"caro giulio,non è di un leader che abiamo bisogno.l unica cosa che conta per noi lettori è che la tua voglia di raccontarti non sfumi visto che sei cosi bravo a farlo.Rino"
Poche, chiare e sentite parole...Grazie :-)
Io non voglio essere un leader, essere un leader ti schiaccia. A me piace scrivere solo che invece di farlo in un blog lo faccio su un quaderno perché quello che scrivo non è accettabile. Non riguarda più solo me, e devo fare i conti con i pudori altrui che mi sembra giusto rispettare. Senza contare che non si raccontano le proprie storie per vederle spiattellate su un blog come fosse carne da macello letteriario.
Non credo nell'ispirazione ma credo che un testo abbia forza se l'autore lo sente. Le parole acquistano un loro senso più profondo solo se tracciate con la libertà di poter esprimere subito e con convinzione ciò che si vede, si pensa e si prova. Non è più il mio caso su queste pagine. E poi ai più la libertà piace per ciò che è lontano, piace sentirsi raccontare in libertà del lontano mondo degli ospedali o delle atrocità a Gaza. Per altro in malattia (come in guerra credo), sarà per la prossimità alla morte, molti muri cadono e le convenzioni sociali saltano lasciando spazio a orrori e splendori di ognuno. Per la mia esperienza posso dire che in situazioni del genere c'è un senso drammatico senso di libertà. Ma delle miserie nostrane e quotidiane non sta bene dire. Non per uno che voglia tenere dei buoni rapporti col resto del mondo anche solo di facciata.
Non è colpa mia se non scrivo più come prima su questo blog: grava il peso di quel che non si deve o non si può dire.
Spero di trovare una casa editrice e di affrancare così la mia libertà. Altrimenti terrò le mie cose per me o al limite di scapparò via. Prima o poi lo faccio. E allora ci sarà un nuovo blog...
un abbraccio
Giulio
domenica 4 gennaio 2009
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7 commenti:
Caro Giulio,
è vero che vogliamo continuare a leggerti. Ed è vero che lo vogliamo perché sei bravo a scrivere. Ma mi sembra anche molto vero a questo punto che tu sia STRAstufo del blog.
Non tutti i leader schiacciano.
Non capisco la tua affermazione "perché quello che scrivo non è accettabile".
Non mi è piaciuta la tua affermazione sulla libertà e le atrocità che piacciono perché lontani, ma forse non ho capito neanche questa.
e poi ... "rapporti anche solo di facciata"?!?!?!
Alcuni dei pudori che avevo quando postavo qualche commento sono tornati più forti che mai in quest'ultimo periodo. Mi sembra che si stia scrivendo, a pezzi e pezzettini, il panegirico (nel senso storico della parola) del blog.
Tu sei riuscito a spiattellarti, ad aprirti per essere ispezionato e sezionato, ad offrirti a noi. Ci siamo sentiti onorati e privilegiati.
Ed è probabile che stai continuando a farlo ma perché costretto.
E allora basta. Che la befana porti via un regalo questa volta.
Tu sei e sarai sempre, i tuoi scritti sono e saranno sempre, nei nostri cuori.
Ti ringrazio per tutto quello che mi hai dato.
un GRANDE abbraccio.
laura
la verifica: "tienn", che mi fa pensare sia a "tieni" che a "tiè".
Caro Giulio,
concordo con Laura,le atrocità, il racconto del mondo degli ospedali piacciono perchè lontani?
A me non sono mai piaciuti ma mi è piaciuto lo svelarsi del tuo animo durante quel duro percorso, mi sono piaciute le riflessioni che ne sono nate, mi è piaciuto il bello spirito di sympatein che si era creato fra persone sconosciute tra di loro.Ma capisco anche che questo non sia più il luogo giusto per esprimerti,adesso che i tempi sono per fortuna mutati hai bisogno di spazi più ampi e diversi, l'immediatezza del comunicare il mutare delle tue condizioni e del tuo stato d'animo adesso non è più possibile non è più necessaria, ma è stata una bella cosa, ci ha dato molto.
Di nuovo con Laura: sei comunque sempre nei nostri cuori e se riusciamo ad organizzarci per il 12 sarò felice di partecipare e contribuire.
Baci
Patrizia C.
stetshan non mi ispira assolutamente niente
La befana porta via e può anche portare qualcosa di nuovo, sarò molto contenta di parlarne con quelli che verranno il 12.
A presto Anna M.
non sono stufo del blog. Insisto che non posso raccontare buona parte di quello che vedo e sento. Non tutto ma una parte. Come potrei raccontare tipo tale ha problemi con la droga, quell'altra è anoressica, invece caio ha grossi casini economici, o magari quella è incinta? O tutto ciò che riguarda la sfera affettiva e sessuale... Sono cose che si dicono male. Sono considerate intime. Eppure sono cose importanti che accadono.
I rapporti solo di facciata leggi anche "rapporti politici". O ci illudiamo che, alcuni tipi di rapporti siano diversi?
Infine le storie d'ospedale o quelle di guerra, più lontane sono meglio, essere presenti e partecipi e anche importanti, come ho sempre riconosciuto, non significa viverla sulla propria pelle.
Rimango della mia idea ma condivido lo spirito di sympathein.
Per il resto non ho mai fatto niente di costretto, e questa non è una fine, ma un nuovo inizio. Sono due concetti profondamente diversi. E non smetterò di scrivere. Solo che per altro devo prendere atto che questo blog non appertiene più solo a me.
Bisogna cambiare per andare avanti, ne sono intimamente convinto.
Un abbraccio a tutti
spero di vedervi il 12 e di aver chiarito, mi rendo conto di possibili fraintendimenti possibili. Mi spiace.
A presto
Giulio
L'ultimo appunto: del fatto che molti muri cadono in condizioni estreme e del senso di libertà drammatica che si prova ne parlai anche quando iniziai a stare male... ricordo del fatto che parlai della malattia in termini di "rivoluzione: cito dall' 11 dicembre:
"Credo di aver sempre dato pane al pane e vino al vino, ma mai come adesso mi sono sentito in diritto di dire ciò che voglio, e quali siano le mie scelte, e le mie parole per quanto soppesate, sono sincere. Da un lato questa esposizione mi ha portato a un processo di “rivoluzione”."
Ancora si parla del concetto di compassione a cui rimango fedele...se volete il link di quel giorno è:
http://www.jaybogani.com/2007/12/lun-10-mart-11-dicembre-siete-pronti.html
credo sia stata una delle cose migliori che ho scritto, per certi punti di vista.
A presto
Giulio
infine per Laura: ammetto l'ignoranza, ma qual è il significato storico della parola panegirico... Scusa ma non si finisce mai di imparare eheh :-) un bacio
Giulio
P.S. "reking", curioso...
Esiste un senso storico della parola "panegirico"?
Sono curiosa anch'io e comunque più che un panegirico mi sembra che sia un traccheggiare perchè comunque che il blog termini dispiace e continuiamo per questo a cavillare sui termini,o altro.
Si può continuare anche così, però........
Patrizia C.
diesm
un giorno decisivo per qulacosa?
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