione che per altro non credo tocchi solo me. Però mi rendo conto che ho una stanchezza di fondo che non mi piace per niente. Come se proprio boh... ora non ce la facessi a fare quel passo ma neanche più a urlare contro la merda di turno. Per difesa cerco solo di guardare da un altra parte. E così facendo mi autoescludo, mi brucio da solo. Alla fine a ben vedere non riesco a accettare quel che avverto come una sconfitta, però è necessario affrontarla per riniziare la battaglia. Ma non so da dove ripartire... alla fine forse sono io stesso che devo uscire dalla dimensione che esser vivo è l'unica cosa importante e al culo tutto il resto. Però quando sei costretto a farlo per tanto tempo ti ci abitui... spero solo che da tutto questo ne uscirò come una persona migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5311501185085885612?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5311501185085885612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5311501185085885612' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5311501185085885612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5311501185085885612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/2526-ottobre-qualche-riflessione-banale.html' title='25/26 ottobre - qualche riflessione banale'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-921727197645719956</id><published>2008-10-23T05:08:00.001+02:00</published><updated>2008-10-23T05:08:47.152+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Non chiederci la parola che squadri da ogni lato&lt;br /&gt;l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco&lt;br /&gt;lo dichiari e risplenda come un croco&lt;br /&gt;Perduto in mezzo a un polveroso prato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah l'uomo che se ne va sicuro,&lt;br /&gt;agli altri ed a se stesso amico,&lt;br /&gt;e l'ombra sua non cura che la canicola&lt;br /&gt;stampa sopra uno scalcinato muro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non domandarci la formula che mondi possa aprirti&lt;br /&gt;sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.&lt;br /&gt;Codesto solo oggi possiamo dirti,&lt;br /&gt;ciò che non siamo, ciò che non vogliamo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-921727197645719956?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/921727197645719956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=921727197645719956' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/921727197645719956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/921727197645719956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/non-chiederci-la-parola-che-squadri-da.html' title=''/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-665277340703278736</id><published>2008-10-13T15:05:00.003+02:00</published><updated>2008-10-13T15:08:52.345+02:00</updated><title type='text'>13 ottobre - SITO</title><content type='html'>E' NATO: il sito dell'associazione (ancora ci manca qualche pdf ma ci siamo)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.operativamente.org"&gt;http://www.operativamente.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-665277340703278736?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/665277340703278736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=665277340703278736' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/665277340703278736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/665277340703278736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/13-ottobre-sito.html' title='13 ottobre - SITO'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6196795786489178173</id><published>2008-10-12T01:25:00.003+02:00</published><updated>2008-10-12T01:36:38.724+02:00</updated><title type='text'>12 ottobre - bizze e associazioni</title><content type='html'>a volte i bambini fanno le bizze... molto più spesso lo fan gli adulti e lo mascherano da altro. Io non faccio eccezione come si vede. E perché si fan le bizze? Innanzitutto perché sai che puoi permetterti di farle, e secondo di poi perché almeno per un attimo ti fai coccolare (dalla parte femminile) e dall'altra ti fai tirare una pacca sulla spalla, un calcio nel culo che la vita continua e non si sta a perdere tempo e ti faccio vedere io come si fa... è un po' così sempre per tutto, se a questo poi ci aggiungi la chimica del cervello hai ovvi risultati. &lt;br /&gt;E allora che si fa? Si fa il gioco di quelli che si aspetta...e che si aspetta? Si aspetta di aver finito la bizza, di essersi riposato un attimo, di essersi un po'lamentato, di aver detto la tua contro tutto e tutti e spesso contro il primo che ti vuole bene che passa...e poi si va avanti. Si rinizia semplicemente senza tanti ripensamenti o noie o quant'altro. Riparti da dove per un attimo avevi lasciato... e non sapete il gusto e il lusso di poterlo ogni tanto fare.&lt;br /&gt;E agli amici resta il gusto di dire "te l'avevo detto" oppure il ghigno di chi dice con un sospiro: "...eh son ragazzi"...&lt;br /&gt;no, son bimbi di cui la bizza. E insisto: che bello poterselo permettere!&lt;br /&gt;Intanto il sito dell'associazione è quasi on-line... lo statuto quasi depositato e per venerdì 21 di novembre vi comunico già una grande cena etnica alla casa del popolo di fiesole...aspetto le prenotazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;dal vostro bimbo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6196795786489178173?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6196795786489178173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6196795786489178173' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6196795786489178173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6196795786489178173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/12-ottobre-bizze-e-associazioni.html' title='12 ottobre - bizze e associazioni'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-664021261143688284</id><published>2008-10-07T16:00:00.004+02:00</published><updated>2008-10-07T20:17:16.712+02:00</updated><title type='text'>7 ottobre - avvertenze per capirsi</title><content type='html'>voglio fare solo qualche rettifica che ovviamente è necessaria dopo uno sfogo che spesso si vien fraintesi e gente che non c'entra nulla si sente coinvolta... quel che voglio dire è che un rapporto per me non si esaurisce nel "ah non rischi di morire domani, allora ok, scusa c'ho da andare..." e che semplicemente sto facendo le mie valutazioni, nel bene e nel male di come si stanno comportando le persone a me attorno. E' chiaro che se c'è un momento in cui gli amici ti dovrebbero stare vicino magari è proprio questo invece di stare a farsi i cazzi loro. Con questo non ce l'ho né con chi si sposa, né con chi lavora, né con chi prepara l'esame da avvocato o ha da badare a un bel bambino o fa qualunque altra attività rispettabilissima. Meno amico chi si dice e si sente vicino e se ne strabatte sostanzialmente sputando magari qualche sentenza o qualche frase d'occasione poi ti guarda un po' compassionevole si accerta che non muori domani e torna ai suoi affari che tanto il suo l'ha fatto. Con chi ti dice no, ma davvero mi sei nel cuore e poi quando lo chiami perché in fondo anche tu c'hai creduto che fosse così neanche capisce che anche solo cinque minuti del suo tempo, un consiglio, una parola, un messaggio, una qualunque cazzata sono diversi dalla sostanziale indifferenza per come te la passi oltre al risultato di un analisi. Tutto qua. Poi è difficile da spiegare e sono anche stanco, semplicemente a volte senti la gente che se ne frega altre senti una persona vicina... e non sempre l'amicizia viene confermata purtroppo in questa seconda sensazione. Tutto qua... a discapito devo dire che persone che mi erano piuttosto lontane si son preoccupate del sottoscritto molto di più di quanto mi sarei aspettato. Poi ve l'ho detto è un discorso estremamente complesso e complicato e per giunta ancora aperta con me stesso... quindi vabeh finiamola qua che sono anche un po' stanco. In pratica son rimasto deluso dall'atteggiamento di due o tre persone... ma tant'è capita&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-664021261143688284?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/664021261143688284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=664021261143688284' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/664021261143688284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/664021261143688284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/7-ottobre-per-capirsi.html' title='7 ottobre - avvertenze per capirsi'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7187584307563476187</id><published>2008-10-06T20:18:00.009+02:00</published><updated>2008-10-07T00:35:57.748+02:00</updated><title type='text'>6 ottobre - dal treno e dal cuore (senza che nessuno se n'abbia a male)</title><content type='html'>'fanculo alla riservatezza volete sapere come si sta, o come sto... in ospedale non si aveva scelta e poi mi son rotto il cazzo di fare il superstite per quanto lo sia. Ieri mi è stato detto poi che i conti li fai a fine della vita, che decidi se ne vale la pena di una cosa quando hai 90 anni... 90 anni una sega a voglia a arrivarci e poi se anche ammesso che ci arrivi a 90 anni e hai sbagliato tutto? No, mi spiace è una risposta troppo banale che i conti si fanno alla fine della vita anche perché non è come una cena che a un certo punto chiedi il conto ti alzi e te ne vai e se il vino sa di tappo te lo fai riportare. Per quanto ne so si campa una volta sola e se anche così non fosse è inutile tanto non ce ne renderemmo conto lo stesso...quindi... quindi tanto quel che conta è come ti sai adattare, quel che vuoi costruire. Si fatti il culo quadro per una vita e poi per cosa? E a un “Dio Fatti il Culo” non credere mai... e allora ti tocca tornare a casa e cosa succede se la casa si è fatta d'improvviso mica tanto quella che t'aspettavi. Alla maggior parte della gente frega solo se sei ancora vivo poi come stai son giustamente cazzi tuoi... il che va anche bene se le persone non sono proprio vicine o tu non le ritieni tali: "o ma fammi sapere come vanno le analisi" ti rendo la vita una merda però mi raccomando ci tengo dammi notizie. "oh ma a Milano come è andata?" "a Milano non male però sai... è un po' un casino devo sempre stare sul chi vive" "capisco" e invece non capisce un cazzo, ma lo sai, non è colpa sua. E per il resto come va? Cosa gli rispondi? Come glielo spieghi che il tuo mondo è totalmente disintegrato che non sai che cazzo fare della tua vita, che hai imparato a fare a meno di tutto e di tutti e soprattutto di te stesso. Come glielo spieghi che quando sei stato mesi senza uscire da una stanza hai semplicemente imparato a farlo e che non è una cosa indolore per te adesso varcare una porta?  Perché non sai più come si fa e cosa ti aspetta fuori... come glielo spieghi ora che hai un terrore infinito e che non sai come fare a ripartire per muovere il primo passo e che sì il primo passo è bello, bellissimo ma il secondo e il terzo non sai da che parte andare perché per te esisteva solo quella stanza? Come glielo spieghi che l'unico tuo pensiero ultimamente è stato sopravvire e che adesso che ci stai riuscendo vorresti anche vivere ma non sai più come fare? No, in fondo sei poco più di un cazzo di morto che cammina anzi un non-morto e cosa vuole di più della salute un non-morto. Per il resto c'è tempo no? Certo, c'è sempre tempo... tanto i conti si fanno alla fine e tu l'hai rimandata accontentati e pedala come tutti! E che ti frega se quel che avevi ti ha mollato e ci sei rimasto come un imbecille... perché quel che avevi adesso non è più e hai occhi diversi e a volte te li strapperesti se tu potessi. Per non vedere quel che sei diventato e non vedere quel che è morto. Perché è vero, tu sei vivo, ma quello che era, che eri prima non più... Zitto e pedalare! E poi vabeh che credi che le cose sian facili? Ma poi proprio tu... tu che devi ringraziare di essere qui, ti lamenti di quello che hai? Accontentati di esserci e non rompere i coglioni. Ah vabeh gli amici quelli che "no scusa sai se in questi giorni non c'ero ho avuto da fare... ma dimmi come stai?" “ti sento la voce un po' giù, c'è qualcosa che posso fare? Ah senti in questi giorni proprio non posso... sai c'è tanto da fare però allora ci si vede eh... tanto mica ti senti male vero? Domani ci sei...” e poi domani però non ci son loro perché troppo occupati, però tu ci sei... si e cosa gli rispondi? "sei una merda"? Ma no, tanto è inutile quindi stai zitto e dici, no no nulla... va tutto bene... ma cosa vuoi che ti dica? Il mio vecchio mondo è andato a puttane nel frattempo e sai si è giusto assentato un attimo, una sveltina e torna. Il fatto è che adesso non ho la minima idea di che fare della mia vita e passo le giornata e guardare il vuoto? Il vuoto? Ma fai la tesi, no? e che aspetti? almeno poi finisci... sì e poi? poi finisco e poi? Cosa finisco? Poi è di nuovo l'abisso e non ci rompiamo i coglioni... e la domanda pressante ma in fondo a me chi me lo fa fare? Poi che fai? Vai a lavorare in banca o a fare il venditore di assicurazioni visto che sai parlare tanto bene? uh ganzo! Vaglielo a spiegare che te non te ne frega niente e che piuttosto ti tagli le vene. Come sei estremo! Benché rispetti tutti quelli che lavorano in banca e non ammazzano il prossimo per vivere. Vaglielo a spiegare che la resa dei conti tu ce l'hai sul collo e vivi in una dimensione che non si articola da qui ai prossimi 90 anni, ma è già tanto se arriva a 25 di anni. Poi che c'entra ti puoi divertire vai a fare le feste di addio al celibato e a sbronzarti di sufficiente birra che almeno te lo dimentichi e glielo dici quel che senti davvero, almeno gliel'hai detto e ti sei messo a nudo... eppure la vita è da sbronza permanente? Passi in rassegna gli scrittori alcolisti aiutato da quello di là dalla scrivania di turno e ti diverti a pensare che non sei uno di loro...poi non sta bene far preoccupare gli altri, specialmente la mamma. "Come stai?" "ma dammi notizie della tua salute" mi raccomando... e invece ti sei poprio rotto di dare notizie della tua salute: "l'importante è la salute" verissimo non posso contestare un po' come quando mangi cibo di merda e lo mangi lo stesso perché "pensa ai bambini africani"... l'importante è la salute niente di più vero. Ma andare un po'più là? Di che ti lamenti? Sempre a piangerti addosso, no e poi da te non lo accetto da te che hai passato tutto questo certe cose dovresti averle capite. E invece non ho capito un cazzo, mi spiace continuo a non capirlo questo mondo e a starci mica troppo comodo. Prima ci stavo più comodo a dire il vero e allora lo vedi che non ho capito niente? Ho capito che si vive una volta sola, che è importante star bene perché il tempo che passa non te lo rende proprio nessuno e che il tempo passato a ingollare ancora meno... E allora ingolla manda giù e continua a pedalare... "preservati"... in ospedale l'obettivo era chiaro ed era sopravvivere adesso qual'è l'obiettivo? Adesso qual'è? Qual'è? Qual'è? Ti aspettavi un ritorno soft, ti accompagnano tutti finché stai male, che disdetta capire che il mondo là fuori non è che proprio ti attendesse impaziente dalla tua ascesa dagli inferi. E la cosa peggiore è che sei sempre il solito cretino di prima non sei né più saggio né più bravo né più capace né più bello né più niente... sei sempre il solito coglione che stavolta ha un bel blog su cui scrivere quando gli viene in mente qualcosa e un gruppo di persone che pensa che sia come lui non si sente di essere. Io non mi sento un saggio, non mi sento una persona di successo, non mi sento un grande scrittore anche se vorrei esserlo. E invece sono sempre il solito che non sa neanche dove sta di casa o di famglia. Che ha fatto della flessibilità un vanto per non ammettere che non gli riesce essere minimamente stabile per i fatti suoi e che non è riuscito a concludere niente in vita sua. A parte i titoli di studio ovviamente. Si, si è un bravo ragazzo, è simpatico, una bella promessa. Un ragazzo intelligente, sensibile. Un ragazzo che avercene! Sicuramente uno che ha stoffa. Bravo bravo e ora? Ora boh tanto la tua strada la trovi... certo, come no... goditela mentre aspetti di trovarla, godi proprio. Goditela che in fondo... ah no? Cos' è che cercano un lavoro stabile... non uno precario... si fa a cambio io ti do una vita precaria tu mi dai il tuo lavoro precario? Voglio saperlo chi accetta. &lt;br /&gt;In fondo però sei solo un povero stronzo come tutti gli altri che annaspano hanno ragione, cosa pretendi? Zitto e pedala e non rompere troppo i coglioni a ventiquatto anni, che non dovevo nemmeno compiere. E quel che hai fatto... quel che hai fatto è di esempio per tutti. Come ti permetti di tradirlo? Come ti permetti di esser giù? Come ti permetti tu sei il guerriero senza macchia e senza paura... Ho provato a spiegarlo che non ho fatto molto, ho semplicemente puntato a sopravvivere e fatto quel che si doveva fare. Ho provato a spiegarlo che non sono un eroe al massimo sono uno a cui piace scrivere. Ho provato a dire guardate sono una merda come voi né più né meno, non sono particolarmente buono, né particolarmente cattivo ho le miserie e le meschinità di ognuno... io non voglio che la gente si aspetti niente da me... non voglio essere di belle speranze, non voglio essere neanche il personaggio scomodo che mi è stato affibbiato. Non voglio quella maschera. Io sono solo un depresso del cazzo che ha avuto più sfiga degli altri perché si è beccato una leucemia. E si è comportato come si è comportato solo perché era il solo modo di reagire e bisognava semplicimente stringere i denti per un obiettivo. Che per altro era chiaro, univoco e non aveva alternativa né sfumatura. Ma se l'obiettivo sono gli occhi d'una bella ragazza che fai? Sei un povero incapace che sta sufficientemente male da non avere neanche una routine a cui appoggiarsi e non ti senti neanche in grado di farci molto se non hai niente da offrire. Hai da offrire un bel po'di preoccupazioni e poco più... ah si un grande schermo per le proiezioni e una casa in Chianti... beh in fondo mica male ma il gioco non vale la candela. Non vale la candela per nessuno quando anche tu ti terresti lontano da te stesso. Neanche per te varrebbe la candela perché sei pesante e lo sai, sei pesante del tuo dolore e di quel niente che hai da offrire. E ti senti come un pezzente a cui gli è arrivato in casa la regina e vorrebbe fare bella figura... c'hai provato a mascherare la casa ma quando ha iniziato a piovere il tetto non tiene... Sei un pezzente e ne hai tutto l'orgoglio e tutti i limiti e nulla più. E sei anche la scimmietta del circo, che si guarda con interesse, come lo sei sempre stato quando sei stato malato... la scimmietta a cui guardare con curiosità, pena, compassione coinvolgimento e dolore. La scimmietta che si mette in mostra... che carina... sentiamo cos'ha da dirci... bene oggi vi dico che sono una scimmietta e che non è troppo ganzo esserlo però come vedete faccio il mio mestiere dietro le sbarre di una (ex speriamo) malattia.&lt;br /&gt;Grazie a tutti e saluti e baci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7187584307563476187?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7187584307563476187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7187584307563476187' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7187584307563476187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7187584307563476187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/6-ottobre-dal-treno-e-dal-cuore.html' title='6 ottobre - dal treno e dal cuore (senza che nessuno se n&apos;abbia a male)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-916487394061221622</id><published>2008-10-03T00:42:00.008+02:00</published><updated>2008-10-03T01:15:37.721+02:00</updated><title type='text'>3 ottobre - l'attimo della solitudine (che tanto passa)</title><content type='html'>Non è solo la solitudine ma l'ineluttabilità di essa. Sono le tue cicatrici, quelle di chi continua ad essere come era per coerenza e amore di sé stesso. Per volger lo sguardo un attimo lontano perché lo sguardo che volgi vicino e al tuo vicino non ha realtà alcuna. Sai di rapporti amari, sei quasi un personaggio pubblico o magari teatrale e ti comporti fin troppo come tale. Hai assaggiato una realtà dura e ne sei conscio. Ma è solo una delle tante, e sei conscio anche di questo. Senza far troppi sconti a sé stesso perché farne agli altri? E in una dimensione dove il dolore non è assoluto ma personale, meglio allora far finta di niente e fuggire via. O essere consapevoli fin dall'inizio della necessità dei rapporti umani, come dell'utopia della loro realizzazione, qualora essa non sia l'hic et nunc. L'immediato ché in fondo nient'altro conta. E il tuo immediato adesso si fa la luce che rischiara la camera o le ombre delle mani sulla tastiera che si fan simbolo della fatica. Contemporaneamente sai anche che in fondo è solo una dimensione di guado, tra uno stato d'animo e l'altro, un momento in cui senti e calchi semplicemente di più il silenzio tra le parole. E se è solo un momento, anche quello passerà sebbene sia esemplificativo di una parte del tuo essere che in fondo ti avvolge sempre, come la voglia ora di ridere, ora di sorridere: la voglia di vivere, quella che ti fa andare avanti. Sei vivo... sei vivo e sei contento di esserlo, sei vivo e sei solo, e non sei contento di esserlo. E la paura, le paure ti rattrappiscono le gambe e ti rendono duro il sentire: conscio che due solitudini non faranno una compagnia...che peccato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-916487394061221622?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/916487394061221622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=916487394061221622' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/916487394061221622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/916487394061221622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/10/3-ottobre-della-solitudine.html' title='3 ottobre - l&apos;attimo della solitudine (che tanto passa)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4509743837248173618</id><published>2008-09-29T01:56:00.006+02:00</published><updated>2008-09-29T02:54:10.990+02:00</updated><title type='text'>28-29 settembre - II edizione - notturna di blog - sono un pendolo</title><content type='html'>Ed eccomi di nuovo qua a scriver due parole, come se non riuscissi a staccarmi, dal gusto di raccontare la propria vita a sé stesso. Che rimane, e cosa rimarrà poi di queste due parole? Di me un giorno spero lontano, forse un mucchio d'ossa e poco più e di queste parole chissà?&lt;br /&gt;Domanda inutile infondo per chi come me altro non è che un pendolo. Che ruota intorno a un perno ovvero me stesso e le mie idee. Ma allo stesso tempo ho un attrito e un tempo di oscillazione. E più che altro tendo prima a un sistema e poi al suo contrario. Un sistema di scelte che mi rende tanto flessibile quanto ossimorico e tende solo volersi parare il culo. In realtà rimango preso tra lo schiaccianoci, tra la volontà e la non-volontà. Come tra presenza e assenza e così per tutto. Dalla presenza si trae il piacere della realizzazione e quindi della completezza raggiunta attraverso l'esterno, e al contrario dall'assenza il piacere di ciò che non manca, e quindi della completezza raggiunta attraverso l'interno. Volontà e non-volontà. Occidente e oriente. E dunque tra queste due vie oscillo, come un pendolo: la presenza e il suo contrario. Sostanzialmente un dualismo continuo che appunto fa di me un pendolo.&lt;br /&gt;E allora torni da una serata con gli amici e ti chiedi della solitudine e del suo superamente ma sai che in fondo, per un attimo, ti sei dimenticato la domanda, ed è questo il grande successo. Una bella serata, le strade, i lampioni e la moto che borbotta. Qualcuno fuori dal pub magari sta dimenticando, proprio come te prima. Ed ecco dunque che la strada si apre, si fa più larga e cerca posto nei tuoi pensieri che ti vorrebbero portar lontano. E ti portano agli occhi appena lasciati. E invece è la strada che hai davanti, te ne ricordi e cerchi di assaporarne il vento ora sul collo, ora sul viso. Il motore borbotta e tu non sei da meno...sei felice di te stesso e dei tuoi amici, questo forse per stasera ti basta, lascerai la tastiera e smetterai di scrivere, alla faccia del dualismo, di quella doppia pulsione provocata in risonanza ora dal valore aggiunto ora dall'elemento di disturbo... a seconda dei punti di vista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. era tanto che non scrivevo due blog lo stesso giorno!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4509743837248173618?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4509743837248173618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4509743837248173618' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4509743837248173618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4509743837248173618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/28-29-settembre-ii-edizione-notturna-di.html' title='28-29 settembre - II edizione - notturna di blog - sono un pendolo'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6469494452499795183</id><published>2008-09-28T18:20:00.004+02:00</published><updated>2008-09-29T01:56:04.945+02:00</updated><title type='text'>28 settembre - fin troppo di filosofia da domenica pomeriggio</title><content type='html'>Quello che cerco di tenere quando sto in questo mondo è l’equilibrio. L’equilibrio in ogni senso è a mio avviso la chiave di ricerca continua che sostanzialmente contraddistingue l’essere umano. E la sua ricerca, la sua persecuzione, nel bene e nel male riguarda tutti. Ora è evidente tuttavia come l’equilibrio sia solo un illusione, come una retta immaginaria che ci portiamo dentro e che tentiamo costantemente di seguire e perseguire sapendo tuttavia che esso è impossibile, poiché il disequilibrio stesso è la concatenazione degli eventi e quindi la prosecuzione della nostra vita. Dove allora la nostra vita diviene disequilibrio costante e costante impegno nel cercare l’equilibrio dell’istante, quel momento perfetto quando ciò che sta fuori e ciò che sta dentro, quando ciò che è palese e ciò che è nascosto, appare in un evolversi armonioso. Credo che la felicità o la serenità nascano da un continuum di momenti del genere. &lt;br /&gt;Nei confronti della realtà siamo a mio avviso come allo specchio con noi stessi, in cui è però essa a dettarci il contesto in cui ci muoviamo e ci specchiamo e dove sta a noi scegliere il movimento in base ad essa. L'immagine che vediamo nello specchio è poi la nostra realtà quotidiana e il nostro stare. E i riflessi come maschere.  Le nostre maschere sono quindi la realtà che gli altri vivono di noi e come noi ci vorremmo porre di fronte ad essi. Dove però la maschera è di un momento conscio e quindi non necessariamente vero. Il volto vero si fa quello nascosto, quando non obliato. Corrisponde sostanzialmente a ciò che facciamo quando scegliamo un vestito dove esso tanto avvolge quanto nasconde. Eppure allo stesso tempo comunica attraverso la foggia e i colori. Tutti infatti conosciamo la gradevolezza di sentirsi adeguati al proprio vestito, dove però il costume è tuttavia pur sempre un ammantamento di una serie di pulsioni inconsce e incontrollabili che a volte traspaiono.  E tanto più la maschera aderirà al volto sottostante, tanto più sarà comoda. Se al contrario le nostre pulsioni vengono represse la maschera  resterà uguale a sé stessa ma farà trapelare un anima sofferente e un volto deforme e deformato. Sarà allora un nascondiglio, attraverso cui vedere il mondo. Un mondo che comunque ci apparirà deforme e deformato in corrispondenza con la nostra maschera. Ciò che è interessante osservare è che tanto la maschera quanto il nostro essere sono in continuo mutamento e costretti a volontà non loro. Conseguentamente questo ci può consentire, entro certi limiti di vedere la realtà esterna in modo fluido e aperto. E dunque l’equilibrio è solo un gioco di maschere, di continui cambiamenti e ricerca d’un armonia impossibile, se non in alcuni istanti di perfetto accordo corrispondenti a ciò che normalmente si fa appartenere al termine di felicità. Da non confondere tuttavia con la serenità dove essa è più duratura ma dove giocano però l’anelito, la volontà e la non-volontà. E allora l’anelito si fa il viaggio e il viaggiatore Ulisse o la continua ricerca. E alla fine è il sottoscritto quando cerca di scrivere, o quando contempla il mondo da una finestra, o quando semplicemente si riconosce sopraffatto dalle passioni e vede il proprio stesso limite. Quando butto via tempo, o quando non opero in un sistema tale che mi permetta di vivere il giusto distacco e quindi di prendere la necessaria distanza per vedere e concepirmi in un insieme di un flusso continuo di azioni e reazioni e non il centro di questa catena. È un’aspirazione che mi permetta di concepire il mondo come un flusso a cui il libero arbitrio è assoggettato. La paranoia e la presunzione del mondo occidentale e del suo sistema a mio avviso nasce dalla mancata accettazione di questo sistema di equilibri, di cui non siamo il centro ma la periferia. Nasce dalla volontà della misura e dalla presunzione di semi-onnipotenza. Presunzione a cui tutti, per quanto ci possiamo sforzare, siamo soggetti. Anche in virtù del fatto che il dolore, la sofferenza così come la gioia, hanno valore soggettivo e non oggettivo. Allo stesso modo pensiamo di poter controllare noi stessi e il nostro futuro, non capendo invece che si tratta solo ed esclusivamente di scegliere in base a un presente imposto. Ma è comunque vero che lo spazio lasciato alla scelta è necessario e fondamentale perché esso ci permette di vivere come ci conosciamo. Ciò che voglio dire è che la scelta è tanto necessaria e importante quanto spesso condizionata più di ciò che non vogliamo ammettere. Non mi voglio nascondere dietro un fatalismo eccessivo e alla fine erroneo, ma è come se tutto rientrasse in un enorme cornice di un quadro disordinato, multicolore e multiforme. Se vedessimo questa condizione di assoggettamento non come una maledizione, non come qualcosa a cui ribellarsi, ma semplice come un qualcosa da cui farsi trasportare e con la quale entro certi limiti possiamo interagire allora forse potremmo evitare parte della nostra sofferenza. Il problema è allora stabilire quali siano i limiti ed è chiaro che questo è il gioco del pendolo e dell’oscillazione dove ora siamo a agire in un senso e poi nel suo esatto opposto. Ce ne stiamo rapiti ora dalla ricerca della flessibilità ora dalla ricerca di ciò che in quel momento ci tiene incollati a una dimensione di anelito e o soddisfazione o frustrazione a seconda che la corrente sembri andare nella direzione che vorremmo. Quel che voglio dire è che siamo capaci sì di nuotare ma sempre all'interno di correnti con le quali dobbiamo fare i conti, delle quali però non necessariamente conosciamo e riconosciamo la forza. Ciò che in realtà ci ingenera il dubbio è dunque la nostra capacità di influire, poiché ci chiediamo sempre, in base agli elementi che abbiamo, quali sia il sistema più adatto per inoltrarsi nel mare e raggiungere magari pure il nostro fine. Il gioco è tra il libero arbitrio e la volontà. La domanda è se: è vero che agiamo all’interno di un insieme più grande di servo arbitrio, quale è lo spazio che ci è consentito per il nostro libero arbitrio e in che misura esso andrà a modificare la situazione generale di servo arbitrio e in che misura invece essa mi recherà danno e dolore poiché non vi sarà una modificazione, ma solo uno scontro dal quale non possiamo che uscire perdenti?&lt;br /&gt;L’abilità sta nel scegliere ciò che ci è in quel momento più congeniale e la maschera che maggiormente aderisce a quello che è il nostro viso interiore e inconscio. Lo scambio perfetto, l’equilibrio inesistente che andrebbe a comporre il cerchio, rotto dal primo pianto, quando nasciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via se siamo arrivati fin qui facciam trentuno ma facciamolo ridendo, ho guidato con sommo piacere la mia moto e ultimamente non ho più molto cantato in macchina come un cretino a squarciagola…potrei dirvi molto altro, di me,e degli occhi che mi circondano, ma in fondo, son cose personali che trapeleranno magari altrove, magari in altre forme, magari in altre pagine… per questo voglio una casa editrice. Per nascondermi per un periodo breve e non svelare un quotidiano di cui non mi vergogno, ma che in fondo sento come mio perché profondo… Per ora sappiate solo che mi resta la gioia di poter vedere e condividere il passaggio mio e altrui in questo mondo, e che il troppo vivere porta a scrivere poco e a fare ancora meno… o forse no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bacio grande e grazie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6469494452499795183?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6469494452499795183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6469494452499795183' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6469494452499795183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6469494452499795183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/28-settembre-fin-troppo-di-filosofia-da.html' title='28 settembre - fin troppo di filosofia da domenica pomeriggio'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4628701706553492168</id><published>2008-09-26T02:00:00.000+02:00</published><updated>2008-09-26T02:01:16.227+02:00</updated><title type='text'>25-26 settembre - da casa</title><content type='html'>Una delle cose che mi affascinano maggiormente in natura sono i rapporti tra gli esseri viventi in generale e in particolare degli esseri umani con loro stessi, con i loro simili e con gli altri viventi. Ed è in realtà a ben vedere forse l’aspetto di maggiore rilievo che abbiamo nello stare a contatto con il mondo e quindi di quella dicotomia interno-esterno che caratterizza la nostra esistenza. La partenza, una banale prova o muoversi nel traffico è molto di tutto questo.&lt;br /&gt;Il traffico per esempio mi affascina, perché è secondo me un ottima metafora della condizione umana. Lo stile di guida è per esempio assolutamente personale, e varia a seconda dell’umore. Così come le vetture e delle storie che vi stanno dentro. Sostanzialmente quando si guida si è molto concentrati su dove dobbiamo andare, su quello che l’immediato e a me invece piace a volte in coda immaginarmi il mio vicino e sentirmi non l’unico in mezzo al traffico ma la parte di un sistema inevitabile e più grande di me che tanto, volente o nolente non posso evitare, ma che al limite mi posso cercare di vivere al meglio. E allora eccomi come un cretino a cantare a squarciagola da solo in macchina. Infine mi affascina il sistema di segni e convenzioni, rispettate o meno che comporta la strada… Perché molta gente mentre guida si rivolge alla macchina davanti come se ci potesse sentire? A mio avviso perché cade nell’inganno della comunicazione, di una serie di simboli e aspettative che poi vengono tradotte verbalmente in un “vaffanculo!”.&lt;br /&gt;L’altra volta ero in stazione e aspettando il treno osservavo la miriade che già a me appariva sterminata di esseri viventi intorno a me. Erano come me e in quel momento condividevamo lo stesso luogo, eppure in un momento di astrazione io osservavo quello che mi stava intorno e loro osservavano loro stessi, i propri impegni e la loro esistenza. In realtà sono un grande curioso, mi piace stare con le persone, ricordarne le parole e ascoltarne le storie, le problematiche. Non c’è niente da fare, ma mi affascina il mio simile con il quale cerco inevitabilmente il contatto. Sono curioso di quel che han da dirmi di provare a veder qualcosa che non avrei visto altrove. Sono curioso delle nostre tane, delle nostre case, potrei stare ore a guardarle e a fantasticare su un posacenere, una statuetta o semplicemente delle finestre. Complessivamente mi sento un uomo fortunato perché l’umanità che ho incontrato mi si è concessa con una facilità sorprendente. E per questo mi sento una persona ricca. Quando scrivo, cerco solo di restituire una parte minima di quelle cose che gli altri mi hanno consegnato. Ho passato gli ultimi giorni a stare con persone molto diverse tra loro, ora a Milano, ora a Firenze. I bar, o un ristorante, i navigli di Milano la sera, piuttosto che San Domenico. E quando non una casa appunto. E la cosa che più mi piace è poter essere partecipe di questo gioco di scambi, di questa illimitata vastità, un perenne scorrere in cui il ricordo è ciò che ci rimane e in cui però non esiste altro presente che il soggettivo, dove però il soggetto è sempre in relazione all’altro. Il dentro e il fuori appunto. Ho avuto per altro la fortuna di poter frequentare in vita mia persone delle più disparate provenienze, delle idee politiche più varie. E l’idea che questa fortuna vada sfruttata al meglio e vada condivisa sta sostanzialmente facendo nascere la mia associazione, a cui mi sto dando anima e corpo di cui però vi parlerò in un'altra occasione per bene perché adesso son stanco e quindi vado a letto, anche se vi anticipo che l’idea di fondo è quella di organizzare eventi e iniziative ricreativo-culturali i cui proventi vadano a favore di associazioni terze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bah ve lo spiego bene un'altra volta. Ora son proprio stanco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4628701706553492168?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4628701706553492168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4628701706553492168' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4628701706553492168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4628701706553492168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/25-26-settembre-da-casa.html' title='25-26 settembre - da casa'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7401573526861559235</id><published>2008-09-17T18:17:00.004+02:00</published><updated>2008-09-17T18:58:09.402+02:00</updated><title type='text'>17 settembre 2008 - dai treni</title><content type='html'>Mi è difficile spiegare la dimensione in cui mi trovo a vivere e in un certo senso a ri-vivere. Anzitutto non posso non pensare che in fondo io a quest'ora dovrei, potrei, ma non vorrei, essere morto. Non fosse per quel cortisone che quasi un anno fa mi han fatto in fretta e furia, potevo salutar la curva e diciamo che c'era un Giulio in meno a questo mondo. E invece no...eccomi ancora qua per fortuna mia, (vostra fate voi)... ed eccomi che mi trovo a dover la vita a un insieme di elementi, di possibilità, di casi di cui poi il mio donatore di midollo, un cipriota di cui non saprò mai l'identità, è solo a ben vedere la punta dell'iceberg. Sono a tutti gli effetti un sopravvisuto, e questa condizione per quanto comune, comunque mi dà una peculiarità alla quale non posso non pensare. Come inutile sarebbe parlare adesso della mia esperienza ospedaliera. No, mi interessa parlare di ora. Di ora che mi sento un risultato (prodotto) perfetto della società contemporanea. Un giusto mix di individualismo, libertà, egoismo e vanità, pietismo e solidarietà, con l'aggiunta fondamentale della precarità, della sfida e della flessibilità. Una roba da impazzirci a guardar bene ma nella quale in fondo io non me la passo malaccio. Il fatto è che questi sono molto più sfumati di quanto li chiami il loro nome e accennano l'uno all'altro, a volte contrastando, a volte irridendo. Si potrebbe iniziare da uno qualunque di questi elementi apparentemente anche contrastanti per arrivare agli altri. Vedete per esempio il senso di precarità... ora voi capirete facilmente che le analisi continue a cui mi sottopongo non sono così per sfizio, ma ognuna richiama un rischio, una possibilità che qualcosa vada storta. E non esiste in medicina il numero a cui appoggiarsi, un caso su un milione potresti essere tu... non sai mai in realtà come vanno né come ti vanno le cose. In linea di massima è molto difficile stabilire come uno "sta" realmente. Al limite si può rispondere alla domanda di come uno si sente. E poi in che misura umore e sesazione fisica si mescolano? Comunque il fatto è che è manifesto come la mia (come la vostra) sia una condizione alquanto precaria dove però il rinnovo non è sul contratto, ma su quanto o su come vivrai. E da questo nasce un disperato bisogno di flessibilità in una dimensione dove non scegli la situazione ma puoi scegliere come comportarti a seconda della situazione e dove quest'ultima è in evidente e percepibile continuo mutamento. Per la farla breve non ci si annoia. Sennonché poi ti rendi conto come in realtà hai vissuto quasi tutta la vita in questo modo senza mai prenderne coscientemente atto. Il tuo girovagare, il tuo modo di conoscere la città o di "viaggiarla" come tu lo definisci, altro non è che un segno della tua insoddisfazione, della continua ricerca di qualcosa di nuovo e dell'incapacità o della non-volontà di mettere radici. E qualcuno la chiamerebbe libertà, o paura per i legami. Una volta a proposito di una ragazza con cui stavo ricordo questo scambio di battute con un amico: "è uno spirito libero" e lui "è una bella cosa"... ci riflettei un attimo: "sì, nel momento in cui la libertà non ti impedisce poi di costruire qualcosa". Senza rendermi conto che in realtà pure io ero in parte come lei. Potevo essere una persona più impostata, meno distruttiva, e autodistruttiva,ma l'approccio, quel bisogno di poter scappare e di avere il culo in partenza, che adesso mi sembra quasi palese, era in fondo lo stesso mio. A differenza che io non mi sentivo legato dall'affezionarmi alle persone. Eppure...eppure questo sottende profondamente all'individualismo e a un bisogno di distacco, che si trova tanto nel proprio rifugio, quanto nell'inviolabilità di esso. Ed il rifugio può, ma non necessariamente corrisponde a un luogo fisico. Esso è sostanzialmente in primis la tua scrittura, la tua testa. E solo in secundis appartiene a quel mondo che ti porti sulle spalle, in uno zaino o che si trova tra le mura di casa. Dove però ancora non è chiaro cosa sia la casa. E in tutto questo a volte prevale sostanzialmente la voglia profonda di sparire. Di non avere né suscitare ricordo, né speranza, né rimpianto. In un presente senza dolore e asservito a quell'istanza solitaria e di solitudine che in fondo spesso ti avvolge. E allora perché non farsene coperta, lasciare stare e mandare tutto al diavolo. Qualcuno ti guarda e in realtà non ti vede, il non scritto, il non letto, il non detto. La solitudine e il suo superamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7401573526861559235?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7401573526861559235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7401573526861559235' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7401573526861559235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7401573526861559235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/17-settembre-2008-dai-treni.html' title='17 settembre 2008 - dai treni'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4854783854407512903</id><published>2008-09-09T18:55:00.006+02:00</published><updated>2008-09-09T19:22:53.068+02:00</updated><title type='text'>9 settembre - dal treno III</title><content type='html'>Eccoti in viaggio il treno che parte. Il treno che ti lascia alle spalle il treno che ti affronta e di sdradica. Un treno vale un altro e mentre parti lasci tutto interrogativo in caso, caos continuo e quindi ordinato. E te ne stacchi non fai più parte delle forze centrifughe e centripete che invece paiono assorbirti ogni giorno. Come un ladro ti divincoli tra i legacci, tra i legami colto sul fatto dalla duplice natura umana incapace di indipendenza e terrorizzata dal vincolo. E per non farti peso, per non sentirti terrorizzato e terrorizzante tu stesso allora fuggi, chiami la maschera definita a esorcizzare la paura. Paura ora tua per te stesso, ora tua per l'altro, ora dell'altro per te. Che in fondo è sempre la stessa. &lt;br /&gt;In nome poi di una libertà, della libertà semplice e quindi assoluta di dire no. Con il rischio di dimenticare o ignorare in fondo quel che avrebbe significato, la scelta opposta, un sì faticoso. Un gran casino se non la si vede da un ottica leggermente distaccata, la stessa che ci permette di farne ironia e di recitare una frase storica da dopocena. Ma non si può far finta di niente e voltare la testa in fondo. No, non si fa, non è nelle nostre corde, nelle nostre scelte. Eppure, eppure viversi il momento sottende a una preposta non responasabilità e un non rapporto condiviso e accettato. E un rapporto così corrisponde alla libertà sottendendo in parte al non impegno, alla via di fuga. O semplicemente al pericolo di annoiarsi. Difficile però vivere o viversi diversamente se in fondo ti accorgi che in buona parte anche tu sei fatto così. E ti rimane addosso quella sensazione di malinconia, quella della ricerca in cui ti capisci perfettamente preso continuamente tra rinuncia e rilancio, tra legaccio e libertà. E dunque segui, con occhio vigile, pronto ma non distaccato lo svolgersi degli eventi. Ti adagi in balia di una tempesta che in fondo hai capito non puoi controllare e dunque non rimane che dichiararti: ora reduce, ora naufrago e accettare che per non strappare le vele è meglio ammainarle. Ma la bandiera mai, quella ben alta sul pennone che sia in fondo chiaro che tu in questo trascorre di giorni, in questa burrasca traballante sei un partigiano. Eletto tuo malgrado capitano d'un guscio di noce che puoi solo sperare che non ti tradisca. E allora il tuo corpo si fa uno scafo e cosa i corpi altrui, gli scafi altrui? Fides, fiducia e confidenza, preso perso tra un salvagente, un flutto, un flusso. E la certezza che per stare con il vento non lo puoi acchiappare ma al massimo puoi cercare di spiegare le vele, tirar fuori le ali e sperare di non essere un pollo. Quando poi non sei vento tu stesso o magari il vento soffia contro. Sei preso in fondo tra il selvatico e il domestico. Dove il domestico è la casa e il selvatico la selva nella sua naturale selvaggia complessità dova nessun albero è ugale all'altro e allora a cercarne di alberi diversi e di piante curative. Il bosco con i suoi abitanti le sue creature. Driadi e spine e in fondo al bosco forse il drago. E dietro il drago? La principessa? E la principessa trasformata in ghisa dall'incantesimo della strega crudele. Dove la ghisa è un materiale fragile e duro e al tuo bacio ti chiedi se si trasformi in carne. In fondo hai affrontato il drago. E la baci e soffia il vento e le labbra si fan petali e volano via. La metamorfosi è avvenuta ma mai come ti aspettavi e ancora una volta insegui il vento e corri e batti le braccia e scuoti le ali e fatti rondine allora. E sparisci per l'inverno e mangia l'insetto. E il tuo grido, il tuo stridere in cielo assomiglia in fondo a quello del treno sulle rotaie. Il treno frena, mentre sto arrivando a Bologna. Mi chiedo il nido di rondine sotto le grondaie e le tre ragazze francesi ancora là, non ci vuole molto per capirne la vacanza che traspare dai gesti. E i gesti rimandano a occhi a simboli, e pensi alle tue canzoni. E cavalchi il tempo senza l'orolgio alla ricerca del come senza il quando e il dove. Tralasciando in fondo che sei solo in treno nel vagone ristorante a guardare rapito tre ragazze che parlano francese. A osservarne le convenzioni e ascoltarne il diverso parlato. O semplicemente incuriosito tanto per passare il tempo, un modo come un altro per farti i cazzi tuoi, in cui osservare diventa un sistema di astrazione e di riflessione sull'insieme dei tuoi pensieri che in fondo ti circorda e si fa tuo bagaglio. Quel che porti con te, il cellulare, gli spiccioli sul tavolo. Quel che hai sparso davanti e nella testa quel che dà senso al tuo pur breve momento di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. che ancora non ha riletto quel che ha scritto...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4854783854407512903?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4854783854407512903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4854783854407512903' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4854783854407512903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4854783854407512903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/9-settembre-dal-treno-iii.html' title='9 settembre - dal treno III'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7590666327145654956</id><published>2008-09-05T11:24:00.002+02:00</published><updated>2008-09-05T11:32:40.443+02:00</updated><title type='text'>5 settembre - da San Domenico</title><content type='html'>Sono stato fino ad ora a guidare la macchina per la città. Notturno passando presente ma non visto tra motorini, automobili, in un traffico cittadino ed ogni macchina un guidatore e quante storie e quanti guidatori. Che parlano il linguaggio non scritto d'un unica strada e si trovano per un attimo a condivivere un incrocio, una via una corsia. Interagendo pur senza conoscersi. E lo strumento di quell'attimo allora è un freccia, un pedale e il finestrino accanto che chissà cosa ti dice, chissà chi guida. Ed eccomi finalmente adesso come in una spettacolo. L'atmosfera notturna di San Domenico mi fa compagnia, a un tavolo di un bar. Whiskey e un sigarino. Due boccate di fumo e all'interno del bar che parlano dell'abbigliamento di una ragazza. Il cameriere ascolta poco interessato e aspetta chiusura nella sua camicia bianca e nei suoi pantoloni neri. E tu? E tu sei andato a osservare la città, a distrarti gli occhi dagli altri occhi. Mentre guidi ti fai accompagnare dai tuoi pensieri. Ora invece la coppia alle tue spalle si alza e va via, scorrendoti accanto. E adesso cerchi di far due conti come a guardare le strade dall'alto, quando tutto torna o sembra esser dato. Quando ammiri quel disordine consueto facendo finta per un momento come di non farne parte. L'atrazione delle luci, delle macchine dei colori e... e tutto assume l'altra dimensione come quando sei dilaniato e il dubbio si propaga tra la tua idea e ha la forma d'un calice di vino rosso, d'un altro bar e d'un futuro di cui ti senti reduce. E allora cerchi di difendere la tua solitudine, il tuo saper star solo con dignità e il tuo coccolare te stesso. Ma sai che in realtà questa è solo la risposta interlocutoria a un desiderio altrettanto ampio che chiama altri occhi, altre labbra. E dunque ti chiedi, la domanda si fa varco nella tue mente e la tiene sveglia, ricettiva. E capisci come solo la tua capacità di essere flessibile in fondo ti salvi. E poi sai in realtà come a azione corrisponda un azione uguale e contraria e allora? E allora eccoti appunto al tavolino del bar, stai bene in fondo e sei apposto con te stesso. Il cameriere s'è acceso un altra sigaretta e alla fine ti fa simpatia. Non importa... anche tu ci sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7590666327145654956?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7590666327145654956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7590666327145654956' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7590666327145654956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7590666327145654956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/5-settembre-da-san-domenico.html' title='5 settembre - da San Domenico'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4393417611179839886</id><published>2008-09-02T23:37:00.004+02:00</published><updated>2008-09-03T01:31:33.977+02:00</updated><title type='text'>2 settembre - quel che bolle in pentola</title><content type='html'>SCOOP - L'associazione sta per avere uno Statuto e finalmente sarà depositata da un notaio. il nome è "OperativaMente". Giusto per mettere in chiaro le cose fin da subito. Spero vi piaccia e che le adesioni siano quelle giuste. Dai che si parte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi parlo di me, che è da un po'che non vado sul personale.&lt;br /&gt;Cos'è tornare alla normalità, o a un barlume di questa? Premetto che le analisi ultime stanno andando bene e che quindi si spera che la strada giusta si stia pian piano imboccando... se ci penso o ci ripenso ancora non mi sembra del tutto vero, quasi che non ci credessi neanch'io. E quindi mi godo un presente strano fatto di paure e enormi soddisfazioni. Sto imparando a far da mangiare e mi preparo un certo numero di piatti con l'accuratezza e il gusto di chi sta imparando a coccolarsi un po'. Altro che mangiare da single ehehe... Oggi sono andato con una bistecca al forno cotta con cipolle e vino rosso, non è venuta male forse qualche minuto in meno però... E poi settembre è una stagione splendida dalle finestre aperte e le poltrone comode. Mi godo i miei amici, averli vicino! Mi godo ora la bellezza delle colline toscane ora il passo semplice per un marciapiede di Firenze. Un marcepiede però noto, che sa in fondo di casa. Qualche fumata, il gusto acre del caffé, le mie giornate pullulano di queste cose. E non sapete cosa vuol dire potersi godere l'altrui sorriso dopo mesi. E ancora la paura degli altri in parte rimane, ma è ridotta. La vita della strada, e la fatica dello spingere un motorino fermo da troppo tempo fino al meccanico. Che bel sudore, quello che ti imperla la fronte. Hai usato i muscoli, i tuoi... è una conquista, una splendida conquista. Riconoscere le proprie mani, poterle passare tra i capelli che son ricresciuti. E intanto cerchi di scegliere, di essere chiaro, di non perdere tempo. Ti contraddistingue il disinteresse completo per le sovrastrutture normalmente accettate. E cerchi il tuo e l'atrui rispetto, la tua e l'altrui dignità con l'idea che in fondo ognuno è un uomo nudo. E allora di che vergognarsi?&lt;br /&gt;Alla fine ti rendi conto, sei abbastanza soddisfatto di te stesso, hai voglia di vedere ancora altre persone, e quando finalmente prendi un giorno per te per stare a casa, l'istinto è quello di riniziare a rimettere a posto rinnovando tutto. Decidi dunque e inizi l'attacco alla tua libreria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. si informano i gentili lettori che il progetto di associazione sta andando avanti e che si spera tra un po'di poter fare una grande cena i cui proventi vadano a costituire il fondo sociale. L'attesa è dovuta alla redazione finale dello statuto di cui sto cercando di occuparmi (doveva essere già stato fatto ma sai com'è quando il gatto non c'è....). Poi voglio stare abbastanza bene da venirci in moto e da potervi dare un bacio senza troppi problemi... Per il momento sappiate che come si dice "stiamo lavorando per voi". Per altro l'idea è quella anche di creare un fondo sociale fatto di libri che strabordano dagli scaffali di molte persone che conosco oltre che dai miei. Sono pieno di doppioni, di libri a prender polvere che invece dovrebbero poter vivere negli occhi di qualcun'altro e dunque tra poco spero possa iniziare la raccolta per chi vorrà contribuire (se intanto volete farmi sapere la disponibilità). L'idea è che poi tutti i quei libri vadano a diventare appunto patrimonio dell'associazione e che vengano usati come biblioteca per motivi solidali: comunità di recupero, cooperative sociali, associazioni ecc... Fatemi sapere che ne pensate... Come vedete non si cazzeggia. E tra poco non cazzeggerete neanche voi perché ci sarà da iniziare a catalogare e inventariare. Oh vediamo se davvero si vuol fare qual cosa o se sono solo io... guarda son proprio curioso! Forza aspetto le adesioni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4393417611179839886?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4393417611179839886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4393417611179839886' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4393417611179839886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4393417611179839886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/09/2-settembre-quel-che-bolle-in-pentola.html' title='2 settembre - quel che bolle in pentola'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-752297599912266244</id><published>2008-08-26T22:44:00.002+02:00</published><updated>2008-08-26T22:51:02.432+02:00</updated><title type='text'>26 agosto - della parola parte II</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ed eccomi di nuovo qua tratta Firenze-Milano in una giornata di fine estate. Ma stavolta della parola mi interessa ancora parlare. Poiché il rischio e la paura di esser sibilino fino a diventar incomprensibile mi chiede di spiegar meglio. La parola è forse allora un varco che si apre, essa assume l'aspetto della speranza, dell'idea, del sé comunicato ed è base principe del rapporto umano. Essa è tanto impalpabile quanto tuttavia esistente ed è quanto più si avvicina forse alla magia (assieme in parte alla musica) perché a determinati suoni corrisponde un significato ovvero un oggetto evocato. Poche cose spaventano come la parola... la libertà di parola e così via. Essa dunque ha per altro in linea di massima due valenze, una particolare e generale, una universale e una singolare. Poiché in realtà la forza evocativa della parola è dettata solamente da un fattore esperienziale soggettivo che però viene riconosciuto come patrimonio comune e quindi comunicato. Ed è qui che la parola trova il suo trionfo e il suo stesso limite. La parola inoltre evoca eppure esiste di per sé, in quanto suono (onda sonora) o in quanto grafoma ha una sua dignità essenziale che la porta a disvelare mondi e mette in relazione emittente e ricevente. Il gioco poi che si crea tra due persone quando parlano è a ben guardarlo assolutamente affascinante, specie se tra esse c'è una qualche forma di complicità. Nel gioco a due, il linguaggio (che altro non è che espressione di sé e quindi assume una carica vitale di primaria importanza) è composito. In linea di massima il discorso si svolgerà dialetticamente e quindi attraverso una concatanezione logica di suoni che portino con sé idee, forme e concetti. A questo si accompagna il linguaggio corporeo e gestuale, quello spesso inavvertito degli odori, e infine l'intonazione ovvero il modo in cui si pronunciano le parole. Tutto questo ci appare come assolutamente spontaneo e immediato. Ma a ben riflettere l'incomunicabilità passa spesso attraverso una discrepanza tra significato e significante. Dove il significato è l'universale e il significante il singolare. E questo altro non è che usare una parola in modo consapevole- La comunicazione tra due soggetti passa se entrambi trovano un terreno comune, empatico, sul quale portare le loro parole e più in generale l'intera struttura comunicativa, da cui ne discende che se anche io non vedrò mai attraverso i tuoi occhi, posso almeno avvicinarmi a farlo. Più queste condizioni sono esaudite allora più la magia della discussione affrontata sarà forte nel suo valore evocativo e comunicativo. In realtà poi alle normali forme di comunicazione dobbiamo aggiungere una serie di strutture e sovrastrutture imposte e-o composte dalla società nella quale i due soggetti si muovono. E allora la comunicazione si compone sulle forme dell'inespresso, del non-detto. Allora là ci si addentra ancora di più sull'opinabilità e nel campo dell'impressione. E se in una discussione ci si può avvalere degli altri sistemi comunicativi, il bacio, il gesto, lo sguardo, questo è più difficile, ma assolutamente non impossibile, nella parola scritta. E poi in fondo non è fondamentale ricercare la comunicazione perfetta quanto piuttosto il passaggio di un sistema di idee. Solo allora ci si potrà accontentare ed essere soddisfatti del nostro iter. Ovvio poi che in tutto questo ogni singola parola assume una valenza, una forza e una pesantezza assolutamente particolare e differente tra linguaggio scritto e linguaggio parlato. Si potrebbe poi interessarci dei sistemi di traduzione e della capacità di dialogo indipendente. Inoltre potremmo aggiungere che in fondo il nostro personale sistema di significanti è di per sé non solo imperfetto, ma anche assolutamente portato al completamento nel sistema di significanti dell'altro. E da qui forse anche il fascino per ciò che non conosciamo, per ciò che è estraneo e quindi straniero. Dove comunque ovviamente vi sia la volontà di proseguire in una direzione di questo tipo. Tutto questo è la spiegazione di quanto volevo dire nello scorso post e credo si noti una certa differenza...magia delle parole.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di nuovo dal treno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro gjb&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Il sottoscritto per altro domani di sottoporrà a una dolorosa biopsia osseo-midollare e non ne ha affatto voglia... vabeh poi cosa fatta capo ha e si torna a Firenze e speriamo che i risultati sian buoni almeno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-752297599912266244?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/752297599912266244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=752297599912266244' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/752297599912266244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/752297599912266244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/26-agosto-della-parola-parte-ii.html' title='26 agosto - della parola parte II'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2291134032349661067</id><published>2008-08-24T21:02:00.007+02:00</published><updated>2008-08-24T22:23:22.777+02:00</updated><title type='text'>24 agosto - dalla parola</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E dunque ecco la parola a cercar di varcare il dubbio e a chieder certezza. Come in una città ancora spopolata quando ti muovi tra le vie e le finestre chiuse, aperte solo agli interrogativi: lo sguardo è al panorama o all'altezza che ti separa dal suolo?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le gambe ancora incerte a andar da sole cercano il viso noto tuo, o riflesso o ricordo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dunque ancora malgrado tutto rimane il fascino, l'oscuro assurdo del non detto, della notte letta tra le righe, nel gesto non svolto. La parola allora si fa consapevole ed è bilanciata in quanto tale dai tuoi confini, dal suo limite. Il verbo che lega eppure si frange di fronte all'evidenza del fatto e si spinge si sporge a voler varcare il dubbio. Dove esso è appunto la difficoltà e la linearità astrusa del rapporto umano nelle sue infinite possibilità e sovrastrutture, e nell' infinità del caso: della realtà che facilmente supera la fantasia. Eppure si cerca di indovinare come in un tiro di dadi. E se è vero che il risultato più probabile della somma di due dadi è sempre sette, allora è anche vero che il tiro si cela e la cifra assume il fascino del nuovo giorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così l'uomo gioca a dadi in una scommessa continua, in un azzardo a sé stesso che in fondo lo completa e lo costringe alla dinamicità. E mentre il dado rulla si sta intanto allora a chiedersi quale sia la posta in gioco, in un gioco di sguardi, di errori, di orrori e di parole non dette, rilanci non fatti. L'avversità al rischio si fa segno palpabile della tua voglia di vivere, là dove il rischio implica il mettersi in gioco appunto, lo svelare e l'andare a vedere. Fin quando poi il gusto di giocare non supera la posta che poi si fa effettivamente fin troppo variabile e di valore soggettivo. Così la parola assume significato diverso di bocca in bocca, di labbro in labbro di riga in riga pur disfacendosi e ricomponendosi in un pensiero continuo. Ma quando la sensibilità, tra due, assume disparità di valore allora si apre un nuovo dramma e il discorso si fa fantasma, la lettera tentenna facendosi pencolante: quasi a elemosinare un bastone di sicurezza, un terreno comune a cui aggrapparsi. Vecchia cieca che brancola la parola però forse ha importanza in sé stessa ed è esistita in quanto evocata per quanto soggettivamente. Accade dunque che essa si faccia magia e arma e si esercita allora la forma più basilare di telepatia attraverso la scrittura quando comunque essa genera l'idea e dall'idea l'oggetto, il fatto. Magia e arma, benda e lama. E per quanto il gesto possa non essere necessariemente consequenziale allora prende corpo la consapevolezza del limite quella che a ognuno di noi richiede di vivere il suo silenzio sia esso più o meno pressante. E quel silenzio sottende sì alla solitudine come la parola all'uscir di casa a muovere il primo, il secondo, il terzo passo, fin dove hai voglia fin dove è possibile fin dove ci s'abbadona ad altro per fortuna e la falcata stentata a volte, sicura a volte si fa pur sempre gesto vera quanto può essere vero tutto il resto, e tanto esistente quanto resistente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;scritto in un bel bar davanti a un'ottima torta &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;il vostro goloso&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gjb&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2291134032349661067?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2291134032349661067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2291134032349661067' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2291134032349661067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2291134032349661067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/24-agosto-dalla-parola.html' title='24 agosto - dalla parola'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7653132942711656340</id><published>2008-08-23T16:06:00.003+02:00</published><updated>2008-08-23T16:42:47.097+02:00</updated><title type='text'>23 agosto - il piacere della puntualità (o quasi)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora alla relazione si accompagna il caffè, l'ora non dormita ma non di meno vissuta e l'ora dormita male per quel che hai vissuto, per quel che han vissuto. E a mattina si accompagna il vestito, ora troppo grande, ora non è più il tuo, o è il tuo in modo diverso. Mentre noti di come stenti a riempirlo noti anche il piacere di sceglierlo, della possibilità di scelta che si apre in un banale armadio. Quella possibilità che geloso hai cercato di tenerti anche altrove, quando l'identificazione tra oggetto e soggetto si è fatta inevitabilmente meno chiara. E allora l'abito, che in fondo si fa più o meno banale perché è l'evidente involucro di un uomo nudo, la veste sottende al corpo e il corpo alla mente. O viceversa? Hai le cicatrici sul petto, le vedi solo tu ma lo sai e hai le cicatrici nella mente, non le vedi solo tu, ma le sai. Cicatrici appunto che in fondo iniziano a parlare al passato e fan sì che speri che rimangan tali. Che altra pelle vedano e a altra pelle s'accostino, che altri pensieri vedano e in altri occhi si perdano. Così dunque te ne vai ricercando, ricreando, le gambe smagrite e l'idea viva di voler riprendere, di volersi riprendere. Ti accorgi allora di come un ricordo allieti il presente e possa esser terreno fertile per un altro futuro, per una birra, per qualcosa che tanto non controlliamo. E di questo ormai ti sei convinto, l'hai capito forse di lasciar andar le cose e come in un continuo ciclo biologico così sta la tua mente. Si sa della fertilità di quel che è bruciato e di come il verde si stagli sul grigio cenere. Dunque un braccio, un muscolo, si fa questione di pazienza e intanto ti godi quel tuo corpo, quel tuo essere, che ti si svela finalmente sì segnato ma non invaso. E pervade allora l'attività quotidiana, la camminata semplice, un bicchiere di vino e la ricerca del bordo del bicchiere. La scelta dunque si presenta e si ripresenta nella sua inquietante, magnifica forza. L'impegno si rifà tale e così l'appuntamento al quale tendi incredibilmente a una puntualità. Perché adesso è tuo piacere farlo. E così il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. in tutto questo son pure sbarcato su FaceBook... maledetti programmatori con le loro droghe, come se un blog non bastasse.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7653132942711656340?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7653132942711656340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7653132942711656340' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7653132942711656340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7653132942711656340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/e-allora-alla-relazione-si-accompagna.html' title='23 agosto - il piacere della puntualità (o quasi)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-8418634690394748141</id><published>2008-08-17T21:03:00.005+02:00</published><updated>2008-08-22T11:18:07.876+02:00</updated><title type='text'>17 agosto - dal treno</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ed eccomi qua insieme a chissà quanti altri passeggeri in una carrozza del treno delle 17.14 per Milano. Il paesaggio se ne scorre veloce dal finestrino alla mia destra e fuori il cielo terso.  Penso a tutti quei treni presi quest'inverno da chi mi è venuto a trovare. Il treno d'altronde si sa, è sempre un momento di ripensamento. E allora ecco così che inizia il mio viaggio breve. Forse non ho aspettato casualmente questo giorno per scrivere. La scrittura prevede un certo senso di distacco d'altronde, un momento di pace che sottenda a una benché minima sorta di riflessione. Allora eccomi finalmente qua, finalmente su un treno per la prima volta da più di un anno direi e la salute me lo consente. Soddisfazione mica da poco un po' come quella di chi in questi giorni si è preso qualche giorno di riposo. Aveva pensato, avrebbe quasi giurato di un malessere, di una disperazione che tendeva alla depressione. Ma appunto una volta venuta meno la pressione ecco che si fa largo un alzare la testa verso un orizzonte che era fino ad allora se ne restava là ad aspettarti, ma nascosto dalle circostanze. Una faccenda mica da poco starsene schiacciati come in una stanza ottagonale dalle otto porte chiuse e di nessuna porta la chiave. E così te ne stai là passando, rimbalzando da una parte all'altra senza tuttavia possibilità alcuna e allora poco serve alla mosca cambiar di finestra, mutar vista se è un continuo schiantarsi su un vetro, su una finestra serrata. E allora il tempo, perché a forza di testate ci si rompe la testa, la pazienza ma di pazienza non ne hai, di scampo non ne vedi affatto forse hai cambiato visuale, magra consolazione all'ennesima botta sul vetro. Quando d'improvviso ti chiedi se è stata quella definitiva e te ne stai tramortito abbracciandoti a te stesso, tenendoti le braccia quasi a volerti proteggere. Ma qualcuno davvero potrebbe magari forse mostrarti una strada senza stelle, uno spiraglio alla finestra, un riposo inquieto come i maiali nel fango. E quella testa che duole e la notte l'occhio ancora sbatte e la palpebra pure e non riposa. E allora eccola la reazione, la fuga forse l'attesa ricompensata o forse il naturale svolgersi del filo che con il suo andare incontrollato e incontrollabile semplicemente muta la trama. La finestra non è più tale e si schiude forse a un fiore e la tua mente da mosca si fa ape. A impollinare altri fiori a cercare altri giorni che si svelino in ciò che ora ti appare un prato. Le ali a sbattere quasi vorticose e i colori a percorrerlo, in una cornice che sai presto si farà falsa ma magari ti porta di nuovo alla guida della tua macchina. Fedele la mano, il gesto si dipana per l'albero motore e accompagna la ruota mentre una curva scorre via. D'improvviso è un altro fiore, un altro prato, magari un orto e un'alba che si scambia col tramonto, un giorno a una notte. Cerchi il riposo quasi lo trovi ricorrendo un pur vago futuro che eccolo dunque dal finestrino ti passa il vento sul viso, sul muso e la musica risuona nell'abitacolo. Stai guidando e sei felice per il solo fatto di farlo, per il panorama che ti si svela e per i vecchi che vedi a parlottare fedeli alla panchina del paese di turno che correndo o forse scorrendo semplicemente attraversi. Sei felice e ti piacciono le note che ascolti che si accompagnano bene a un paesaggio a quei monti su cui ti arrampichi. Ti han quasi visto nascere, ti han quasi visto morire. E intanto l'estate si disvela quasi dolce nel suo fluire nel suo schiudersi come la frizione schiacciata dal tuo piede la marcia a scendere, la curva affrontata. Un'accelerazione e la macchina che riprende grip, sei fuori. Il tuo compagno di viaggio si è fatta la tua voce, quelle promesse o quei ricordi cantati che son le canzoni. Cieli e nuvole si confondono fino all'arrivo nel borgo natio, quello che ti ha visto andare in bicicletta sorretto da tuo padre quando eri bambino. Ne hai ancora la sensazione addosso,  instabilità, lo sterrato con i suoi sassi davanti e sotto di te e l'ammonimento forte delle parole che ti giungon da dietro: “pedala va' dritto e non ti fermare”. Hai ancora la sensazione addosso, le ruote piccole bianche della biciclettina rosso scuro ma soprattutto quel manubrio che non vuole saperne di starsene dritto e una mano da dietro a reggerti per un portapacchi a misura di bambino. Hai imparato a andare in bicicletta e non solo. Ricordi la fatica di pedalare qualche caduta, ma non quella volta, bensì quando una volta provasti a vedere cosa sarebbe successo a non frenare prima di entrare in curva. Ma quella era una gara e per altro le tue ruote avevan diametro minore rispetto a quelle dell'avversario, si trattava di dare il tutto per tutto e, niente da fare, andò male. Finì con un ginocchio sbucciato, uno dei tanti. Anche così hai imparato a andare in biciletta. E quindi eccoti qua ora, dopo un ora a Bologna, il treno si è fermato e ancora tanti giri devon compiere le ruote ferrate. Hai fermato la macchina, sei arrivato con il sorriso e la musica a tutto volume alla casa che fu l'infanzia e l'adolescenza di tua madre ti si apre davanti. Davanti all'uscio la tua nonna non fa eccezione dagli altri vecchi e anche lei a parlare con la vicina, e quelle due teste bianche sono la prova eclatante di come l'uomo sia una bestia sociale, come se due sedie una accanto all'altra ti confermassero che non è a colpi di solitudine che... ma non c'è peggior sordo di chi è sordo veramente, e il pensiero è già volato, la battuta scontata fatta, così non te ne puoi che stare ammirato di fronte a quei selciati a quelle pietre che tanto hanno vissuto, e la piazza intorno e una tua amica accanto che ha già proseguito la linea. Il cielo si è fatto cupo, le nuvole danno al grigio bluastro delle tempeste estive e sei proprio davanti all'entrata di quel castello medievale che domina dall'alto il borgo e l'intera vallata. Le parole si incastrano con il tabacco che di nuovo anche tu ti concedi. E si aprono ora al sorriso ora a quella forma istintiva di affetto che compone un paio d'ore andate tra un portico e la paura che piova. Il treno riparte tra due ore sarai a Milano, o così puoi prevedere nella probabilità incerta che circonda ciascuno. Sai però di come hai gustato il momento di preparare il té a mattina. Ti sei chinato nel suo vapore e ne hai semplicemente assaporato il profumo. Sulla confezione c'è scritto viene dal Giappone, che per te in fondo altro non è che una terra incanta, una terra anch'essa solo probabile. Il treno prosegue la sua corsa e si muove insieme a tutto il resto attorno. Un continuo impercettibile divenire di cui vuoi continuare e di cui continui a far parte. E in fondo adesso non importa il perché, al massimo il come.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;/p&gt;dal treno il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-8418634690394748141?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/8418634690394748141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=8418634690394748141' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8418634690394748141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8418634690394748141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/17-agosto-dal-treno.html' title='17 agosto - dal treno'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6576255828708753597</id><published>2008-08-12T01:14:00.006+02:00</published><updated>2008-08-12T13:42:04.252+02:00</updated><title type='text'>martedì 12 agosto - "suonare ti tocca"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"e se la gente lo sa, e la gente lo sa, che sai suonare, suonare ti tocca per tutta una vita e ti piace lasciarti ascoltare...". Oggi non mi piace lasciarmi ascoltare, se sto zitto ci sono purtroppo motivi anche se più legati all'umore che al fisico. Non crediate che sia facile scrivere, farlo ti costringe a stare in piedi davanti a te stesso, a volte a percorrere e ripercorrere sofferenza. No, non scrivo tanto volentieri. Se rompo il silenzio è solo perché ho la sensazione che questo blog non appartenga solo a me ma anche ai suoi lettori. E allora quando ci sono gli altri di mezzo è un'altra cosa, e si entra forse nel campo delle responsabilità. Sarò sincero, non fosse stato per questo, avrei ceduto volentieri alla tentazione di distruggere questo spazio. Certo dopo averne fatto qualche copia cartacea (monca per altro della parte fondamentale dei vostri commenti). Ma lasciarsi andare all'istinto distruttivo, alla voglia di egoismo che ognuno a un dato punto prova, non avrebbe fatto di me altro che un debole: una persona più banale. Un vigliacco, un fuggiasco che in nome di sé stesso si sottrae alla fiducia, alla responsabilità e alla fatica d'un legame. Questi scritti d'altronde son diventati uno strumento con una sua forza, con una sua potenza. E non puoi mai conoscere le conseguenze delle tue azioni nel bene e nel male. Ma a distruzione, esperienza insegna, non segue spesso gioia. E allora che fare? Cedere all'istinto? Continuare una parola sofferta? Avevo scelto la via di mezzo: il silenzio, tuttavia sapendo che non sarebbe stato sostenibile, che si sarebbe dovuto risolvere in parola (pars costruens) o nell'eliminazione del blog (pars destruens). D'altronde dietro all'autore c'è l'uomo sebbene forse preferirebbe essere un gatto. E dietro l'uomo, dietro l'aspirante gatto cosa si cela? Dietro l'uomo si gela: di solitudine di una pace mancata, di una pace che va conquistata. Come tutto il resto d'altronde. Non vi è tregua ma solo grande fatica e ogni tanto un tintinnio leggero del bicchiere a nasconderci gli occhi. A tuffarci in quattro risate a riscuotersi dal torpore, dalla brutta caduta per un bastone spezzato, per una fiducia mancata. E allora se allo scritto vogliamo credere, crediamoci pure, a questa comunanza sottile fatta di fili di parole. Purtroppo è vero, per adoprar bene la magia bisogna saperne gli inevitabili limiti. Guai altrimenti alla presunzione da apprendisti stregoni. E allora perché non lasciar spazio a un più facile silenzio? Ma forse appunto ogni scritto è un non-luogo che ognuno di noi si porta via. E allora il limite è stato forse superato?&lt;br /&gt;Verrebbe poi da chiedersi se la parola debba farsi carico della sofferenza descrivendola e magari sollevandola oppure se essa debba soggiacere per non appesantire ulteriormente il cuore del lettore o dello scrittore. Ma appunto dietro allo scrittore c'è l'uomo con le sue difficoltà, con le sue crisi, con la sua voglia di una vacanza impossibile, che cederebbe volentieri alla tentazione, al pericolo, di una vacanza da sé stesso. Un guerriero incompiuto per il quale a volte è doloroso brandire la lama, scrivere mentre batte a macchina sui tasti davanti al computer: attività sincera e quindi sofferta. Ma se è questo che mi vien chiesto, questo sia. Purché non si dica che son vigliacco, che rifuggo. Però a questo punto vorrei chiedere le armi più lucenti per le mie magie e dunque vorrei una casa editrice possibilmente di distribuzione e caratura nazionale... a me, a voi la sfida...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6576255828708753597?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6576255828708753597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6576255828708753597' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6576255828708753597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6576255828708753597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/marted-12-agosto-suonare-ti-tocca.html' title='martedì 12 agosto - &quot;suonare ti tocca&quot;'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2620844766389411682</id><published>2008-08-05T02:22:00.004+02:00</published><updated>2008-08-07T02:01:25.468+02:00</updated><title type='text'>5 agosto - la cesura interiore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci saranno commenti a questo post ma solo il silenzio. A ognuno il suo tacere. E al silenzio seguirà silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio Bogani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2620844766389411682?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2620844766389411682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2620844766389411682' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2620844766389411682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2620844766389411682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/08/5-agosto-il-lutto-interiore.html' title='5 agosto - la cesura interiore'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7519715670629335568</id><published>2008-07-30T02:25:00.009+02:00</published><updated>2008-07-31T10:23:37.208+02:00</updated><title type='text'>30 luglio - il dovere d'allegria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nascondersi, ora alla situazione ora a te stesso che in fondo è la stessa cosa. Nascondersi il capo, nascondere il viso e nascondere le parole e nascondersi nelle parole. Un gioco al massacro in cui tu e l'altro vi perdete o ancora un gioco al rimando o forse un gioco d'amore. Poi ti accorgi che nessuna delle tre esclude l'altra. Un gioco alla comprensione difficile, all'incomprensione voluta, per evitare di fare i conti con te, con l'altro te. Perché il gioco si svolge su due scacchiere quella presente, e quella delle mosse possibili. O forse non è nemmeno più tanto un gioco, e se lo è qual è il valore della posta? In fondo anche questo a te deciderlo. Si lascia sospeso lo schema, si cerca di applicare il proprio e se ne trova poi forse uno comune in cui tutto si capisce eppure, per aver la scusa, ogni cosa si può velare. E allora prendi l'alfiere in mano lasciandolo però sospesa in aria. Non si ripone il pezzo sulla casella, non si prosegue l'azione né si dà spazio al fatto. Ma si preferisce rimanere titubanti, avvolti nel caldo della propria insicurezza fingendo un gioco d'orgoglio che poco ha di buono. E ti chiedi se davvero l'altro, o l'altro te voglia star bene. Se davvero vi rendete conto di ciò che avete, di ciò che avete avuto. Ma la pedina è sospesa, il gioco è fermo e non vi sono altre potenzialità. Rischiando un gioco senza scacco matto dove sia impossibile riniziar la partita. Il cavallo, l'alfiere, i pedoni. Il re è protetto e per non restar soli mangiamo i pezzi altrui, che ci vorremmo stringere in geloso affetto e allora l'affare si complica. Come se ci fosse modo di stabilire cosa è bene per chi. E allora si sprecano gli appelli a non sprecarsi, a non sprecare. E' un gioco sottile che a guardarlo da distanza ha il dramma dell'umano e la logica stringente della paura. Dove questa mescola e si mescola e dove la sofferenza, il dramma si fa in realtà impalpabile e troppo relativo in quanto psicologica. Si sconfina si persegue e si perseguita su strade assurde all'occhio distaccato. Ma l'occhio ha bisogno di attaccarsi, in fondo di fuggire, di rifuggire da una distanza che può farsi pericolosa. E va di pari passo con l'affezione, capitolando in un mondo inopinato e inopinabile. Hai vissuto fin ora con altre lenti e le stesse pupille e quel che vedi ti è così lontano e a tutti fulgido, chiaro, lampante. Col braccio ti copri il muso quando tutto è abbagliato. Non ti resta che scappare, cercar scampo in una speranza, o piegarti a quell'affetto strano. Ma l'accettazione della realtà, ne sei convinto, è la miglior via di fuga e di vittoria: un seguire la corrente che come sempre sa di interrogativo e soprattutto mal si sposa con un mondo anoressico. Un dimensione che accomuna nel non piacersi, ma stando sempre a specchiare sé stessi. Un universo che si finge immortale e controllabile. E quella ricerca semplice della serenità, quella ricerca serena della semplicità la si rende allora impossibile affibbiandole uno scopo, uno tangibile e togliendone il valore intrinseco. Poco importa poi se in realtà quella diventa solo uno spettro di noi, delle nostre paranoie quotidiane e non. Un fuoco fatuo di paure non ammesse, del timore irrisolto del sé stesso o del sorriso indossato all'occorrenza. E più corri, più quello ti insegue meglio forse fermarsi, riprendere fiato ma non te la senti, hai paura: eccola la tua paura ultima che ti attanaglia e come ti aspettavi si è travestita. E come ti aspettavi l'hai trasformata, in qualcos'altro, in qualcun'altro. E corri. Ti chiedi cosa succederebbe se tu ci andassi incontro a quel fuoco fatuo cosa succederebbe a farti raggiungere? Ma tremi e non controlli che quel che in fondo si svelerebbe pure esser fin troppo leggero. Fin troppo freddo per bruciare, un fuoco fatuo appunto, che illumina e non scalda. Avresti bisogno di capire quel che fuggi e quel che ricerchi. Tenendo presente che se è vero che chi soffre ha diritto a riguardo, rispetto e compassione è anche vero che ai diritti si accompagnano i doveri. I più difficili tanto verso sé stesso e verso gli altri. Il primo: il dovere d'allegria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;strane storie stanotte... dal vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7519715670629335568?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7519715670629335568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7519715670629335568' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7519715670629335568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7519715670629335568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/30-luglio-il-dovere-dallegria.html' title='30 luglio - il dovere d&apos;allegria'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2754662464497798813</id><published>2008-07-26T18:05:00.018+02:00</published><updated>2008-07-26T21:51:20.054+02:00</updated><title type='text'>26 luglio - silenzi e campanelli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il silenzio, quello delle parole: rigore della mente, ti si fa compagno. E il rischio è la sua intrinseca tensione al vuoto, al senso di vuoto. A spingersi troppo in là, oltre al punto di equilibrio dove non ci sia abbastanza contrappeso interno. Ma quando chiedono allora è d'uopo rispondere nelle parole non dette come tra una parola e l'altra. Affidandosi a qualcosa che va più lontano di un semplice suono per andare a colpire chissà dove... e ti chiedi se sei tu che forse pretendi troppo, o che sei diventato presuntuoso nei confronti di qualcuno che non coglie quella che è una dimensione mutata e mutevole. Avanzando a tentoni nel dinamismo d'un enorme incotrollabile scorrere che forse ti resta ancora nuovo, ma ti pare l'unica soluzione possibile. O forse accetti solo un compromesso comodo come quello della realtà in cui ti pare di muoverti. Ascolti, chiedi, rispondi e sorridi. Lo sguardo si sofferma altrove, là dove ballano giovani e vecchi, e chi in coppia e chi da solo: intuisci appena la grandezza della scena che ti si para davanti. Accanto insiste la voce che presuntuosamente ti appare inutile. Insiste. Non sei interessato a parlare: parla parla la voce accanto parla e non dice, non capisce. Ma consiglia alla fine in una banale e quindi necessariamente vera chiosa: "l'importante è tenere duro, è avere carattere"... Non lo guardi nemmeno, non l'hai mai visto prima, ma hai concluso che non hai voglia di quel tipo di consolazione, ti volti e rispondi seccamente "quello non mi manca". Ecco la presunzione ultima, l'ultima alienazione. Con quella frase hai sancito una distanza che ti dilania dall'altro, dagli altri. E l'hai fatto ancora una volta scientemente. Ti chiedi se il tuo interlocutore si renda conto, e capisci di no. Non hai niente contro di lui ma ne avverti la distanza e sai che non ne puoi fare a meno.  Poi d'improvviso la sua faccia si fa quella del tuo passato. Sai che devi accettare in qualche modo anche questa cesura palese. Lo sai fare solo in silenzio. Rigore della mente? Nel vuoto ti guardi intorno, capisci la solitudine di quel momento e cerchi appiglio. In fondo però non stai male, non ti ricordi nemmeno se hai risposto,  sai che la conversazione nasce e finisce tronca. E allora di rimando torni all'incanto del ballo altrui. Più interessante, e immediato. L'appiglio che cercavi lo trovi nella semplicità dei corpi a muoversi, dei sorrisi ad affiorare. Sei di nuovo in piedi, l'altro se n'è andato e hai mantenuto una freddezza e una compostezza che forse sanno pure di altezzoso. Le stai mantenendo ancora, pure con te stesso. Ti chiedi se questa forma di spocchia sia lo spettro di un' incomunicabilità (voluta?). Ti chiedi altrettanto se tutto questo faccia parte di te, perché non ci sei abiutato...  e sai che la domanda può essere importante perché quest'atteggiamento è rivolto prima di tutto nei tuoi confronti: probabilmente ti ci dovrai abituare. Ma un po' ti stupisci di quel che sei. Senza ragionare in termini di migliore o peggiore. Avverti solo una maggiore consapevolezza che non ha caratteri qualitativi. Ma era più leggero prima, meno intenso forse, meno chiaro magari. Adesso invece grava il peso dell'incertezza e della necessarietà della scelta. La tua volontà a non perder tempo è un riferimento a quel "carpe diem" che sottende a un più cupo "estote parati". Più pesante così il bel fardello d'una vita che ora sai per certo di voler vivere. Quel che vuol dire il perpetuarsi continuo d'un istinto svelato. E allora porti un braccialetto con i campanellini attaccati. Suonano lievi al tuo movimento: per vanitoseria pensi che sian carini, per ridere dici che tengon lontani gli spiriti maligni. Ma ti ricordano anche quanto sei vivo: ti fa da appunto, da contrappunto il piccolo suono nel suo propagarsi dal polso, nel suo raggiunge i timpani e essere rielaborato dal cervello. Il tintinnio dunque è testimonianza della tua esistenza, del tuo vivere e se vuoi, della tua scelta. Ti salva quel suono come prodotto del tuo corpo, e rielaborazione del cervello. Sospeso, trovi riparo nella certezza che per un attimo i campanelli abbiano riempito un silenzio, scacciando il rischio dell' eccesso di vuoto. Ma resta l'interrogativo pungente se istinto o controllo t'abbian portato a muover la mano...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2754662464497798813?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2754662464497798813/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2754662464497798813' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2754662464497798813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2754662464497798813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/26-luglio-silenzi.html' title='26 luglio - silenzi e campanelli'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-521122420478377212</id><published>2008-07-23T21:51:00.010+02:00</published><updated>2008-07-24T01:54:03.264+02:00</updated><title type='text'>24 luglio - guerrieri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un guerriero dal volto segnato, un uomo dal volto sperduto. E i ricordi a farti compagnia. Si vive così in una dimensione particolare fatta di un controllo continuo di ogni azione tua e altrui. Sei conscio dei rischi che temi e rispetti. E allora passi per la  via tra la gente calcolandone gli spazi, calcandone il passo. D'improvviso ti fermi, ora quasi corri. Sei salvo mentre di nuovo ti regoli per non avere nessuno vicino. E a chi ti conosce consegni un bacio a distanza, un abbraccio mozzato. Così te ne vai a spasso, per strade tanto attese. Ti muovi finalmente nel tuo corpo, con il tuo corpo. Lo riacquisti: il movimento, i muscoli, il sorriso. E ti piace star nudo sul letto all'aria della sera. Attraverso le cicatrici ti rendi conto dell'enorme fortuna che hai, attraverso i tuoi passi dell'enorme libertà. Ma intanto ti accorgi di come ti sei abituato alla disciplina di come questa sia stata fondamentale, di come lo sia ancora. C'è qualcosa di marziale quindi nelle tue azioni: ti svolgi secondo precisa etichetta, e tutto quanto obbliga a una costante presenza a te stesso. I tuoi movimenti controllati, neanche una mano alla bocca, nessuna mossa scomposta. L'orario nei suoi limiti rispettato, e la distanza. Molte le analogie alla guerra, troppe. Allora pensi a quei piccoli bambini soldato e a chi ti dice: "guariranno". Non c'è prezzo e non c'è sconto come nel lamento infantile che sentivi in ospedale, e alzavi il volume per non ascoltare. Troppo tardi, ti è entrato dentro e sai che è troppo simile al tuo per poterlo ignorare. A nessuno tutto questo, a nessuno l'augureresti mai. E ti volti ora indietro, ora che torni e ti chiedi quel che è stato, quel che è rimasto. Trovi spazio per il sorriso, per il piacere. Stai abbandonando pian piano quella diffidenza per un mondo che si era fatto forzatamente alieno. Mentre riprendi il contatto capisci che non c'era modo di farlo prima. Ti sei allontanato da tutto per non lasciare altri spazi, hai dovuto dimenticare, hai dato fuoco a quel che era perché non fosse più e non ti potesse nuocere. Ritirandoti e lottando, ora finalmente ti riposi e inizi a ripartire. Non c'era tempo di farlo prima. Non c'era tempo a guardar ferita e neanche per sentirla. Si doveva continuare la lotta. E adesso che questa si fa diversa, sicuramente meno dura, adesso che forse il nemico si ritira, adesso ti guardi un po' attorno. Ancora sei accaldato, la testa pesante e il respiro a riprender fiato. Dove hai combattuto intorno a te giace il tempo passato. Senza abbassare la guardia, capisci: sai che ti sei comportato bene, sei fiero di te stesso: hai la testa alta mentre ti tocchi un braccio per sentirlo intero. Ora, forse per la prima volta, sai cosa vuol dire... E allora capisci che non vuoi perder tempo perché come tu dici "il tempo è poco" e la frase ti scappa con una naturalezza tale da essere disarmante persino per le tue stesse orecchie. Cerchi la coscienza delle tue azioni, una parola sottoposta all'equilibrio nel pensiero. E per trovarlo quell'equilibrio ti affidi anche alla soddisfazione effimera come pulire a sera quella pipa nera, la tua preferita. Persa e ritrovata, fedele compagna del prima dove prima è un tempo remoto. Quella è la tua pipa e nel fornello ci vedi il ritorno, nel tenerla in mano senti la ricostruzione. Anch'essa insieme al resto è testimonianza concreta del fatto che ci sei ancora, che sei ancora vivo: il senso del tatto.&lt;br /&gt;Mentre vai avanti sì, forse uno sguardo cade all'indietro ma meglio un presente in cui accorgi che ci prendi gusto. E ci prendi gusto ad esser te stesso. Se ti chiedevi una sfida ti sei convinto: forse sai meglio, con amara consapevolezza, fin dove puoi arrivare. Pur cercando di restar lontano dalla trappola della presunzione e della sicumeria ti chiedi incerto del tuo raccontare, del tuo essere. Qualcuno ti guarda stupito, qualcun'altro interessanto. Qualcuno, ne sei certo, pure annoiato: a volte te stesso. Intanto hai l'ammirazione di molti, ma non ti senti certo un eroe. Un bravo combattente, quello sì. A chi ti ha detto che hai avuto coraggio rispondi che son le circostanze che rendon l'uomo coraggioso. Ripensi alla paura che avevi degli aghi.&lt;br /&gt;Alla consapevolezza s'accompagna il dovere del ricordo, assieme a quello d'allegria. E la tua esperienza si fa un filo, che vorresti accompagnasse nel labirinto perché accanto a te resta l'amarezza, la maledizione di essere solo uno dei tanti, e tanti ancora dopo di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-521122420478377212?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/521122420478377212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=521122420478377212' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/521122420478377212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/521122420478377212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/24-luglio-guerrieri.html' title='24 luglio - guerrieri'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-920956057812455493</id><published>2008-07-20T13:24:00.003+02:00</published><updated>2008-07-20T14:35:55.632+02:00</updated><title type='text'>20 luglio - oggi cambiamo registro</title><content type='html'>ohhh... ora ci siamo già di più, benché ancora mi manchi qualcuno all'appello, sapete com'è la celebrità è una droga. A parte gli scherzi come in ogni amore corrisposto, credete davvero che come voi aspettate il nuovo post, io non aspetti i vostri commenti?&lt;br /&gt;Mi rendo conto che gli ultimi scritti non sono facilissimi da commentare e forse (e questa è una pecca) pure da interpretare. Non posso dirvi altro che a me risultano chiarissimi, ma davvero qui si esige da parte del lettore forse un salto di troppo che non è neanche troppo corretto chiedere, figuararsi se uno può chiedere tanti commenti...&lt;br /&gt;e poi appunto, il gusto (forse tipicamente fiorentino) della provocazione. Una cosa non ho capito, se alla fine i post sono stati apprezzati oppure no, che poi in fondo è quello che conta. A me piace in questo momento scrivere così e non smetterò di farlo. Soltanto come m'ha giustamente fatto notar qualcuno manca quel respiro dato da un po' di ironia e diventa invece impegnativo. E allora  cambiamo un po' registro sennò si diventa pesanti e ci si annoia&lt;br /&gt;Ed eccoci dunque ad oggi... e chi è ad oggi G.J.B. ?&lt;br /&gt;Se sia il vostro eroe questo a voi deciderlo... per il momento il sottoscritto è quasi indubbiamente un blogger, ma in primis è uno che sta tornando ad essere  "un allegro cazzone" (definizione non mia ma di David, poiché mai mi sognerei di spacciarmi autore di definizione tanto adatta). E' uno che boh... comunque G.J.B. è qui c'è e ci vuol star bene, che si sente bene anche se ha 1000 globuli bianchi e che avrebbe gran voglia di stare immerso nella buona e bella compagnia. G.J.B. è anche uno che si adatta abbastanza, che ha tante (troppe come al solito forse) idee per il futuro (tra cui un associazione se la volete ancora fare, un libro se trova un editore, ecc..). Il nostro per altro è uno che nel frattempo, tra una giornata fiorentina e l'altra s'è pure trovato il tempo per andarsi a comprare una moto. Una splendida moto: una BMW R1200C da appena 250 kg. Voci di corridoio ci dicono che stia aspettando di avere abbastanza piastrine per poterci scorrazzare sopra terrorizzando vecchiette. Avevo anche in mente un progetto di asta attaccata alla moto a cui appendere le sacche trasfusionali, per poter scorrazzare e trasfondere insieme, ma pare che la motorizzazione civile si sia opposta per problemi di omologazione. Comunque sono anche uno che non può mangiare roba cruda e nemmeno roba cioccolatosa... a presto cari ora vo a mangiare (non roba cruda né roba cioccolatosa ma forse l'ho già detto, che ci volete fare, l'età!)... spengete i cellulari che tanto prima o poi a tradimento vi chiamo tutti... poi tornerò ai blog ermetici vedrete ahahahh&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-920956057812455493?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/920956057812455493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=920956057812455493' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/920956057812455493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/920956057812455493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/20-luglio-oggi-cambiamo-registro.html' title='20 luglio - oggi cambiamo registro'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2276805043684108772</id><published>2008-07-18T16:34:00.015+02:00</published><updated>2008-07-18T22:29:44.613+02:00</updated><title type='text'>18 luglio - si sta come...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una lama, non importa sia di rasoio, una lama e camminarci sopra. Preso in mezzo tra lo stare e il sentire, coperto delle tue stesse attenzioni ti muovi da un luogo all'altro, da una città all'altra con una quasi disinvoltura che non sapevi ti fosse propria. E' uno scorrere del momento stesso, di continuo presente che si differenzia notevolmente dal comune stare. Credendoci molto meno mortali di quanto in realtà siamo. Credendoci più forti, più resistenti, addormentandoci dell'illusione piccola che in fondo capita sempre a qualcun altro. E poi appunto è lontano, tutto è lontano: città, continenti,  case, gente, guerre, malattie... sopravvivendo alla fine in un mondo lontano, a un mondo lontano. Reso e arreso alla nostra indifferenza quotidiana: alla vacanza, al muro imbiancato, al vetro rotto. Ma di tanto in tanto il ghigno strano si presenta, bussando alla nostra porta, ancora macchiata di vernice fresca. E allora cosa rimane per prepararsi, se non l'esaltazione della vita stessa?  Quindi eccoti di nuovo alla ricerca di quel giusto mezzo che non rende la cosa pericolosa  e allo stesso non rinuncia alla piacevolezza della medesima. T'accontenti degli sguardi, delle parole e ti godi la foglia, il corpo, il sorriso. E mentre questo t'accarezza il volto noti, con una punta di distacco, quanto stai bene. Cercando, arrancando per renderlo ancora più tuo: l'attimo, il poco tempo, il fiore breve. Conscio di come ti senti, forse fino alla presunzione, di quelle labbra aperte, dei denti, d'un non-pensiero... e sarebbe troppo banale dire allora che qualcosa dentro si fa più profondo, meglio astenersi non asserire e rimanere a guardare quell'incanto che sembra circondarti. Almeno per il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ancora mille globuli bianchi, alto rischio infettivo eppure ti senti bene, ti sei rasato i capelli, fai pesi, sei a casa. Forse fino a mercoledì...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Il numero di post sono diminuiti perché:&lt;br /&gt;A. Vi siete rotti i coglioni di leggermi&lt;br /&gt;B. E' estate e quindi ci si fa i cazzi nostri&lt;br /&gt;C. Fa troppo caldo per leggere&lt;br /&gt;D. Che palle tutti questi ultimi post&lt;br /&gt;E. Son troppo personali per commentarli&lt;br /&gt;F. Tutte queste insieme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2276805043684108772?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2276805043684108772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2276805043684108772' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2276805043684108772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2276805043684108772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/18-luglio-si-sta-come.html' title='18 luglio - si sta come...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2920579916294198059</id><published>2008-07-13T21:29:00.016+02:00</published><updated>2008-07-16T13:08:49.195+02:00</updated><title type='text'>14-15 luglio - stare e sentire</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Son di nuovo a Milano in un continuo rincorrersi... a Firenze fino a poco fa.&lt;br /&gt;"come stai?" ti chiedon tutti... "come stai?" l'eco continuo che non si stanca a rincorrerti: domanda esteriore e domanda interiore... "come stai?"...già: "come sto?" e sempre quel punto interrogativo in fondo che insiste a pesare. Allora la premessa temporale d'un presente viene subito abbattuta e il tuo pensiero sbatte sul passato, su quel che hai passato. Poi torni a te stesso in una battuta veloce e sorridi a sottendere ciò che puoi solo accennare. "Son qui" rispondi, anche se a volte continui "e se son qui sto bene". Ma per te questo era già sottinteso. E ti si palesa il fatto che la parola si fa diseguale separando il senso comune dal tuo. Sentire e stare han preso strade diverse, per quanto ancora legate proseguono su strani, imprevedibili passi. Lo stesso stare si profila come qualcosa di troppo lontano e di troppo statico. Ti affidi quindi al momento che senti, a quell'attimo felice in cui percepisci il meccanismo organico del tuo corpo e della tua mente portati sul filo vacillante dell'equilibrio: e indovina chi fa l'equilibrista? E mentre stai ancora a chiederti se ci sia rete di salvataggio quel "come stai?" diventa  un "come ti senti?". Allora a serate spargi la falsa notizia che quasi nulla sia cambiato eppure, tutto uguale tutto diverso, e quel "quasi" che ti frega. Vai avanti con i tuoi amici che insieme a te, da bravi compagni , si voglion finger persi. Ritrovati in una sera sulle rive del tuo fiume mentre qualcuno a ridere qualche altro a ascoltar la chitarra che suona una perfetta pantomima, una splendida commedia riuscita nel suo sgambetto al tempo. Solo questione di poco e l'orolgio si rialzerà. Ma diversi minuti intanto son colati via nella caduta, andando a tessere la storia d'una personale favola estiva in cui poco importa. O forse già l'atmosfera stessa sfuma in un sogno e il tuo piccolo popolo avanza marciando a braccetto con le piccole ore. Folletti e fate si sa, son pericolosi, ladri di troppe cose: alla fine quanto meno ti ritroverai senza giacca. Però hai scacciato il demone e i mala tempora si son disciolti tra le parole: quelle dette e quelle sospese. Una nuvola di fumo ti confonde lo sguardo lasciandolo libero: libertà in cui ti vuoi perdere e lo fai con gran piacere. Un paio di giorni dopo, il soffio del vento dolce è quasi lo stesso: sei solo adesso e stai osservare l'acqua che si increspa nella fontana. La gente affrettata a far da cornice e forse mi sento bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo era vero specialmente stamani prima di fare l'emocromo e lo è abbastanza ancora se ci ripenso. Se invece ripenso a come sto e che ho appena 1000 globuli bianchi mi girano di brutto i coglioni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2920579916294198059?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2920579916294198059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2920579916294198059' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2920579916294198059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2920579916294198059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/14-15-luglio-stare-e-sentire.html' title='14-15 luglio - stare e sentire'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1884300177358208441</id><published>2008-07-09T21:05:00.003+02:00</published><updated>2008-07-09T21:32:11.083+02:00</updated><title type='text'>9 luglio - ritorno2</title><content type='html'>Ed eccoti, di nuovo a Milano, di nuovo a Firenze. Cos'è un ritorno? Cos'è il tuo ritorno? Niente di quello che ti aspetti e poco di quello che vorresti. E' un risveglio in un Paese (il tuo) ormai distrutto. Distrutti i tuoi occhi segnati dai tristi incontri, distrutte le tue mani che son state tanto lontane e le tue braccia bucate. Le tue gambe ormai stanche dal lungo cammino fermo. Cos'è un ritorno? Un ritorno è passare i minuti a guardare una foglia e una formica e trovarci il mondo. Hai capito l'importanza del distacco, eppure non ne sei ancora padrone. Come dell'unicità: solitudine della sofferenza, sofferenza della solitudine. Eppure sei qua, la testa alta o almeno così ti illudi mentre intuisci il nostro lento sopravvivere. E sai la tua vecchia vita come mai più la vivrai. Ogni cosa ha una luce diversa, né migliore né peggiore, ma i filtri ti sembran caduti e tu sei rimasto senza lente.&lt;br /&gt;Dal vivere al sopravvivere, e tanto tempo non è passato solo per te ma per l'intera terra tua. Gli amici han cambiato parole, e sguardo. E il tuo pure non è più lo stesso ma smarrito, impaurito quasi di sé stesso e di quant'altro intorno. E ora ti circonda l'interrogativo, così te ne stai nel silenzio di te stesso, rifugandoti nelle finte certezze di un pensiero lontano. Sei un privilegiato uno sventurato? Dipende solo dai punti di vista. E di nuovo dal solito bicchiere: mezzo vuoto e mezzo pieno, dal solito respiro, sospiro: mezzo vuoto e mezzo pieno. Smagrito dal guardarti intorno ti avvicini al pasto. E anch'esso è diverso. Casa non è più casa: le pareti son cambiate e i libri non ti dicon più le stesse cose lasciandoti in una solitudine critica, quasi identitaria. Oppure no... è il solo il "tu" rispetto agli altri, solo una nuova proiezione di sé verso un qualcosa, o forse verso qualcuno. Ma ormai è esistito solo il presente e ti chiedi se quel tuo petto che è stato atrofizzato ritroverà motivo. Quale passo poserà il piede, così lo stesso così diverso? E le strade e la gente e il tuo specchio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1884300177358208441?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1884300177358208441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1884300177358208441' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1884300177358208441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1884300177358208441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/9-luglio-ritorno2.html' title='9 luglio - ritorno2'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4278662823117007774</id><published>2008-07-03T22:02:00.007+02:00</published><updated>2008-07-04T01:09:08.410+02:00</updated><title type='text'>3 luglio - Son tornato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Son tornato. E stavolta son tornato per ritornare. Non per ripartire. Son tornato anche a Firenze e son tornato possibilmente per restare... non nel senso che adesso me ne sto bel bello qua e non dovrò tornare spesso a Milano, ma nel senso che è diverso l'approccio rispetto alle precedenti toccate e fughe. La differenza che c'è tra una boccata d'aria e l'idea di aggrapparsi a una zattera che ti riporti a riva. Difficile dire cos' è un ritorno, un ritorno lo sa solo chi lo vive o meglio spesso lo subisce. Forse è un ossimoro, una contraddizione. Allo stesso tempo improvviso eppure dilazionato. I tempi non collimano: quello che sei e quello che eri, il tuo sguardo diverso, e qualcosa di diverso intorno. Ciò che vorresti fare, tutto insieme magari. L'incertezza delle possibilità e la certezza che dovrai delle scelte. E' il viaggio passato a pensare a tutti quei volti che vuoi vedere e rivedere, conoscere e riconoscere. Ai progetti che hai. Il ritorno è tutto ed è sapere che sarà tutto diverso. Questo e anche la banalità di tante situazioni del quotidiano come una doccia o la tastiera sulla quale ora scrivo.&lt;br /&gt;Oggi son palloso. Ma son tornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via questo l'ho scritto appena tornato, ora scrivo un altro po' prima di andare a nanna perché qui nello studio ho accanto la finestra aperta che mi fa quel riscontro giusto giusto, quel venticello lieve che stai proprio bene. E che vi dico... boh son contento che la foto sia stata apprezzata. Che "tremate tremate le streghe son tornate". Che a parte tutto spero pian piano di poter incontrare tutti quanti. Oggi è stato bello quando son tornato ripensavo a tutte le persone che volevo vedere e mi sembrava di non finire più. C'è lui e poi lei e poi e poi... bello davvero. E ognuno conservava il suo posto e ognuno era tra le prime persone che volevo vedere. Questo ovviamente non è possibile, e mi è un po' un dolore non poter incontrar subito ciascuno. Non voglio far adunate perché poi vedo tutti insieme ma per veder tutti finisce che non sto con nessuno. Allora abbiate pazienza anche perché io, non so voi, preferisco vederci singolarmente, è un po'più intimo no? Lunedì comunque vado di nuovo su ma in fondo spero di aver un po'più di tempo per noi da ora in poi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora lo giro io il coltello nella piaga. Con qualcuno di MILANO che voleva venire prima di ME a FIRENZE. E per giunta ha anche provato a prendermi per il culo sul MIO BLOG per questo... Ora io capisco tutto ma già un milanese che prende per il culo un fiorentino è un ossimoro. Tanto più su una cosa sacra come la sua città. Quindi cara Emanuela: leggimi pure stanotte mentre io son a dormire nel mio bel lettino candido di casa, che io nella mi' Firenze ci son già da oggi, e per giunta ci son pure nato e ci sto parecchio bene!Eh tu credevi davvero di venir qua prima di me? Oh grulla! Ma guarda un po' te 'sti milanesi! Stai un po'su a farti curar da loro e si credon per questo chissacché, ma roba da matti. Telefonami piuttosto quando arrivi va' che tanto il numero lo trovi in cartella clinica (e 'un mi dire che 'un tu c'hai l'accesso alle cartelle perché 'un ci credo manco a volere guarda!)... E ora pena poco (come dice la mi'nonna quando c'è da sbrigarsi a far qualcosa) che c'è da fare i prelievi delle 5!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto e "buonanotte"(vero?)&lt;br /&gt;con affetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Sempre per Emanuala: pensa un po' che bischero che sono: oggi in un afflato di bontà (prima di leggere il blog) ero venuto pure a cercarti su in reparto per farti un saluto. Proprio bischero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4278662823117007774?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4278662823117007774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4278662823117007774' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4278662823117007774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4278662823117007774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/3-luglio-son-tornato.html' title='3 luglio - Son tornato'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5325756324374673531</id><published>2008-07-03T01:26:00.004+02:00</published><updated>2008-07-03T02:12:16.522+02:00</updated><title type='text'>2-3 luglio - Per aspera ad astra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ed eccolo il nostro eroe in tutto il suo splendore. La foto dai cui sopra è stata scattata il 2 luglio 2008 e mi presento a voi vestito nel modo in cui passo la maggior parte della giornata: ovvero con un'improbabile yukata (la vestaglietta) portatami da mio fratello anni or sono dal Giappone, gli occhiali semi-da-sole anche in casa perché mi dà noia la luce dello schermo del computer, e "Clara" la mia prima favolosa chitarra acustica (una eko ranger c6 se non ricordo male). Ovviamente io non so suonare, ma questi son dettagli, magari in questo tempo che son quassù se mi applico un po'qualcosa imparo. O almeno questo ho pensato al momento del folle acquisto. Non credo tuttavia che diventerò mai un grande chitarrista, però almeno saper strimpellar due note sarebbe carino. Riuscirò ad imparare senza scoraggiarmi prima? Con la musica ho sempre avuto un brutto rapporto... Chissà, stiamo a vedere, dalla mia ho un valente amico chitarrista che ha un bell'entusiasmo e mi vuole insegnare. Vorrà dire che io gli farò un corso di fotografia. Ma la vera sorpresa effettivamente è che per la prima volta ho messo come intestazione una foto del nuovo "me" e non una delle tante foto della Corsica (come son stato bene in Corsica). E un po' son cambiato però... Sì, sì, non so se si vede nella foto ma adesso son biondastro (o castano chiaro) e per altro sto pure cambiando gruppo sanguigno (quest'ultimo mutamento poi dalla foto traspare perfettamente)... un'esperienza mica da poco! Nei giorni passati ho cercato di vincere, con un certo successo, la desolazione di milano2. Prima con un bel pomeriggio di sole per i fatti miei a Milano città. Sottolineo per i fatti miei perché son abituato a vivere e muovermi sempre con qualcuno accanto che mi accompagna. E invece no, solo soletto per la prima volta da mesi ho messo piede in un negozio (mascherina ben calzata) e sono andato a comprare la chitarra e un paio di libri. Tra l'altro aveva piovuto la sera prima quindi ho approfittato del clima accettabile. Il giorno dopo mi son incontrato per una birretta con Paolo, studente di infermieristica al S.Raffale, con il quale avevo legato in reparto subito dopo il trapianto. Oggi mi son riposato e baloccato un po', ho anche fatto i miei primi due accordi... insomma vi faccio un po' l'elenco dei grandi avvenimenti che mi circondano. Giornate intense come vedete, mentre molti di voi si squagliano nel caldo irreale di Firenze, quando anche l'asfalto ribolle. Ciò nonostante mi manca la mia città e ancor di più i miei affetti, che ben varrebbero il caldo. Ma non so ancora quando potrò tornare. Per ora accontentiamoci di questi due giorni passati bene e speriamo di continuare e di vederci presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un abbraccio, un bacio, quel che volete&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. "E la parte di riflessione?" potrebbe chiedere qualche avido lettore (davvero almeno 10 persone che non mi conoscono personalmente mi leggono??? Mah... però mi fa piacere)... La parte di riflessione la lascio a Yukio Mishima la cui lettura è senza dubbio interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"soltanto in anni recenti ho capito che basta praticare il kendo e brandire una spada di bambù per evadere, anche se per brevi istanti, dal pantano del nichilismo. Mi sono occorsi molti anni per poter comprendere che l'azione più semplice ha il potere di risanare dal morbo della letteratura..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yukio Mishima Lezioni spirituali per un giovane samurai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5325756324374673531?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5325756324374673531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5325756324374673531' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5325756324374673531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5325756324374673531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/07/2-3-luglio-per-aspera-ad-astra.html' title='2-3 luglio - Per aspera ad astra'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5414349857195275613</id><published>2008-06-29T10:58:00.003+02:00</published><updated>2008-06-29T11:39:04.627+02:00</updated><title type='text'>dom. 29 - dalla desolazione</title><content type='html'>Posto che credo che chi ha freddo vince su chi ha caldo perché chi ha freddo rischia di ammalarsi al contrario di chi ha caldo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos'è che rende un Uomo felice? Sto quasi-bene appunto e sono totalmente isolato dal mio ormai vecchio mondo. Lo stare male per sua intrinseca natura annebbia il pensiero o meglio lo concentra su un desiderio di finirla con quello stato... dopodiché lo stare male lascia spazio a uno stare quasi-bene e dopo i primi giorni il pensiero torna libero di spaziare verso ogni méta possibile. Il che è giusto e naturale e rende anche felici se sostanzialmente la vostra sistemazione vi soddisfa. Sostanzialmente sto in casa la mia attività di maggior rilievo consiste nel ricordare, mentre il maggiore scambio affettivo che ho è per la maggior parte rappresentato da questo blog. Lascio a voi il compito di intuire altre considerazioni che risulterebbero altrimenti volte a suscitar pena e magari di cattivo gusto. Però se qualcuno ha una giornata per venirmi a trovare gliene sarò grato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche tempo fa ebbi modo di scrivere questo su un quadernetto dato che stare al computer mi crea problemi agli occhi, ve la ripropongo così avete da leggere qualche cazzata in più:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c'è qualcosa sulla quale ho pochi dubbi è quella di appartenere a una minoranza. Insieme comunque a molti altri. Appartengo a una minoranza fortunata sia da un punto di vista economico (tanto globalmente quanto all'interno del Paese). E appartengo culturalmente a una minoranza (non nel senso che faccio parte di un' elite che ha letto tanti libri, quanto piuttosto che non sento né vedo diffusa la mia cultura intesa anche come modus vivendi). Ma qui il problema si fa più complicato per la difficoltà di quantificazione della seconda affermazione.&lt;br /&gt;Un tempo l'appartenenza culturale era più facilmente riconducibile a delle "case politiche" di riferimento: il vecchio socialismo, il comunismo, l'azionismo e anche la Democrazia Cristiana si ponevano a rappresentare un modello per vivere. Vi era dunque un rapporto in parte bilaterale, in cui all'individuo, al particolare corrispondeva l'ideale, il generale. Ancora adesso ci si attacca a categorie passate, poiché ancora siamo stati incapaci di crearne di nuove. E si è virato verso una deriva personalistica in cui è il "leader" a dare il nome al modo di fare o alla corrente politica di riferimento (le "primarie" sono l'apogeo di questo costume dilagante). A quello delle "case politiche" dunque si è sostituito" un modello di improbabili "capi famiglia" privi in realtà di ideali costanti di riferimento. I risultati si presentano per esempio in due formazioni che presentano programmi molto simili tra loro alle elezioni. E i "leaders" hanno tale arroganza da voler spazzare via ogni forma di aperta opposizione. Sia essa all'interno di un Paese o di un partito.  Quali siano i rischi per l'impianto democratico è sotto gli occhi di tutti, con una divisione dei poteri e delle competenze ormai fattasi estremamente labile. E in questo quadro matura e cresce un clima di ovvia disillusione antipolitica che pone la maggior parte della popolazione in una posizione di vessazione e di sconfitta. Sia essa di destra o di sinistra. Un senso generale di sbando che alimenta un caos favorendo di nuovo il venir meno delle istituzioni democratiche. Si sa, che la risposta la si cerca spesso ne "l'Uomo della Provvidenza" o "l'Uomo Forte" che dir si voglia.&lt;br /&gt;Mi chiedo quanto spazio ci sia per una strenua ed eroica resistenza e quanto invece ci si possa chiudere in una rassicurante torre d'avorio. a farci i cazzi nostri e "al culo tutto il resto" come dice Guccini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;da una desolata solitudine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5414349857195275613?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5414349857195275613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5414349857195275613' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5414349857195275613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5414349857195275613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/posto-che-credo-che-chi-ha-freddo-vince.html' title='dom. 29 - dalla desolazione'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6105587512444076900</id><published>2008-06-23T19:06:00.002+02:00</published><updated>2008-06-23T19:26:09.430+02:00</updated><title type='text'>23 giugno - la rivoluzione dei meloni arancioni</title><content type='html'>Che dire? Siamo dalla parte sbagliata della barricata, più di una volta in passato mi son detto ma non potevo nascere in Spagna? E invece son nato in Italia e quindi sì, mi piace il calcio, mi piace guardarlo e mi piace forse anche di più giocarlo... o meglio mi piaceva perché passi i tempi del liceo a giocare dappertutto ma preferibilmente sull'asfalto di quello duro che quando cadi ti distruggi (ho ancora le cicatrici sulle mani). Poi arrivi all'università inizi ad averci la ragazza, una cazzata e un'altra ti impigrisci e smetti di giocare...  non sapete in realtà adesso la voglia che avrei di farmi una bella partita coi miei amici. Comunque ieri han vinto gli Spagnoli: pare che gli spagnoli ultimamente siano un po'più avanti di noi e noi invece apparteniamo a quella difficile categoria degli sconfitti. Mica facile appartenere a 'sta categoria. E soprattutto poterlo fare a testa alta. Per esempio adesso ci voglion proprio mogi mogi, ma noi alla faccia loro rideremo aspettando fiduciosi la futura rivoluzione dei meloni arancioni...&lt;br /&gt;no non sto delirando, o forse sì, appena un pochino. Ma che ci volete fare troppa libertà dà alla testa e anche le parole possono sembrar libere sciolte ormai dai loro legacci. In realtà avrei voluto parlare degli sconfitti in maniera diversa, più bella, poetica o quant'altro ma adesso, quando mi son messo davanti a questo schermo, mi è venuto questo e di questo ci dovremo accontentare per ora. Che si scrive a uno quasi-sano? Boh... quello che vi pare. E io da quasi-sano quasi quasi mi lamenterei del caldo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6105587512444076900?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6105587512444076900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6105587512444076900' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6105587512444076900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6105587512444076900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/23-giugno-la-rivoluzione-dei-meloni.html' title='23 giugno - la rivoluzione dei meloni arancioni'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4527651823609634099</id><published>2008-06-20T14:48:00.003+02:00</published><updated>2008-06-20T15:05:13.868+02:00</updated><title type='text'>20 giugno - mi piace...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per una volta il silenzio dei giorni scorsi è dovuto a una grande pigrizia, a un lieve ritorno alla vita per così dire "normale" e al suo dolce e quieto trascorrere in pace. Sarò sincero, ne ho bisogno. Mi piace dormire senza infermieri che ti rompono i coglioni alle sei del mattino, mi piace dormire in generale, mi piace camminare sulle mie gambe, mi piace potermi scegliere i vestiti e non solo stare in pigiama, mi piace potermi lavare quando mi pare a me e potermi pure fare una doccia, mi piace mangiare un piatto caldo appena fatto, mi piace potermi sbracare sul divano, mi piace poter cazzeggiare quanto voglio, mi piace poter uscire di casa, mi piace poter prendere un caffé, mi piace il quieto vivere, mi piace non aver agocanule in giro per il corpo, mi piace non dover essere sbucherellato tutti i giorni per i prelievi del sangue, mi piace stare complessivamente abbastanza bene, mi piace mangiare con i miei genitori su un tavolo con un coltello e una forchetta e un bicchiere decenti e non di plastica. Ci sono anche cose che non mi piacciono o che mi piacerebbero ma ancora non si può, ma queste sono altre storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;son pigro e per ora è tutto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. A chi si avvilisce per la cialtronaggine, piuttosto che per come va il mondo, o per questo governo o per questa opposizione (quale?) o quant'altro. Suggerisco di fare come ci insegnano: guardate dall'altra parte o meglio, in fondo siamo ai quarti di finale, no? Altrimenti se proprio non ce la fate, c'è sempre il Vernacoliere con cui consolarsi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4527651823609634099?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4527651823609634099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4527651823609634099' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4527651823609634099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4527651823609634099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/20-giugno-mi-piace.html' title='20 giugno - mi piace...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1248126674963809040</id><published>2008-06-15T12:33:00.002+02:00</published><updated>2008-06-15T13:01:03.525+02:00</updated><title type='text'>15 giugno - coming home</title><content type='html'>Ebbene sì, eccomi finalmente da qualche giorno a  casa...&lt;br /&gt;mi son riposato un po'oggi finalmente vi scrivo qualcosa  e traccio un punto sulla situazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si sto meglio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si ho di nuovo i capelli in testa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si mi sto rimettendo in forze (anche se ci vorrà un bel po' perché dopo tanti mesi su un letto d'ospedale son magrino magrino)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si finalmente il mio emocromo non è niente male tanti globuli bianchi e cose varie per cui il donatore cipriota sembra star svolgendo bene il suo lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;no non credo che tornerò a breve a Firenze non chiedetemi quando perché non lo so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si mi potete venire a trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;no non potete portare il vostro ratto di compagnia con voi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ah si il trapianto sta andando bene, il nuovo midollo ha attecchito bene e speriamo di andare avanti così. Ora cosa si aspetta? Si aspetta che con il tempo le condizioni si stabilizzino e vadano sempre in migliorare, si aspetta che il nuovo midollo finisca di mangiarsi tutte le tracce ancora presenti della malattia, si aspetta di guarire definitivamente insomma... quanto ci vorrà? Un po'... mesi e mesi credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto però godiamoci un po' di vita fuori dall'ospedale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON CI VOGLIO PIU' RIENTRARE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1248126674963809040?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1248126674963809040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1248126674963809040' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1248126674963809040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1248126674963809040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/15-giugno-coming-home.html' title='15 giugno - coming home'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4364748037821680443</id><published>2008-06-10T12:42:00.000+02:00</published><updated>2008-06-10T13:22:11.556+02:00</updated><title type='text'>10 giugno - Resistere! Resistere! Resistere!</title><content type='html'>Resistere! Resistere! Resistere!&lt;br /&gt;Ieri sera ho avuto la malagurata idea di andare a leggere il giornale su internet prima di addormentarmi... pessima idea. Roba da vergognarsi di far parte del genere umano. Non starò a fare un elenco delle notizie lette. Però è una cosa da non fare prima di andare a letto quella di leggere il giornale. Eppure alla mia età dovrei aver imparato. Comunque stamani mi son convinto e ne sono sempre più convinto. Resistere! Resistere! Resistere! Mi sembra che in questo momento più che in altri passati si viva un senso di disgregamento mentre tutto va puttana. Ho la presunzione di pensare che questo blog sia stato una piccola risposta e possa continuare ad esserlo. Io vorrei che fosse così.. Un momento di soliderietà quotidiana, di riflessione, di pace sostanzialmente. Una pace di cui abbiamo tremendamente bisogno. In guerra tra lavoro, impegni vari, traffico, competizioni di ogni tipo... so di dire banalità e cose già dette. Per farla breve: una boccata d'aria direbbe qualcuno. In questi mesi ho ripensato abbastanza spesso a quanto ottenuto (penso alle donazioni sangue che spero continuiate a fare), e nei limiti ho cercato di pensare a quanto ottenere. Sono sempre più convinto della necessità di far nascere un'associazione da questa esperienza, perché essa possa trovare sfogo e una via possibile di resistenza! Ho anche pensato e ripensato al modo, al come, al perché... mi sono confrontato con alcuni di voi  e molto anche con me stesso. L'associazionismo nasce innanzitutto dalla voglia di stare con gli altri e costruire qualcosa insieme. E questo spero non manchi, anzi a mio avviso ne abbiamo un gran bisogno. E da costruire c'è tanto. In Italia e fuori. Sarò sincero non so fare progetti di cooperazione internazionale, e anche sul locale è un mestiere che non è il mio. Ma conosco bene molte associazioni (dall' ANT, all'AIL a Libera, all' ARCI) giusto per fare qualche esempio che han un gran bisogno di soldi per progetti di soliderietà di ogni tipo. E allora innanzitutto potremmo avere il piacere di ritrovarci tutti, magari a cena (auto organizzata), a far festa e con i soldi ricavati finanziare progetti di queste associazioni che già operano su tanti settori. Cene, eventi culturali da organizzare per racimolare soldi da mandare in beneficenza insomma. Che in fondo è la cosa più semplice e se uno non ha voglia o modo di impegnarsi per organizzarla (la cena o l'evento), in fondo basta che venga a partecipare. Poi magari la cosa si sviluppa e ci faremo progetti per i fatti nostri però al momento mi sembra la cosa più semplice. Non ho comunque dimenticato il vecchio progetto di andare a parlare di droga e di sostanze psicoattive nei licei. Ho ripensato alle conoscenze che uno dovrebbe avere per parlare di questi argomenti con cognizione di causa. Troppe, troppo profonde. Però... però sono ancora convinto di quel dicevo (anche perché l'ho visto con i miei occhi facendo lezioni nei licei e stando a contatto con i ragazzi è naturale parlare anche di questi argomenti)... mi pare che a Bologna sia partita poco tempo fa una sperimentazione per cui in assenza dell'insegnante i ragazzi dell'ultimo anno vanno da quelli dei primi a fare educazione sessuale... l'idea di fondo dovrebbe essere la stessa. Tanto di quelli della mia generazione quante ne abbiamo vista di droga!!! Poi se ne parlerà meglio e si affinerà la cosa con quelli maggiormente interessati. E' ovvio per altro che comunque una conoscenza di base dell'argomento sarà richiesta...&lt;br /&gt;insomma son cose a cui non vorrei rinunciare...ma ci sarà tempo per realizzarle. Ho anche capito che finché non sono a Firenze in pianta semi-stabile, tutte queste rimangono belle idee, bei progetti...ancora un po'ci vorrà. Però ogni tanto mi piace guardare al futuro, tirare qualche sasso nello stagno.&lt;br /&gt;Speriamo di vederci presto, per altro spero che la dimissione sia imminente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resistere, resistere, resistere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4364748037821680443?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4364748037821680443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4364748037821680443' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4364748037821680443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4364748037821680443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/10-giugno-resistere-resistere-resistere.html' title='10 giugno - Resistere! Resistere! Resistere!'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3589414306121758482</id><published>2008-06-04T08:42:00.001+02:00</published><updated>2008-06-04T10:12:34.978+02:00</updated><title type='text'>mercoledì 4 giugno - di schiettezza</title><content type='html'>Chi mi conosce sa che ho il bel difetto, o il brutto pregio, comunque sia la caratteristica di essere in linea di massima una persona sincera o quanto meno schietta. Mi piace pensarmi come un buon chianti. E dunque mi piace esser chiaro e cercar di dire le cose per come a mio avviso stanno o meglio come io penso che stiano... in politica questo atteggiamento mi ha comportato qualche (e forse anche più di qualche) problema. Ho anche spesso detto o fatto ben capire a chi mi stava sulle palle, che mi stava sulle palle chiunque fosse, cercando di addurre magari anche qualche motivazione. Pane al pane, vino al vino appunto. Ciò non ha sempre suscitato le migliori simpatie in chi mi stava intorno, anche se qualcuna ne ha suscitata. Quasi sempre però credo o spero che mi abbia valso almeno il rispetto del mio interlocutore. Poiché per me in fondo, non essere ipocrita è una questione di rispetto verso di sé e verso gli altri. Qualcuno tra i lettori forse ricorda anche qualche episodio particolare dove il mio "carattere" è venuto fuori in questo senso... Tutto questo panegirico per dire che non farò eccezione adesso. E rispondo dunque a chi mi scrive ed è in difficoltà e ha cercato "qualcuno che avesse affidato le sue emozioni da malato ad un blog".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Daniela,&lt;br /&gt;innanzitutto ti esprimo la mia solidarietà umana che poco altro purtroppo posso fare. Ti ringrazio per l' "in bocca al lupo" e urlo "Crepi!". Ovviamente l'augurio di buona fortuna è reciproco. Per il  resto io non credo di aver "affidato le mie emozioni di malato ad un blog". In linea di massima non mi piace parlare di malattie e non mi piace parlare di sofferenza. Spero sinceramente di aver parlato di altro finora e, al limite, di aver preso spunto da una situazione di disagio per trarre altre riflessioni. Per me parlare della bontà del melone è voler dire quanto può essere buono un melone o che bel gusto può avere la vita. Tutto qua. Questo blog, nel tempo, ha voluto essere più un inno alla vita che il blog di un malato, non so se è riuscito nell' intento. Ma di fondo per me l'intenzione è quella. Un'intenzione che andrà avanti anche dopo la fase in cui è nato, che è effettivamente una fase di malattia. Per altro credo nel potere evocativo delle parole quindi mi tengo ben lontano da certi argomenti come da domande più grandi di me, alle quali per fortuna non so rispondere.&lt;br /&gt;Spero che tu non te ne abbia a male di queste mie parole che son sincere come sinceri sono i miei migliori auguri di superare questo momento difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con affetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il resto, no non mi fa piacere leggere i commenti sul blog... ma si che mi fa piacere o che domande mi fate? Quante volte ho detto che mi piace leggere i vostri commenti? Oh che vu avete bisogno di sentirvelo ridire? A volte e mi sembrate di quelle che dicono che son brutte per farsi dire il contrario dagli uomini vicino... che poi mi vien voglia di dire "sì è vero" solo per far dispetto... scusate di nuovo la schiettezza ma: "facciamo poco le belle fihe..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;concludiamo in bellezza, non male: "circospezione" ispezione dei dintorni. Io una volta ho tradotto: "Paulo postea" (poco dopo) con "Paolo dopo". Questo Paolo appariva a mezza versione e poi spariva per sempre... mah...per il resto per fortuna la versione era fatta bene... un'altra volta ricordo di aver tradotto "lussuria" al posto di "lusso"...ehehehe. Infine ho assisistito a qualche perla universitaria. In una delle poche lezioni di lettere che ho seguito il professore stava tentando di rendere il pathos di una poesia di Leopardi nella quale un' antica greca si trafigge il petto con il "rozzo ferro"... "perché rozzo?" chiede il professore rivolto più a sé stesso che alla platea. Si alza e prende la parola il mio vicino: codino, vestito male, sui trentacinque anni: "perché al tempo dei greci il ferro non era molto ben lavorato, o addirittura non esisteva." Poi ti chiedi perché uno smette di andare a lezione...&lt;br /&gt;perché finisice gli esami da non-frequentante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bon s'è fatto tardi (si fa per dire)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3589414306121758482?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3589414306121758482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3589414306121758482' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3589414306121758482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3589414306121758482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/mercoled-4-giugno-di-schiettezza.html' title='mercoledì 4 giugno - di schiettezza'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6339855358110853507</id><published>2008-06-01T09:22:00.000+02:00</published><updated>2008-06-01T09:25:35.919+02:00</updated><title type='text'>1 giugno - ...pazienza e pazienti</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sono ancora in ospedale a fare cure, chiuso in una stanza, di nuovo a scrivervi. Non so dirvi se la mia sia esattamente “pazienza”. O meglio sicuramente lo è ma in un'accezione forse diversa dal senso ampio dato comunemente. Sicuramente non c'è un aggettivo migliore per indicare una persona ricoverata in ospedale. Il “paziente” infatti, altri non è che uno che deve sopportare un iter per quanto lungo esso sia, appunto con pazienza. Per fare un esempio di vita comune si è tutti un po' dei “pazienti” quando si è incolonnati nel traffico. In fin dei conti, se il traffico è di quelli veri allora la sensazione può essere simile. Da punto A voglio arrivare a B. Per B ho un unica strada sulla quale, in linea di massima, non posso influire. Questo che inizia è l'ottavo mese di cure dagli inizi di novembre 2007, siamo a giugno del 2008. Tanti mesi, tanto traffico, tanta pazienza. E so per esempio che dovrò star qua almeno un altra decina di giorni. La pazienza è forse la capacità dell'Uomo di sopportare una situazione spiacevole rapportandosi alla sua percezione temporale. Potrei continuare facendo filosofia spicciola da ospedale ma non ne ho sinceramente voglia. Non so però se vi siete accorti di come si sia andata diradando la frequenza di aggiornamento del blog... casualità, direte voi o magari non ha voglia... non è propriamente una mancanza di voglia direi piuttosto che la latitanza è dettata da altri motivi. Fortunatamente fisicamente la sofferenza è davvero poca se non nulla. Direi più che ho fastidi. Ma allora di che vi parlo? Di pazienti giornate ospedaliere o di un unghia che mi dà noia? Non sarebbe evasivo, e in fin dei conti neanche troppo interessante a meno di non provar gusto nei guai altrui. Vi potrei parlare dei miei sogni, ma i sogni si tessono su tele di ragno e si ha un certo riguardo nel mostrarli agli altri... vi potrei raccontare di quel che mi manca, di quel che era la mia vita prima, di qualche ricordo, ma il rischio è di girarmi il coltello nella piaga... e allora aspetto, con pazienza, quel giorno in cui potrò dire che sono uscito, che sto bene, che son tornato a casa. Quel giorno in cui vi potrò guardare negli occhi o raccontare le emozioni belle della nuova vita che mi attende... io aspetto con pazienza quel momento, certo che non sia troppo distante e nel mentre so di scriver poco, perché in fondo adesso s'accompagna poco la parola...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;a presto&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6339855358110853507?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6339855358110853507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6339855358110853507' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6339855358110853507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6339855358110853507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/06/1-giugno-pazienza-e-pazienti.html' title='1 giugno - ...pazienza e pazienti'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2733859404621002548</id><published>2008-05-28T12:32:00.000+02:00</published><updated>2008-05-28T12:34:54.879+02:00</updated><title type='text'>28 maggio - ... un punto sulla situazione</title><content type='html'>Ed eccoci qua, ancora in corsa, in sella, in ospedale. Ancora alle prese con la precarietà difficile della malattia e del post-trapianto. Attese per esami, qualche ansia, nostalgie e tanta voglia di futuro scandiscono giorni forzatamente pazienti. Lo sforzo fisico si fa paragone di quello mentale e viceversa con la consapevolezza continua che la prima cosa è non soffrire e quindi consolandosi sempre con quel reggersi, arreggersi a una situazione fisica certo affaticata ma non sofferente. Fortuna non da poco. Premio raro, godetevi anche quel caldo appiccicoso là fuori, quel sudore un po' schifoso e il gelato conseguente, un relax da aria condizionata e da vita di tutti i giorni che ormai mi appare sempre più un ricordo. Mi sento lontano miglia, ma con un gran voglia di combattere ancora, di ritornare a vivere normalmente senza spade di Damocle sulla testa. Quelle che pesano nella paura che la malattia possa ritornare, il trapianto non riuscire perfettamente, e le infezioni sempre in agguato. Spade di Damocle, pendoli nei pozzi che adesso mi trovo a dover esplorare con la convinzione che tra un po' ne sarò fuori. E intanto aspetto in questa stanza, in cui son da solo, una sorta di piccola e personale prigione da cui si esce quando crescono le difese immunitarie. Tanti mesi di stanze d'ospedale, di bucature, di pazienza lasciano una sensazione di essersene un po' invecchiato e soprattuto quella strana certezza che rifaresti tutto, che sei sempre più deciso a arrivare alla fine, sempre più vicina di questa brutta avventura. La concentrazione è massima ogni sforzo teso verso la riuscita finale, mentre sai che solo tu porti il fardello e alla fine sei fiero di te stesso per tutto quel che hai fatto finora. Per continuare le nostre metafore sportive è noto che durante il Giro d'Italia, Coppi, poche curve dietro a Bartali in una salita da ammazzare uno stambecco stesse per scendere dalla bicicletta e ritirarsi preso dai dolori e in quel momento vinto dai tornanti. A quanto ne so Bartali tornò indietro e gli ricordò gli sforzi fatti sia da loro che dalle loro famiglie (in senso economico) fino a quel momento. Gli tirò in faccia la neve per farlo un po' riprendere e la corsa riprese. Coppi vinse il Giro d'Italia ma nulla lo salvò dalle parole del rivale che dopo averlo rimesso in sella gli urlò in perfetto fiorentino “sei solo un acquaiolo” ovvero uno che beve solo acqua... quasi sempre si può scegliere cosa si vuole essere personalmente non ho la minima intenzione di mollare, mentirei se non ammettessi la stanchezza e crampi... ormai son sette mesi di corsa e stiamo per entrare nell'ottavo, sono passati più di due mesi dal giorno del trapianto. Se vi dicessi che tutto scorre perfettamente vi prenderei solo per il culo. Il midollo trapiantato è per ora evidentemente lento, ma sono assolutamente convinto a voler arrivare fino in fondo a questa storia. Non statevi a preoccupare oltre un certo livello per queste parole che però corrispondono a realtà e aspettiamo pazientemente e con la giusta determinazione che l'ordine delle cose sia presto ripristinato. Non sarà facile che mi vediate presto a Firenze, anche se non si può mai sapere... intanto però sto meglio, la prossima tappa è uscire da questo buco...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;w i meloni !!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2733859404621002548?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2733859404621002548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2733859404621002548' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2733859404621002548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2733859404621002548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/05/28-maggio-un-punto-sulla-situazione.html' title='28 maggio - ... un punto sulla situazione'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7928986984084007915</id><published>2008-05-25T01:21:00.004+02:00</published><updated>2008-05-25T02:07:03.178+02:00</updated><title type='text'>notte 25 maggio - lo Stelvio</title><content type='html'>tanto per non ripetere l'angoscioso e angosciante silenzio che ha stretto quei lunghi giorni passati male, vi dico che sto cercando di riprendermi. Sono ancora in ospedale acciaccato, mezzo rotto da tanti punti di vista, ma si spera, in miglioramento... Già... lo Stelvio, e i grandi ciclisti, quelli veri, quelli di un tempo... Girardengo, Bartali (con quel suo naso da italiano in gita - ce l'ho anche io il nasone -), Coppi. Via... ancora mi incantano, quando vedo il ciclismo adesso non mi trasmette quella passione che invece credo abbia trasmesso quando le biciclette non erano tecnologogia allo stato puro e malgrado tutto... mah smettiamola di fare i nostalgici vecchi coglioni però lo Stelvio è duro davvero... ma prima o poi tutto dovrà pur finire no? Anche 'sto giro...&lt;br /&gt;Prima del lungo silenzio mi fu chiesto com'era Milano, e risposi che avrei voluto rispondere con calma. Perché la Milano in cui vivevo era una Milano fatta nuova dalle mie condizioni di convalescente e quindi vi stavo per parlare delle gioie, delle tranquillità, delle piccole paure della mia convalescenza. Non ho fatto in tempo e la realtà mi si è parata davanti con una violenza inaudita, facendomi passare da una dimensione di appena convalescente (illuso di potermela cavare discretamente) a una dimensione da essere di nuovo in ospedale. Tutt'ora sono in isolamento respiratorio. Non vi starò troppo a raccontare le vicissidudine e le ansie che accompagnano il periodo immediatamente dopo un trapianto di midollo... sono solo contento dei tanti "bentornato" che mi avete dato. Prima di questo periodo ho comunque pensato che, superato il collo di bottiglia del trapianto il più fosse fatto, così la vedevo quando sono uscito. I fatti mi han dato torto. E allora ho ripensato ai miei poemi epici: l'Odissea non è forse la narrazione di un ritorno? E poi ho pensato alla realtà, alla storia, a chi, sperso in Russia, o deportato in Germania, aveva sì finito di patire la guerra, stava si tornando a casa, ma a casa ci doveva pur arrivare... e i kilometri erano tanti e le difficoltà pure. Sono convinto che tornerò a casa e spero che il viaggio possa da adesso essere più confortevole e sicuro e tranquillo, ma ho capito che ancora non è affatto finita... quindi pedalare. E grazie per il tifo ai tornanti, mi sento quasi una maglia rosa... avrei potuto scrivere questo post molto meglio, ma sono stanco l'ora è tarda eppure volevo spezzare un po'il silenzio raccolto per sentire meglio il vostro tifo... si dice che le cose migliori arrivino con la calma e la pazienza, e conseguentemente con la costanza di una pedalata dopo l'altra anche io son di quest'avviso...quindi ora ci mettiamo di nuovo in sella e acciaccati continuiamo verso le ultime tappe di questo giro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio "il ciclista"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7928986984084007915?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7928986984084007915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7928986984084007915' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7928986984084007915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7928986984084007915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/05/notte-25-maggio-stanco-ma-bene.html' title='notte 25 maggio - lo Stelvio'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4373948814287138253</id><published>2008-05-20T15:23:00.002+02:00</published><updated>2008-05-20T15:26:18.083+02:00</updated><title type='text'>20 maggio - chi non muore si rilegge</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;“Chi non muore si rivede” recita l'adagio. “chi non muore si rilegge”. Ancora non sono morto però quando ho scritto che avevamo tempo non intendevo esattamente quello che è successo. Mentre scrivo non ho letto alcun commento dall'ultima volta. Credo che non sia stato fatto mistero che sono stato molto male. Inutile descrivere la serie di sofferenze passate. Appunto in parte perché sono passate, secondo di poi perché la sofferenza a volte merita semplicemente il silenzio. Curioso il valore del silenzio, c'eravamo con il silenzio per onorare il primo maggio e ora ci ritroviamo con il silenzio che avvolge e avvolgerà questi giorni terribili. Non ho neanche risposto al telefono... curiosa reazione. Strana  forse certe cose sono troppo intime, non so cosa dirvi se non augurerei mai a nessuno di provare quel che mi è capitato, a nessuno davvero. E purtroppo so che si può stare ben peggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Potrei parlare di eutanasia e accanimento terapeutico ma preferisco parlarvi del melone che ho mangiato oggi. Oggi praticamente per la prima volta da tanti giorni ho infatti fatto un pasto quasi normale, quasi completo. Una mezza frittata una piccola schiacciatina,  e soprattuto una splendida porzione di melone. Io adoro il melone, anche se so che a molti non piace. A me invece quella specie di zucca arancione mi fa impazzire molto più del banale cocomero. Prima di tutto nessun seme a rompere i coglioni e poi, il profumo che manda un buon melone è qualcosa di difficilmente imitabile. E quando, nella stanza d'ospedale dalla quale vi scrivo, la vaschetta si è aperta sprigionando un profumo, così contemporaneamente di libertà e d'estate. Così buono, così arancione, fresco semplicemente nuovo, non ospedaliero. Qualcosa che portava lontano, via dai trapianti, dai letti bianchi degli ospedali, via verso un estate fatta di meloni tranquilli... cosa può essere un melone, un profumo... Erano praticamente settimane che non mangiavo e non capite quel che si prova in certi momenti. Ma spero solo che possiate ricordare una volta in cui un profumo, un frutto semplice vi prende e vi porta via... mah... a volte forse dico cazzate ma scommetto che vi son mancato almeno un po'... a me son mancato tanto, sapete? Non mi piace lasciarmi...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Sono ancora in ospedale, sto decentemente anche se ho la rivoluzione d'ottobre nelle budella.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il vostro Giulio “il cipriota” sopravissuto...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;P.S. E voi ci siete ancora tutti o qualcuno ormai sfiduciato ha smesso di provare a darmi il “bentornato”? Mi piacerebbe averlo... e speriamo di fermarci anche un po'...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4373948814287138253?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4373948814287138253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4373948814287138253' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4373948814287138253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4373948814287138253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/05/20-maggio-chi-non-muore-si-rilegge.html' title='20 maggio - chi non muore si rilegge'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-467139102446365546</id><published>2008-05-02T12:48:00.000+02:00</published><updated>2008-05-02T12:49:30.942+02:00</updated><title type='text'>2 maggio - il primo maggio</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ieri era una giornata importante, per onorarla (ma più che altro forse per pigrizia), mi è sembrato giusto non scrivere niente, tanto, volendo, c'erano gli arretrati da leggere... Però oggi eccomi di nuovo qua a quasi a parlarvi dallo schermo del mio computer. (Schermo che per altro mi da pure noia agli occhi ma queste sono altre storie che in fondo a voi possono interessare poco – a me invece molto). Insomma ieri era il primo maggio festa del lavoro e dei lavoratori. Un primo maggio strano, dimesso, che sa quasi di quando, dopo la pioggia, ci trova tutti quanti intorno al camino bagnati e infreddoliti ma almeno un po' insieme. Come quando ci si guarda intorno e si trova nella sagoma accanto alla nostra quel sorriso magari vagamente malinconico di un amico, un compagno quasi dimenticato, che con quel sorriso ci solleva leggermente dalle pene della nostra marcia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Il primo maggio per me ha significato negli ultimi tempi ritrovarsi, ritrovarsi magari avversari tutti gli altri giorni dell'anno, ma con una base comune, un comune sentire, una comune cultura di fondo. Significava andare a mangiare nella piazza dell'Isolotto, a festeggiare questa comunanza, tutti allo stesso tavolo, per tutti lo stesso cibo e lo stesso vino schietto. Infine una tombola, una partita a calcio alle cascine. Qualcosa forse che sa di tempo passato, ma che personalmente mi rassicura. E così ieri mi è giunto questo messaggio: “In piazza dell'isolotto per il 1 maggio manca proprio qualcuno... un bacione... Cala, Gani e i reduci...”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Strano a dirsi il piacere che può dare una frase così semplice, e pure c'è dentro molto di quel che sono, di quel che siamo, di quel che vorrei. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Non voglio eludere le giuste richieste della mia Anna M., ma la questione di come avverto Milano in questo momento, non è questione da poco perché riguarda l'intero assetto intimo e psicologico. Sicuramente meglio di prima anche se a Milano città non son più tornato per tanti motivi... spiegherò con la giusta calma abbiamo tempo...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;il vostro&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giulio “il cipriota”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-467139102446365546?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/467139102446365546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=467139102446365546' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/467139102446365546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/467139102446365546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/05/2-maggio-il-primo-maggio.html' title='2 maggio - il primo maggio'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4316515183703000477</id><published>2008-04-29T16:30:00.002+02:00</published><updated>2008-04-29T16:33:53.120+02:00</updated><title type='text'>29 aprile - ...</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Una delle prime sensazioni di quando sei finalmente fuori è strettamente connessa con la paura: gente, folla facce, volti e gambe che ti passano troppo veloci accanto... poi senti per la prima volta un po' di vento al quale ti riabitui subito e ti chiedi se ti mancava. Poi prendi cammini con le tue gambe verso quel mondo che prima vedevi dalla finestra. È tutto assolutamente normale, naturale, fa parte delle cose e degli eventi... Poi la stanchezza si fa spazio ed insieme ad essa una riscoperta graduale del piacere di essere di nuovo libero. Mentre aspetti godi di quella pace intorno data dal volo di una rondine, da un soffio di vento, dal sentire la radio. E aspetti e mentre aspetti ti rendi conto di come ti senti rotto: la cicatrice che hai sul petto è davvero testimonianza di qualcosa...rimarrà sulla tua pelle. Così adesso guardi fuori e osservi a metà tra il divertito e quello che se l'aspetta il buffo siparietto fatto dal padre di famiglia che mentre scende dal suo scooter con il bambino per la mano guarda il culo alla giovane signorina poco lontana...  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Quando arrivi finalmente a casa non ne hai più di energie, peggio che dopo una partita di calcio. Sia fisicamente che mentalmente, neanche apprezzi troppo quello che hai, che puoi fare. Sei solo terribilmente stanco e poco vale tutto il resto. Come il famoso eroe sei arrivato alla fine del viaggio, adesso devi sondare il terreno, stare attento a qualche nuovo pericolo e nel mentre devi riposare. Pagare il dazio delle ferite subite cosciente che nel mentre la tua nuova città ti aspetta e il popolo dietro... ma il popolo dietro sei tu stesso e qualcosa ti sorprende. Hai finalmente ripreso aria, sei uscito dall'acqua, hai rivisto il sole. I polmoni affannati, l'acqua nelle orecchie e nel naso. I muscoli ti dolgono. Ti guardi intorno. Cosa rimane dopo una guerra? Cosa rimane del popolo che ti ha seguito, quali le perdite? E i nemici uccisi? Non hai avuto mai tempo di onorare i tuoi lutti, non hai avuto modo di accogliere al mondo i nuovi nati. E ora ti siedi, e mentre la stanchezza piano piano si allontana, sei su quella pietra, a guardare fisso l'orizzonte. E ora ti muovi meno affannato, mentre i polmoni riprendono respiro regolare e cerchi dov'è la riva...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Da dove si riparte, quando tutto è stato spazzato via... Non ho punti di riferimento e la nuova città che devo fondare dove la posiziono? È tutto troppo cambiato, ti senti lontano. È tutto troppo lontano, ti senti cambiato.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Fare un punto della situazione per poi... Dove scavare il solco che sarà il limitar delle tue mura? Nulla si dice... e mentre intorno tutto tace l'intimità tende alla solitudine&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il vostro cipriota con la sua Isola lontana&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Giulio&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4316515183703000477?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4316515183703000477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4316515183703000477' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4316515183703000477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4316515183703000477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/29-aprile.html' title='29 aprile - ...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7184347811528490067</id><published>2008-04-27T17:46:00.005+02:00</published><updated>2008-04-27T20:34:23.452+02:00</updated><title type='text'>27 - La sfida politica e personale - voi mi mettete alla prova come scrittore e io ora vi metto alla prova come lettori... oh vediamo un po' !</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Mi scuso con chi ha letto il nuovo post prima delle 20.31. Mi sono accorto solo ora che i brani che avevo selezionato di Sepùlveda era stati tagliati per motivi imprevisti... adesso la pubblicazione è completa. Per quanto riguarda la musica a sinistra era stata tolta perché "pesante" da caricare (per lo meno con la connessione che avevo in ospedale... ma la rimetterò ogni tanto). Ora vi lascio al post redatto nella sua completezza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Stamattina mi sono svegliato piuttosto riposato, ho fatto una buona colazione grazie a un buon biscotto leggermente speziato (al chiodo di garofano direi), specialità di origine siciliana. Curioso il nome dei biscotti in questione:“I babbi” da inzuppare nel caffè-latte (come si scriverà?)... sì, buoni. Dissertazioni culinarie a parte, ho avuto modo di leggere un articolo di Bocca su l'Espresso riguardante i suoi maestri e il modo di scrivere. Interessante. Come interessante è un libro passato quasi inosservato “Raccontare, Resistere” una conversazione-intervista tra Luis Sepùlveda e il giornalista Bruno Arpaia. Conversazione in cui si sviscerano vari temi tra cui alcune pagine su quelle che dovevano essere le sfide della sinistra. Il libro, per i tempi a cui corre la politica oggi, potrebbe dirsi assolutamente obsoleto e superato, in quanto redatto nel 2002. Ma al contrario di altri libri del genere l'ho trovato più lungimirante di quanto ci potessimo aspettare, specialmente in merito alle sfide e ai problemi della “sinistra”. Scrivo “sinistra” tra virgolette perché parto dall'assunto che molte cose vadano ridefinite. Come appunto afferma lo stesso scrittore cileno: “storicamente e simbolicamente (...) la sinistra è quella che si oppone allo status quo, che propone qualcosa di diverso e di possibilmente migliore rappresentando una parte della società che non si trova a uo agio nell'assetto politico dato (... adesso) in fondo ci si scontra per amministrare lo stesso sistema. Finora, per la sinistra si è trattato di far partecipare gli esclusi al benessere sociale, però adesso sembra aver dimenticato le basi etiche su cui si fonda (...) la sinistra dalla destra ha imparato solo ad accontentarsi di governare il sistema dato (...ma) è vero, ammettiamolo una buona volta oggi abbiamo solo i rudimenti di un'alternativa a questo sistema. (...) è lì l'errore: nella mancanza di immaginazione nell'incapacità di dire concretamente realisticamente cosa volevamo realizzare (...). La sinistra è sempre stata troppo cartesiana: ha creato modelli interpretativi del mondo e se quei modelli non riuscivano a rendere conto della realtà era quest'ultima ad essere sacrificata. La sinistra non ha quasi mai osato elaborare proposte immaginative”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Ho tagliato e riadattato molto, il discorso continuerebbe e sarebbe in realtà abbastanza più articolato e complesso. Un'altra frase infine mi ha colpito in cui Sepùlveda cita Rodotà: “Oggi invece, come ha scritto Stefano Rodotà siamo arrivati : – a una democrazia senza popolo – in cui le elezioni non sono più un mezzo per eleggere i rappresentanti del popolo, ma solo per scegliere un leader. E tra un'elezione e l'altra ai cittadini è richiesto un assoluto silenzio per non disturbare il manovratore”. Il Partito Democratico nasce proprio da questa cultura. Secondo me ne è la perfetta espressione ed è questo uno dei motivi per cui continuo a diffidarne. Ma è stato un gioco comunque a cui nessuna parte della “sinistra” ha voluto sottrarsi. Le primarie sono il tripudio di tutto questo: tre candidati, tre leaders: Bertinotti, Prodi, Mastella (l'insieme della triade ha determinato la situazione a cui siamo oggi con Prodi nel mezzo a cui va la maggior parte della mia simpatia). Comunque sia tutti quanti si sono prestati a una lettura che invece avrebbe da essere tutt'altro che scontata. Non sono affatto convinto del sistema delle primarie, perché le vedo come una risposta fasulla, un oro degli stolti. Per altro ho partecipato personalmente (come candidato) alle primarie in Toscana. Dice: “anche tu ti sei prestato?” Sì... ma in modo un po' particolare, per inesperienza e quando mi resi conto fui praticamente obbligato a non ritirare la candidatura (la parte 7 de “le mie elezioni” avrebbe dovuto parlare di quell'esperienza. Ma ancora non è stata scritta e tant'è). Però riuscii almeno a dire la mia: che quelle primarie erano una farsa ed è bastato una piccola intervista su la Repubblica di Firenze per garantirmi 300 voti nella provincia di Firenze. La cosa più grave è stata che ancora ad oggi non ho trovato nessuno in grado di contraddirmi a riguardo, specie negli apparati dirigenti. Mi ricordo che ne parlai con P.J. che mi fece notare il carattere giovanilistico forse dell'intervista, che comunque non smentiva la veridicità di quanto da me asserito e infine che sperava che un giorno sarebbe potuto cambiare e che quello poteva essere un primo passo verso qualcosa di nuovo. Mi sono interrogato fino ad oggi su cosa ribattere a riguardo. Rispondo adesso ritenendo che le primarie non sono un esempio di democrazia accettabile in quanto sono l'esempio di una democrazia senza popolo. In compenso sono state abolite le preferenze, ma questa è un'altra storia. Dall'altra parte in compenso (quella di ciò che sarebbe dovuta essere la Sinistra l' Arcobaleno) non è stata data una risposta alternativa. Vi è stata quella mancanza di immaginazione di cui parlava Sepùlveda. Io ho ancora voglia di immaginare un modello di società diverso, un'alternativa e credo che siano in molti quelli che la pensano come me, in questo mi definisco una persona di “sinistra”. Perché ho scelto di cercare un'alternativa. Un'alternativa che però non mi è stata offerta: il comportamento dei dirigenti mi ha molto insegnato. La sinistra DS, come d'altronde buona parte delle forze politiche alternative (mi riferisco agli altri partiti) sono stata sempre impegnate a cercare di raggiungere “fascistamente” secondo la definizione di “fascista” di Sciascia la protezione dei propri interessi. Per esempio ci si è più rivolti a cercare le proprie quote nei consigli di amministrazione delle aziende municipalizzate che a proporre un modello alternativo. So di per certo che un paio d'anni fa all' ATAF i guardiani notturni erano pagati circa 800-900 euro al mese. La cifra è quasi al netto credo perché il modello contrattuale era quello di un contratto a progetto (quando dovrebbe essere lavoro dipendente ovviamente). Dove sia l'amministrazione di “sinistra” non è dato sapere. È inutile fare manifestazioni e grandi proclami contro il precariato, sventolando falce e martello se poi sottopaghi e sfrutti i tuoi stessi dipendenti. Ma vi è forse una colpa ancora maggiore che paradossalmente gioca a discolpa. Sono convinto che la maggior parte delle persone di “sinistra” che siedono in consiglio comunale fossero nella più completa ignoranza della cosa, in compenso quelle stesse persone hanno accettato (alcune spero ob torto collo) i provvedimenti sulle consulenze. Questi sono piccoli esempi, cartine di tornasole.  Si è forse parlato un po' troppo di diritti poco accennando ai nostri doveri. Dal dovere del rispetto del pubblico, al dovere di rappresentanza degli “ultimi”(chi è l'ultimo oggi???), al dovere dell'alternanza e del rispetto verso il mio prossimo. Emblematico quanto accade nel sindacato. La mia lettura da “esterno” di questa realtà vede un sindacato sostanzialmente spaccato in due testo, anzi arroccato da una parte a difendere posizioni indifendibili o meglio a conservare quei diritti (sacrosanti) o a volte privilegi (meno sacrosanti) raggiunti dai nostri genitori. Allo stesso tempo si guarda al mondo del lavoro precario. Se non sbaglio le previsioni indicano che a breve (nei prossimi 5 anni) i contratti di lavoro precario in Toscana supereranno il numero di quelli di lavoro dipendente. In famiglia quando in tavola c'è un certo quantitativo di cibo esso vada diviso in parti il più eque possibile in modo che tutti si sfamino. Se non ce n'è abbastanza almeno che tutti magari patiscano la fame nello stesso modo ma nessuno rischi di morire di inedia. Non è popolare né carino certo dire alla propria categoria “smetti di attingere troppo al piatto”, ma il dare sempre la colpa “ai padroni” è una visione cretina e inadatta (specialmente nel mondo della piccola impresa). Se non vogliamo davvero ricreare un nuovo proletariato di precari, bisogna anche rinunciare al proprio saper dire “no” nel nome dei nostri figli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;So di aver molto scritto e forse poco proposto, forse sono stato pure vagamente populista e demagogico manifestando una critica forse facile che però non vuole affatto essere sterile. La faccio ora perché, ottimista, spero che si possa cogliere questo momento di ripensamento per ridefinire una reale alternativa di società che ad oggi nessuno rappresenta. Spero si possa imparare dagli errori o che alimentando la conversazione si arrivi infine a un punto di accordo, a una organizzazione che possa parlare realmente. Vedete a mio avviso il problema ha iniziato a porsi proprio con Berlinguer: gli anni '80 sono finiti con la caduta epocale del muro di Berlino. Ma gli anni precedenti stavano iniziando a stabilire in Italia e nel mondo occidentale ciò che è andato coincidendo con una sorta di “arricchimento facile” segnato da un liberismo sfrenato che sembrava non dar da pagar dazio. Ci stiamo iniziando ad accorgere ora delle devastazioni che questo atteggiamento ha prodotto. Per altro sconquassando definitivamente l'assetto societario per cui l'ultimo (che dovrebbe essere il soggetto principe della sinistra) ha iniziato a venir meno. Il proletario non era più in fondo tale, e mal disposto a rinunciare a una fetta di quella manna dal cielo consumista. Chi sono i nuovi ultimi? E come agisco nel concreto per la difesa di questi? Da questo interrogativo credo che la sinistra debba ripartire, allora ritornerà forse a rappresentare qualcosa e a smettere di essere un bel simbolino elettorale che mette tanto colore sulla scheda. Per altro quel che si vede tutti i giorni è che i “nostri” ultimi stanno per certi versi meglio dei veri ultimi: quelli del Sud del mondo. Ultimo è forse chi non vede rispettati i propri diritti fondamentali. Ultimi sono gli immigrati (forse i più ultimi), ultimi sono gli omosessuali che non vedono riconosciuta dalla legge la loro unione, ultimo è chi ha subito violenza (intendendo violenza in senso ampio) e lo Stato non ha garantito certezza della pena per chi ha fatto violenza regalando anzi un senso di impunità. Ultimo è chi non può realizzare le proprie aspettative base: avere una famiglia e poter vivere con dignità. Ultimo è chi sarà ed è costretto dalla violenza di un modello di sviluppo senza regole. Penso per esempio ai problemi di impatto ambientale che il modello neo-liberista crea. Questi sono alcuni esempi di ultimi. Saranno i primi nella nuova agenda che vogliamo andar costruire? Una nuova agenda che deve avere appunto la pretesa di rappresentare e quindi di dare una risposta certa a quella mancanza di democrazia di cui si accennava sopra. Non si può cadere nell'errore di una democrazia senza popolo né sta a noi presentarla. E allo stesso tempo sarebbero forse da mettere in agenda i doveri che vogliamo avere nei confronti della comunità. Questo aspetto in particolare è venuto meno. Il dovere di un rappresentante nei confronti della comunità. In primis dello Stato, in secundis dei propri elettori e solo in ultima istanza di sé stesso. Compito difficile quello del rappresentante. Non si parla più molto dei doveri dei rappresentanti dandoli per scontati, tantomeno essi sono seguiti nel concreto. Forse sono un moralista ma credo che da qui venga anche lo scollamento con la società di cui oggi la politica nella sua interezza è testimone. Il chiudersi in segreterie di partito, senza più aver riferimento né nel mondo del lavoro, né ormai neanche più in quello della società civile (intendendo per essa quella parte dell'elettorato di “sinistra” rappresentato da alcuni ceti intellettuali, e dal mondo dell'associazionismo) ha a mio avviso dato il colpo di grazia. Si dia spazio a chi rappresenta qualcosa, istanze, idee di un alternativa possibile. Vogliamo chiamare quest'alternativa “sinistra”... chiamiamola pure così. Ma credo che una politica seria, congruente e soprattutto concreta in questi settori attirerebbe anche tanto elettorato di “destra”.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Perché parlo ora di tutte queste cose? Perché fanno parte di quella parte di “vita normale” alla quale purtroppo si può pensare e ci si può appassionare solo se non si ha altro di più urgente da fare. Perché in linea di massima mi appassionano e non ho troppa voglia di parlare di cosa si prova una volta usciti da un'ospedale... un ultimo appunto a riguardo di quel “sto iniziando a rilassarmi leggermente” che ho usato qualche giorno per spiegare la mancanza di scritti (oggi ho rimediato). A onor del vero quel “leggermente” non rappresenta una celata paura di lasciarsi andare, ma quella di chi “convalescente” è un po' acciaccato e sa che non può ancora lasciarsi andare. Comunque come vedete sto bene un po' come dopo una brutta febbre si sta in casa per riguardarsi e ancora si risente dei postumi così io. Ma la febbre è ormai scesa e quei giorni passati a casa, aspettando la guarigione definitiva, in fondo non si va né a scuola né a lavorare...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;beh... per il momento è tutto, così imparate a lamentarvi che non scrivo (sono curioso di sapere quanti e quali saranno i prodi che sono arrivati a legger queste righe. Insomma aspetto commenti&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Baci&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giulio “il Cipriota”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7184347811528490067?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7184347811528490067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7184347811528490067' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7184347811528490067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7184347811528490067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/27-la-sfida-politica-e-personale-voi-mi.html' title='27 - La sfida politica e personale - voi mi mettete alla prova come scrittore e io ora vi metto alla prova come lettori... oh vediamo un po&apos; !'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-9105694551172005652</id><published>2008-04-26T22:09:00.000+02:00</published><updated>2008-04-26T22:10:12.187+02:00</updated><title type='text'>26 aprile - a mo' di spiegazione ma non di scusa</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Se faccio una cosa cerco di farla quanto meno non malaccio, o almeno credo. Ormai sembra quasi che mi sia fatto una certa credibilità quando scrivo e, poiché mi piacciono i complimenti non ho intenzione di smettere di farmeli fare. Tutto questo per dirvi, che vista l'eccezionalità per la materia trattata (la dimissione dall'ospedale), avrei avuto piacere sì di farlo presto ma anche di farlo bene. Pigrizia e stanchezza si accompagnano in questi giorni che tutto sommato scorrono sereni. Sto iniziando a rilassarmi leggermente: è bello poterlo fare. Mi perdonerete quindi, se come si lascia un dormiente, riposare, così con me, per il mio blog, o meglio per la descrizione dell'uscita e di quant'altro possa essere più serio e lungo di come mi prenda al momento...  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;la vostra bella addormenta&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giulio “il Cipriota”&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-9105694551172005652?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/9105694551172005652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=9105694551172005652' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/9105694551172005652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/9105694551172005652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/26-aprile-mo-di-spiegazione-ma-non-di.html' title='26 aprile - a mo&apos; di spiegazione ma non di scusa'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2575514035039269703</id><published>2008-04-25T18:12:00.002+02:00</published><updated>2008-04-25T18:18:33.349+02:00</updated><title type='text'>25 Aprile - Giorno della liberazione</title><content type='html'>Più tardi, in serata forse, o al massimo domani credo che avrò modo di sopperire alla mia mancanza di parole di questi ultimi giorni... qualche cosa in più? Sono fuori, mi sento bene, sono un po'meno stanco ma comunque provato... l'unica cosa che può mancare sono alcuni infermieri per il resto è un altra vita. Mi è spesso venuto in mente il titolo "se questo è un uomo"... difficile davvero provare a spiegare quel misto, di emozioni, sensazioni, pensieri, quotidianietà e quant'altro a cui siamo sottoposti... sono stato sottoposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triste annuncio quello che do ora, mi è arrivato per mail e quindi da prendere con tutte le precauzioni per caso ma non me la son sentita di non farlo girare:&lt;br /&gt;l'invio primigenio pare datato 23 aprile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wednesday, April 23, 2008 9:00 PM &lt;div&gt;&lt;b&gt;Subject:&lt;/b&gt; Fw: I: giralo x favore&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: I: giralo x favore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bimbo 17 mesi necessità  sangue gruppo b positivo x leucemia fulminante tel 3282694447 Riccardo  Capriccioli, grazie fai girare la  mail è  urgente!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine della mail... speriamo bene. Intato qui è una bella giornata di sole e prima che tramonti vado a fare due passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi saluto per ora&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio "il Cipriota"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2575514035039269703?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2575514035039269703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2575514035039269703' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2575514035039269703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2575514035039269703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/25-aprile-giorno-della-liberazione.html' title='25 Aprile - Giorno della liberazione'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1276935215166424030</id><published>2008-04-24T23:49:00.001+02:00</published><updated>2008-04-24T23:51:02.621+02:00</updated><title type='text'>24 aprile - sono fuori</title><content type='html'>oggi verso le 17 mi han dimesso... sto bene ma sono molto provato... vi bacio davvero per il resto c'è tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1276935215166424030?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1276935215166424030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1276935215166424030' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1276935215166424030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1276935215166424030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/24-aprile-sono-fuori.html' title='24 aprile - sono fuori'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2769126918576587536</id><published>2008-04-23T13:12:00.001+02:00</published><updated>2008-04-23T13:42:35.745+02:00</updated><title type='text'>23 aprile - ...due passi, due bracciate, due giorni (si spera)</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;vi sono dei momenti, delle sensazioni, come una molla che scatta per un evento che in realtà sta palesando qualcos'altro, qualcosa di pregresso e di faticosamente costruito. Credo possa essere come in una scalata, quando inizi a vedere la vetta, o in una corsa quando finalmente vedi il traguardo. Per fare un paragone che mi piace di più poiché non sono mai stato né uno scalatore, né un corridore e perché mi sembra si possa applicare anche meglio. Chiunque abbia nuotato sa cosa vuol dire stare in apnea sott'acqua o immergersi anche solo per qualche metro. Scatta allora un meccanismo di attento dosaggio dell'aria che ancora rimane nei polmoni, cerchi di sentirla e dosarla perché la comprensione che non puoi farne a meno è assolutamente istintiva. Da come doseremo le nostre scorte contenute nella cassa toracica dipenderà la nostra resistenza in un ambiente naturale ma non nostro. Difficile sapere come ma la tua concentrazione è tutta sulla respirazione e sui movimenti contemporanei del tuo corpo, che se ottimizzati possono farti giungere prima a poter riprendere fiato. Tutto il sistema è dunque teso in un'enorme operazione di coordinazione tra fuori e dentro per il solo cercare fiato. Si parte, è dura ma sei fresco di fiato ne hai ancora tanto, sai che ce la puoi, ce la devi fare perché ci potrebbe non essere prova d'appello, lo vuoi fare, per te, per le persone a cui vuoi bene, semplicemente perché vuoi vivere e l'hai capito tutto in un attimo in una risposta o in un istinto. Si parte e le prime bracciate, che sono tra le più importanti le assesti bene ma c'è ancora tanto da percorrere. Il resto lo sapete, sempre meno ossigeno, è contingente e allo stesso tempo sempre più attenzione a fare del tuo meglio a spingerla con tutta la mano quell'acqua che ti circonda. A coordinare il braccio con il muscolo delle gambe e i piedi pure. Uno sforzo vero anche mentale ma c'è in gioco il tuo equilibrio, forza devi mantenere il ritmo, non perder la tensione... e poi d'improvviso ti trovi senza fiato anche se sei vicino e lo sai, cerchi le tue ultime riserve e un magico aiuto, un colpo di reni, la superficie... risalire... la superficie... e ti viene non sai neanche tu da dove, una forza di gravità, una legge di Archimede, un peso specifico, una sopravvivenza che non ti ha ancora tirato fuori dall'acqua ma è là e il sole lo vedi, lo senti filtrare piano. Oggi a camminare per la prima volta da più di un mese con quella che sembra essere la tua falcata, cammini a testa alta facendo su e giù per il corridoietto fino al letto, senza ovviamente mai uscire dalla stanza. Ma va bene lo stesso, va bene così, le gambe son le tue, quelle che si muovono libere per un attimo da tutte le macchine perché il giorno della dimissione si sta avvicinando. Se tutto va bene tra due o tre giorni potrai uscire, ma questo è come un bell'anticipo. Per dieci minuti hai fatto su e giù e la testa, naturalmente si è alzata. Sei fiero di te stesso, ti senti forte per la prima volta da diverso tempo. E sei pure per altro riuscito a lavarti un po meglio, senza quei fili odiosi che ti partono dal petto, senza quel senso di incapacità che solo le catene credo possano dare. Già, le catene siano di ferro o di farmaci ero incatenato a un palo con le ruote. Sei quasi marziale mentre cammini, la cosa si fa quasi marcia, perché contemporaneamente puoi muovere gambe e braccia, puoi coordinarle... era tanto che non lo facevi, una era sempre impegnata a trainare... adesso vanno insieme. Poi per la prima vola a allungare il passo, hai le gambe lunghe copri quasi un metro...niente catene. Arrivi alla fine della stanza, giri i tacchi fino alla finestra che mostra una bella giornata di sole. Il giro riparte e ti accorgi che sei felice.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giulio il Cipriota&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2769126918576587536?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2769126918576587536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2769126918576587536' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2769126918576587536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2769126918576587536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/23-aprile-cosa-pu-voler-dire-camminare.html' title='23 aprile - ...due passi, due bracciate, due giorni (si spera)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-146499301232399295</id><published>2008-04-21T22:54:00.001+02:00</published><updated>2008-04-21T23:00:10.305+02:00</updated><title type='text'>21 Aprile - stanchezze di vario genere</title><content type='html'>Sono stanco di pensare solo a me stesso, sono stanco delle attenzioni che mi devono essere necessariamente riservate, sono stanco di tantissime altre cose. Stanchiamoci delle statue e dei letti di ospedale, stanchiamoci della sofferenza e delle canzoni che non ci piacciono, e forse pure di quelle che ci piacciono. Stanchiamoci di essere pure troppo presenti a sé stessi, di dover rispondere a quell'appello quotidiano che neanche a scuola e dedichiamoci per un attimo all'affiorare semplice di un sorriso, di un bacio che ancora non posso dare... stanchiamoci del nostro sentire, delle cene di gala alle quali in fondo ci piace andare, stanchiamoci un po' di tutto questo mondo, che là fuori, agitato pacatamente attende. Stanchiamoci delle nostre stesse parole, che il silenzio invada un po' i nostri occhi per lasciare spazio a ciò che deve crescere e fiorire. Lasciamo la matita spaziare sulla pagina bianca, poi posiamola, posiamo tutto per guardare altrove e per vedere meglio una volta ripresa, come la nostra percezione tridimensionale fosse forse solo un opinione e come quel rettangolo in cui abbiamo chiuso il foglio non possa che porre un limite.&lt;br /&gt;E quale dimensione migliore se non posare per un attimo tutto, lasciarsi andare e cercare quegli occhi che ci stanno accanto, le stesse occhiaie e per una volta non son le tue, anche se si somiglian tanto. Nulla a consolare se non un buon sonno, di cui sembri averne sempre più bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buonanotte e buon ascolto a tutti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio il Cipriota&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-146499301232399295?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/146499301232399295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=146499301232399295' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/146499301232399295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/146499301232399295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/sono-stanco-di-pensare-solo-me-stesso.html' title='21 Aprile - stanchezze di vario genere'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2542041058395283680</id><published>2008-04-20T23:01:00.000+02:00</published><updated>2008-04-21T00:28:44.652+02:00</updated><title type='text'>20 aprile -  no, no, non vi preoccupate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sono due giorni (tra poco si conclude il secondo) che sto abbastanza bene, per una volta. Mi son concesso due giorni per me prima di riscrivere spero me lo perdonerete, anzi ne sono quasi sicuro. I giorni prima effettivamente il morale era meno alto ma a questo punto si è ristabilito tra lo Xanax, le visite ricevute e quelle che riceverò e finalmente dalla prospettiva di dimessione a breve (i miei globuli continuano finalmente a salire dopo essere pure tornati indietro da 500 a 400 con conseguente giramento). Insomma tutto bene dai... d'altronde si sa insomma un po' a volte piace pure farsi attendere e poi. E poi per altro mi son fatto una cerchia di infermieri a cui davvero mi sono affezionato. Spero che li potrete conoscere alla bella festa di guarigione che spero di poter dare il prima possibile. Nell'attesa (non perché non stia guarendo) ma perché le feste sono sconsigliabili per uno che ha appena fatto un trapianto di midollo sarò ben lieto di potervi vedere singolarmente. Che  è un bel passo avanti tutto considerato... che futuro mi aspetta? Sicuramente spero più lieto del passato, e sicuramente ancora nuovo: tutto da assaporare. Comunque mi aspettano circa 100 giorni (di media magari di più, magari di meno) dal trapianto, di una certa attenzione. Da luglio circa, vita quasi completamente normale finalmente tranne per il sole. Credo che potrò pure riprendere a fumare. Non se n'abbiano i salutisti perché fumare la pipa e il sigaro come li fumo io è un piacere e non un vizio, e poi insomma... i piaceri della vita sono anche questi, come in quasi tutte le cose ci vuole una gusta misura che spero di poter tenere. Che vita farò? Tutta da inventare per moltissimi aspetti, ho da vedere talmente tanti di voi che neanche io ho un'idea, ho da laurearmi, vorrei anche laurearmi e perché no, trovarmi pure di che vivere per non parlare di associazioni e associazionismo...insomma un bel rimestio al quale però ci sarà tempo... non sapete come si impara la pazienza (quasi da saggi) in certe situazioni, chissà se la si dimentica anche? Comunque sia, un bel mondo da inventare, insieme ovviamente BRANCA BRANCA BRANCA LEON LEON LEON! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non vi ho detto che vita mi è stata prospetta dal colloquio medico di oggi: sostanzialmente per il momento due esami del sangue la settimana (lunedì e giovedì) e se me la sento posso tornare un po' giù. Lontano dai luoghi affollati per un bel po' ma niente di grave, al limite con la mascherina insomma... poi qualche limitazione cibaria che sono convinto non sarà difficilissimo sopportare e poi in fondo di questi 100 giorni (dal trapianto) una bel quarto li ho già sul groppone... Cosa dirvi? La nota più dolente forse è quel controllo del midollo una volta al mese e così via per un bel po'... ah non posso neanche andare troppo in motocicletta (ma mi rifarò, mi rifarò) e infine beh di altre cose insomma, sono un po' mie...ma possiamo star tranquilli. Sto ovviamento parlando delle partite a calcio che non mi potrò fare. No in realtà la cosa più sconsigliata è prendere il sole, ma chi mi conosce sa bene quanto io poco ami il sole estivo. Dunque...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E dite, questa è vita normale? Oggi parlando con il medico, si parlava di Xanax e aiuto farmacologico a un certo momento ho detto: "qui tutta la vita è artificiale, allora perché non dare anche un po'di sana tranquillità artificiale?" era perfettamente daccordo con me. Vedete, non è solo un fatto di reclusione, è un fatto che sei recluso spesso con qualcuno a meno di un metro di distanza dal tuo letto con il quale non hai niente a cui spartire (o meglio qualcosa si, ma lasciamo stare). Dopodiché sei ancorato a una piantana metallica che regge due o tre pompe che a loro volta sono attaccate a te perché ti mandano tutto direttamente in vena. 24 ore su 24. Quando dormi, quando ti alzi, quando pisci, quando provi a lavarti. Perché dico provi? Perché qui non ci sono docce. Già...questo forse l'avevo tralasciato, ma per motivi vari le docce non sono funzionanti. Provate a stare chiusi in una stanza per un mese, non vedere un sorriso (perché chiunque vedi lo vedi attraverso la mascherina) ridurre al minimo, praticamente azzerare ogni rapporto tattile con le altre persone, poi aggiungete una piantana metallica con macchinari vari attaccati sopra che vive con te e da cui non ti puoi materialmente separare per più di 1,5 metri circa, infine mettete questa persona magari con un'altra in situazione similare e vedete cosa ne esce. A questo aggiungete una attenzione quasi maniacale a ogni sorta di attenzione igenica e malesseri vari che si possono alternare (dal mal di pancia alla febbre a 39,2 alla diarrea alla stitichezza al mal di testa, al vomito, alla nausea, all'epididimite). Mettete ancora una persona nella condizione, dopo un mese, di non mangiare praticamente più nulla (un po' perché non consumi, un po'perché non è il massimo, un po' perché ti nutrono attraverso una sacca di acqua e altra roba attaccata alla piantana). Infine aggiungete il fatto che gli ospedali non sono il posto più adatto per farsi un bel sonno riposante (basti considerare che tra le 5 e le 6 del mattino, l'infermiere della notte viene a farti i prelievi del sangue, a misurare febbre e pressione)... a volte mi veniva in mente il titolo del libro di Levi "se questo è un uomo"... Non voglio fare lezioni di sofferenza o moralismo spicciolo. Questa è solo cronaca di una vita annunciata, e questa è la cosa più importante perché appunto tra poco finalmente dovrei uscire... ma mi sembrava giusto fare il quadro della situazione, forse l'ennesimo. Beh, se proprio a un consiglio ci tenete pensate a quel che è il mondo intorno voi. Il fatto è che non siamo abituati alla sofferenza. Il mondo occidentale ci vuole lontani da essa. Essa o è spettacolo (vedi le pietose trasmissioni RAI e MEDIASET) o non esiste, confinata in un mondo lontano, come se purtroppo in fondo non ci dovesse, potesse toccare. Ebbene, non è così (toccatevi pure ora)... ma non veniamo appunto abituati a conviverci e quindi neanche educati ad affrontarla né tantomeno vederla. Ho sempre poco sopportato le pietose trasmissione sui bambini africani (che effettivamente stringono il cuore) ma sono spettacolarizzazione. Quasi come se fossero degli Halloween per esorcizzare le nostre paure di occidente quieto. Ma purtroppo basterebbe voltarsi per strada un attimo, buttare l'occhio tra i posti nei quali proprio non riesco a parcheggiare... Ma no, pensiamo a parcheggiare, in fondo è meglio, e l'ultimo in fondo diciamolo, è un po'sfigato ma tanto rompicoglioni. Sfido chiunque nel cinismo quotidiano che abbiamo tutti quanti a dire di non averlo un po'pensato... magari non in questi termini, non direttamente, un po'magari anche per ipocrisia. Ma non sono qui per fare la morale a nessuno. Dico solo che in media non siamo abituati a vedere gente che soffre né a soffrire poi molto noi stessi. Il che è da reputarsi una bella fortuna. Solo questo voglio dire. Si, solo questo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;a proposito ora che mi sento bello predicatorio via con le belle notizie: un po' di tempo fa ho scritto che il corpo infermieristico di qua non reggeva il confronto con quello di Firenze. Ho sbagliato e mi correggo, è come confrontare due belle donne, due fidanzate a cui lasci un pezzo di cuore. Ho conosciuto delle persone splendide anche qua e le voglio ringraziare, tanto loro sanno chi sono... (certo direte voi è messo proprio male se si è messo a leccare il culo agli infermieri... poverino)... ma no... che tra poco mi riavrete tra voi. Oh 'un siete contente... vedi volevo scrivere "contenti", è uscito "contente"(freudiano???)... chissà se usciva "contanti"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ho scritto abbastanza direi per stasera... qualche giorno fa mi è stato appuntato (e non era un cattivo consiglio) "il tuo è un blog non puoi scrivere 100.000 battute ogni 4 giorni, il concetto è diverso, lo devi aggiornare poco e spesso" Mi chiedo se avreste preferito un libro di aforismi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Baci (alla faccia dei buoni consigli)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giulio il Cipriota&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S. Per le pagine politiche stendiamo veli pietosi su tutto quanto, da Bossi contro la confindustria, al governo con Berlusconi, Veltrusca dall'altra e infine dei dirigenti che si guardano in torno senza capire e gli girano le palle perché non han fatto in tempo a percepire la pensione da parlamentare (sono cose vere) e si chiedono dove hanno sbagliato. Mah, si stava meglio quando si stava meglio date retta a me...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2542041058395283680?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2542041058395283680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2542041058395283680' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2542041058395283680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2542041058395283680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/20-aprile-no-no-non-vi-preoccupate.html' title='20 aprile -  no, no, non vi preoccupate'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-192025716410881179</id><published>2008-04-16T13:37:00.003+02:00</published><updated>2008-04-16T13:51:57.861+02:00</updated><title type='text'>16 aprile - i luoghi dell'ospedale</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;quando si sta in un qualunque ambiente si cerca istintivamente qualcosa che ci dia sicurezza, che ci sia familiare, che in un certo senso ci consoli. Più di una volta mi è capitato di dover lottare per la sedia con l'angolo dietro quando si va al ristorante... fateci caso, in genere si individua una sedia che più delle altre si confaccia alle nostre esigenze del momento. In un ospedale un luogo del genere sarebbe ancora più importante, ma si sa come sia pesante quel “sarebbe”. Non vi sono in realtà luoghi inutilizzati, o tantomeno luoghi privati. L'intimità che pure sarebbe così importante (ma non necessaria forse) è cosa dimenticata e da dimenticare. Eppure ci deve essere un luogo dove potersi sfogare, dove stare cinque minuti da soli con sé stessi, dove poter trovare il silenzio che forse è una delle cose più si perde. Il gusto del silenzio è un gusto profondo, di quando a notte non riesci proprio a dormire, di quando il vicino di letto biascica in continuazione, di quando ne avresti proprio bisogno. La nostra condizione poi è particolare in quanto non è previsto che i pazienti possano uscire dalla propria stanza. Conseguentemente la costrizione in una camera, condivisa con un altra persona è ancora maggiore. Non se ne parli poi se l'altra persona in questione non ha di meglio da fare che ascoltare i tuoi discorsi, le tue telefonate e magari intervenire e commentare pure. Allora appunto si cerca un appiglio, al solito, un luogo privato che spesso viene purtroppo usato per poter rispettare il pudore della propria sofferenza e darle libero sfogo. Per me questo luogo è un bagnetto squallido. In quel bagno, seduto sul water, cerco un attimo di requie, un momento di relax o il dar libero corso alle mie lacrime. Seduto a guardar tristi le mattonelle grige e la porta colorata di un azzurrino insipido, le voci si allontanano, e quel momento è forse per me. Ripenso spesso alla frase di Guccini: “ovvio il medico mi dice: - sei depresso -, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento”. Lo specchio un po' sporco riflette in parte la luce sovrastante. E esattamente sotto lo specchio un piccolo lavandino la cui cannella ovviamente perde. E dunque anche in quel momento, una piccola  goccia incessante, con tempismo perfetto ti ricorda dove sei, impedendoti parte di quel riposo di cui avresti tanto bisogno. Una goccia ad ancorarti a terra. Mi sono spesso chiesto se sarebbe la stessa senza quel lavabo che perde e ancora non sono riuscito a darmi risposta. Ma, malgrado tutto quel luogo, teatro, o meglio palcoscenico, delle mie più intime paure, frustrazioni, e quant'altro è forse uno dei posti più importanti per la vita qua. Domani dovrebbero finalmente dimettere il mio compagno. Speriamo di poter trascorrere questi ultimi giorni che mi separano dalla dimissione in pace da soli, ne avrei proprio bisogno...&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;oggi, per altro, mi sono permesso una breve boccata d'aria fuori dalla stanza: ovviamente in carrozzella, con mascherina, camice e bardature vare. Niente di che, solo per un ecocardiogramma.  A parte non potete capire la gioia dopo tanto tempo di potersi muovere senza essere attaccati a dei fili e senza doversi portare dietro il trespolo che sorregge le varie pompe, da cui partono appunto i detti fili. Anche solo per potersi dare una sciacquata per bene o per potersi cambiare in libertà.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;A presto&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Giulio il cipriota&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;P.S. se volete sapere cosa penso un po' delle elezioni e dell'estromissione de "la Sinistra,l'Arcobaleno" dal parlamento vi rimando al blog del mio amico Claudio Gani, esponente appunto della detta formazione: ecco il suo blog si chiama &lt;a href="http://primaverasocialista.splinder.com/post/16748271?942#comment-44860799"&gt;primaverasocialista&lt;/a&gt; (mah... che nome noioso!) buona lettura.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-192025716410881179?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/192025716410881179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=192025716410881179' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/192025716410881179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/192025716410881179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/16-aprile-i-luoghi-dellospedale.html' title='16 aprile - i luoghi dell&apos;ospedale'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3696823961705930851</id><published>2008-04-14T22:50:00.002+02:00</published><updated>2008-04-14T23:03:12.008+02:00</updated><title type='text'>14 aprile - io son ripartito da 0</title><content type='html'>mentre scrivo guardo le trasmissioni elettorali e penso ai miei 400 nuovi globuli bianchi, i primi nuovi e finalmente sani... ieri giornata difficilissima con brividi e febbre a 39,2. Anche qui son passati con le schede elettorali. Oggi sto meglio e l'emocromo è dalla mia. Avanti così...&lt;br /&gt;A volte per sopravviviere e poi ripartire meglio di prima bisogna azzerare tutto, così è per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono stanco adesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;baci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3696823961705930851?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3696823961705930851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3696823961705930851' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3696823961705930851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3696823961705930851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/14-aprile-io-son-ripartito-da-0.html' title='14 aprile - io son ripartito da 0'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7549437057159895466</id><published>2008-04-12T00:30:00.002+02:00</published><updated>2008-04-12T00:35:55.604+02:00</updated><title type='text'>11-12 aprile - elezioni e altre magagne</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Allora, non so se vi ho abituati male io e soprattutto non ho ancora capito i vostri ritmi di lettura anche perché ho l'impressione che cambino a seconda del lettore, quindi boh scordatevi che vi assecondi e cerco di seguire i saggi consigli di Yoda: “seguo la forza!”... però come siete rassegnati voi! “non avrà scritto, niente!” via non fate così...  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;per le elezioni: ho parlato con molti di voi e con tante persone diverse ultimamente e il senso di disillusione, tristezza, frustrazione generalizzato (tanto a destra che a sinistra) è quanto contraddistingue ogni discussione. La sfiducia nella nostra classe politica e dirigente parla quasi di una rivoluzione che nessuno ha la forza di fare. Un senso di impotenza per lo stantio che ci circonda e quasi di rassegnazione. Per questo non s'è parlato di elezioni a mio avviso nel blog, perché questo blog pieno di vita, di umanità di solidarietà credo rappresenti ormai una sorta di comunità allegra, se la mia percezione, come spero, non è errata questo appuntamento è sostanzialmente e paradossalmente una boccata d'aria dove trovare qualcosa di diverso da una prospettiva bigia e attanagliante... Appesantire il blog con le elezioni, beh credo che l'avremmo trovato tutti un po' troppo triste. Non è qualunquismo quanto piuttosto un senso di lasciarci uno spazio “fuori”, un'ora d'aria , qualcosa di diverso, che ci accomuni, ci contraddistingua, ci lasci pensare che in fondo il nostro prossimo non è solo quella carogna del collega. Non so, è difficile per me parlare di qualcosa che in fondo ho creato in parte io, ma ho davvero la netta impressione che questo blog tragga la sua forza, la sua ispirazione anche da questo... sarei comunque curioso di conoscere la vostra percezione a riguardo... curioso come ormai tante persone, ma tante davvero, lo leggano a volte sarei curioso di sapere quante, ma in fondo è meglio di no... perché sempre quantificare? Perché abbiamo sempre bisogno del numero, ultima certezza? Secondo me come i vecchi si appoggiano al bastone noi ci appoggiamo ai numeri, cercandovi conforto... per questo quando mi si chiese se volevo un counter delle visite ho risposto di no. Per una volta in una società in cui anche la virilità si misura in centimetri, 'fanculo alla nostra mania di quantificare tutto quanto. L'importante è la percezione che abbiamo delle cose. Studiando l'unico esame in cui ho preso trenta (antropologia) ho scoperto che in alcune società il concetto di numero era semplicemente 1, 2, tanti... ovvero più di due. Un bel casino direte voi. Eppure... eppure tra qualche giorno ci sarà la conta dei voti e una nuova coalizione guiderà questo sciagurato Paese. Forse alcuni di voi si aspettano da me un cenno, una mossa, una parola a riguardo. Cosa volete? Un appello al voto? Gli appelli al voto li fanno i politici e io ho qualche problema a farlo, più che altro perché in questa situazione l'appello sarebbe quasi al non-voto. Non nel senso di non andare a votare (se proprio a quel punto meglio restituire la scheda), quanto in senso “montaliano”. Provengo da una cultura per la quale è importante sempre andare votare e ancora sono convinto, non tanto del potere del mio voto, quanto della necessità di scegliere. E in questo caso purtroppo ciò che mi rimane è solo Montale:  “codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo” e io non voglio al governo chi è xenofobo e razzista, non ci voglio chi vuole riscrivere i libri di Storia, non voglio l'illegalità diffusa  e impunita... con i miei limiti credo di essere una persona per bene e non mi sento molto rappresentato... appunto, parliamo d'altro via parliamo di questo senso di solidarietà che anche qui in ospedale si respira, ma sapete che gli infermieri si contendono la nostra stanza? Davvero: ci dicono tutti che entrare da noi è una boccata d'aria e così anche per noi,  a volte qualcuno si trattiene anche un po' più del necessario per finire un discorso iniziato poco prima, o per stare ancora un po' a scherzare con noi. Anche il “sergente” alla fine del suo inevitabile cazziatone abbozza quasi sempre un sorriso bonario. Non si può dire la stessa cosa ovviamente per tutti quanti ma questo sostanzialmente si rivela un piccolo mondo che scorre ci scorre intorno. Un mondo fatto di regole e di orari abbastanza precisi, un mondo regolato e regolare che alla fine è in parte rassicurante.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Sono curioso di vedere i vostri commenti...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;per stasera vi saluto, a presto&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;il vostro&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;P.S. Oh Lore, gli è Leopardi altro che Dante&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7549437057159895466?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7549437057159895466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7549437057159895466' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7549437057159895466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7549437057159895466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/11-12-aprile-elezioni-e-altre-magagne.html' title='11-12 aprile - elezioni e altre magagne'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3177745117652258468</id><published>2008-04-11T00:07:00.000+02:00</published><updated>2008-04-11T00:09:40.448+02:00</updated><title type='text'>giovedì 10-11 aprile (notte) - un punto sulla situazione</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Eccoci allora, ci sono diverse cose di cui poter parlare: iniziamo da quelle leggere. Incredibile la capacità di adattamento dell'Uomo e la capacità di familiarizzazione che si instaura tra le persone (sarebbe da approfondire l'argomento). Voglio solo dire che sono qui da ormai direi tre settimane se non ho perso il conto dei giorni precisi e alla fine qui ho ricreato una specie di rifugio, in cui, in fondo, non si sta così male... piano piano piccoli accorgimenti aiutano come per esempio il trucco dei sughi monoporzione da mettere nella pasta all'olio. È bello anche il clima che si è creato con gli infermieri in particolare due o tre: sono giovani e un due risate o due parole quando vengono si fanno quasi sempre... appunto la bellezza sta anche nella capacità di stabilire rapporti umani nuovi per quanto ovviamente con il vizio di forma di una situazione costretta come la mia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;Per il resto la salute è discreta come anche il morale, acciacchi giornalieri, stanchezza, dolori vari e nei posti più impensati sono purtroppo un po' l'ordine del giorno, ma c'è da dire che sono contenuti e quindi facilmente sopportabili... L'altra cosa particolare è la tensione e l'attenzione che comunque contraddistingue questo momento. Non parlo di tensione e attenzione in maniera negativa, quanto piuttosto di un senso di responsabilità continuo che ti porta a dover controllare continuamente atteggiamenti e movimenti comuni. In questo periodo finché il nuovo midollo non avrà attecchito bene (ovvero per circa almeno un altro mese o due) il pericolo maggiore è rappresentato dal rischio infettivo (tocco ferro e corna e quanti altri gesti scaramantici possibili) che può degenerare con conseguenze non piacevoli. E' dunque necessaria la massima attenzione, fino ad adesso non mi sono mosso dai miei 100 Globlui Bianchi (ogni giorno faccio l'appello: Primo Bianchi presente, Ottavio Bianchi c'è e così via...) spero che il nuovo midollo attecchisca al più presto anche perché i tempi iniziano a essere quasi maturi. Detto ciò l'altra cosa a cui stare attenti è il Graft Versus Host Disease, ovvero che le celluline trapiantate attacchino altri organi anche questo pericolo viene di solito considerato di minore entità solo dopo 3 mesi dal trapianto. Insomma, meno male che qui non ci sto così malaccio perché mi sa che ancora una decina di giorni buoni se tutto va bene ce li schiaccio, ma l'importante in realtà non è il tempo quanto piuttosto la qualità del tempo che deve essere la migliore possibile: voglio solo dire che in primis viene lo star bene fisicamente, conseguentemente di solito viene lo star bene psicologicamente e così via in un circolo virtuso. Speriamo duri, io da parte mia ce la metto tutta. A parte ciò di elezioni politica e quant' altro se ne parla domani pure se volete... che altro vi posso dire, venitemi a trovare se volete che mi fa tanto piacere ma solo se siete sani (l'insanità mentale non è considerata in questo caso, altrimenti sai quanti ne dovrei escludere)&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;statemi bene la fuori e non scalmanatevi troppo che tra un po'ho intenzione di tornare... (ovviamente più forte, più bello e più rompicoglioni che mai)... quasi quasi inizio subito a rompervi, ma 'sto statuto arriva o no? Oh leguleio, leguleio mio perché di tanto inganni i figli tuoi? (vediamo chi coglie la citazione)... vatti a fidare degli avvocati di oggi! Scherzi a parte, c'ho anche qualche ideuzza per organizzare un po' di cose varie a iniziare da cene e found-raising per altre associazioni in attesa di formare per bene la nostra e che si stabilizzi il tutto... ma queste sono altre storie, forse fantasticherie di un ricoverato...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;e mentre fantastico penso a come sarà la mia vita dopo tutto questo...  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;baci baci (immunodepressi)&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;il vostro&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3177745117652258468?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3177745117652258468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3177745117652258468' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3177745117652258468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3177745117652258468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/gioved-10-11-aprile-notte-un-punto.html' title='giovedì 10-11 aprile (notte) - un punto sulla situazione'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1622059990631709414</id><published>2008-04-07T22:10:00.003+02:00</published><updated>2008-04-07T22:18:57.662+02:00</updated><title type='text'>7 aprile - mah...sto bene, oggi son pigro</title><content type='html'>si si sto abbastanza bene non ci si può certo lamentare. O meglio ci si può sempre lamentare in ogni situazione di innumerevoli cose, ma non voglio che sia il mio caso e poi appunto, nei limiti ovvi di un ricovero va tutto bene, quindi che c'è da dire? Poi stasera non ho troppa voglia di scrivere, oggi è una giornata pigra e come tale va presa e rispettata... vi sembrerà strano ma vi sono giornate pigre anche in ospedale, quelle in cui te ne vuoi stare a letto, tranquillo, tranquillo, a sonnecchiare e guardare fuori il cielo azzurro... poi le visite di rito, qualche infermiere con cui scambiare due parole, e un certo ottimismo di fondo per il futuro, con tanti progetti, mille e una cose da fare e appunto una bella pigrizia sul groppone... oggi è andata così, beh però mi faceva piacere salutarvi e immagino rincuorarvi sul mio stato di salute psicofisico che mi sembra buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto, a quando sarò meno pigro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;baci...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1622059990631709414?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1622059990631709414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1622059990631709414' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1622059990631709414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1622059990631709414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/7-aprile-mahsto-bene-oggi-son-pigro.html' title='7 aprile - mah...sto bene, oggi son pigro'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3885441323690084353</id><published>2008-04-04T14:08:00.002+02:00</published><updated>2008-04-21T23:32:54.360+02:00</updated><title type='text'>4 aprile - novità</title><content type='html'>&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"&gt;Vestito di chiaro, la barba ricresciuta così come i capelli mi iniziano a invadere di nuovo il mio volto. Adesso seduto a gambe incrociate sul letto, spalle alla porta, me ne sto quieto mentre ascolto la dolce bossanova di Joao Gilberto. Davanti a me le due finestre incastonate nel tenue verde ospedaliero di cui è dipinta la stanza lasciano intravedere un bel cielo azzurro. Lasciano intuire quel “fuori” che non mi appartiene ormai da diversi giorni. Ma mi sono organizzato, ogni giorno di più. Rosario camionista siciliano che mi ha tenuto compagnia in questi ultimi giorni se n'è finalmente andato. Dico finalmente non tanto per il fatto che fosse antipatico (si è visto ben peggio), ma quanto perché ha stazionato in queste stanze per due mesi e quindi immagino che per lui sia stata una liberazione. Degna di nota la sua abitudine di appoggiare i piedi sullo stesso piano sul quale mangiava... beh per quanto mi riguarda invece mi preoccupo di usare norme igeniche strettissime visto i rischi. Oggi ho disinfettato e pulito tutto quanto sta più spesso a contatto con le mie mani. Anche perché qui la sterilità e la pulizia lasciano leggermente a desiderare. Comunque non vi sono per il momento motivi di particolare ansia: sostanzialmente fino ad ora non ho avuto grosse complicazioni di sorta, ormai anche gli effetti dell'ultima chemioterapia sembrano essere andati a svanire ed eccomi dunque qui tranquillo in reparto. Sì, direi che gli ultimi giorni sono passati all'insegna di una tranquillità finalmente ritrovata e di una serenità della quale si sentiva francamente bisogno. Non vi sono momenti di particolare noia preso tra le letture, la visione di qualche film a sera e poi ogni tanto scrivo. Quando posso, specie a mattina visto che non è che si dorma molto, ascolto musica e cerco di rilassarmi. Di dormicchiare, magari immaginando di essere altrove tipo in una spiaggia di Bahia. Oppure guardo il cielo, spesso soleggiato e azzurro per fortuna e mi incanto dietro ai movimenti ipnotici delle gru che con i loro ganci che si muovono al vento costruendo e componendo velocemente proprio davanti alle mie finestre. La nota più dolente continua ad essere il cibo. Per il primo ormai sono abbonato al riso o alla pasta in bianco. Poiché sono sconditi peggio di tanto non possono essere... altre notizie? Le infermiere? Io preferisco le dottoresse o, ancor meglio le studentesse in tirocinio, ma queste sono altre storie. A parte tutto comunque il personale infermieristico mi sembra abbastanza attento. E come in tutte le situazioni, poiché l'Uomo è animale sociale, anche qui ci sono le antipatie e le simpatie... per le antipatie sono tutte concentrate su uno che avrebbe dovuto fare il sergente, la cui cortesia lascia quanto meno a desiderare. Per le simpatie vanno a Max (Massimiliano), infermiere novello mio coetaneo, preciso e appunto, ottima persona con la quale fare volentieri due battute, tanto che ci siamo riproposti di farci una birra insieme quando sarò fuori di qua... speriamo presto. Già. Oggi siamo al +7 ovvero è passata la prima settimana dall'infusione del nuovo midollo. È il periodo più critico (ho 200 Globuli Bianchi) ma si avvicina forse anche il momento di attecchimento per il quale ci possono volere dai +10 ai +17 giorni circa... Quindi insomma iniziamo a fare il tifo... o meglio continuiamo. Per altro vorrei apportare qualche modifica al blog a iniziare da quel che sarà il video (o meglio la canzone del giorno) giusto per condividere un po'di musica assieme, sempre che vi faccia piacere e che vi fidiate dei miei gusti... beh a presto insomma e continuiamo così...&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; TEXT-ALIGN: justify"&gt;P.S. L'altro giorno, ho pure scitto un po'di tesi, ci credereste? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3885441323690084353?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3885441323690084353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3885441323690084353' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3885441323690084353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3885441323690084353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/4-aprile-novit.html' title='4 aprile - novità'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-4094756714276931158</id><published>2008-04-01T21:37:00.000+02:00</published><updated>2008-04-01T22:54:11.765+02:00</updated><title type='text'>1 aprile - e quindi uscimmo a riveder le stelle</title><content type='html'>Una terra desolata e una nave, galeone dalle vele nere e lacere che la solca sospesa su un cielo cinereo... Non vi so dire da dove venga questa sorta di "visione" d'incubo che mi ha accompagnato qualche giorno fa.&lt;br /&gt;Perché un quadro casca dal chiodo? Perché d'improvviso qualcosa cede, smette di funzionare come fino a un momento prima, perché proprio in quel momento? E'un caso? E'un disegno più grande come un mosaico di cui siamo piccoli tasselli? Forse è banalmente quel che si dice un guasto meccanico? Oppure tutto era previsto? E ancora in che percentuale si misura quel "come stai?" che a pensarci troppo potresti impazzirci dietro a atroci crisi identitarie in considerazione della dicotomia della natura umana fatta di fisico e pensiero...&lt;br /&gt;Vi sono forse scrigni dentro a ognuno di noi che è bene non aprire, tesori tanto misteriosi quanto profondi e pericolosi. Sono assolutamente convinto che per vivere "bene" non si debba mai spingersi troppo in là.... vi sono cose molto oscure che pure fanno parte dell'animo umano, la quotidianietà spesso interviene per salvarci dall'orlo di quell'abisso che inconsciamente e incoscientemente possiamo incontrare tutti i giorni. Quell'Ulisse che tanto ritorna nelle nostre letterature va fermato a favore di qualcos'altro la pena che attende chi pecca di "ubris" è tanto grave quanto pesante. Anche il solo fatto di guardar giù, nel nostro profondo dà spesso le vertigini. In linea di massima credo che la cosa faccia talmente paura che tendiamo a ignorare il problema, a non vederlo, a fare come se niente fosse. Ma quella spada di Damocle che pende sulle nostre teste l'abbiamo ben intuita nel barlume notturno che illumina i nostri giacigli. Così si fugge e si sfugge nel sonno, ora nel senso letterario ora nel sonno della ragione o forse nel sogno della ragione a cui per fortuna i nostri sensi ci riportano... E dunque vi sono momenti in cui un uomo provato mette male un piede, inciampa, eppure... il movimento era quello giusto il piede flesso in avanti la gamba aveva quasi completato la falcata. Cos'è successo allora? E' forse colpa della strada, un cedimento del terreno? Un errore di valutazione delle distanze? E ci si trova per terra, non necessariamente con il culo per terra, ma anche con la schiena, o il petto e le mani? Hai messo le mani avanti a coprirti il viso? Oppure lo spuntone aguzzo ti ha ferito e ancora sanguini, magari dalla testa stavolta. Fa male, fa molto male. E ti ritrovi a doverti rialzare la fatica è ancora maggiore rispetto a quando si deve continuare... sì, forse è stato uno scherzo della stanchezza a farti mettere quel maledetto piede in fallo. Fatto sta che un passo falso l'hai fatto e ora volente o nolente, innocente o colpevole, ne pagherai le conseguenze. Come chiunque altro come mai nessun altro al posto tuo. Perché sei tu che ti alzi la notte con il viso e l'umore disfatto e non hai la forza di riprenderti. Neanche una lacrima sul tuo volto, su quegli occhi che prima portavi fieramente a sfidare il mondo. L'ambizione? Sì, ti si confaceva, e i pensieri le prospettive, le aspirazioni... è un diritto? Così dice... eppure a te non sta andando poi così bene... sei per terra e stai leccando il pavimento di un sudicio piccolo bagno d'ospedale. Devi alzare la testa se ne vuoi uscire, devi farlo se vuoi uscirne... e per andare dove? La domanda sorge nel momento meno opportuno così come ogni cosa scomoda, e ti colpisce al collo piegandolo ulteriormente per reazione. Devi...se vuoi...dove... e lo specchio che ti hanno messo davanti non ti inganna quando non ti riconosci nemmeno, gli occhi, dove sono i tuoi occhi? Sono gonfi e pesti, non si riposa mai bene in ospedale... non ti interessa più come né dove solo quando... quando finirà tutto questo?&lt;br /&gt;Una frase spiccava subito dopo la seconda guerra mondiale in una Roma lacerata su un muro di Transtevere si leggeva la scritta: "andatevene via tutti lassatece piagné da soli"... E non ti rialzi, stai là, mentre non aspiri più a nulla se non a farla finita velocemente, o come meglio puoi... ti trascinerai bocconi? Non ti interessa, o forse si, dice che si chiama istinto di sopravvivenza o di conservazione... io ci credo poco è solo una scusa, una delle tante per cercare di far luce negli antri oscuri che ci formano. E allora? Allora decidi che torni a letto, il giorno dopo, poiché è presumibile che ci arriverai ci penserai. Ora torna pure ai tuoi incubi inquieti e cerca di... di niente, neanche di continuare. Hai mollato e lo sai. Le coperte sono sudate o no? oppure non capisci perché anche il letto ti fa quest'effetto. Ti sveglierai altre volte durante la notte, è quantomeno la regola. Ciò che è inquietante è che non hai nemmeno toccato il fondo sai pure questo, ammesso che vi sia un fondo, una fine plausibile... un fondo... una fine... è quello allora che stai cercando? Quando verso le cinque del mattino l'infermiere ti viene a svegliare, ti chiedi solo "ma perché? Perché lo fa?" e ti lasci fare tutto quanto: in fondo sai che ogni resistenza è vana e non sa di fine. Comunque te ne stai zitto e lasci la domanda a giacere nel tuo cervello tanto la risposta è inutile e a ben vedere anche la domanda... poco conta, quel che conta è che ti stanno là a toglierti il sangue come ogni altra mattina da ormai troppo tempo a questa parte. La siringa si riempie il tubo del catere lascia defluire il sangue e, ormai sbloccato, il flusso scorre copioso nelle provette...&lt;br /&gt;il sole sorge, per te come per tanti altri, e non ci fai nulla, però la sola idea di toccare alcunché di cibo, ti repelle. Una repulsione psicologica o fisica? Dov'è il confine? In fondo non è importante... e se proprio vuoi iniziare a scavare, questo non è un pallido inizio... cosa farà quel personaggio che dimora in te? Come si comporterà e come reagirà? Ancora stimoli dall'esterno, comunque intanto non mangi e non lo farai fino al giorno dopo, quando divorato dai succhi gastrici li vomiterai tutti insieme sul letto, con una certa dignità che ti lascia allibito... non un lamento, ti dicono di respirare con il naso e lo fai non una parola... e già sei tornato nella norma, nel torpore dei tuoi sensi comuni in una dimensione diversa e non sai neanche tu come ci sei finito? Eppure adesso stai molto meglio, anche l'umore è risalito e quando tuo zio ti viene a trovare riesci pure ad abbozzare una parvenza di sorriso, qualcosa che ti distrae...&lt;br /&gt;Sono passate diverse ore da un momento in cui hai solo appena potuto assaporare l'abisso che si cela sotto di te. Hai ripreso il cammino, e sei per qualche motivo strano, pure rinfrancato, l'aria ti sembra più fresca, il fardello che porti meno pesante e perché allora non darsi alla compagnia di Sciascia piuttosto che iniziare la tesi?&lt;br /&gt;E così adesso posso consigliare la lettura di "a ciascuno il suo" piuttosto che iniziare a parlarvi della propaganda e grafica politica in era contemporanea...&lt;br /&gt;non rileggerò quel che ho scritto, ho scritto di getto e a occhio credo che abbia una certa potenza descrittiva... forse... ma in fondo non è importante e come ho già avuto modo di dire, certi scrigni van tenuti chiusi e alcune porte è bene non sapere dove possono portare. Un labirinto, una terra desolata, una nave dalle vele nere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-4094756714276931158?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/4094756714276931158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=4094756714276931158' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4094756714276931158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/4094756714276931158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/04/1-aprile-e-quindi-uscimmo-riveder-le.html' title='1 aprile - e quindi uscimmo a riveder le stelle'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2881476183048153077</id><published>2008-03-27T22:05:00.002+01:00</published><updated>2008-03-27T22:11:22.445+01:00</updated><title type='text'>27-28 Marzo TELEGRAFICAMENTE</title><content type='html'>Ora, siccome non si sa mai quando le cose succedono, dice che il trapianto me lo dovrebbero far domani 28 marzo... per ora io ho visto giorni migliori ma non sto poi malaccio... oggi spero di essermi fatto l ultima chemio della mia vita. Il vitto è immangiabile, come se non peggio di sempre. Vabeh vi evito le lamentele. Sono molto stanco in questi giorni le chemio mi han sfiancato e come potrete intuire l'umore non è sempre dei migliori...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;beh a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2881476183048153077?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2881476183048153077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2881476183048153077' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2881476183048153077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2881476183048153077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/27-28-marzo-telegraficamente.html' title='27-28 Marzo TELEGRAFICAMENTE'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-103894345509464313</id><published>2008-03-22T22:22:00.003+01:00</published><updated>2008-03-23T01:07:19.609+01:00</updated><title type='text'>22 marzo - nessuna intenzione di mollare</title><content type='html'>no no, non ci siamo capiti: la mia fantasia sul mare non era una nostalgia ma una bella e vitale voglia  di futuro... l'animo malinconico mio fa un po' parte di me da sempre, e ne son contento altrimenti non potrei apprezzare il Tango argentino. Comunque per quanto mi riguarda non ho alcuna intenzione né di cazzeggiare né di mollare... ho passato momenti brutti in questi mesi, momenti in cui fose sono stato un po'sconfortato ma non è certo questo il caso... non mi spaventa troppo il tempo qua dentro, ha ragione un amico mio che di posti da cui non si esce presto ne sa qualcosa purtroppo. Egli mi disse più o meno queste parole: "i giorni peggiori sono i primi tre o quattro, poi ti abitui ai ritmi." Credo sia abbastanza vero... Poi detta tra noi queste dovrebbero essere le ultime chemio e la cosa mi rende sempre abbastanza felice, fanculo se mi ricadono i capelli fa niente... aspetto con ansia il midollo cipriota e con ancora maggiore ansia il mio ritorno a Firenze. E fareste bene a aspettarlo anche voi, perché sarà un evento: non crediato che mi sia dimenticato delle feste promesse... Feste, Rave, insomma quel che sarà e vi assicuro che ci sarà da divertirsi e da bere per tutti... tutti... nessuno escluso... Insomma no, non proprio intenzione di mollare ora, non è proprio il mio stile... Per altro oggi mi son tolto il catetere vecchio che s'era infettato. Un grande chirurgo o un ottima anestesia o ambedue le cose mi han evitato ogni forma effettivamente preoccupante di dolore... ma non mi risparmieranno una cicatrice... Si dice che ogni guerriero ne abbia almeno una, le ferite di battaglia diventan fregi di coraggio e forza d'animo oltre che fisica... Non ho certo intenzione di sottrarmi alla tradizione, le armi come ho già detto si guadagnano sul campo, e poi chissà che non sia una buona occasione per farsi un piccolo tatuaggio... non si sa mai? Insomma ho intenzione di divertirmi di fare il possibile... ah a proposito oggi i libri della tesi non sono stai ancora toccati... non mi biasimate che mi son fatto due chemio una quantità imprecisata di antivirali e antibiotici uniti appunto a oltre un'ora di sala operatoria. In realtà l'intervento è durato molto meno, ma tra aspettare il chirurgo, prepararsi, raggiungere la sala... insomma s'è fatto quattro chiacchiere in allegria con gli infermieri e gli aiuti del chirurgo. Per altro mentre iniziavano a incidere mi potevo pure ascoltare i Led Zeppelin nello stereo... gran cosa: la dovrebbero usare più spesso la musica perché effettivamente è distensiva per i nervi, o almeno per me è stato così... credevate comunque forse che mi fossi rammollito???&lt;br /&gt;Insomma qui non è un gran bello stare ma si pensa volentieri al dopo... per altro non credo di aver mai pensato il classico "perché proprio a me?" in fondo tale pensiero è esempio di un egoismo unico, al limite credo si possa pensare perché le malattie? Ma allora prima ci sono i danni causati dall'uomo (stavolta la maiuscola non se la merita) guerre, sottosviluppo... per la verità ho pensato che in buona parte del mondo non si può curare una malattia come la mia...quindi... no "perché proprio a me?" non me la son mai sentita di dirlo, se la volete sapere come la vedo "a me perché sono chiunque altro", per lo stesso motivo per cui sono il prossimo del mio donatore e per tanti altri motivi che è inutile stare ad elencare.  Qui comunque si parla di libero arbitrio e altro. La visione più bella del Dio dei cattolici me la dette Don Zanotelli in un intervista quando gli chiesero che immagine avesse di Dio dopo tutto quello che aveva visto e lui ne parlò come di una madre affranta che stringe al petto il figlio malato. In una canzone di De André sempre tratta dall'antologia di Spoon River si dice invece nella canzone "un blasfemo" "(e Dio) per paura che non ormai non avessi padroni (l'uomo) lo fermò con il tempo e inventò le stagioni". Oggi è la Santa Pasqua e in una mail mi han detto che non credono che sia risorto... a dir la verità non credo sia importante, credo nel significato simbolico di tale festa e ne ho il massimo rispetto. Per quanto mi riguarda comunque sono lontano da una visione che contempli un Dio Creatore... ma queste sono altre storie e forse altre religioni, molto vicine, molto lontane sicuramente importanti...&lt;br /&gt;Per ora mi risulta più semplice pensare alle feste che faremo insieme...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;buonanotte dal vostro combattente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-103894345509464313?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/103894345509464313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=103894345509464313' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/103894345509464313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/103894345509464313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/22-marzo-nessuna-intenzione-di-mollare.html' title='22 marzo - nessuna intenzione di mollare'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6525206720448914073</id><published>2008-03-21T22:07:00.001+01:00</published><updated>2008-03-21T22:09:40.447+01:00</updated><title type='text'>21 marzo - una primavera difficile, un Venerdì Santo...aspettando che risorga</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;E oggi invece no, oggi non ci si annoia... tra cattive notizie, cateteri e nuovi ospiti, tra uova, e venerdì santo oggi non ci annoia. Le cattive notizie non ve le sto a spiegare perché principalmente non riguardano il sottoscritto però vi posso dire che mi han messo un nuovo catetere perché il mio aveva fatto il suo tempo e iniziava a fare infezione...quindi, quindi eccomi con un nuovo coso che mette in comunicazione le mie vene con l'esterno... beh anestesia locale, una buona dose di paura e una bella sudata, qualche punto da togliere nei giorni prossimi venturi. Ora l'indolenzimento sta piano piano passando mentre la musica suona nelle mie orecchie per coprire la televisione che il mio compagno di stanza sta guardando. Sono da poco passate le nove di sera, l'ora non è così malinconica come potrebbe sembrare, trovo ben peggio quando cala la sera e il cielo si tinge di porpora, allora sì, quando ancora non han portato da mangiare o l'han portato da poco e l'odore non è dei migliori, come d'altronde l'appetito essendo le sei e mezza, sette. Allora sì che la malinconia scende e si posa sulle povere cose che caratterizzano le stanze d'ospedale. Tra bottiglie di plastica, e i libri sul comodino ci si avvolge in una nostalgia del giorno che finisce. Poi cala la notte e una nuova veste sembra posarsi sul reparto, una veste fatta di silenzi, di dottori di guardia, di una giornata che per fortuna per molti è finita poiché non è proprio bello stare in ospedale. E io sono qui preso tra la televisione e la musica ad ascoltare Guccini, che sembra confarsi particolarmente a questa giornata. Come dicevo ho anche un nuovo compagno di stanza che mi sembra abbastanza simpatico. Anche se non abbastanza da meritarsi un pezzo dell'uovo di cioccolata che mi è stato portato... già... arrivano anche qui. A parte tutto era anche buono ed è stata una delle poche note dolci della giornata, che comunque appunto sta volgendo al termine per lasciare lenta il posto al sonno e al sogno. Domani mi attende l'inizio di una nuova chemioterapia, l'ultima a quanto dice, cinque giorni, uno di riposo e poi il trapianto... e via... verso un nuovo midollo, una vita che spero finalmente lontana dagli ospedali. Volete sapere cosa mi manca? Mi mancano le stelle d'estate e, strano a dirsi, mi manca il mare. Curioso perché non sono mai stato un amante del mare... ma pure mi manca. Non certo di fare il bagno, ma quella tranquillità di certe sere d'estate, dove la malinconia porpora del tramonto non si fa sentire o è avvolta da un bicchiere di bianco frizzantino, che quel sole ti pare di poterlo bere, e sei là, la spiaggia vicina, i gabbiani e il rumore del mare... Non c'è quasi nessuno per le strade perché si stan facendo la doccia o si stan preparando per il dopo. E allora è bello non fare nulla, ma proprio nulla, se non fumare e bere quel vinello frizzantino famoso... so che son sogni da paziente ospdalizzato, ma tant'è, mi manca il mare e non me ne vergogno... mi manca lo sciaguattio delle onde e perché no? Forse anche il caldo, il sole e le belle ragazze... qualcos'altro? Forse è troppo, forse è solo un po' di pace... la auguro a tutti ma anche questo forse è un augurio banale... eppure sentito, di cuore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;P.S. Cara Anna, sulle “operette morali” di Leopardi ne so molto poco, ho fatto un esame sulle prime dieci canzoni e me lo ricordo come uno degli esami più noiosi che io abbia mai avuto modo di preparare, tant'è che poi feci il cambio e andai via da Lettere per studiare Storia Contemporanea.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6525206720448914073?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6525206720448914073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6525206720448914073' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6525206720448914073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6525206720448914073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/21-marzo-una-primavera-difficile-un.html' title='21 marzo - una primavera difficile, un Venerdì Santo...aspettando che risorga'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2646580094725579878</id><published>2008-03-21T00:19:00.004+01:00</published><updated>2008-03-21T00:23:47.817+01:00</updated><title type='text'>20-21 Marzo - il secondo giorno...</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;BUONA PRIMAVERA A TE LETTORE DI QUESTE RIGHE CHE QUANDO LEGGERAI SARA' GIA' IL 21!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Un ricovero può essere in tanti modi: questo è stato il mio secondo giorno da ricoverato del mio secondo ricovero “lungo”: intendendo per “lungo” un ricovero che durerà dai venti giorni (seee... ti piacerebbe caro Giulio), a un mese... Qualcuno di mia conoscenza mi ha detto che un mese passa alla svelta, e in fondo credo che abbia ragione, ciò però non toglie nulla al fatto che ho passato questo giorno a rompermi tremendamente i coglioni (mi perdonerete il francesismo). Strano come la pigrizia si attacchi in fondo nella parte più profonda di noi... alla fine, a ben vedere potrei usare tutto questo tempo che ho a disposizione per fare moltissime cose. Volendo avrei ancora un sacco di cose da scrivere, sicuramente tre o quattro libri molto belli che giaciono con le loro ricchezze qui accanto a me sul comodino. Volendo potrei impegnarmi in qualche gioco elettronico del quale non sono sprovvisto... eppure no, in fondo niente di tutto questo riesce a colmare un piccolo vuoto e allora cosa di meglio se non guardare il cielo azzurro dalla finestra? Curioso, ma è stata una delle mie attività preferite quest'oggi. Per domani mi organizzerò e cercherò di farmi portare i libri della tesi, ma la giornata è passata così: a guardare le nuvole strapparsi e ricomporsi, a aspettare semplicemente domani, lamentandomi forse eccessivamente di un ricovero fatto precauzionalmente troppo presto dato che inizierò la mia chemioterapia solo domani l'altro. Ah inoltre pare che le cellule del sottoscritto abbiano la proprietà di essere simpatiche al resto del mondo, e in fondo nella mia colonna vertebrale non si deve stare così male se è vero che oltre al nostro donatore americano, anche il nostro caro donatore cipriota è estremamente compatibile con il sottoscritto. Insomma c'ho anche un donatore di riserva (spero vivamente di non averne bisogno) e pare che proprio sul filo del rasoio il prescelto sarà il cipriota... dunque le mie speranze che il misterioso midollo venisse da Chuck Norris sono così d'improvviso sfumate nel nulla.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Beh credo che me ne potrò fare una ragione...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;G.J.B&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;P.S. sulla questione dell'autoaffermazione ci si potrà forse tornare in seguito, stasera mi sembra un po'troppo impegnativo...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2646580094725579878?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2646580094725579878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2646580094725579878' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2646580094725579878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2646580094725579878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/20-21-marzo-il-secondo-giorno.html' title='20-21 Marzo - il secondo giorno...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-828311470724690241</id><published>2008-03-19T23:25:00.000+01:00</published><updated>2008-03-19T23:27:00.452+01:00</updated><title type='text'>19 marzo - Dal S.Raffaele 1 giorno di ricovero</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il reparto al secondo piano dell'Ospedale San Raffaele di Milano oggi ha aperto le sue porte al sottoscritto. Adesso mi trovo sul letto in una stanza dipinta di una tonalità verde tenue. Sono solo al momento e la cosa mi fa pure piacere: il trapianto è fissato in via definitiva il 27 e tra due giorni inizio le chemioterapie. Le ultime finalmente. Per ora il problema maggiore è chiaramente la noia che tutto assorbe e tutto avvolge. Una giornata passata lentamente, quasi come centellinata attraverso l'inattività delle sue ore. E adesso siamo a fine. Dal corridoio provengono voci femminili e si possono ascoltare le altrui sventure, o meglio si è quasi costretti a farlo visto il tono di voce tenuto: c'è chi è stato ricoverato per la prima volta, ed è all'inizio di questa malattia infame.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vi risparmierò per il momento le fosche e drammatiche tinte che si potrebbero usare per descrivere il cibo ospedaliero a meno che non raggiunga momenti di tele intensità da necessitare ulteriori lamentele da parte mia. Per ora vi basti sapere che non è esattamente quel che si dice “buono”...  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ah a proposito, volevo rispondere a Laura sull'autoaffermazione. Essa può a mio avviso avere risvolti abbastanza negativi, specialmente in politica. Credo che vi debba essere un giusto equilibrio tra coscienza critica e spirito collettivo, ma credo anche che lo spirito collettivo sia da anteporre all'individualismo. La realizzazione dell'individuo in politica si dovrebbe trovare prima di tutto nel successo delle idee condivise piuttosto che delle idee personali. La politica all'interno di un partito si basa forse proprio su questo delicato equilibrio, tra affermazione del proprio modo di vedere e di intendere le cose e quello degli altri iscritti. L'autoaffermazione spesso rischia di trasformarsi in arrivismo nella visione spasmodica di sé stessi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Detto ciò qui l'ora si sta facendo tarda, mi sento un po' solo ma tant'è...meno male ci siete voi e vostri messaggi...&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-828311470724690241?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/828311470724690241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=828311470724690241' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/828311470724690241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/828311470724690241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/19-marzo-dal-sraffaele-1-giorno-di.html' title='19 marzo - Dal S.Raffaele 1 giorno di ricovero'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-8056803702234662255</id><published>2008-03-17T19:52:00.002+01:00</published><updated>2008-03-17T20:07:13.770+01:00</updated><title type='text'>lunedì 17 marzo - uno smidollamento in meno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come previsto e previdibile stamani han proceduto al mio smidollamento... per la verità è stata una giovane dottoressa l'incaricata in questione. Mai sì dolce pulzella è stata tanto poco "delicata" con il sottoscritto, per farla breve: m'han fatto un male cane. Però è passata e quindi tant'è... bello comunque sentirvi un po' via blog, non sapete il piacere che mi fa anche perché qua purtroppo mi sento un po'sperso, un po'solo... vabeh, ancora le corse per venirmi a trovare purtroppo però non le posso aprire perché tra due giorni (ormai praticamente un giorno) mi ricoverano. Io mi sto preparando. Libri rigorosamente rivestiti di cellofan (o come si scrive) e connessione a internet, nella speranza di trovare un compagno simpatico (certo che uno come Graziano sarà difficile).&lt;br /&gt;Oggi non ho tanta voglia di scrivere... però mi ha fatto un gran piacere rileggervi tutti quanti!&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Nei prossimi giorni chissà, magari rispondo alla famosa domanda di Laura e chiudo con queste benedette candidature (manca l'ultima)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-8056803702234662255?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/8056803702234662255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=8056803702234662255' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8056803702234662255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8056803702234662255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/luned-17-marzo-uno-smidollamento-in.html' title='lunedì 17 marzo - uno smidollamento in meno'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-3601290339491721070</id><published>2008-03-16T21:38:00.002+01:00</published><updated>2008-03-17T00:00:33.445+01:00</updated><title type='text'>16 Marzo - finalmente (del trapianto, dei conigli e di tante altre cose)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salve! E'passata una settimana dall'ultimo post su questo blog e la domanda mi sorge spontanea... sarò mancato ai miei affezionati lettori? Ovviamente spero di si, almeno un po' altrimenti che affezione c'è? E ora però sta a me rispondere alle domande... dove ero finito? e dove sono adesso? Perché non ho scritto?. Come è facile prevedere i colpi di coda della chemio mi han tenuto nuovamente lontano dalla scrittura e dal blog: più che altro mi ha accompagnato una stanchezza inaudita...poco male comunque che almeno non ho sofferto, Adesso le vanno meglio anche se non so ancora per quanto...perché??? Innanzitutto perché domani mi aspirano il midollo dall'osso sacro che è meglio se non ci penso. Allora passiamo al secondo motivo: perché se tutto va bene (e tutto deve andare bene) forse finalmente ci siamo: il donatore americano si è rivelato essere ottimamente compatibile con il sottoscritto (quasi fosse mio fratello) e quindi eccoci: in uno dei giorni 26-27-28 IL TRAPIANTO!!! Questo significa che il 20 (circa) iniziano con una bella chemio che mi elimini praticamente tutto il midollo: la chemio assoluta, l'armageddon del mio midollo, "u chemiune" detto alla siciliana, una cosa da veri duri, roba che stenderebbe Stallone (l'attore non il cavallo...ma anche sui cavalli si potrebbe aprire qualche scommessa)... insomma una cosina di quelle delicate e leggere preparata apposta apposta per me. Appena un po' di più di una camomilla prima di andare a letto. Tutto ciò dura due giorni, poi si passa all'eliminazione dei linfociti che invece avviene attraverso... non ci crederete mai: attraverso i conigli. Non che mi mettono un coniglio vicino che mi mangia i lonfociti, no... e neanche mi trasferiscono in una conigliera. No, prendono però i linfociti dei conigli, ne fanno un siero e indovinate un po'? Mi iniettano tutto in vena (una cosa nuova che non succede praticamente mai). I linfociti dei conigli si attaccano ai miei e li neutralizzano... non mi chiedete come fanno perché non lo so. Io mi limito a riportare quanto a me spiegato in precedenza... a questo punto però dovremmo chiederci: " dopo il trapianto, che ne sarà di me?" Ovvero: inizierò a saltallare per le vie di Milano chiedendo a ogni ragazza che passa "ehi, carota?"... oppure  forse nascerà un nuovo supereroe: Rabbit-Man, l'uomo coniglio? Lo scopriremo solo vivendo... intanto direi che per stasera vi ho detto abbastanza. O quantomeno ci siamo rimessi in contatto, in marcia, in un cammino che non ci è concesso diverso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Domani mattina, se vi capita, mentre prendete un caffé, oppure se il cielo è sereno e si mostra azzurro ai vostri occhi, o banalmente mentre guidate nel traffico infernale di un qualche viale, se vi capita, fermatevi un attimo... e pensate che in quella stessa mattina io faccio un aspirato del midollo (pratica di cui vi risparmio la descrizione ma da tutti considerata dolorosa). E in quel momento sappiate che c'è qualcuno che prenderebbe volentieri il vostro posto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-3601290339491721070?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/3601290339491721070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=3601290339491721070' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3601290339491721070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/3601290339491721070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/16-marzo-finalmente-del-trapianto-dei.html' title='16 Marzo - finalmente (del trapianto, dei conigli e di tante altre cose)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6504869866471653719</id><published>2008-03-09T14:55:00.004+01:00</published><updated>2008-03-09T15:05:17.894+01:00</updated><title type='text'>9 marzo - continua dal 6 marzo (le mie elezioni V)</title><content type='html'>mi spiace la mia latitanza ma è dovuta a cause di forza maggiore in quanto continuo a non sentirmi molto bene: stanchezza, vertigini e quant'altro hanno accompagnato gli ultimi tre o quattro giorni. Per quanto riguarda l'autoaffermazione è cosa da trattare con un minimo di approfondimento, quindi nei post futuri... ed ora ecco a voi il continuum del racconto del 6 marzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoBodyText"&gt;(continua dal 6 marzo) ...quindi eccomi che, mentre cazzeggio alla grande, mi do all’unica altra attività del collettivo che non fosse giocare a carte: organizzare feste… feste da duemila persona, mica roba da poco. D’altronde così si dice: che la politica universitaria si fa con le feste e che con le feste si vincono le elezioni. “Panem e circenses” o meglio “alcol e circences” ma il concetto di fondo rimane lo stesso. E noi dunque a far divertire il popolo (in questo caso gli studenti) e a cercare di prender voti…oltre che a autofinanziarti. E nel settore festini la scuola del collettivo di economia era assolutamente eccezionale. Purtroppo non sempre i nobili principi guidavano le azioni: ricordo una acerrima discussione su come spendere alcuni soldi avanzati da una festa di autofinanziamento: “tenerli in cassa, magari per le elezioni a venire o andarci a fare una bella mangiata tutti insieme?” Da degli economisti cosa vi aspettereste? Beh il cibo non era malaccio ma secondo avremmo potuto mangiare meglio con quella cifra. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Contemporaneamente proseguiva una frenetica attività politica di Ateneo. A ben vedere là le cose erano decisamente diverse. Le cene di autofinanziamento non hanno mai arricchito i ristoratori toscani, e alle riunioni effettivamente dominavano i temi di interesse pubblico: resoconti del Senato Accademico dal nostro rappresentante, questioni quali affitti, alloggi, mensa eccetera. C’era di fondo una bella idea di sindacalismo studentesco alla quale sono sempre stato vicino. Comunque almeno avevo il buon gusto di tenere, almeno all’inizio, la bocca abbastanza chiusa. Sostanzialmente perché non avevo poi molto da dire e forse anche un po’ perché prima di parlare volevo cercare di capire un meglio quel di cui si trattava. Fatto sta che ho scoperto che le persone che stanno abbastanza zitte ispirano sicuramente più fiducia di chi parla. Anche perché quando si parla è più facile dire cazzate, o almeno nel mio caso è così. Quindi il silenzio mi aiutò a essere proposto come secondo di lista (su due, non scherziamo) per l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio alle elezioni di Ateneo. E io accettai sinceramente più stupito che onorato. Nessuno comunque mi aveva spiegato che era statisticamente molto poco probabile che passassi. Dove “molto poco probabile” è un dolce eufemismo per esprimere il concetto di “fottutamente impossibile”. Accettai dunque con un ingenuo entusiasmo e un poco di incredulità. Insieme a me, al primo posto in lista, si candidava Nicola, studente della facoltà di Architettura. Ora, si sa come gli architetti sian artisti e come tali imprevedibili, ma pochi si sarebbero aspettati che al momento di presentazione della lista il nostro Nicola si sarebbe svegliato male. Per presentare la nostra lista in rettorato prima delle altre infatti si facevano le corse a mattina: è cosa nota che chi è primo sulla scheda (in alto a sinistra) prende più voti ed è immediatamente riconoscibile. La mattina in cui si apriva la possibilità di presentare la lista dunque eccoci puntuali davanti ai portoni dell’ufficio preposto a portare gente, amici e conoscenti che venissero a firmare per la presentazione. Tutti i candidati ovviamente erano presenti, tutti tranne uno: il nostro Nicola che, preso da un umore improvviso, aveva deciso di non candidarsi. Immaginatevi una ventina di persone a mattino presto (dovrei forse dire prestissimo visto che eravamo tutti studenti universitari: categoria dal sonno protetto) tutte imbestialite contro una: Nicola fu velocemente convinto a non ritirare la candidatura, e non oppose molta resistenza. Ma d’improvviso mi ritrovai pure primo di lista. Fu così che la campagna elettorale prese man mano corpo. A dire il vero io non ci badavo tanto, feci qualche attacchinaggio notturno e poco più, agli amici che incontravo dicevo che ero candidato e basta. Alla fine però presi circa 700 voti che effettivamente non mi valsero l’elezione ma mi incoronarono la persona più votata nell’intera storia dell’associazione, e ancora detengo fieramente il primato.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6504869866471653719?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6504869866471653719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6504869866471653719' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6504869866471653719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6504869866471653719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/9-marzo-continua-dal-6-marzo.html' title='9 marzo - continua dal 6 marzo (le mie elezioni V)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-893606817030146526</id><published>2008-03-06T14:20:00.001+01:00</published><updated>2008-03-06T14:31:21.204+01:00</updated><title type='text'>6 marzo - e ripaleremo di elezioni (le mie elezioni IV)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;Vi avevo promesso che vi avrei narrato anche di altre disavventure elettorali e così sarà. Avevo dunque raggiunto ormai le agognate sponde dell’università: obiettivo raggiunto passando con il minimo necessario ma nel tempo previsto, senza perdere neanche un anno. E ora? Ora c’era da scegliere l’università e ora ci sarebbe stato da fare sul serio. O così almeno sembrava… ma se è vero che chi nasce tondo non diventa quadrato, allora chi nasce con la spalla tonda non avrà mai le spalle quadrate e tanto meno il culo: già, il così detto “culo quadro” che prende la forma della sedia per le ore passate sui libri. No, non è il mio caso e ovviamente non lo sarebbe diventato. Però mi illudevo che sarebbe potuto essere così e dunque perché non iscriversi al corso di laurea in “sviluppo economico e cooperazione internazionale”? Eccomi dunque matricola in economia e già precettato in “SU! Sinistra Universitaria” associazione di chiara ispirazione politica. Correva l’anno 2002, neanche il tempo di mettere piede nella bella sede di Villa Favard che mi ritrovo a essere instradato da amici e vecchi compagni di liceo verso la politica universitaria e verso il “P.I.R. Prodotto Interno Rosso” il collettivo di economia. Vengo inoltre condotto a fumose riunioni serali nelle case del popolo di cui divento assiduo frequentatore, e sostanzialmente conosco compagni e amici che ancora oggi probabilmente leggono queste righe. A guardarla a posteriori la cosa migliore era il cuore che veniva messo nelle nostre vaghe idee, la cosa peggiore forse la voglia di autoaffermazione che ha coinvolto molti e sicuramente troppo anche il sottoscritto. Il risultato sicuramente era abbastanza scadente, avremmo potuto fare molto meglio e di più, ma forse parlo per me e tant’è… E mentre la sigaretta iniziava a farsi strada sempre più frequentemente anche tra le mie labbra (questa è la riprova che la politica fa male alla salute) le elezioni universitarie si avvicinavano. Ma prima di parlare di candidature o di altro è giusto raccontare cosa era il P.I.R. e cosa le riunioni serali. Sostanzialmente “SU! Sinistra Universitaria” è un associazione nata da una delle solite divisione che regolano da sempre i rapporti tra le sinistre. Non siamo arrivati a spararci addosso come nelle giornate di Barcellona ma poco c’è mancato. Ora pare che le fratture vadano a ricomporsi ma in fondo non ci riguarda poi troppo. Ci interessa invece sapere che “SU!” è un’associazione che svolge funzione di coordinamento tra i collettivi di varie facoltà: un momento di raccolta per gli studenti impegnati nella vita politica di tutto l’Ateneo fiorentino. Quindi sostanzialmente uno studente “impegnato” sarebbe andato un pomeriggio la settimana alle riunioni di collettivo, in cui si dibattevano i problemi di facoltà e una sera a settimana alle riunioni di “Sinistra Universitaria” in cui si dibattevano i problemi di Ateneo. Sostanzialmente una cosa da masochisti e da gente che non ha di meglio da fare. Comunque alla fine ci si divertiva anche perché uno studente come me interpretava la cosa in questo modo: “i pomeriggi li passo in facoltà a giocare a carte nella stanza del collettivo di economia che è quasi una bisca, ogni tanto preparo un esame, e nel frattempo la sera vado alle riunioni di “Sinistra Universitaria” che in fondo anche se ci si spacca le palle a sentire i resoconti del Senato Accademico la compagnia non è poi così male”. Ero decisamente un tipo poco serio (non che ora sia tanto meglio), così come poco serio era il “Prodotto Interno Rosso”. A parte pochi, sicuramente la minoranza, realmente interessati a fare politica, per gli altri il collettivo era semplicemente un luogo: una stanza d’angolo con due belle finestre nella quale si poteva liberamente fumare e in cui si ritrovavano gli amici. Niente a che vedere con la politica. E da che mondo e mondo il passatempo, anzi no, l’occupazione principale di quella manica di sgangherati era giocare a carte e prendersi per il culo vicendevolmente, ma soprattutto giocare a carte. Si trovava chi, fin da mattina (non troppo presto), teneva le carte, usuratissime, in mano e il “tressette” è stata la prima cosa che mi è stata insegnata quando ho messo il naso dentro l’uscio. I veri dolori sono arrivati dopo quando il sottoscritto e altri due di cui non faccio il nome per evidenti motivi abbiamo avuto l’insana idea di soppiantare il poker al “tressette”, con ricadute facilmente immaginabili. Ma queste sono altre storie, forse altrettanto avvincenti, ma assolutamente immorali, quindi… (continua...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-893606817030146526?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/893606817030146526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=893606817030146526' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/893606817030146526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/893606817030146526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/6-marzo-e-ripaleremo-di-elezioni-le-mie.html' title='6 marzo - e ripaleremo di elezioni (le mie elezioni IV)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6528753003147491732</id><published>2008-03-04T21:17:00.003+01:00</published><updated>2008-03-05T01:07:15.224+01:00</updated><title type='text'>4 marzo - il donatore e il suo prossimo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ieri sono stato tutto il giorno a giro per Milano con i miei amici e a sera ero a cena fuori. Sono stato benissimo, ho avuto modo di stare in buona compagnia e di fare ottima conversazione. E in questi giorni in cui si aspetta il trapianto la conversazione non può che cadere sul nostro appuntamento. Dobbiamo dare per assodato il fatto che io non saprò mai l'identità del donatore. Queste sono le regole. Ovviamente chiunque non accetti supinamente la cosa è legittimato a porsi delle domande a riguardo: "perché non sapere l'identità del donatore?" che sottende a un: "è giusto che non si sappia?"... prima di ieri sera un buon senso istintivo mi aveva portato a rispondere semplicemente "sì" senza però neanche esattamente trarne una motivazione profondo. Per me era così, "a naso" era anche giusto così e così finiva la cosa. No, troppo semplice. Anche perché mentre la data del fatidico giorno si avvicina, anche gli interrogativi crescono... e come non essere grati a colui che, dall'altra parte dell'Oceano, si sottoporrà a un noioiso intervento al fine profondo di essermi tanto utile da salvarmi la vita? Come non essere immensamente riconoscenti, come avere debito più grande? Appunto, come avere debito più grande? Ecco perché, a mio avvviso, non è bene conoscere direttamente il donatore: poiché un debito di tale fatta è un peso con il quale è estremamente difficile confrontarsi in un qualunque rapporto umano, il rischio di storture sarebbe estremamente alto. Non solo, la cosa più bella di questo momento è forse in fondo proprio il fatto di non conoscersi, ma esclusivamente di riconoscersi. Riconoscersi come simili, come esseri umani, come prossimi. Il rapporto enormemente importante che si instaura tra me e il mio donatore è forse reso ancora più prezioso e grande dal fatto che è semplicemente un rapporto tra essere umano e essere umano. In fondo poco ci importa del sesso, della razza, delle idee politiche, della religione, e di ogni altra distinzione... non importa al donatore non importa a chi riceve. E poche cose sono tanto grandi quanto il gesto che andremo a compiere. E il fatto di non conoscersi e che l'identità verrà preservata nascosta ai due assume ancora maggiore rilevanza in quanto esclude il rapporto a due, ma postula e implica un rapporto superiore e più profondo: quello tra simili, tra prossimi. Altro aspetto dell'eccezionalità del gesto, è che esso avviene in fondo, in condizione di totale assenza di giudizio. Indipendentemente da chi io sia, da quel che ho fatto, da quel che voglio fare o farò, io ho la possibilità di avere il mio trapianto, senza alcun giudizio etico di sorta. Il che mette realmente per una volta, gli individui in condizione di parità: per una volta non ci sono giudici. Contemportanemente una situazione del genere sposta la mia gratitudine per la possibilità che mi è concessa di continuare a vivere, verso il mio prossimo. Poiché io sono il prossimo del nostro donatore americano, l'unico modo che ho per essergli grato è comportarmi conseguentemente verso il prossimo mio, alimentando dunque un circolo virtuoso, che spero e penso possa in fondo andare a influire anche sul nostro statunitense. Nostro o nostra, poiché appunto come si è visto per il donatore si dovrebbe usare il neutro, caso che purtroppo nella nostra bella lingua viene a coincidere con il maschile. Dove vanno i nostri sforzi adesso? Vanno verso il donatore che deve essere in forza e in salute e che non abbia intoppi nel mandare le sue cellule a Milano... poi starà al mio organismo dimostrare di essere realmente tollerante, tanto da accettare come proprio, un midollo che originariamente non lo sarebbe. In fondo il rigetto non potrebbe essere visto come una forma estrema di xenofobia? Beh per quanto mi riguarda porte aperte... a tutti, perché? Perché sono il mio prossimo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi auguro una buona notte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6528753003147491732?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6528753003147491732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6528753003147491732' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6528753003147491732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6528753003147491732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/4-marzo-il-donatore-e-il-suo-prossimo.html' title='4 marzo - il donatore e il suo prossimo'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-8920458258501193985</id><published>2008-03-02T23:45:00.000+01:00</published><updated>2008-03-02T23:49:58.669+01:00</updated><title type='text'>2 marzo - back in milan</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono nuovamente a Milano, nella mia stanza, confortato da due giorni a Firenze di cui avevo sinceramente bisogno. I giorni della  settimana scorsa, come ho detto sono stati duri: costretto nel letto dalle chemio ho sentito il peso della solitudine, lasciando per altro il racconto delle elezioni incompleto. Prima però voglio rincuorare chi si può preoccupare per il sottoscritto: i due giorni  a casa hanno significato molto, ne ho approfittato per chiarire aspetti personali vari, e soprattutto per stare con amici vecchi e nuovi, guadagnando per altro un ottima forma di pecorino e ben due cipolle. Il risultato? Che ieri per somma gioia mia ho mangiato ottimamente, minore era la gioia di chi mi stava vicino, ma volete mettere il gusto di una buona cipolla cruda?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A parte tutto, oggi vi faccio partecipi di un altro capitolo delle mie elezioni. Le mie elezioni (o sputtanature come qualcuno le potrebbe chiamare) cap. IV. Ma in fondo almeno così rispondo al mio buon amico Piero, che l'altra volta diceva, a proposito di lamentele di mala politica, che dalle parole bisognerebbe passare ai fatti. Le mie elezioni infatti sono state sempre un tentativo (mal riuscito) di tradurre le idee, le critiche espresse in un azione politica concreta. Sostanzialmente comunque, dato per assodato che il sistema va cambiato, il problema è: come riuscire nell'ardua impresa: “è possibile riuscire a cambiare il sistema dal suo interno?” e ancora: “fino a che punto è accettabile il compromesso con le regole della politica?”. Se vi fosse una risposta sola, unica, cruda e univoca il gioco sarebbe fatto, la linea tracciata il dado tratto e il dardo scagliato... no, troppo semplice. Perché non ci complichiamo un po' le cose? Personalmente ritengo la questione estremamente spinosa. E infatti su questi interrogativi vi lascio perché la quarta parte de “le mie elezioni” va trattata con cura e ora son troppo stanco per farlo al meglio...&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un bacio a tutti e un abbraccio particolare a quelli che stanno a Tavarnuzze&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;G.J.B.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;P.S. Ho seri problemi con la connessione... la cosa dovrà essere risolta al più presto...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-8920458258501193985?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/8920458258501193985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=8920458258501193985' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8920458258501193985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8920458258501193985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/2-marzo-back-in-milan.html' title='2 marzo - back in milan'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5351778627762312779</id><published>2008-03-01T10:52:00.003+01:00</published><updated>2008-03-01T11:18:27.854+01:00</updated><title type='text'>1 Marzo - finalmente...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stati giorni duri e difficili questi ultimi, su diversi fronti, non ultimo quello personale, che, proprio perché personale lascerò sospeso. Vi basti sapere che le cose vanno meglio e mentre Marzo batte alle porte di questo 2008 sto scrivendo abbastanza contento e positivo da quel di casa mia. Casa mia, quella vera, quella dove siete anche voi: due giorni nella mia (nostra) Firenze non sono abbastanza ma sono quanto per ora mi è concesso. Giorni difficili vi dicevo, fatti di lontananze, una stanchezza pressante e molti ricordi, rivalutazioni. Se dovessi descrivere come son stato vi direi semplicemente disteso nel letto sonnecchiando o ricordando i volti, gli episodi, e poche valutazioni sul presente o sul futuro. Non so se siano state le coperte, o la stanchezza o la natura stessa del ricordo che sottende alla solitudine, non sono in grado di comprendere bene come la natura fisica delle cose si compenetrasse con quella psicologica, o quanto fosse il contrario quanto fosse la mente a intralciare il fisico con la memoria di quel che è stato... strano sapore ha il ricordo: una quasi sensazione, e la coscienza precisa di essere stato felice. Lirismo spicciolo di queste parole da cui vorrebbe forse trasparire la mia passione per la musica e le atmosfere del tango argentino... lasciamo dunque un tono dato forse dalle nuvole qua fuori in favore di uno slancio nuovo che ammicchi al trapianto che devo andare a fare: quando?Non si sa ancora quando, domenica pomeriggio sono di nuovo su, lunedì controlli e analisi, martedì a fissare la data credo e poi... e poi...&lt;br /&gt;lascio sospeso e mi getto su questi momenti di vita strana in cui a parte il gonfiore degli occhi e qualche crampo alle mani sto abbastanza bene. Lascio sospeso come i racconti sulle elezioni e sulla scuola, lascio sospeso come quel che riguarda la politica, lascio sospeso perché a volte serve silenzio e ricordo per poter riflettere e dare giusto slancio alla parola. Lascio sospeso perché c'è tempo, perché in fondo credo che siamo portati fin troppo spesso a tempi non nostri. Rispondo così a chi dice del bisogno di continuo aggiornamento a cui il vorticare di notizie ci ha improvvidamente abituato. Ammansendoci e lasciandoci lontani dalla pausa di riflessione, da quel momento di assestamento, di malinconia, di ricordo, di solitudine, di "bagno di tomba" che serve per poter andare avanti al meglio...&lt;br /&gt;che ci volete fare? oggi mi sono svegliato retorico&lt;br /&gt;(ma non voglio rileggere il brano, in parte perché mi fa fatica e voglio andare a farmi la doccia, in parte perché son curioso di vedere quel che ne viene fuori... chissà se si capisce qualcosa dicchè volevo dire)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5351778627762312779?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5351778627762312779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5351778627762312779' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5351778627762312779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5351778627762312779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/03/1-marzo-finalmente.html' title='1 Marzo - finalmente...'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7523966908359189822</id><published>2008-02-25T16:50:00.002+01:00</published><updated>2008-02-25T17:25:12.738+01:00</updated><title type='text'>lunedì 25 febraio - dopo un po'di silenzio</title><content type='html'>mi piacerebbe dirvi che se non ho scritto è stato perché me la stavo spassando... mi piacerebbe rispondere alle vostre mail invece ho un deposito di mesi, mi piacerebbe aver risposto alle vostre telefonate e magari avervene fatte anche io. Mi fa piacere comunque sentirvi e scrivervi queste due parole, per il momento veloci. Non ho avuto modo e voglia di scrivere, un po'forse perché abbisognavo di un po' di silenzio ma credo in realtà più che altro per effetti collaterali che mi hanno letteralmente steso in catalessi a letto (o sul divano) facendomi dormire o "riposare", un numero incredibile di ore al giorno. Ovvialmente ogni attivià che fosse più impegnativa di guardare un film la sera o di mangiare è stata bandita. Anche adesso fatico un po' a scrivere... che palle 'sti medicinali di merda. Beh spero di star meglio nei prossimi giorni o magari nelle prossime ore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;baci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7523966908359189822?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7523966908359189822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7523966908359189822' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7523966908359189822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7523966908359189822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/luned-25-febraio-dopo-un-podi-silenzio.html' title='lunedì 25 febraio - dopo un po&apos;di silenzio'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5561891249871025966</id><published>2008-02-21T20:42:00.006+01:00</published><updated>2008-02-22T00:48:30.339+01:00</updated><title type='text'>21 febbraio - buone nuove e altre ricordi aspettando la terza parte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora iniziamo dalle buone notizie: QUESTO CHE HO FATTO E' UFFICIALMENTE L'ULTIMO CICLO DI CHEMIOTERAPIA: ENTRO UN MESE MI SOTTOPORRO' AL TRAPIANTO DI MIDOLLO. IL DONATORE IN POLE POSITION PARE SIA UN AMERICANO MA UN ITALIANO E UN CIPRIOTA SONO ANCORA IN LIZZA... STIAMO A VEDERE... A onor del vero ci tengo a precisare che il trapianto non avviene attraverso una semplice trasfusione non immaginatevi dunque cose cruente o miserrime per me... pare, magia del corpo umano, che le cellule trasfuse sappiano già da sole dove andare a posizionarsi. Trovo tutto questo affascinante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò oggi mi son fatto la lombare... spero di non avere effetti collaterali grossi che tuttavia non mi stupirebbero. Se per qualche giorno non doveste vedere il blog aggiornato beh... capirete perché. Comunque non fasciamoci la testa prima del previsto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento sospendo un attimo la narrazione dell'ultima e terza parte delle mie elezioni, malgrado i numerosi complimenti ricevuti che sinceramente mi onorano assai... mi interrompo per ricordare qualche altro momento più o meno divertente del liceo, visto che è stato tirata in ballo la mia mancanza di rispetto per l'autorità costituita (che ancora un po'mi caratterizza), le mie sessanta assenze e quaranta entrate in ritardo... ma andiamo per ordine. Cronologico ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo che i tempi della ribellione, covati i semi per un po'di tempo, iniziarono il terzo anno di liceo, corrispondente con i miei sedici anni... cambiai look, iniziando a portare maglioni sformati, i primi pantaloni larghi e forse i primi jeans un po'scampanati, e scarpe da ginnastica basse come voleva la moda del tempo... insomma mi feci un po' meno vittima dei gusti della mamma. Contemporaneamente nasceva la passione per Neruda, Garcia Lorca, e la poesia in generale, meglio se ispano americana. I primi amori (ovviamente tragicamente infelici), i primi brufoli, le prime contestazioni... insomma iniziò a farsi più marcata la mia individualità con tutte le contraddizioni di un adolescente. E cosa ne poteva far le spese se non il mio rendimento scolastico? Ero intimamente convinto che valesse di più leggersi una poesia di Garcia Lorca o scrivere di mio  pugno piuttosto che stare a imparare a memoria la traduzione delle versione di greco da ripetere al momento dell'interrogazione e scordare il giorno dopo. Possiamo dunque affermare con una certa cognizione di causa che il mio metodo non era esattamente scolastico. Come forse ho già avuto modo di raccontarvi, passai all'anno seguente per il rotto della cuffia con quattro materie insufficienti  (matematica, filosofia, greco e una quarta che mi pare fosse latino). Reputai saggiamente che era giunta l'ora di cambiare aria, visto anche il tanfo di ipocrisia stantia che caratterizzava il mio liceo. E dunque quando la vicepreside nonché mia professoressa di lettere chiamò mia madre a una chiacchierata di fine rapporto non trovò di meglio che definirmi con un certo disprezzo "un anarchico". La cosa non mi creò alcun problema e tutt'altro che dispiacere, anzi mi inorgolì pure... la reazione della mia augusta genitrice fu invece opposta: ancora oggi ritengo che fosse preoccupata e disperata sostanzialmente per un nonnulla. In fondo come si fa a dare così tanta retta a una professoressa che pronuncia la parola "anarchico" con l'erre moscia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'anno dopo,il penultimo, merito anche della novità di un diverso istituto, le cose andarono meglio. Respiravo un aria meno impostata e stupidamente oppressiva e la cosa mi fece riconciliare un po' con il mondo scolastico. A questo si aggiunse un via vai di supplenti di italiano che certo non mi diede le gioie di conoscere bene il Tasso e l'Alfieri ma che mi consentì qualche divertimento. Uno su tutti quando l'ultima delle supplenti (che poi fece anche le valutazioni finali) ci chiese candidamente cosa facessimo il sabato sera. Ecco subito una mia compagna tutta per bene pronta a raccogliere l'occasione per dare fiato alle corde vocali e mettersi in mostra: -io vado in discoteca-. "Ecco aperta," pensati tra me, "la fiera del banalità e della leccata di culo". Non mi sbagliavo troppo, l'intervento dopo, fatto da una mia compagna altrettanto compita fu -si, oppure usciamo tra amiche, magari andiamo al pub...- Il sorriso stampato sulla faccia a soddisfare l'insegnante. No era troppo, mancava in fondo quella faccia sporca che ci caratterizza un po' tutti quanti. Riflettei su quel che facevano davvero alcuni miei compagni, su qualche sbronza che ogni tanto mi prendevo anche io, e decisi tra me che il muro di omertà andava rotto. O forse non fu una decisione conscia, ma solo un caso. Fatto sta, che nel silenzio più totale, senza neanche alzare gli occhi dalla mia attività preferita in quelle occasioni (ovvero disegnare sul banco) esordii con un potente: - Io mi drogo- A ben vedere non era nemmeno vero, era una cazzata bella e buona, ma l'attimo di silenzio e il gelo furono di sicuro impatto. La povera supplente, giovane e presa sicuramente di sorpresa da tale risposta non trovò di meglio che da ribattere con voce calma quasi flebile: - ma non è una bella cosa- e io ancora con una freddezza che sinceramente a tutt'oggi mi meraviglia: - ma io lo faccio lo stesso...- Stavolta non ebbi risposta e a quanto mi è concesso ricordare la discussione sui nostri sabati sera non si protrasse molto oltre. Effettivamente l'irriverenza c'era quasi al limite forse della strafottenza, ma a dir la verità ho sempre cercato di farlo con una certa ironia, con fantasia, estro, con stile insomma come vorrebbe insegnarci il miglior Monicelli di "amici miei". E fu così che all'ultimo anno, quando finalmente iniziai a firmarmi le giustificazioni da solo, non ebbi più limiti. Si sa, all'utlimo anno di stare al liceo ti sei proprio rotto, io mi sentivo in un ambiente non mio: continuavo a dire e a sostenere il fatto che la mia presenza in classe era puramente accessoria se avevo assimilato le nozioni richieste. Continuo ancora ad essere di quest'avviso: facevo i compiti in classe, le intorrogazioni e studiavo (poco). In realtà a dirla tutta in alcune materie campavo anche molto di rendita su una certa simpatia che mi ero creato più grazie a occasioni di discussione con i docenti che dall'arruffianamento. E su una carta facilità di assimilazione, per esempio delle nozioni storiche mi aiutò non poco. Ma certo volevo giocare con le mie regole a iniziare dal presupposto che quel che studiavo lo facevo con i tempi e i modi che volevo io. Cosa me ne fregava a me di stare a sentire le lezioncine imparate per la maggior parte a memoria dai miei poco allegri compagni di classe? Meglio andarsi a fare una passeggiata, delle belle foto o studiare per i fatti miei quello di cui ritenevo di aver bisogno. Ricordo perfino con un certo piacere alcune mattinate passate in una sconosciuta sala di lettura vicino Santa Croce, in cui rimettevo apposto i miei appunti di Storia e Filosofia. Inframezzando l'attività con una passeggiata, una giusta pausa caffé e una conseguente fumata a seguire. Il tutto secondo i miei ritmi... quasi un sogno, specialmente quando a me si univa qualche compagno, o ancora meglio qualche compagna, di venutra. Ma non tutti i miei insegnanti approvavano la mia linea di pensiero. Accortomi di ciò questo forse aggiunse ancor più pepe al gusto di voler sfidare il potere costituito con un ironia portata quasi al limite. Basti dire che alla fine dell'anno avevo collezionato ben quattro libretti delle giustificazioni di cui almeno tre rubati dalla segreteria in un momento di distrazione del personale che li aveva lasciati incautamente incustoditi. Non persi tempo: individuato il timbro ufficiale non esitai a usarlo: ne presi una decina. Per me ne tenni tre e il resto li regalai all'intervallo a miei degni compari. Nei quattro libretti che collezionai quell'annata spiccano perle come "entrata in ritardo" con motivazione "ho incontrato il male di vivere" (cosa che per altro sottendeva a una certa verità) oppure: "accidia". Ricordo anche un più comune "cambio olio motore"... alla fine riusci comunque a cavarmela. Quanto ai libretti li conservo gelosamente e se il trambusto degli ultimi mesi non me li ha portati via sarò lieto di mostrarli appena posso ai più increduli miscredenti.&lt;br /&gt;Non so se vi avevo già raccontato questi episodi, ma mi parevan comunque degni di essere ricordati in questa strana Milano, dato che ancora oggi mi regalano un sorriso come spero che lo regalino a voi. A onor del vero devo aggiungere una cosa, anche la mia insegnante di italiano di allora (finalmente era tornata quella di ruolo), benché fossi all'ultimo anno, cercò di punire tale atteggiamento di irriverente sfida e propose la mia bocciatura. Chiaramente il mio rapporto con le insegnanti di lettere nelle mura scolastiche non deve essere mai stato idiliaco. All'esame mi portò con l'insufficienza e all'orale mi chiese cose sulle quali non ero, come dire, esattamente ferrato. Ancora oggi l'interpretazione della "doppia vista" di Leopardi da parte di Walter Binni resta per me in gran parte un mistero. Ma non me ne faccio troppo cruccio in quanto ho scoperto che, eresia, si campa bene lo stesso. Di Leopardi potrei in compenso raccontarvi cose che non si studiano a scuola come per esempio che nel suo periodo di soggiorno a Roma spediva lettere al fratello in cui si lamentava dei prezzi e degli atteggiamenti delle prostitute locali... Ma queste sono altre storie che in fondo poco ci riguardano anche se forse ci farebbero apprezzare un po'di più gli autori che studiamo regalandoci anche un po' del loro lato umano.&lt;br /&gt;Poco prima della mia malattia comunque ho avuto modo di riparlare con la detta professoressa, anche con un certo piacere. Ormai è diventata preside e dovevo andare quest'anno (ormai forse l'anno a venire) a insegnare fotografia nella sua scuola. Nel breve e cortese colloquio che abbiamo avuto mi disse: - a fotografare e sulle immagini sei proprio bravo.- io a ringraziare mi schermii un po'... - no, no, continuò lei, d'altronde lo sai che son sincera, a fare fotografie sei bravo... a scrivere no - Ringraziai e non dissi nulla, sebbene rimasi un po'perplesso e contrariato. Ma d'altronde cosa dovevo o potevo rispondere di fronte a tanta caparbietà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spero vi sian piaciute anche queste di memorie e forse a domani per la terza parte delle mie elezioni... d'altronde si sa, un po'di suspance ci vuole&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un abbraccio a tutti voi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5561891249871025966?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5561891249871025966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5561891249871025966' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5561891249871025966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5561891249871025966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/21-febbraio-buone-nuove-e-altre-ricordi.html' title='21 febbraio - buone nuove e altre ricordi aspettando la terza parte'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-5344812039430133397</id><published>2008-02-20T18:39:00.007+01:00</published><updated>2008-02-21T20:41:59.645+01:00</updated><title type='text'>20 febbraio - serenità e le mie elezioni (parte II)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Iniziamo dalla notizia e quasi mi fa paura scriverlo che l'umore è abbastanza buono. Malgrado cattive nuove ovvero che domani mi aspetta una "lombare" e il rischio di effetti collaterali quali mal di testa, fotofobia e dolori muscolari vari sia alto, ciò, incredibilmente non mi scoraggia particolarmente. Non vi so dire il motivo preciso di tale atteggiamento sereno nei confronti di questa esistenza, diciamo che è il risultato di un accettazione faticosa del dolore fisico come parte di essa scollegato però dal dolore mentale che forse è da temere pure di più... Cerco dunque di mantenermi in equilibrio precario di serenità, composta da un certo distacco e dalla certezza che la cosa che maggiormente mi può aiutare è combattere l'ansia e l'isteria nei confronti di un futuro che appunto ancora non esiste. Spero di avere la forza di non cedere quando starò male conscio che la condizione di dolore fisico è passeggera e mutevole, come tutto d'altronde. In realtà se si riesce appunto a eliminare l'ansia data dalla paura del dolore fisico, oltre a dare prova di un certo carattere, si può riuscire soprattutto a vivere con una certa serenità anche questa fase di malattia. Anche in passato mi sono reso conto che l'attenzione al presente insieme alla certezza della "vacuità" delle cose mi ha portato un certo giovamento al quale probabilmente sto cercando di nuovo di affidarmi. Forse paradossalmente mi inquieta quasi lo svelare dei processi mentali che fanno giungere a una certa serenità. E allontaniamoci dunque da tali intime cose per dirigerci verso la seconda (ma non ultima) parte delle mie candidature. Innanzitutto scusandomi verso chi legge le cose in tempi brevi, come coloro che hanno lasciato i primi quattro commenti. E'infatti vero che la prima stesura, per quanto ben scritta, spesso venga pubblicata senza nemmeno essere riguardata (mi perdonate?)... il fatto è che per scrivere, specialmente per farlo bene (se non al meglio), si necessita di un certo labor limae e di almeno tre momenti di revisione. Il giorno dopo a mente fredda sarebbe ancora meglio. Ora ad esempio ho corretto e migliorato il precedente post: scorre meglio, ha meno ripetizioni ed è più ricco di particolari. In sostanza a mio avviso arriva di più e dice meglio quello che vorrebbe dire... fatta questa premessa mi avvio alla stesura del continuum della storia delle mie candidature che annoverano una sola vittoria: quella a rappresentante di classe l'ultimo anno di liceo. A onor del vero prima di proseguire nella narrazione vi dirò anche degli indiscutibili vantaggi del potere: "il potere logora chi non ce l'ha" disse una volta qualcuno che porta il mio stesso nome. Ne ebbi riprova quando all'inizio di una noioisissima ora di lezione di latino, fui convocato in presidenza. Gli occhi della classe mi si puntarono addosso come dire: "cosa hai combinato?" e io pure mi feci la medesima domanda. Ma l'interrogativo si trasformò in invidia quando me ne tornai un ora dopo carico di panini... sostanzialmente il forno per distribuire le merende agli intervalli era stato deciso in gara d'appalto ma l'ultima parola spettava agli studenti. E dunque i loro rappresentanti erano stati chiamati in causa come assaggiatori ufficiali. Ancora non so se fu maggiore il piacere della mangiata o di perdere l'ora di latino. Al secondo anno di liceo comunque, per quanto deluso dalla inutilità delle mie proteste sul fumo, avevo messo su una lista mia... quattro persone in lista, un programma non male non bastarono all'affermazione delle nostra idee. Di nuovo la democrazia ci diede per sconfitti. Quell'anno non feci ricorso ad alcuna merenda, ma le mie doti di affabulatore erano ben poca cosa e per quanto avessi lavorato come un mulo l'anno precedente per la scuola, prendendo parte attivamente alla vita studentesca, la cosa non fu premiata. Ricordo che non fu un disastro, ma non ebbi affermazione anche in virtù di una lista molto forte che portava avanti idee simili alle mie attingendo al mio bacino di voti. Almeno passarono due miei amici... comunque sia la vera ennesima disfatta la ebbi in consiglio di classe, quando presi un voto: il mio. E su quel voto, forse qualcuno ricorderà ancora, si aprì un piccolo giallo. Per motivi a me arcani era considerato cattivo costume votarsi da soli. Personalmente non ci vedo né ci vedevo assolutamente niente di male in virtù del fatto che se il voto è espressione di fiducia e uno non ha fiducia nemmeno in sé stesso, in chi ce la deve avere? Vero è che può essere un atto di galanteria tra contendenti votarsi reciprocamente, ma in fondo come si vide, nessuno aveva avuto tale riguardo per me... l'avrei dovuto forse avere io per gli altri? Il sentire comune tuttavia non riteneva consono votare sé stessi e dunque io, conscio del rischio di prendere avere poco consenso, e conscio del fatto che i voti erano riconducibili tramite la grafia a chi li aveva espressi, non trovai di meglio che camuffare il mio modo di scrivere. Il risultato è noto, il mio migliore amico su cui potevo contare era a casa ammalato e il mio voto fece segnare l'unica crocetta sotto il mio nome alla lavagna dei candidati... Quando, a elezioni finite, partì la caccia a chi aveva dato quel voto solitario e fui ovviamente accusato di esseremi auto-votato la mia difesa fu strenua. Negai tutto portando a riprova che la grafia non mi apparteneva. Essa effettivamente risultò diversa e il basso stratagemma funzionò: la dignità fu salvata e l'incidente presto dimenticato. A dire il vero mi rendo conto adesso di come sarebbe stato molto più degno difendere la mia scelta che in fondo niente aveva di male, e spero che mi perdoneranno i miei compagni di allora per una piccola bugia che rese più tollerabile l'ennesima sconfitta... delle vittorie in fondo non c'è gran gusto a parlare. Curioso però come ogni anno successivo al secondo, in tutte e due le scuole che ho visitato, fui indicato tra i papabili per la rappresentanza di istituto. Probabilmente alla terza volta ce l'avrei pure fatta: avevo raggiunto l'età minima e l'esperienza necessaria per ispirare un po'di fiducia, ma a dirla tutta mi ero rotto... in fondo la battaglia persa sul fumo mi aveva convinto che i rappresentanti di istituto contano il giusto e avevo dunque perso quella lena che aveva caratterizzato il primo anno. Anche il lavoro per la scuola nel secondo anno era venuto meno. Dov'era la coerenza nel presentarsi se non avevo alle spalle una solida base di fatti creati con la fatica dell'anno prima? Ricevetti un solo complimento per tale coeranza dal mio amico Jacopo allora ancora non surfer: -ce ne fossero di più di persone come te!- mi disse per i corridoi del primo piano. Me le ricordo ancora tali parole e le porto strette al cuore, la sorte vuole che sabato io e lui fossimo, insieme agli altri legulei e Piero, a fare lo Statuto e ragionar di politica. Tornano invece a tempi più remoti il mio impegno di allora si profuse più verso i giornalini studenteschi, le riunioni di redazione e verso altre cariche. Solo l'ultimo anno, quando ormai avevo cambiato scuola, mi dedicai di nuovo alla rappresentanza intesa sempre più come una sorta di sindacalismo. Strenue battaglie per i diritti veri o presunti dei miei compagni. E in tal caso il ruolo migliore era rappresentante di classe. Il mio eloquio si era fatto migliore e effettivamente la capacità di rompere i coglioni era evidente a tutti quando mi mettevo a discutere con i professori. A mio vantaggio avevo il fatto che il rispetto per l'autorità, da non confondere con il rispetto per la persona-professore, non l'ho mai avuto (purtroppo o per fortuna). Le discussioni furono arroventate e forse portarono anche qualche frutto se qualche tempo fa un email ricevuta in occasione della mia malattia ricordava ancora con piacere che io ero stato l'unico a difendere una mia compagna in difficoltà durante un'interrogazione di matematica. A mio svantaggio avevo a fine anno sessanta giorni di assenza e quaranta entrate in ritardo. Però quando c'ero funzionavo...o almeno ancora ne ho l'illusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un bacio, sperando che gli effetti collaterali mi permettano di scrivervi presto la mia terza puntata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Ma se scrivo queste cose, come faccio a scrivere la tesi?  mi chiedo cosa sia più importante scrivere, per ora, poiché sono un pigro e un godurioso, mi son sempre dato a ciò che mi dava maggior piacere e costava meno fatica, ma in fondo forse nella mia condizione mi è concesso... o anche questa è una scusa ma tant'è!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-5344812039430133397?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/5344812039430133397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=5344812039430133397' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5344812039430133397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/5344812039430133397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/20-febbraio-serenit-e-le-mie-elezioni.html' title='20 febbraio - serenità e le mie elezioni (parte II)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7127240177128884913</id><published>2008-02-19T20:28:00.002+01:00</published><updated>2008-02-20T18:26:43.205+01:00</updated><title type='text'>19 febbraio - febbre e candidature</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;E così eccoci di nuovo qua, io sono nel mio letto, sotto le coperte, al caldo. Di là i miei genitori passano il tempo come tante altre volte, aspettando domani. Domani quando inizierò una nuova chemioterapia. Eppure non è detto poiché un po' di febbre cammina sulla mia fronte. Staremo a vedere cosa diranno i medici. Non so tuttavia se, per merito della febbre o per quel ritorno alla routine, almeno il morale oggi è abbastanza buono. Perché dico per merito della febbre? Perché mi fa sentire leggermente come tutti quanti, e in nulla per ora si differenzia dalle mie precedenti febbri, poiché le attività che svolgo ora sono esattamente le medesime delle altre volte. Ammettendo che stare tutto il giorno senza far niente sia un'attività. Comunque tant'è, ed eccoci dunque, in compagnia delle mie linee di temperatura che purtrppo non se ne vogliono andare, a scrivere, come promesso giorni fa, la storia delle mie candidature... almeno passo un po'di tempo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Quando mi scontrai per la prima volta con il dolore della democrazia avevo circa sette o otto anni, a dir la verità non ero io candidato, ma un disegno. La maestra aveva infatti deciso di indire un concorso di disegni raffiguranti Babbo Natale. Il vincitore avrebbe avuto l'onore e il prestigio di vedere il suo elaborato usato come copertina dell'album natalizio di classe (o qualcosa del genere). Ovviamente il vincitore sarebbe stato proclamato a insindacabile giudizio degli altri bambini. Volevo assolutamente vincere e così il giorno precedente alla presentazione delle immagini mi misi di buona lena e a mattino seguente potevo vantare ben tre disegni da presentare. La mia unica avversaria ne aveva presentato soltanto uno: avevo la vittoria in tasca. O almeno così pensavo. Ma si sa, le bambine a quell'età son più brave in tutto (solo a quell'età?), e i miei tre disegni, effettivamente troppo vuoti non ebbero neanche un voto. Una sconfitta enorme, una vera e propria disfatta. Il suo disegno era onestamente notevolmente migliore di ognuno dei miei: ricco di palline ben colorate, un bell'albero verde che occupava mezza pagina e un Babbo Natale rosso a bianco che svettava nell'altra metà. Era insomma riempito in ogni suo spazio da splendidi colori. I miei elaborati erano invece vuoti e forse tirati un po'via, diciamo, se volessimo usare un eufemismo, che rispondevano a un'estestica dove si prediligeva la mancaza, il vuoto al pieno, il bianco del foglio all'immagine.  Dovetti insomma riconoscere l'ignominosa sconfitta, una sconfitta giusta ma non per questo meno bruciante. In una volta imparai il dolore  e la forza della democrazia e che la qualità è più importante della quantità. Beh lezioni di vita che però spesso si scordano. Come quando diversi anni dopo, avevo circa dodici anni, andavo a dire in giro che volevo fare il politico, ispirato dai testi di Bob Dylan. E'evidente a tutti come un bambino che legge i testi di Bob Dylan e dice di voler fare il politico o è precoce o è pazzo e comunque sia è sicuramente disadattato, ma questo non bastò a farmi abbandonare le mie idee (son sempre stato caparbio e testardo). Il risutato fu che, appena arrivato al liceo, mi presentai come rappresentante di istituto. Non vi starò a raccontare una campagna elettorale terrificante fatta quasi tutta da ricatti del tipo “o mi dai un morso della tua merenda o non ti voto” (quando si dice il bullismo). Alla fine, merende a parte, presi ben quattordici voti tra cui qualcuno raccattato nelle classi degli ultimi anni per simpatia e coraggio: una specie di voto di protesta che probabilmente fin da allora attiravo. Il risultato per giunta era quasi promettente in una scuola da quattrocento persone, ma allora non la presi tanto bene, poiché nella mia follia mi ero candidato per vincere e la delusione era in considerazione dell'impegno profuso e della quantià di cibo elargita. Ricordo ancora che il mio programma elettorale era incentrato sul tema della rappresentanza dei primi due anni: ovvero sul fatto che i ginnasi non erano rappresentati. Avevo fatto un lavoro politicamente perfetto cercando e individuando un preciso target elettorale. Ma ho imparato a mie spese che con le merende al liceo non ci si crea consenso e che dei programmi elettorali spesso sia i politici che gli elettori se ne fregano dato che tanto non sono vincolanti. Eppure secondo me rimangono una delle poche cose su cui si può dare un voto. La mia lista comunque arrivò terza (su tre liste) ma abbastanza ben piazzata da far eleggere un suo rappresentante. Bisogna sapere che i rappresentanti di istituto durano in carica circa da dicembre a dicembre dell'anno scolastico successivo e la sorte volle che l'anno dopo i due che erano in lista con me non fossero più nella mia scuola. Chi che era stato eletto era passato all'università, e l'altra ragazza prima di me aveva cambiato scuola. Poiché i candidati in lista erano tre la reggenza era dunque finalmente mia. Mi sarei potuto battere per i diritti degli studenti, o così almeno pensavo prima di partecipare al mio primo ed unico consiglio di istituto. Un consiglio fatto di approvazione di bilancio e dall'annosa questione della porta sul giardino. La detta porta era l'accesso all'esterno che gli studenti usavano all'intervallo per andarsi a fumare una sigaretta in santa pace senza uscire dalle mura scolastiche e senza per questo doversi rintanare nei bagni. Ma si sa come l'ipocrisia regni sovrana nella nostra società e nelle scuole non meno che altrove. Dunque, se gli studenti fumavano, non dovevano farsi vedere dai passanti, perché quale sarebbe stata l'immagine della scuola? Il preside preoccupato non tanto dalla salute degli allievi, quanto dalla cattiva pubblicità, si era dunque adoperato per chiudere la porta sul giardino. Il risultato era stato che i giovani tabagisti usavano i bagni per soddisfare la loro esigenza di nicotina e che entrare in un bagno qualunque equivaleva a entrare in un banco di nebbia puzzolente lasciato dalle sigarette. Il puzzo di fumo inoltre impregnava così profondamente ogni fibra degli abiti indossati (mutande comprese e non sto scherzando) che bisognava lavarli per mandarlo via, a perenne memoria di quando prendesti l'infausta decisione di andare a pisciare. Quando feci notare in consiglio di istituto l'assurdità e le conseguenze della decisione di chiudere la porta sul giardino mi fu risposto che non era vero e che comunque si sarebbe smesso di fumare anche nei bagni... ma nel mentre avevo rotto talmente tanto i coglioni che mi ero pure fatto assicurare che anche i professori avrebbero smesso di fumare all'intervallo. Ovviamente nulla di ciò avvenne. La porta del giardino rimase chiusa, i professori continuarono a fumare all'intervallo e i bagni rimasero pieni del fumo di studenti che non si dovevano vedere. Era la prima di tante rassicurazioni fatte a vuoto che avrei sentito. Se si fosse fatto metà delle cose che di cui ho avuto rassicurazione oggi Firenze sarebbe un'altra città. A volte mi chiedo se la gente mi dà ragione come la si dà ai cretini? Beh su questo interrogativo fine della prima parte delle storie mia candidature...se vi è piaciuta questa puntata e vi interessa il seguito non avete che aspettare a giorni SOLO SU QUESTO BLOG!!!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;/p&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7127240177128884913?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7127240177128884913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7127240177128884913' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7127240177128884913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7127240177128884913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/19-febbraio-febbre-e-candidature.html' title='19 febbraio - febbre e candidature'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-963210291747970426</id><published>2008-02-18T20:04:00.003+01:00</published><updated>2008-02-18T21:26:49.780+01:00</updated><title type='text'>18 febbraio - Un eroe stanco</title><content type='html'>A volte mi sento il ricordo di me stesso e mi chiedo se quel "me stesso" sia solo un ricordo. L'attuale situazione mi costringe in una sorta di claustrofobia mentale dalla quale risulta estremamente difficile scappare. Se dovessi dare un immagine visiva direi che mi trovo a metà di uno stretto tunnel del quale stento a vedere l'uscita, pur sapendo razionalmente che c'è. Un tunnel stretto spinoso e senz'aria in cui avanzo temporalmente. Ho passato più della metà della giornata di oggi a stare a letto perché sarebbe stato totalmente indifferente fare qualunque altra cosa, stare in qualunque altro posto. O almeno questo è quello che ritenevo. Il vostro eroe inizia a vacillare... Mi sono alzato solo per andare in ospedale, farmi bucare una vena cosa che ho tollerato malissimo. Credo che irrazionalmente avrei voluto difendere strenuamente l'integrità del mio braccio... il dolore di farsi bucare è stato molto più mentale che fisico. Uno psicologo forse sarebbe più bravo nello spiegare tale reazione: a me non viene in mente altro che quel braccio disteso, il laccio emostatico intorno al braccio, quella puntura e sentire il sangue che scivola via e con esso cos altro? Mi sento sconfitto in partenza mentre ancora una volta dichiaro che non voglio più stare così. La medicina mi si sta rivelando sempre più nel suo aspetto di "sevizia a fin di bene" e questa Milano a dirla tutta assume sempre più un sapore amaro di esilio, di breve e temporaneo confino. E mentre scrivo mi chiedo se non sto esagerando, poiché credo nel peso delle parole, mi chiedo se non risulto eccessivo pensando ai tanti che ben di peggio sopportano e hanno dovuto sopportare... penso ai rinchiusi ingiustamente, a chi davvero ha subito l'esilio, magari per idee politiche, a chi ha conosciuto la tortura. Penso al mio Neruda e a Sepùlveda, penso a Guantanamo e ai suoi orrori. Penso ai miei nonni che furono separati dalla guerra e mio nonno deportato in un campo di lavoro in Germania. Ma il pensiero dell'altrui sofferenza non allevia certo la mia al limite mi mostra la strada. Mi può forse mostrare un modo per andare avanti, se altri sono passati da esperinze ben peggiori perché io non dovrei farcela a superare questa? Eppure il presente rimane triste. Oggi, dopo la sconfitta dell'ago mentre tornavo al mio dormitorio e mi preparavo a riprendere un sonnecchiare lungo durato quasi per l'intero pomeriggio ripensavo a una canzone. Non era una grande canzone e forse qualcuno ne ricorderà il ritornello:"wake me up when september ends"... e pensavo a quanto avrei voluto addormentarmi perché poi qualcuno mi potesse svegliare a fine settembre appunto, e dirmi: "è andato tutto bene"... un lungo sonno. Rifugiarsi nei sogni mi pare a volte l'unica via di fuga possibile. Mi sono anche chiesto come sarebbe stato imbottirmi di psicofarmaci per cercare un po' di pace e mi son tornate a mente le parole del Dalai Lama: "naturalmente, quando le nostre menti sono particolarmente irrequiete ricorriamo a dei tranquillanti per avere un po'di sollievo e di momentaneo riposo. E così, senza più pensieri, ci rilassiamo. Ma come lo fanno i maiali quando si addormentano nel fango." Un maiale nel fango? Mi chiedo quanti problemi avrei ad esserlo... e su questo interrogativo fastidioso cambio argomento parlando di porcate vere. Riporto da "l'Espresso" di questa settimana  che solo oggi ho avuto modo di guardare: "in altre parole l'accusa ha la sensazione che a Firenze esista una sorta di cupola che si spartisce quasi legalmente i lavori, ma per ora non lo può dimostrare"... curioso eh? L'articolo riguarda la spartizione degli appalti nei lavori pubblici a Firenze. Ve lo consiglio, come vi consiglio l'editoriale di Giorgio Bocca: "un nuovo socialismo" che non sottende ad altro se non a quello che io ho chiamato "capitalismo solidale": "al posto del libero mercato il socialismo della sopravvivenza arriverà speriamo, al mercato possibile. Mettendo fine al mercato libero dell'autodistruzione, degli sprechi, dei furti, per passare al mercato ragionevole dei consumi compatibili con le risorse, del benessere esente dagli sprechi e dalle competizioni insensate. E alla rinuncia a una cultura di stampo militare, fatta di continue conquiste e continui riarmi".&lt;br /&gt;Secondo voi "l'Espresso" legge il mio blog?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro eroe stanco (e quindi forse più profondamente umano... come se l'essere più profondamente umano cambiasse assai...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Venitemi a trovare se potete, ve ne sarò grato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.P.S. Alcune persone riescono a fare la differenza, la mia tristezza che mi ha indotto a un sostanziale mutismo è stata in realtà spezzata dalla mia piccola dolce metà che ovviamente al pensiero di me bell'addormentato fino a settembre è inorridita comprendendo ma allo stesso tempo facendomi rendere conto dell'egoismo di tale pensiero quando con estrema naturalezza ha esclamato: "e io che faccio? No, io voglio il mio Giulio, io che faccio senza di te?"... grazie Amal... grazie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-963210291747970426?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/963210291747970426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=963210291747970426' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/963210291747970426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/963210291747970426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/18-febbraio-un-eroe-stanco.html' title='18 febbraio - Un eroe stanco'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-2828022467535640643</id><published>2008-02-17T19:22:00.004+01:00</published><updated>2008-02-18T01:48:20.633+01:00</updated><title type='text'>17 febbraio - II EDIZIONE (Cosi fan tutti...)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;bastano poche righe per tornare alla realtà delle cose, pochi accenni a come sono state le vacanze per smascherare uno scrittore riottoso: il re nudo. Nudo perché parlare di politica è un ottimo sistema per nascondere la propria umanità. Non un cenno alle vacanze, non un cenno al rientro a Milano... solo politica. Un'ottima via di fuga, un dribbling a sé stessi a significare cosa? Non certo un post tanto corretto quanto freddo come quello che seguirà, scritto oggi pomeriggio appena tornato a casa. Ma da sé stessi non si scappa questa non è certo una novità, il fatto è che non mi piace lamentarmi. Avrei potuto scrivere di cosa vuol dire tornare via da casa tua e di come sia evidente che casa tua è il posto dove si trovano le persone che ami. Avrei potuto dire della paura che ho, (perché ce l'ho un po') non tanto di questo ciclo di chemio quanto di un trapianto che non ha ancora data ma che sembra ormai imminente... avrei potuto dire di quel senso di indifferenza per ciò che ti circonda che scatta a difesa. In fondo l'indifferenza è un ottimo sistema per affrontare le cose brutte. Ma so dirvi di per certo che alla lunga è un'arma a doppio taglio, un meccanismo psicologico pericoloso perché gioca sul gusto della vita, sul senso che si dà alle cose e alle azioni. Avrei ancora potuto dire... e invece no oggi quando son tornato ho scritto le seguenti parole che molti di voi avranno già letto e ovviamente quasi nessuno commentato. Dico ovviamente perché mi rendo conto dell'anafettività del testo da me proposto... un'anaffettività volta a non lamentarmi poiché non ho in simpatia e stima chi si lamenta: una canzone popolare siciliana cantata da Ginevra Di Marco mi ha accompagnato in tutti questi mesi e nei momenti più difficili: "tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia u bastone e tira fora li denti!". Ho sempre avuto a cuore questa canzone, non sarebbe mia intenzione lasciarmi andare ora... a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ed eccoci qua di nuovo a scrivere da quel di Milano incerto se affrontare o no quello spinoso argomento che è la politica. Qualche tempo fa dissi che divideva gli uomini, mi è stato risposto da più parti che non è vero, che anzi li unisce, e anche questo è vero... dunque? dunque che dire? Non lo so mettetela come vi pare ma la politica continua ad essere cosa delicata specialmente in Italia... qualucuno qualche tempo fa mi ha detto che alcuni discorsi da me fatti sono qualunquisti. Ho pensato molto alla cosa e effettivamente penso che possano essere una buona base per il qualunquismo. Ma cosa ci posso fare se ritengo che una parte tutt'altro che esigua della nostra classe dirigente (e dico dirigente non solo classe politica) agisca ai limiti della legalità e ben oltre i confini di una moralità accettabile? Il qualunquismo poi è privo di una reale proposta politica: ben altri blog sono qualunquisti, dire "vaffanculo" è qualunquista. Vengo da cinque anni di politica nei partiti e da una scuola politica che per tradizione ha l'abitudine di fare proposte e non solo sterile polemica. Quello di una "capitalismo solidale" fatto di uno stato sociale forte, di una redistribuzione dei beni e della conseguente riorganizzazione del mondo del lavoro, di una società solidale e tollerante verso le fasce deboli della popolazione (intendo per popolazione non solo quella che risponde ai canoni di cittadinanza, includendo quindi anche gli immigrati), forse è una bella utopia ma è quanto più si discosta dal qualunquismo. E' evidente che si va poco lontano se la classe politico-dirigente agisce in buona parte secondo regole che continuo a reputare inaccettabili date sostanzialmente da un sistema in cui non solo non vi è certezza della pena, ma vi è quasi garanzia dell'impunità. Il governo appena passato è caduto su una questione di famiglia, e quando si è parlato dei reati contestati la risposta è stata: "ma così fan tutti". Una politica navigata come la presidente della regione Campania, non aveva remore a dichiarare in televisione che il 90 per cento dei primari della sua regione avevano tessere dei DS e l'altro 10 della Margherita. Se è facilmente immaginabile che la signora abbia gonfiato le cifre, altrettanto vero è non mi risulta difficile credere che vi sia anche più di un fondo di verità. E ritengo, per la mia esperienza, che la Toscana e Firenze nelle loro amministrazioni non facciano troppa eccezione. Non voglio dire che i miei ex compagni di partito sono tutti dei corrotti. Non penso questo e penso che vi siano molte persone oneste. Ma è vero che il malcostume, quando non il malaffare, viene in larga parte tollerato. Difficile che venga avversato, un po'per impossibilità un po' devo ancora capire perché... In un famoso suo articolo Pasolini scrisse di sapere i nomi dei responsabili di una serie di nefendezze, ma di non avere le prove. Noi siamo arrivati a un punto  in cui le cose sono talmente chiare che le prove ce le possiamo anche avere. Ma siamo spesso nell'impossibilità di sfruttarle. Giustizialismo? Forse...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora invece parliamo d'altro voi che avete fatto per 'sta tramvia...forse qualcuno abituato alle mie "sparate" si sarebbe aspettato un'indicazione di voto o almeno che vi dicessi come votavo io...e invece nulla. Infatti non sono andato a votare. Perché? Innanzitutto perché volevo salutare la mia nonna prima di partire, secondo di poi perché sono convinto che il progetto di per sé abbia la sua ragion d'essere ma il problema è questo: -ma voi li dareste da fare i lavori di casa vostra all'amministrazione Domenici?- Io no... e quindi non gli darei da fare neanche quelli della mia città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto...magari domani vi racconto davvero qualche storiella sulle mie precedenti candidature...ehhe sono gustose fidatevi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. No, che non mi abbatto... però che palle sta malattia di merda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.P.S. Siccome siamo forti e non cazzeggiamo grazie agli infaticabili Piero a Fulvio, Jacopo, Mauro e Silvia nel mio breve periodo fiorentino abbiamo quasi licenziato lo statuto dell'associazione!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-2828022467535640643?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/2828022467535640643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=2828022467535640643' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2828022467535640643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/2828022467535640643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/17-febbraio-cos-fan-tutti.html' title='17 febbraio - II EDIZIONE (Cosi fan tutti...)'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-8707994433398757289</id><published>2008-02-14T11:54:00.003+01:00</published><updated>2008-02-14T12:54:45.475+01:00</updated><title type='text'>14 febbraio - vacanze e logorii</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi parlerò di altro, oggi sono in vacanza... Già! In vacanza e s'è visto, dato che negli ultimi giorni il blog sembra avermi seguito, quasi come se in questa metà febbraio ci fosse effettivamente bisogno di un momento per riprendere fiato. Ed effettivamente per me ce n'è e ce n'era proprio bisogno. Che cos'è il logorio di chi è malato? "Curarti" mi è stato detto "è il tuo lavoro". Beh, quantomeno non posso dire di essermelo scelto, perché non è un lavoro simpatico... Non so se queste siano ferie pagate, comunque spero di non dover pagare troppo di contributi. A parte tutto cos'è la vacanza da una malattia? Ovviamente per capirlo bene si deve entrare purtroppo in quelle pagine difficili che costituiscono il famoso logorio. Un logorio per come lo intendo io (fa rima), è una bestia viscida che come la goccia che cade sempre uguale, colpisce piccola, lenta, inesorabile e quotidiana. Una bestia orrenda che prova e stanca non nell'immediato: cose che prima ti sembrava pure di non sentire, ma sul periodo medio-lungo. Sono cose per giunta di cui difficilmente ci riesce ad accorgere e a lamentare, talmente minute sulle quali non si può farci niente eppure condizionano irrimediabilmente la tua giornata. Una corsa non fatta per esempio, perché per me spesso è difficile correre. E come spiegare quel che si prova quando giorno dopo giorno ti accorgi che quando sudi non puzzi più come prima, che perfino il tuo odore è cambiato, perché quando sudi, tradudi chemio e puzzi in modo diverso? Allora la malattia assume un odore e tu, inevitabilmente, ti senti puzzare di malato. O cosa dire di tutti quei piccoli buchi, tra prelievi e punture, a cui ogni giorno le braccia sono sottoposte, portandone gli evidenti segni in più o meno violacei lividi? E quel che è sinceramente angosciante è l'ospedale, quello che rappresenta i tuoi unici impegni, perché il resto non hai niente da fare. L'ospedale che è il tuo orologio e la tua agenda (per fortuna non la tua rubrica), che scandisce i tuoi ritmi e ti dice cosa puoi e non puoi sperare. L'ospedale con la sua doppia valenza di guarigione e pesantezza della cura. Ecco non ne puoi più dell'ospedale sopratutto quando neanche la notte ti lascia da solo e si insinua nei tuoi sogni. Ho sognato l'ospedale tutte le notti per quasi due settimane: il mio ambiente? Qual'è effettivamente il mio ambiente e la mia condizione? Ricordo di aver fatto rimaner assai male la mia dolce metà parlando di me stesso, neanche con troppa amarezza, come di "un leucemico". "Tu sei Giulio, non un leucemico, sei Giulio in un corpo malato che presto guarirà, ma per me sei e rimani Giulio" queste furono pressapoco le sue parole.&lt;br /&gt;E intanto ti guardi allo specchio e ti vedi ormai da mesi pelato, senza neanche un capello a memoria e ricordo costante della condizione in cui versi. So di non star male ma vorrei che fosse una scelta ma che scelta è possibile quando è un ospedale a decidere perfino quel che puoi e non puoi mangiare? Un ospedale e non un dottore, perché i dottori (son tanti quelli che ti girano intorno) vengono spesso anch'essi fagocitati in una dimensione spersonalizzata e spersonalizzante, per lasciare spazio a un'entità pulsante e vivente: l'ospedale. La vacanza è scappare da tutto questo, limitarsi a dover prendere una dozzina di pasticche il giorno, ma tirate giù quelle in fondo hai finito! E pure i sapori sembrano tornati normali mentre le gengive han smesso di sanguinare lasciando l'aroma salato del sangue a un ricordo!&lt;br /&gt;Stare in vacanza significa sentire un po'di vita che torna a fluire, è uno spicchio di normalità, un assaggio di guarigione che ti rinfonde forza e energia... questa è una vacanza... e adesso me la sto godendo. Una birra con gli amici, una cena in pizzeria e poco altro. Quanto basta per distrarsi per guardare da un altra parte e poi alzare lo sguardo e vedere quelle nubi all'orizzonte con un occhio meno pesante, meno affaticato... Buone Vacanze a tutti voi! Godetevela!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;un bacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-8707994433398757289?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/8707994433398757289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=8707994433398757289' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8707994433398757289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/8707994433398757289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/14-febbraio-vacanze-e-logorii.html' title='14 febbraio - vacanze e logorii'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1082969830055425249</id><published>2008-02-11T21:48:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T23:12:01.981+01:00</updated><title type='text'>11 febbraio -  in risposta ai giorni precedenti</title><content type='html'>Anche oggi giornata abbastanza stancante. Ma questa è una stanchezza diversa dovuta alla fatica accumulata nel passeggiare. E chi passeggia, com'è noto sta discretamente bene. Anche in virtù del fatto che mi aspetta una settimana di "vacanza" da aghi, punture e roba varia che sinceramente a lungo andare stancano (lascio a un'altra volta le considerazioni sul logorio di una malattia tanto lunga)...&lt;br /&gt;Vorrei ora riprendere da alcuni commenti vostri dei giorni scorsi, se mi sarà lasciato il bene di rispondere come vorrei perché la palpebra già cala e il corpo si fa caldo ammiccando al letto.&lt;br /&gt;Io, al contrario di Piero, rileggo quasi sempre quanto scritto, almeno una scorsa veloce più che altro per evitare fastidiose ripetezioni o errori vari... in genere comunque qualcosa sfugge sempre. Altre volte effettivamente apporto modifiche e tagli più pesanti in quanto ritengo che la parola o il periodo usata non esprimessero al meglio quento da me cercato. Più raro che modifichi il senso periodo, anzi tendo a ricercarne una fedeltà maggiore nella correzione. Una fedeltà maggiore, una struttura più elegante,  fermo restando che ciò che maggiormente conta è il concetto o la sensazione che voglio rendere. Quello, come già detto, tendo a non modificarlo e anzi le correzioni maggiori nascono in virtù di esso. Ritengo quindi le correzioni preziose alleate. Tanto preziose quanto faticose. Purtroppo spesso la pigrizia è tale da indurmi a lasciare fare, a far cavalcare il testo lasciando ai lettori il compito di correggere le bozze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stabilito ciò che concerne le norme stilistiche da me usate passiamo ad altro argomento poiché questo non mi sembra di grande interesse ad esser sincero. Meglio parlare di cinema? Mah proviamoci. Ho un certo amore per il cinema e come tutte le cose che si amano parlarne è laborioso... e quindi vi giro la domanda cos'è per voi il cinema (attendendo che mi venga voglia di tirar giù qualcosa come per la radio). Ultimamente io non posso andare al cinema perché non posso frequentare luoghi affollati e allora eccomi comunque che magicamente sono riuscito a vedere "leoni per agnelli" videoproiettato sul muro di casa... già... buon film. Ve lo consiglio. Per altro parla proprio di quella guerra in Iraq e anche di quel tema della scelta che fin dall'inizio ha caratterizzato questo blog. E parla della politica americana che non sembra essere troppo dissimile per certi aspetti da quella di casa nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama? Beh, vi dirò che anche io lo preferisco innanzitutto per le posizioni contro la guerra prese fin da subito... personalmente credo che più che di novità si dovrebbe parlare di modernità o almeno mettersi d'accordo su quanto vuol dire "nuovo". Non credo che il partito democratico americano sia un partito particolarmente innovativo e non  credo che in fondo sulle questioni di carattere economico finanziario disti molto dal partito repubblicano. Credo che le due figure Clinton/Obama rispondano a esigenze diverse che l'America si trova a dover affrontare. Da un lato il bisogno di certezze e di concretezza rappresentanto da Hillary. Credo per altro che il suo essere donna possa essere un ulteriore forma di rassicurazione. Dall'altra Obama che per molti simboleggia l'occasione di una accelerazione verso la modernità e di nuovi orizzonti... ritengo che il motto stesso "yes we can" rappresenti in realtà un rilancio, un nuovo slancio. Due modi plausibili ma sostanzialmente molto diversi per rispondere al momento di difficoltà che gli USA sembrano attraversare. Curioso che ciò avvenga nel seno di un unico partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante anche come parlando della politica italiana e della degenerazione di essa nessuno abbia menzionato i partiti né nel bene né nel male. Rimando a altre volte quel che si potrebbe dire sul ruolo dei partiti nella nostra società. Ritengo comunque che il teatrino a cui abbiamo assistito e assistiamo a riguardo della legge elettorale e delle allenze in vista delle elezioni sia sufficientemente eloquente... una frase che mi ricordo diceva "beato il popolo che non ha bisogno di eroi" ( non ricordo però chi l'ha detta e qui chiedo aiuto)... potrei sostituire il termine "eroe" con il termine "leader" e il risultato ad oggi non cambierebbe... Noi non siamo quel popolo e l'unico eroe che abbiamo avuto è stato rappresentato da un signore di settant'anni che invece della maschera di Zorro porta la bandana e si fa i lifting. In questo ho apprezzato Prodi come anti-eroe. E ora invece gli si è anteposto un eroe buonista messo a capo di un sistema che con i bambini d'Africa tanto amati dal nostro buonista ha molto poco a che vedere... personalemente mi sono rotto un po'degli eroi. La cosa da evitare in tutto questo, il pericolo maggiore, è il rischio di cadere in un populismo spicciolo, in qualunquismo da quattro soldi che mi sembra cavalcato perfettamente da Grillo... verrebbe certo da chiudersi in un'indifferenza delusa, in una sorta di depressione politica... Mi sovvengono queste parole (qui vi sfido a dirmi di chi sono senza cercarle su internet) "Vivo, sono partigiano perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti"... Quel "vivo" è la parte più importante, credo che siamo chiamati naturalmente a una dimensione vitale della politica, che per i miei gusti mal si concilia con quell'"odio"... ma ritengo comunque che l'insegnamento delle parole sia comunque profondo e tuttora valido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il "Bogani for president"... non posso ringraziare per l'attestato di stima e sentirmi onorato per le parole spese che fanno crescere il mio "ego" e mi pongono in cariche per fortuna al momento molto distanti. Ho difatti sempre avuto paura di me stesso, dei lati "ambiziosi" del mio carattere, che per onestà verso di voi non posso negare di avere, o di aver avuto... ma è altrettanto vero che ho cercato di far viaggiare il treno sui binari precisi di quelle che erano le mie convinzioni profonde. Sono comunque stato candidato diverse volte per cariche più o meno varie. I risultati sono stati alterni sebbene non sia mai stato eletto quindi probabilemente è meglio se mi dedico a altre attività e ne traggo le dovuto conseguenze (perseverare diabolicum)... nei prossimi giorni  però magari vi racconto delle mie avventure e disavvanture sulle elezioni che son divertenti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah un'ultima cosa, ritengo che una redistribuzione dei beni che abolisse i trenini sarebbe assolutamente disumana... ma anche su questo avremo modo di tornare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il presente ci tengo a questa settimana di vacanza che mi aiuti a riprender fiato e questo è quanto di importante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un abbraccio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1082969830055425249?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1082969830055425249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1082969830055425249' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1082969830055425249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1082969830055425249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/11-febbraio-in-risposta-ai-giorni.html' title='11 febbraio -  in risposta ai giorni precedenti'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-7785920487692106872</id><published>2008-02-11T00:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-11T01:04:18.327+01:00</updated><title type='text'>10 febbraio - Due giorni difficili</title><content type='html'>Rieccomi, no, non sono sparito e per mia fortuna e forse vostra sfortuna continuo a scrivere questo blog... "ma dove eri finito" direte voi? Ho avuto due giorni: venerdi` e sabato assai difficili. Tutto a causa della raccolta di cellule staminali. Il processo di raccolta e` una procedura abbastanza semplice: dopo averti infilato un ago in un braccio e uno nell'altro si attaccano i rispettivi aghi a una macchina. La macchina in questione si presenta una specie di grosso mobiletto bianco con varie manopole e tubi vari e serve a centrifugare il sangue. Il processo in questione non e` esattamente indoloreper l'organismo. Diciamo che farsi un paio di trasfusioni dopo e` quasi scontato. E allora eccomi il venersi` pomeriggio mentre mi trasfondono piastrine seduto nella stanza. Arrivano tre dottori i quali con sguardo non cosi` serano ma voce tranquilla mi dicono che a causa di un errore (umano?) dovro` ripetere il giorno dopo il procedimento. Vi lascio immaginare la mia gioia. Ho finito di trasfondere alle venti e trenta, sono tornato a casa ho mangiato qualcosa e mi sono messo a dormire... il giorno seguente alle otto ero di nuovo in ospedale e neanche un'ora dopo ero di nuovo attaccato alla macchina. Finito il processo di raccolta il caso ha voluto che vi siano stati problemi tecnici e burocratici per i quali ho passato tutta la giornata a aspettare trasfusioni in un reparto d'ospedale. Sono uscito dopo 14 ore dal mio ingresso alle ore 22. La trasfusione piu` lunga della storia. Efficienza milanese? Vabeh questo il motivo per cui non ho scritto ne' controllato mail in questi giorni. Oggi l'ho impegnato a ripendermi ed ora sono stanco e vado a dormire. Conto di sentirci domani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buonanotte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-7785920487692106872?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/7785920487692106872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=7785920487692106872' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7785920487692106872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/7785920487692106872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/10-febbraio-due-giorni-difficili.html' title='10 febbraio - Due giorni difficili'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-9072744768348326408</id><published>2008-02-07T21:02:00.000+01:00</published><updated>2008-02-07T21:07:26.753+01:00</updated><title type='text'>7 febbraio - giornata di sonno</title><content type='html'>Oggi giornata non semplice rincoglionito dalla codeina e dagli analgesici per dolori dati da altri medicinali...ho dormito quasi tutto il giorno. Scriverò poco stasera credo di aver scritto abbastanza ieri anche se aspettavo una maggiore partecipazione nei commenti. Spero che il silenzio non sia dovuto a disperazione... meglio se è dovuto ad altro o se non concordate.&lt;br /&gt;Credo forse sia venuto davvero il momento di lasciare per un attimo da parte la politica che come ho già detto mi spaventa perché divide gli uomini...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fronte ASSOCIAZIONE: si sta realizzando lo Statuto con lo staff di legulei che ho la fortuna di vantare tra i miei amici... aspettiamo dunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-9072744768348326408?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/9072744768348326408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=9072744768348326408' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/9072744768348326408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/9072744768348326408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/7-febbraio-giornata-di-sonno.html' title='7 febbraio - giornata di sonno'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1249960430742840589</id><published>2008-02-06T21:52:00.000+01:00</published><updated>2008-02-06T21:55:44.605+01:00</updated><title type='text'>6 febbraio - Amara terra mia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel che più mi spaventa più di ogni altra cosa della politica è che divide gli uomini e li mette l'uno contro l'altro e che spesso richiede un "pelo sullo stomaco" e un annichilimento dell'anima di rara portata. La rincorsa all'inutilità è spesso il pane quotidiano del politico, tra comunicati stampa e riunioni inconcludenti il primo obiettivo è sopravvivere politicamente, e fare la proprio apparizione sui giornali. Poi c'è tutta la parte della rincorsa ai voti, si vale in primis per i voti che si è in grado di portare o in grado di controllare. Non per le idee. La clientela e la gestione organizzata del consenso diventa quindi il pane quotidiano del politico. Vi sono infine i rapporti con gli altri membri appartenenti allo stesso partito che però fanno riferimento a clientele diverse o nel migliore dei casi a clientele che la pensano diversamente. E là le prime divisioni. In seconda battuta arrivano le divisioni con gli altri partiti. Personalmente mi sono allonato proprio un anno fa da questa politica che mi sembrava vacua e fatta di niente. Mi rendo conto forse adesso delle motivazioni profonde che mi han costretto a lasciare... allora diciamo che agii semplicemente di istinto. La mia sfiducia nel partito (i Democratici di Sinistra) era tale però da portarmi in quella direzione. Perché sfiducia? Per la gestione della cosa pubblica. Sostanzialmente nessuno si è indignato particolarmente al momento in cui i nostri amministratori si auto-assegnano "consulenze" per mantenersi. In un partito queste cose si sanno e guarda caso le consulenze assegnate sono tutte quasi tutto a uomini politici di cui la maggior parte non hanno nemmeno conseguito la laurea. Sto parlando di migliaia di euro, non di noccioline. Sfido chiunque a dire che non è vero. Personalmente non so se tale atteggiamento sia legale (l'arresto della moglie de nostro ex ministro della Giustizia mi fa supporre di no), ma sicuramente è eticamente schifoso. Non dubito che le persone chiamate a svolgere quelle "consulenze" abbiano effettivamente lavorato onestamente e per il bene comune. Ma dubito che ci fossero solo loro capaci di tale cosa. Dubito anche che le consulenze non siano state create appositamente per dare soldi a uomini fedeli che "tengono famiglia" e quindi in qualche modo vanno pur mantenuti. Sull'assegnazione dei posti nei vari consigli di amministrazione sarebbe meglio astenersi dal parlare... insisto sula mia proposta di togliere l'obolo ai politici o meglio di retribuirli in base al lavoro che svolgevano prima. Prendevi 1.200 euro prima e tanti te li passa lo Stato adesso... ne prendevi 4.000, altrettanti te ne passa lo Stato al momento in cui vieni eletto. Con un tetto massimo a 5.000 euro netti al mese. Che bastano per campare bene al giorno d'oggi. Il fatto è che persone come il sindaco di Firenze, laureato in filosofia e politico di mestiere non avrebbe più da mantenersi e si dovrebbe cercare un lavoro... il che non mi dispiacerebbe... non so se queste siano proposte innovative, certo una legge di iniziativa popolare in questo senso sarebbe interessante e almeno sarebbe un segnale.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la redistribuzione dei beni non è certo un idea nuova, anche se mai applicata. Ritengo tuttavia che sarebbe una cosa giusta, me ne sono convinto diversi anni fa quando ho avuto occasione di assistere a una delle cene più sfarzose della mia vita in una bellissima villa a Fiesole da cui si domina tutta Firenze. Alla cena tra senatori, assessori e uomini di varia caratura ero presente anche io, da buon infiltrato... le portate erano quanto mai abbondanti. Ricordo di essermi fatto un ottima scorpacciata di trippa in umido, unico a osare mangiarla, mi chiedo ancora per quale motivo... fatto sta che da quella cena me ne sono andato con la certezza ben radicata in me che si sarebbe dovuti andare verso una redistribuzione dei beni. Non è una proposta innovativa ma è quanto secondo me sarebbe necessario. Altrettanto si potrebbe parlare delle politiche per la casa. E qui l'amministrazione locale ha pesanti responsabilità: possibile che nessuno si occupi di calmeriare o controllare i prezzi degli affitti? Una stanza singola a Firenze oltre a essere al nero costa mediamente 400 euro... e l'amministrazione locale cosa ha fatto in quasi 10 anni di governo? Proposte concrete dici tu Piero... proposte concrete significherebbe politiche concrete e invece la sinistra dei professori si trincera sull'importanza della democrazia partecipativa e parla di partecipazione. Forse sarebbe il caso di parlare prima di casa e lavoro. Ma come può un amministrazione che si dice di sinistra permettersi essa stessa di sfruttare i lavoratori? Credo di poter asserire con un certo margine di sicurezza che un guardiano notturno all'ATAF (ovvero l'azienda dei trasporti fiorentina) viene assunto attraverso lavoro precario e pagato circa 800 euro al mese... e l'ATAF di chi è? E' un'azienda la cui proprietà appartiene per la maggior parte al comune di Firenze in cui nel consiglio di amministrazione siedono i "para-politici" di cui si parlava prima. E intanto i lavorarori vengono trattati così: 800 euro al mese niente ferie pagate niente contributi e guai se protesti. "non fare agli altri..." l'amministrazione che ho votato si diceva di sinistra. Non abbiamo detto che la felicità di un individuo e quindi di una società ha per base lavoro e casa?&lt;br /&gt;All'ultimo congresso dei Democratici di Sinistra non sono andato a votare. Facevo parte di chi sosteneva la mozione di Gavino Angius vicepresidente del Senato. Era circa un anno fa quando mi son trovato a dividere con lui una cena in una casa del popolo, era venuto a presentare la sua mozione. parlammo per poco tempo faccia faccia e in privata sede ma abbastanza perché gli chiedessi: - Ma come faccio io a restare in un partito che non ha più una etica? Perché ai congressi nessuno parla più di questione morale? Sono stato in Calabria e parlando con i membri delle cooperative di Libera che lottano contro la mafia, quando parlavano dei DS ne parlavano come un partito i cui membri sono spesso collusi con la mafia e i cui eletti non sono persone esattamente pulite... come il vice capogruppo regionale (o il capogruppo stesso) che aveva ricevuto un avviso di garanzia da poco- Fu allora che Gavino mi guardò e amaramente mi rispose - Magari fosse solo in Calabria!-. Sono rimasto senza parole allora e lo riamango anche ora... non ho votato la mozione Angius al congresso e anzi non ho votato proprio perché non volevo più essere parte di quel partito. Attualmente non ho tessere e sono alquanto disilluso, ma la voglia di tornare in "prima linea" sarebbe tanta. Mentre sento sempre più persone intorno a me che stanno raggiungendo un livello di indignazione tale da non volersi presentare alle urne alle prossime elezioni. Li capisco. Io andrò a votare ma li capisco. Credo che Piero abbia ragione nel momento in cui ci spinge a fare riflessione e elaborazione e a non fare solo inutile e sterile polemica, la rivolta di per sé non serve a niente se non avremo qualcosa un'alternativa valida. Il fatto è che in Italia si è smesso anche di fare elaborazione politica. Ovvero c'è difficoltà a trovare scritti, articoli, pensiero insomma che sia realmente propositivo. Paul Ginsborg è stato forse uno dei pochi a farla con "il tempo di cambiare". Ma per quanto il libro sia interessante mi pare leggermente lontano dalla realtà. Dovremmo forse tornare a parlare di diritto alla casa, di lavoro, di immigrazione, e perché no?... Di giustizia. Il problema è che io potrò ben poco quando tra qualche mese l'ex presidente della regione Sicilia, condannato per mafia sarà eletto parlamentare. Potremmo forse al contrario anche in questo caso rimuovere l'immunità parlamentare attraverso una legge di iniziativa popolare. Ma è vero che in Italia la giustizia funziona bene con i più disgraziati. Ma i nomi eccellenti sono solo la punta di un iceberg... quanti nostri amministratori hanno processi pendenti? Il magnifico Rettore dell'università è attualmente indagato insieme a colui il quale è stato per molto tempo preside della facoltà di Scienze Politche e che attualmente dirige l'Istituto di Scienze Umane, scuola di "eccellenza" fortemente voluta dal sindaco di Firenze. Infatti l'ex preside è uomo ascrivibile alla "sinistra" tant'è che l'istituto di Scienze Umane è ampiamente finanziato con fondi pubblici come ammette anche laNazione (questo &lt;a href="http://lanazione.quotidiano.net/firenze/2007/12/07/52073-nomine_sotto_accusa.shtml"&gt;l'articolo&lt;/a&gt; ). Il figlio del rettore intanto ha vinto un posto a medicina, il cui concorso era tale da indurre un indagine su due membri della commissione (questo l'articolo del &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/29/concorsi.shtml"&gt;corriere della sera&lt;/a&gt;) e sullo stesso preside di medicina. Eppure il nostro rettore è stato regolarmente rieletto. Al termine del mandato si vocifera che uno dei possibili successori possa essere l'attuale preside di medicina, che oltre, a quello per il figlio del rettore, ha diversi altri processi pendenti. Non nutro più la speranza che nessuno di questi personaggi possa finire in galera anche se riconosciuto colpevole... come non nutro speranza di vedere l'ex presidente della regione Sicilia dietro le sbarre... cosa propongo di alternativo? Non lo so... credo innanzitutto come notava Piero che si debba continuare a fare produzione, discussione e eleaborazione politica. Una elaborazione che in Italia si è interrotta. Partendo da teorie economiche alternetavie al capitalismo liberista sfrenato, partendo come diceva Laura da esperienze come quella del microcredito di Yunus, insomma da esperienze sociali politiche ed economiche diverse dalla nostra, e dalla voglia individuale e collettiva di costruire un'alternativa. Il problema è dove coltivare queste idee e questi dibattiti... quale il contenitore adatto ad ospitarle?&lt;br /&gt;A onor del vero comunque tanti momenti brutti e difficili di indignazione che mi son trovato a vivere nella mia esperienza di vita politica, ne corrispondono anche alcuni di soddisfazione o di sincera ammirazione tra questi una dedica di Ingrao su una bandiera... da vecchio comunista quale è mi scrisse su una bandiera che conservo gelosamente: "alla gioventù rossa perché cambi il mondo". Io non mi sento affatto comunista e non so se sono "rosso" mi interessa anche poco, diciamo che ho le mie idee e so perfettamente che vorrei che le cose andassero in modo diverso. Ma un messaggio del genere da un una persona di oltre novant'anni non me l'aspettavo davvero... eppure. Il fatto poi che Ingrao sia e viva secondo categorie a mio avviso ormai superate non è influente per la chiarezza del messaggio. A proposito delle catergorie superate in questo senso bisognerebbe davvero andare oltre a divisioni superflue fatte da divisioni superabili che ritengo idiote. La questione non è più solo nei termini di "destra" o di "sinistra". Non può rimanere confinata a tali semplificazioni. Credo che stiamo combattendo una battaglia più grande che non può e non deve essere persa. Sogno altrettanto una politica che non divida gli uomini ma li unisca. La mia dolce metà qui accanto mi chiede di cosa parlo "di sogni" rispondo io e lei mi dice che sono un gran sognatore... lo prendo per un complimento mentre penso a un libro di Sepùlveda che ho proprio qui accanto: "il potere dei sogni"... lo prendo per un gran complimento. Le figure politiche che ho sempre avuto in maggior riferimento sono Neruda e Allende oltre che Gandhi. Sarei curioso di capire meglio l'operato di Nehru in India che mi sembra abbia agito in un modo interessante. Già negli anni '60 si parlava di terza via e Nehru appunto ne è stato uno dei principali esponenti. Rifuggo invece da ogni forma violenta di politica. La violenza mi sembra invece abbia caratterizzato fin troppo le generazioni precedenti alla mia. La primaria grandezza di Allende è stata quella di realizzare riforme sociali enormi in favore degli "ultimi" senza l'uso delle armi, non parliamo di Gandhi... spezzare la forma più avanzata di socialismo applicato nel 1973 è stata la risposta degli USA e dell'esercito. Dico la più avanzata perché le riforme sociali che sono state proposte da Allende erano nel pieno rispetto della democrazia e della legittimità popolare. Non implicavano l'uso delle armie ma del rispetto e delle parole: ... "la historia es nuestra y la hacen los pueblos"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Non so di preciso cosa ho scritto poiché non rileggerò questo post per il momento... mi perdonerete dunque qualche errore di ortografia. Ora una bella fonduta mi chiama.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1249960430742840589?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1249960430742840589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1249960430742840589' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1249960430742840589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1249960430742840589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/6-febbraio-amara-terra-mia.html' title='6 febbraio - Amara terra mia'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6162162512466364746</id><published>2008-02-05T21:42:00.000+01:00</published><updated>2008-02-05T22:35:08.960+01:00</updated><title type='text'>5 febbraio - brevi</title><content type='html'>oggi ho letto del Buthan che ha come interesse primario l'aumento della FIL... ovvero della Felicità Interna Lorda da tenere in gran considerazione prima ancora del PIL...&lt;br /&gt;Pare che le nostre discussioni stiano suscitando grande interesse e ne sono contento... però adesso sono anche stanco poiché ho lavorato buona parte della giornata. Vorrei inoltre lasciare il tempo anche ai lettori distratti o ai commentatori lenti di partecipare ai dibattiti aperti quindi spero che continuiuate a commentare e a leggere i commenti del 4febbraio. Conseguentemente non scriverò tanto, se non per dirvi che sto discretamente mentre mi dedico al mio "otium".&lt;br /&gt;Vi do una grande "buonanotte" e prendo commiato da voi... ah dimenticavo: in tutto questo ambaradan stiamo redigendo lo Statuto dell'associazione... spero che presto potremo essere operativi e iniziare auto-finanziamento e tesseramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B. dagli occhi stanchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. chi si ricorda del verso  "anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti"?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6162162512466364746?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6162162512466364746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6162162512466364746' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6162162512466364746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6162162512466364746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/5-febbraio-brevi.html' title='5 febbraio - brevi'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6442428527216470979</id><published>2008-02-04T18:24:00.000+01:00</published><updated>2008-02-04T23:49:40.465+01:00</updated><title type='text'>4 febbraio - è possibile un capitalismo solidale?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Mah... partiamo da dire come sto: sostanzialmente bene oggi mi son fatto una trasfusione di piastrine e ho 300 globuli bianchi (come gli Spartani alle Termopili) per il resto tutto procede "secondo i piani". Mi fa piacere aver aspettato qualche giorno per leggere i vostri commenti. Non ultimo quello di David sul blog di ieri. Il libro da cui sono tratte le frasi è quello del Dalai Lama. Rimango convinto della verità di quelle frasi. Anche se sono da&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Che altro dire in questa premessa se non che la vastità degli argomenti trattati in seguito mi fa apparire piccolo? Beh comunque mi sembra bello portare avanti la discussione che sta prendendo pieghe a mio avviso interessanti anche se a volte leggermente predicatorie forse da parte mia. Beh se io predico allora a voi piace ascoltarmi... un saluto. Nei prossimi giorni tonerò magari a parlare di altro che non sia politica e società&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Stamani, mentre aspettavo i risultati delle analisi del sangue, seduto su una sedia scomoda nella sala di attesa del S. Raffaele pensavo ai vostri commenti, riflettevo su quanto discusso in privata sede con diversi di voi... Cercando di trarre conclusioni che fossero il più logiche possibile e più ancora riflettendo su quale possa essere il nostro ruolo nella società contemporanea. Il fatto stesso di introddure l'idea di società appunto mi porta a pensare a "chi è il mio prossimo" e come rapportarsi ad esso. Partiamo dal presupposto che rifiuto in toto una visione in cui tutto è costruito nella mia testa e il mio prossimo non esiste neanche. Mi muoverò quindi pensando che i miei simili siano effittivamente miei simili e mi rappoterò a loro in base alla mia esperienza. Concordo dunque con Matteo quando afferma che “non fare del male a nessuno” è il primo stadio per l'eliminazione di molta sofferena. Quel “non fare agli ciò che non vorresti essere fatto a te”. Il problema è cosa vuol dire danneggiare il prossimo. In una società globale e complessa come la nostra l'interrogativo etico diventa estremamente comlicato. È presumibile pensare che in un sistema medievale le cose fossero assai più semplici. Ma un San Francesco ad oggi chi sarebbe? E come si comporterebbe? Sarebbe possibile un nuovo francescanesimo ai giorni nostri? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Non so rispondere a questi interrogativi quel che intuisco è che viviamo in un mondo il cui sistema economico dominante si chiama capitalismo liberista. Sappiamo per esempio perfettamente che buona parte degli oggetti e prodotti che usiamo tutti i giorni vengono realizzati e prodotti in situazioni di grande disagio e povertà, spesso attraverso lo sfruttamento di manodopera minorile... “non fare agli altri...” io non faccio niente di male: compro. Ma comprando alimento un sistema che non condivido o meglio che sceglie deliberatamente di provocare sofferenza a chi lavora a proprio lucro e vantaggio. “non fare agli altri...”. Il punto è “sono compartecipe della altrui sofferenza” acquistando oggetti simili? Spesso si risponde che comunque almeno le aziende “sottopagano ma portano sviluppo e lavoro”. No. Questo non è accettabile. Portano sottosviluppo e sfruttamento poiché non permettono “know-how” né tantomento hanno intenzione di migliorare le condizioni dei lavoratori. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Ancora: tutti quanti teniamo soldi in banca. La maggior parte delle banche posseggono e trattano azioni in industrie produttrici di armi. Quanto sono responsabile di quella mina antiuomo di cui l'Italia è grande esportratrice? Quanto sono responsabile di quegli arti straziati ogni giorno?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Non più della maggior parte di noi. Ma credo che in qualche misura vi sia una responsabilità drammatica che non vogliamo vedere e che ci risulta facile accettare. Anche per il senso di schiacciamento che il nostro sistema ci porta. La mancanza di scelta, di un'alternativa praticabile. Con questo non voglio negare di essere consumista, non nego di essere nato e vissuto negli agi di un sistema capitalista. Non nego affatto tutto questo. Personalmente mi sento molto come chi predica bene e razzola male e probabilmente cerco solo un sistema per “farmela tornare”, per non fare troppo lo stronzo con il mio prossimo che comunque vorrei felice sia per altruismo sia per egoismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Cerchiamo comunque di capire quali potrebbero essere ad oggi le condizioni per cui un individuo possa vivere felice: abbiamo detto che sostanzialmente vi sono vari livelli di importanza: in primis ovviamente salute e cibo. Credo che tutti quanti vorremmo un mondo dove nessuno muore di fame e dove tutti sono curati adeguatamente e gratuitamente in quanto “esseri umani”. Un mondo dove se sei povero non muori di leucemia. Ma così non è, anzi. L'abbondanza alimentare di cui disponiamo è enorme così come lo spreco. L'assurdità del nostro sistema disumano e disumanizzato non ci concede invece nemmeno di poter far giungere a chi ha bisogno ciò che noi scartiamo. I pasti ospedieri non consumati per esempio vengono direttamente buttati via spesso ancora imbustati. Non capirò mai perché non possano essere dati in omaggio a chiunque voglia. No. Troppo difficile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Ancora si può dire che per un individuo è importante una casa o meglio ancora un “riparo”. Per “riparo” intendo un luogo dove dormire senza evidenti motivi di pericolo per la salute. Un luogo dove stare e dove poter allevare la prole qualora ci sia. È un dato di fatto che la “casa” sia un punto di partenza per la felicità di un individuo piuttosto che di una comunità. Infine per la piena realizzazione di un individuo è importante che trovi giusta soddisfazione nel proprio lavoro poiché da esso dipende “la casa”. E al lavoro vorrei dare attenzione. “L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. Quando il lavoro è tale e quando è sfruttamento? Qual'è il limite? Le attuali leggi sul lavoro, gli stipendi e i costi del mercato immobiliare non permettono a milioni di persone di poter andarsene dalla casa dei genitori. O per farlo devono indebitarsi a vita con le banche. Effettivamente in questo caso se i genitori sono riusciti a risparmiare abbastanza denaro da poter garantire una casa ai figli ecco che il denaro cessa di essere “accomulato” e invece viene effettivamente speso per la felicità altrui. Ma questo raramente è possibile. Contemporaneamente assistiamo impassibili mentre la maggior parte delle possibilità rimangono in mano a sempre meno persone, spesso le più spregiudicate e conseguentemente le più pericolose. La classe politica che abbiamo esprime in buona parte questa tendenza.“I clandestini andrebbero presi a cannonate” ricordate queste parole di pura intolleranza?  “.Non fare agli altri...”. Oggi sono stati compiuti due attentati di matrice razzista contro una moschea di Milano. Tra dire e fare non ci corre poi tanto. “Non fare agli altri...” &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Concordo con Piero che bisognerebbe andare verso un superamento del comunismo e di questo capitalismo selvaggio in favore di una terza via. La necessità di una nuova via è sotto gli occhi di tutti. Non  si è ancora parlato dei danni ambientali che stiamo producendo. Per la prima volta da millenni daremo ai nostri figli un mondo in cui è più difficile vivere e sopravvivere perché lo stiamo distruggendo. “Non fare agli altri...”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt; &lt;span style="color: rgb(84, 84, 84);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:MS Shell Dlg;"&gt;Dovremmo forse allora muoverci verso una forma di “capitalismo solidale” che redistribuisca le ricchezze. Personalmente non credo che nessuno di noi avrebbe poi in sostanza grossi problemi a togliersi qualcosa di “bocca” per garantire la sopravvivenza a altri nostri simili, al nostro prossimo. Ma questo discorso andrebbe forse fatto a livello statale. E invece spendiamo milioni di euro per armare soldati e mandarli a farsi ridicolizzare nelle così dette missioni di pace. Il tutto giustificato dal “prestigio internazionale”. Scommetto che se l'Italia usasse quei soldi per progetti di cooperazione e sviluppo davvero acquisterebbe prestigio internazionale. Ma invece si pensa a non alienarsi simpatie e voti delle forze armate. Appunto una classe politica sostanzialmente schiava dei voti e collusa con chi li controlla. La differenza tra chi faceva politica alla fine della guerra e chi fa politica adesso è lampante: specchio di un egoismo sfrenato i nostri amministratori tendono ad amministrare in primis i loro beni familiari e individuali. Anche perché in un momento di crisi come questo chi fa politica in un “partito di potere” ha quasi la garanzia di uno stipendio pur senza saper fare assolutamente niente e senza lavorare. Anzi spesso i nostri politici si garantiscono consenso dando lavoro... Mi rifiuto di pensare che la politica possa essere un mestiere. Neaenche l'amministrazione della cosa pubblica lo è in toto. Ho fatto politica per diverso tempo e non ho difficoltà ad asserire che la buona parte dei nostri consiglieri comunali si troverebbe senza lavoro se non facessero politica. Ma se Beppe Grillo invece di dire “vaffanculo” avesse proposto una legge di iniziativa popolare che assicuri ai politici uno stipendio pari a quanto prendevano prima di essere eletti? Con un tetto minimo e un tetto massimo. Così che chi non ha un lavoro non percepisce: ce li vedete D'Alema e Domenici senza stipendio? E invece no Grillo si è fatto portavoce solo di un malcontento dato sostanzialmente da una crisi ideologica e ideale che può essere superata solo se contrapponiamo a un modello di sviluppo economico un diverso modello di sviluppo.  Un capitalismo solidale appunto fatto appunto in ultima analisi di una redistribuzione dei beni e delle ricchezze. Continuo a pensare che una ricchezza sfrenata è a mio avviso immorale e ingiustificata. Però se si parlasse di una effettiva redistribuzione dei beni che permettera al mio prossimo di farsi una casa più facilmente avremmo paura che ci venga portato via qualcosa. Quanti voterebbero un partito che ne parli apertamente? Così come abbiamo l'impressione che ci venga portato via qualcosa quando paghiamo le tasse. Ma voi chi credete che paghi le mie cure? Le tasse. Sono le tasse che mi permettono di vivere in questo momento. Né più né meno. Non avete idea dei costi dei farmaci che utilizzo. Eppure spero che tutti concordiate che è meglio avermi vivo. Spero. No, non ho idee particolarmente rivoluzionarie da proporre, non voglio l'abolizione della proprietà privata non ho intenzione per il momento di partire missionario o di dare tutti i miei beni materiali ai poveri. Non ho intenzione di smettere di comprare ciò che voglio. Non ho mai asserito questo come non ho mai asserito di non essere consumista. Non ho mai detto che non mi piaccia mangiare prelibatezze, vivere bene, bere buoni vini, fumare buon tabacco. Nonostante questo credo che sia possibile costruire un mondo più giusto, umano, più solidale. Gli interrogativi che mi pongo sono in primis basati sul “come non fare agli altri quello che non vorrei fosse fatto a me” che mi pare un punto di partenza per cercare di essere soddisfatto di me, di essere egoisticamente felice. Anche perché ho qualche problema se mi reputo uno stronzo. Continuo a ritenere che sia possibile cercare di condurre uno stile di vita di “compromesso con il capitalismo” senza sentirsi per questo più stronzi di tanto. La botte piena e la moglie ubriaca? Forse... ma forse son talmente cretino da sostenere che ambedue gli eventi possano manifestarsi contemporaneamente, che ci volete fare? Sono un ottimista che crede in un capitalismo solidale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-right: 0.03cm; margin-top: 0.13cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6442428527216470979?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6442428527216470979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6442428527216470979' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6442428527216470979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6442428527216470979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/4-febbraio-possibile-un-capitalismo.html' title='4 febbraio - è possibile un capitalismo solidale?'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-6046973388762691534</id><published>2008-02-04T00:35:00.000+01:00</published><updated>2008-02-04T02:43:16.836+01:00</updated><title type='text'>3 febbraio - un giorno di relax</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La discussione si sta facendo molto interessante almeno per me. In virtù della vastità e dell'importanza degli argomenti trattati mi riserbo di affrontarli domani. Oggi sono stanco, ho passato una splendida giornata a casa dei miei zii di Monza. Un ottimo pranzo a base di pesce ci ha accolti. La tavola ben imbandita, la tovaglia bianca al cui centro si potevan trovare buone pagnotte farcite con olive e altrettanto pane ai cerali. Pane che è subito servito a accompagnare l'antipasto composto da involtini di gamberi (prosciutto, salvia e gamberi) e molluschi serviti in conchiglia. Il tutto non si poteva non sposare con un buon bianco. Mio zio, cuoco eccezionale, aveva poi ben pensato di far seguire l'antipasto a una vassoio di spaghetti seppioline e totani. E neanche i crostacei potevan mancare all'appello: una portata di scampi ben rosolati al forno in cui affondare le nostre golose forchette anticipavano in realtà un inzimino a base di bietole. Due secondi eccellenti dunque prima della frutta (una pera per me, fragole per gli altri) e al dolce. L' inframezzo tra frutta e dessert non poteva però non esser colmato da un buon "porto" dal color rosso rubino. Allo stesso modo la"cioccolato e pere" non poteva esser lasciata sola. E quindi cosa di meglio se non le bollicine dello champagne per sposarsi con il sapore intenso del cacao? Non contenti tra lo splendore dei cristalli di boemia ci siam concessi due "cenci" e qualche frittella.&lt;br /&gt;Beh se vi è piaciuta questa descrizione e vi ha fatto venir "gola" come nelle mie intenzioni, pensate allora che non era niente.&lt;br /&gt;Quel che più ho gustato è stata la compagnia dei miei commensali, l'affetto dei miei parenti.&lt;br /&gt;Il piacere semplice di stare insieme. Ottimo pranzo, certo! Ma da soli non sarebbe mai stato così ottimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Ho lasciato volutamente qualche giorno il post n.100 perché mi sembrava meritasse. Per chi non l'avesse ancora fatto ne consiglio la lettura, almeno dei commenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-6046973388762691534?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/6046973388762691534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=6046973388762691534' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6046973388762691534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/6046973388762691534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/3-febbraio-un-giorno-di-relax.html' title='3 febbraio - un giorno di relax'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4784591339077469608.post-1705520685242415945</id><published>2008-02-01T16:46:00.000+01:00</published><updated>2008-02-01T22:39:24.109+01:00</updated><title type='text'>1 Febbraio - IL CENTESIMO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Son qui a rileggere il blog che vi ripropongo nella sua prima stesura poiché essendo già stato commentato non me la sento di toccarlo... però posso aggiungere e dirvi che mi sembra di essere un po'troppo predicatorio,banale e pomposo in certi punti... quindi vi prego di aver pazienza: le intenzioni erano buone. Che altro aggiungere se non che sto bene e che domenica mi aspetta di nuovo un ottimo pasto dai miei zii di Monza... fortune mica da tutti!!! Dai domani cercherò di fare meglio questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il centesimo "post" che pubblico su questo blog... non so perché ma mi sembrava una cosa carina da ricordare, come una sorta di ricorrenza o di compleanno. Per giunta una ricorrenza che cade giusta giusta perché oggi voglio affrontare delle questioni importanti o che per lo meno a me paiono tali. Non sapevo come iniziare e la ricorrenza mi ha salvato, ma adesso il problema rimane e io ve la butto là, sperando di ottenere la vostra attenzione e la vostra riflessione conseguente. Fin da quando sono entrato in reparto e da quando mi hanno diagnosticato la malattia sapevo non sarei rimasto la persona che ero... la "durezza" dell'impatto, il trauma della malattia, del reparto e dell'isolamento, del doversi confrontare con direttamente con la caducità della nostra esistenza, sono cose che ci mettono di fronte a noi stessi. Già dopo quindici giorni di reparto potevo dire a mio fratello: "altro che analisi, quindici giorni qui dentro valgono più di anni di psicoterpia" o per lo meno per me è stato così. Le scelte che ho fatto sono sotto gli occhi di tutti voi e di chi mi sta vicino. Ancora: vi ho già detto di come, nel mio "delirio"  dell'asparaginasi , avessi trovato la chiave della felicità e il senso della vita: rispettivamente la chiave della felicità era far felice il mio prossimo, questo mi avrebbe dato piacere (e quindi felicità) e altrettanto avrebbe fatto per chi mi stava vicino in quel momento. Il senso della vita era dunque: "dare e trarre massima gioia possibile dagli altri" ora correggerei "dal mio prossimo" introducendo qui il concetto di prossimo sulla cui disquisizione rimando ad altri momenti (e vi rimando anche a "chi è il mio prossimo" ottimo libro di Adriano Sofri che sto leggendo in questi giorni...un saluto particolare a chi me l'ha portato che oggi compie gli anni e a chi mi ha scritto la dedica che ho apprezzato tantissimo). La questione del dare felicità agli altri è secondo me di notevole interesse. So perfettamente che esistono molte persone il cui "ego" è tanto forte da voler vivere come se gli altri non esistessere, calpestando e distruggendo la vita altrui. Ritengo e spero tuttavia che la maggior parte delle persone non sia così (forse sono ottimista) e so di per certo che la maggior parte dei miei lettori non sono così e non vogliono essere così. Per voi dunque la vita altrui ha un valore e acquisisce importanza. Conseguentemente l'amore per gli altri ha valore e fare felice un'altra persona è una cosa che è importante e che ci rallegra. Abbiamo dunque un aumento esponenziale della nostra e altrui felicità. Se tutti fossero così sostenzialmente vivremmo in un mondo "perfetto" fatto di amore e soliderietà. Vedete nel momento stesso in cui io scrivo queste parole la mia speranza è che esse vi possano aiutare a farvi stare meglio e questo già di per sé mi rende felice. Mi fa sentire utile, da cui discende l'utilità di svolgere bene il proprio lavoro, o le proprie azioni. Nel mio caso il mio "lavoro" è scrivere. Ma anche quando fotografo, piuttosto che quando creo la grafica di un sito la mia speranza è che questo possa in futuro portare giovamento e utilità a qualcuno. Utilità mi rendo conto di carattere prevalentemente estetico, ma non per questo meno importante (spero). Ovviamente un infermiere o un medico hanno un approccio molto più diretto sulla loro utilità. Il vero problema però è dato dal fatto che mi pare che siamo educati a andare esattamente nella direzione opposta rispetto a quella dell'amore e della felicità. Educati da un sistema socio-economico che non ci vuole così, che non ci vuole felici. Il sistema occidentale, consumista e capitalista non funziona a mio avviso per questo: in quanto crea quella che potremmo definire un'illusione di necessità. Siamo per esempio portati ad indentificarci con quello che possediamo, che indossiamo, che abbiamo intorno. E siamo portati a desiderare ancora e ancora e ancora senza mai poter trovar pace... siamo portati a pensare solo a noi stessi, al nostro bisogno di consumare. Ma se eliminassimo per un po' il concetto di "nostro" dalle nostre (quelle sì) vite, ci renderemmo forse conto che staremmo meglio. Sostanzialmente abbiamo tutto quello che ci serve. Praticamente nessuno di noi soffre la fame, per nostra fortuna non sappiamo neanche cosa vuol dire "soffrire la fame", abbiamo una scelta alimentare ampissima, abbiamo la presenza dei nostri "cari" e dei nostri "amici", abbiamo la possibilità di comprendere e di volere. Per la maggior parte di noi la casa non è un problema. Abbiamo sostanzialmente la possibilità di essere felici. Forse io parlo da persona "fortunata" che certo non ha mai avuto problemi economici. Ma davvero stare in isolamento in reparto, tornare a casa e non trovare più nulla di "tuo" perché era stato tutto messo via, mi ha posto di fronte a una condizione non ordinaria che forse disvela le cose nel loro reale valore. Posso essere "attaccato" a un oggetto nella misura in cui questo mi ricorda qualcosa o qualcuno... ma anche se l'oggetto andasse perso il ricordo rimarrà. E certo un oggetto difficilmente vale la mia sofferenza e tanto meno quella altrui. Vale molto di più la mia possibilità di far felice il mio prossimo. Assumendo questo valore per giunta supererò anche buona parte delle "paure" che ci contraddistinguno. A iniziare dalla paura dei ladri. In realtà le uniche mie "paure" più profonde (sentimento comunque negativo) riguardano al momento l'incolumità mia e altrui. Certo se mi entrano i ladri in casa non mi fa piacere ma non metterei mai a rischio la mia e altrui incolumità per un oggetto.&lt;br /&gt;Ma se ci rendiamo conto di questo il sistema va in crisi, non c'è mercato se non c'è inappagamento, se non c'è bramosia, cupidigia e a ben vedere, egoismo. E' di oggi la notizia (che per giunta ci riguarda) di un indagine del Viminale sul consumo di droghe tra i giovani. L'articolo lo trovate &lt;a href="http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/drogagiov/rapporto-consumo/rapporto-consumo.html"&gt;QUI&lt;/a&gt; l I risultati non mi hanno stupito, e sono purtroppo un segno evidente della malattia che affligge la nostra società. I giovani drogati non sono "sbandati", vengono da buona famiglia, sono istruiti, vengono da famiglie che garantiscono una "sicurezza economica". Hanno tutto sostanzialemente. Non rubano per comprarsi la droga perché i soldi li prendono da mamma o papà al limite spacciano un po'. Ma i soldi ci sono, sono garantiti e avanzano pure... non rinunciano all'ipod. Hanno il computer, il motorino, bei vestiti. Sono comunemente ragazze e ragazzi borghesi esattamente come me e come molti dei miei amici... eppure se ci parli son depressi, stanno male, sono infelici. Non necessariamente questo sfocia nella droga o nella depressione (anche se vi sono buone probabilità) ma sfocia in un senso di incompiutezza della vita che è molto duro da sopportare. A questo bisogno aggiungere delle assurde "regole sociali" o "imposizioni mentali" che spesso ci costruiamo. Spesso siamo portati in nome di dettami predisposti a rinunciare ai nostri e alle nostre legittime aspirazioni. "Siamo condannati al realismo" come diceva Neruda nel suo discorso per il Nobel. Io mi rendo conto di esser stato per molto tempo schiavo delle mie paure, dei "dettami sociali" ai quali non riuscivo a sottrarmi, quella di scegliere la facoltà di lettere (lettere=futuro da disoccupato) per esempio è stata una scelta molto sofferta anche in virtù della formazione e tradizione scientifica a cui la mia famiglia fa riferimento. Ma lo è stata anche in virtù del fatto che con una scelta simile non mi "garantivo" un lavoro... o meglio non mi garantivo sostanzialmente l' "accomulazione di denaro". Vi voglio proporre adesso alcuni brani tratti da un libro che sto leggendo (ne sto leggendo più d'uno insieme):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"nella società contemporanea si tende a credere che possiamo realizzare tutti i nostri desideri attraverso cose materiali; in particolare soldi  e  proprietà sono considerati quanto di meglio ci sia per sentirsi sicuri. Invariabilmente leghiamo tutte le nostre speranze e ci rifugiamo  in qualcosa di esteriore pensando che in questo modo allevieremo il nostro dolore e ci garantiremo la felicità. Poniamo la nostra fiducia in oggetti materiali e così nascono in noi attaccamente e ossessioni estremamente tenaci (...) il risultato è che non ci sentiamo mai soddisfatti." Ancora: "la nostra condizione di esseri umani ci fa dipendere gli uni dagli altri. Siamo animali sociali e dobbiamo interagire reciprocamente. Eppure sembra che abbiamo perduto ogni sentimento di affetto in questa nostra interdipendenza. La nostra società non considera molto l'amore o quantomeno sembra non prestargli particolare attenzione. Con i beni materiali in cima a tutti i nostri desideri non c'è da dire sull'importanza dell'amore verso i nostri simili. Mancando di un simile sentimento incanaliamo tutte le nostre energie nell'accomulare sempre più denaro. Ed essendo concentrati solo sullo sfruttamento e sul controllo illimitato degli altri, sempre in competizione serrata, alla fine ci troveremo impegolati in una situazione senza via d'uscita. In un tale contesto il principio dell'amore verso i nostri simili diviene moneta fuori corso. Eppure senza l'affetto e l'amore non esiste felicità all'interno della famiglia, tra le coppie, tra genitori e figli. (...) Le circorstanze ci impongono di guardare al bene dell'intera umanità e di tutto il pianeta. (...) Quello che abbiamo perso, o che non abbiamo mai avuto, è il sentimento della cooperazione e della condivisione. (...)" Ancora: "Per noi esseri umani, penso che la priorità consista nel cercare il modo di essere per evitare la sofferenza e trovare la felicità delle nostre menti. (...) Nella mia vita ho sperimentato molti momenti di gioia e tristezza e ho incontrato notevoli difficoltà. Ma quando penso ai momenti difficili vedo che c'è stata almeno una cosa che mi ha sempre dato speranza nonostante le avverse circostanze. Nel profondo del mio cuore sentivo che la mia esistenza aveva uno scopo: aiutare il prossimo (...). Quando ho dovuto affrontare situazioni dolorose, mi ha infuso coraggio e mi ha fatto sentire che la speranza non si deve mai perdere, che si può lavorare anche nelle più avverse delle condizioni. E quindi ho provato un senso di soddisfazione tramite il quale sono in grado di trovare, in modo del tutto spontaneo e naturale, piccoli livelli di rilassamento, pace mentale e fisica"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con queste parole ovviamente non mie credo di potermi accomiatare per oggi da voi miei lettori affezionati... spero nel vostro perdono per la lunghezza ma credo che ne valesse la pena. Abbiamo credo messo talmente tanta "carne al fuoco" che potremo andare avanti a ragionare di questi argomenti per giorni... e intanto tanto per giocare non vi dico di chi sono le parole che avete appena letto (ve lo svelerò nei prossimi giorni)... secondo voi sono di un rivoluzionario? Di un ex-sessantottino? di un comunista? di un religioso? Del Papa?  Di Ghandi? Del Dalai Lama? Di John Lennon? Di Guccini? Di Sepulveda? Di Neruda? Di Bertinotti? Di Sofri? Di Fassino? Del Subcomandante Marcos?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il vostro affezionato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G.J.B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Con l'affetto che mi avete dimostrato al momento della malattia e che stiamo continuando a condividere mi avete davvero aiutato tanto... GRAZIE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.P.S. Nota di colore: pare che il buon Pablo che io cito spesso non avesse piacere di finire sulle labbra del nostro ex-ministro della Giustizia (un democristiano che cita il segretario dei Partito Comunista Cileno ma figuriamoci!!!) e così la poesia che Mastella ha citato qualche giorno fa dando le dimissioni non l'ha scritta il nostro Poeta. E' un falso attribuito erroneamente al Nobel per la lettura... eheheh. Non so perché ma mi fa piacere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4784591339077469608-1705520685242415945?l=www.jaybogani.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.jaybogani.com/feeds/1705520685242415945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4784591339077469608&amp;postID=1705520685242415945' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1705520685242415945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4784591339077469608/posts/default/1705520685242415945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.jaybogani.com/2008/02/il.html' title='1 Febbraio - IL CENTESIMO'/><author><name>giulio bogani</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
