domenica 11 gennaio 2009

11 gennaio - L'ultimo post.

Questo è l'ultimo post di questo blog. Non voglio che ve ne siano altri. Credo che manterrò uno spazio personale su internet ma non so né come né quando sarà fatto. So che sarà diverso. Il blog finisce oggi 11 gennaio 2008. Non è un giorno come un altro perché dieci anni fa moriva De André.
Io me lo ricordo bene quel giorno: faceva freddo e il cielo grigio. Frequentavo il secondo anno di liceo e avevo quindici anni compiuti da poco. Me lo dissero davanti al portone di scuola: "è morto De André...". E tutti tristi, a commentare. Io non dissi niente. Non riuscivo a rendermi ben conto né sapevo che mi sarebbe rimasto il rimpianto di non aver mai partecipato a un suo concerto.
Ascoltavo De André fin da bambino. Avevo circa sette anni e nel giradischi suonava Il testamento: "ad ogni fine di settimana sopra la rendita di una puttana! ad ogni fine di settimana, sopra la rendita di una puttana!" il fratello di mia nonna intervenne: "ma lo sai cosa vuol dire? Il significato delle parole, lo capisci?". Non sapevo cosa rispondere e la nonna lo fece al posto mio: "via, lascialo stare...è solo un bambino!" e lui: "...e che c'entra!" e giù a insistere. Risposi un "si" stentato che non lo convinse. A ragion veduta perché solo dopo anni compresi il vero senso della sua domanda. Ancora ci rido.
A dodici anni invece ascoltare De André può essere un bel problema. Ti senti un escluso quando alle feste cantano in coro il successo del momento ma a te piace "il suonatore jones". Capisci che De André non è da festa. Lo proponi ma il "no" te lo sbattono secco sul muso. Capirai dopo che neppure tu sei da festa ma intanto stai zitto e ti adegui cercando di imparare il ritornello della canzoncina di turno.
Al liceo le cose cambiano e De André lo inizi a condividere. E scopri il secondo termine del binomio: Guccini... Guccini non lo conoscevo, Bob Dyaln sì, ma non era italiano. Allora non più De André e basta ma De André-Guccini. E a volte c'era pure lo scambio, una cassetta di Guccini in cambio di un De André. Insieme al binomio si formava l'ovvia competizione: meglio uno o meglio l'altro? Io sostenevo De André, invece la mia amica Veronica preferiva Guccini. L'accordo si trovava in un "sono diversi, però son bravi tutti e due". E poi scoprii che c'erano ancora canzoni di De André che non avevo mai ascoltato. "Non conoscere il testamento di Tito per te è come se tu avessi tutti i quadri di Van Gogh e ti mancassero I Girasoli" sentenziava Edoardo, con Veronica che accanto annuiva mentre entravamo a casa mia, il sabato sera. Era il mio modo di fare festa mentre chiedevo contento: "ma davvero è così bella? Me la devi far ascoltare". Effettivamente il paragone calzava. E poi la musica si mischiava alla politica. Quando morì De André con Giacomo, il mio compagno di banco, commentai: "muore l'ultimo degli anarchici..." "l'ultimo è Guccini..." precisò lui. Non ero d'accordo e provai a far valere le mie ragioni, ma come si faceva a ragionare con un gucciniano convinto?
Un pomeriggio d'estate di qualche anno dopo la musica del grande genovese si mischiava perfettamente al ruomore delle onde, eravamo io e la mia ragazza. Ma di questo ricordo non voglio dire oltre perché è uno dei più belli che ho.
De André l'ho sempre difeso e lo porto nel cuore più di ogni altro cantante, cantautore, poeta che sia. E' stato il primo e non mi ha mai abbandonato, gli devo molto come pure questo blog che si va a chiudere. Per questo voglio che si chiuda in suo onore, grazie Faber. E grazie a tutti: lettori, sostenitori, dottori, donatori.
Dopo un anno e tre mesi questo blog serra i battenti. Ci vediamo in giro...
il vostro cipriota

Giulo J. Bogani

venerdì 9 gennaio 2009

CI VEDIAMO LUN 12 H.20.00 Via Chiarugi 15...

ACCORRI NUMEROSO!

domenica 4 gennaio 2009

4 gennaio - quasi perché

"caro giulio,non è di un leader che abiamo bisogno.l unica cosa che conta per noi lettori è che la tua voglia di raccontarti non sfumi visto che sei cosi bravo a farlo.Rino"

Poche, chiare e sentite parole...Grazie :-)
Io non voglio essere un leader, essere un leader ti schiaccia. A me piace scrivere solo che invece di farlo in un blog lo faccio su un quaderno perché quello che scrivo non è accettabile. Non riguarda più solo me, e devo fare i conti con i pudori altrui che mi sembra giusto rispettare. Senza contare che non si raccontano le proprie storie per vederle spiattellate su un blog come fosse carne da macello letteriario.
Non credo nell'ispirazione ma credo che un testo abbia forza se l'autore lo sente. Le parole acquistano un loro senso più profondo solo se tracciate con la libertà di poter esprimere subito e con convinzione ciò che si vede, si pensa e si prova. Non è più il mio caso su queste pagine. E poi ai più la libertà piace per ciò che è lontano, piace sentirsi raccontare in libertà del lontano mondo degli ospedali o delle atrocità a Gaza. Per altro in malattia (come in guerra credo), sarà per la prossimità alla morte, molti muri cadono e le convenzioni sociali saltano lasciando spazio a orrori e splendori di ognuno. Per la mia esperienza posso dire che in situazioni del genere c'è un senso drammatico senso di libertà. Ma delle miserie nostrane e quotidiane non sta bene dire. Non per uno che voglia tenere dei buoni rapporti col resto del mondo anche solo di facciata.
Non è colpa mia se non scrivo più come prima su questo blog: grava il peso di quel che non si deve o non si può dire.
Spero di trovare una casa editrice e di affrancare così la mia libertà. Altrimenti terrò le mie cose per me o al limite di scapparò via. Prima o poi lo faccio. E allora ci sarà un nuovo blog...

un abbraccio

Giulio

sabato 3 gennaio 2009

3 gennaio - la transizione abbia inizio: LUN 15 GENNAIO

Ok... vediamoci il 12 di gennaio in Via Chiarugi 15 verso le 20.00. ognuno porti qualcosa da mangiucchiare o il vino. Spero vada bene a tutti e poi si decide un po' che fare tutti insieme. Mi sembra la meglio.

La cosa è aperta a tutti, ci tengo a precisare che non una festicciola ma una riunione per eventuali e futuri sviluppi di carattere informatico e non solo. Fatemi sapere in anticipo le presenze per favore almeno in linea di massima. Conto che veniate. Fare il leader o il pernio comporta qualche responsabilità, anche se da poco. E prima di prendermene altre (già a volte fare il presidente mi pesa) voglio capire bene la direzione da prendere. Sta bene quindi far evolvere il blog... a noi decidere cosa. Credo che abbiamo fatto molto e che ancora molto possiamo fare. Quindi andiamo avanti ma l'impegno non può essere solo mio se è vero che si è creata una comunità, allora ognuno abbia il suo ruolo. Altrimenti che comunità è? Quindi ok a fare il capo villaggio però con iudicio perché poi finisce che mi prendo delle responsabilità che mi pesano. Credo si chiami sindrome di Peter Pan.

a lunedì

Giulio