martedì 30 dicembre 2008

30 dicembre - Vie Nuove

mi permetto di intervenire di nuovo visto che ci siamo e ormai mi sembra una conversazione tra pochi intimi. Vi dirò che un po' sono sollevato dalla reazione di tutti quanti e pure un po'stupito. Però sono contento che venga preso come un gesto e un momento di allegria e sono contento di non essere il solo a cercare Vie Nuove. Rinnovare significa alla fine continuare a esistere e se ormai la formula è logora e allora a noi trovarne altre. Quali?
Sì, c'è la possibilità di rendere più fruibile il sito dell'associazione, però come?
Anche perché va bene appoggiarsi all'associazione di cui sono sì presidente, ma non certo l'unico referente però solo se si fa parte attiva della vita associativa. Nulla ci vieta di arricchire l'associazione con il contribuito di tutti quelli che hanno vissuto il blog. Ma bisogna trovare un modo giusto e i condifini di tale cosa. Alternativamente ci si può poggiare su altri tipi di strutture, su altri siti, altri sistemi creati ex-novo. Anche qui va visto come. E soprattutto se c'è la voglia e l'interesse, da parte di tutti.
Aspetto le vostre idee, io le mie le esporrò per ultimo, l'unica cosa che dico è che vorrei che ci fosse maggiore spazio per le immagini e per le altre persone (voi). Insomma io di sicuro, ma non da solo un primus inter pares. Mi trovo male nei panni del leader, preferisco altre sfumature, forse solo perché di natura tendo a fuggire le responsabilità e soprattutto finisco per sentirmi imprigionato nella mia stessa struttura: mai stato un bravo politico. A riguardo dell'introspezione, anche quella sicuramente continua, ma non posso raccontare facilmente quel che mi succede o succede a chi d'intorno. Non è giusto. E così allora meglio darsi a altre forme, anche quelle da scoprire, racconti? non so... vedremo che ne viene fuori, l'importante è andare avanti con la coscienza precisa di chi è felice di ciò che ha fatto e realizzato e non si è stancato di cercare altre strade

a presto

Giulio

P.S. Mi chiedo infine se sia utile continuare la discussione qua o se sarebbe più semplice trovarsi una volta tutti insieme in questi giorni...giusto per fare un po' il punto della situazione e un po' di festa

lunedì 29 dicembre 2008

29 dicembre - chiudere i battenti?

Mah se lo chiudessimo questo blog? personalmente mi sembra abbia esaurito la sua spinta. Io scrivo cose banali e tirate via. Allo stesso tempo mi pare che in fondo abbia svolto il suo ruolo. Pure le visite sono inevitabilmente scese. Quindi secondo me o si cambia o si muore. E personalmente sono contrario all'accanimento terapeutico. E poi non mi piacciono le cose che rimangono statiche, che non hanno una fine. Siamo quasi a duecento post e il 2008 va a chiudersi. Forse è bene che scriviamo la parola FINE. Magari ce ne saranno di nuovi. Si accettano proposte.

a presto

Giulio

martedì 23 dicembre 2008

22 dicembre - dal venticinquesimo compiuto

Già, 25 anni e è stata lunga arrivarci d'altronde quest'anno era bisestile. Comunque eccomi qua che già procedo verso i 26 e si inizia a esser vecchi. Ormai brutta storia, come si dice: “niente scuse”. Come ci si sente? Stessi dubbi e niente lezioni. Tutto da imparare solo che intuisci che non ti devi mai fermare. Poco di più. Quel che ti porti dietro non sai, non chiderlo. Ti guardi intorno a capire cos'hai e trovi i visi noti, qualche bel regalo. Belli i regali, tutti. Tutti mi han fatto piacere e rappresentano un gesto carino, un affetto importante. Credo che il consumismo ci abbia fatto perdere il valore del dono. Dove esso non è semplicemente oggetto, ma ciò che rappresenta. E guai se rappresenta l'obbligo sociale come spesso avviene. E invece ieri mi son trovato a festeggiare, anzi a esser festeggiato da coloro che mi volevano bene. A me i compleanni sono sempre piaciuti. Mi piace vedere le persone a cui voglio bene riunite in un momento di pausa dal mondo. Vorrei che fosse un momento di festa per gli altri e un modo per celebrare un amicizia, un legame. Palesare che è bello che tu sia così, che tu esista e che alla fine, con tutti i tuoi limiti, è importante che tu ci sia. O almeno così a me piace credere e con queste illusioni ho attraversato felicemente la soglia dei venticinque entrando in un ventiseiesimo anno che ha tutta la bellezza di ben 365 giorni da inventare. E allora tra progetti e passioni, ti coglie un po' il ricordo, la malinconia del giorno più corto dell'anno. Giorno strano il ventuno dicembre: solstizio dell'anno, il più corto e quello da cui le giornate riniziano a allungarsi. O viceversa a seconda dell'emisfero. E così mi trovo a 25 anni con un carattere difficile, un blog e un alternata voglia di continuare: affrontare questi 365 giorni che ci separano dal ventiseiesimo.
Grazie a chi mi ha accompagnato fin qui. Grazie per i regali, grazie per gli auguri, l'avventura continua.

A presto

G. J. B.

mercoledì 17 dicembre 2008

17/12: Il dielemma del monte bianco

Eh si cresco, anzi invecchio ahah il 21 faccio gli anni... già già. Bah ogni tanto son troppo moralista, mi sto quasi sulle palle da solo. Anche questo sarebbe da aggiungere alla lista e anche quando uno fa troppo lo spocchioso, l'intollerante, si lamenta troppo o finisce per giudicare gli altri. No io ho sempre avuto in simpatia quelli che riuscivano a farsi gli affari loro e ogni tanto son riuscito a farmeli anche io. Punto solo a tornare a farmeli in santa pace e ogni tanto mi riesce pure.
Quel che non mi piace per niente dell'inverno è di dover stare chiuso in casa, e poi vorrei poter fare più casino... che vi racconto? A volte mi sembra di parlare tanto per parlare vabeh, fa niente. Eh si alla gente alla fine piacciono le storie, a tutti piacciono le storie e io che storia vi racconto? La storia della mia giornata non è un gran che interessante, o magari lo è per me, o magari dipende solo da quello che si può e non si può dire/non-dire. Siamo schiacciati tra il comune senso del pudore e la banalità. Ho mangiato un buon monte-bianco qualche tempo fa. Presente il monte-bianco? il dolce di panna e castagne, era buono... vedi detta così non sa proprio di niente. Di che sa un monte bianco così raccontato? Ma se vi dicessi del mal di piedi che avevo e della lunga strada che ho fatto per andarlo a prendere un monte-bianco di domenica pomeriggio e di come sia stato poi apprezzato dai miei commensali, forse risulterebbe più interessante? Un po' di più, in fondo però un mal di piedi non è poi quella che si definirebbe una sfida esemplare. Se invece vi raccontassi emozioni, speranze e tutto quello che circondava il monte-bianco in questione allora la cosa inizierebbe a farsi un po'più degna di essere riportata. Il fatto è che in fondo ho il brutto difetto di essere una persona a mio modo riservata e poi una gran parte delle cose che vivo (spesso le più divertenti o le più interessanti o anche le più personali) sono appunto non ben riportabili su un blog narrato in presa diretta. E quindi come fare? Boh... intanto anche per oggi ho scritto qualche riga...

salutini

G.J.B.

lunedì 15 dicembre 2008

14/15 dic... Di-vagando lontano fin troppo (quasi di-vagabondando)

Mah... oggi rispondo, anzi stanotte rispondo perché son le una e mezza e poi voglio andare a letto. No, io non sono così offeso dalla mia città, c'è di peggio, è solo un po' presuntuosa e provinciale, e poi è una città che non si dà facilmente, o forse non si dà mai del tutto e questo è anche il suo fascino.
No non l'ho in antipatia più di tanti altri posti, così come posso avere l'idea di altri posti più simpatici. E poi insisto le cose dipende da come te le vivi, io per esempio credo che sarei e sarò a disagio ovunque. E quindi Firenze è un posto come un altro dove viverselo. Non è un disagio grave ma è il disagio di chi ha lasciato le cose in un modo e le trova belle cambiate come quello che dormì 20 anni e poi d'improvviso torna al mondo. Così ti tocca scoprire quel che gli altri hanno lasciato in serbo per te, quel che non avevi il coraggio, la voglia, o semplicemente la capacità di vedere prima. E quel prima che ti pende addosso, e in realtà non ha senso. Gli occhi tuoi e altrui son cambiati, e allora che fare? Niente, ci sei e ci rimani "lo accetti, tiri avanti, e non hai perso" diceva Guccini già per la precisione: "Io credo che sappiamo che è diverso se le cose son state poi più avare,
le accetti, tiri avanti e non hai perso se sono differenti dal sognare" 100, Pennsylvania Ave una gran bella canzone. E intanto ti nascondi dietro a quel "fare come se..." che in fondo un po' ti ha stancato o forse no. Comunque tornando a noi sì, alla fine io mica mi ci sento fatto troppo per questo mondo, al limite lo piglio per il culo e ci rido su, ma mi sento proprio un po' distante, ma mica da voi, da certi modi e da certe mode. Non trovo pace nella politica, come magari avrei potuto fare prima, non lo trovo perché sento come qualcosa che guarda solo il suo ombelico. Se esco la sera per esempio non trovo particolare gioia o divertimento nel vedere gente che come me guarda semplicemente altra gente. Mi annoiano i concerti che dopo un po' sono un po' tutti uguali, così come i politici (giovani e vecchi quando le due cose non si presentano insieme), mi annoiano le dinamiche umano per cui devi fare il figo con la tipa se vuoi trombare, mi annoia l'affermazione sociale attraverso il sesso per cui se trombi sei figo. Mi annoia un certo tipo di sinistra radicale con i suoi slogan inutili e ripetuti e più che altro con il rischio di essere semplicemente conservatrice e approssimativa. Mi stan sulle palle tutta una serie di reticenze delle persone l'una con l'altra e alla fine mi deprime un po' una certa mancanza di curiosità e di spirito di osservazione per gli altri, l'altro o anche per sé stessi, ma almeno che ci sia... mica tanto, e poi mi disturba un certo pressapochismo fatto di cose dette e non rispettate, o cose dette per far piacere o altre noie simili, e infine le persone anaffettive, ne vogliamo parlare? Insisto non sono fatto molto per stare qui, anche perché se tutto quanto mi disturba così sono io che non vado bene... Beh pace, io mi sto bene alla fine così come sto, e il resto vada pure a quel paese, rimango della mia idea e tutto qua... poi però se mi girano e me la rifaccio con Firenze è solo una scusa: il qui è forse più generale che una semplice città. Mi fa piacere invece essere diventato una sorta di abitudine per chi segue questo assurdo blog... si, alla fine mi diverte altrimenti non lo farei. Via ho detto abbastanza puttanate e il turpiloquio s'è spracato, mi son lamentato ho fatto come tutto il resto del mondo che si lamenta di quello che non va. Già buona la prima e invece no, vi voglio dire anche altre cose: che alla fine quello che vi scrive queste parole l'altra sera era a giocare a calcetto con i suoi amici e circa 6 mesi era costretto a uscire da un ospedale in sedia a rotelle perché con le sue gambe non ce la faceva. Ne è valsa la pena? Non lo so, ma poche cose nobilita l'uomo come la lotta e sicuramente l'istinto di sopravvivenza gioca una sua certa parte. Ho fatto quello che mi sentivo e quindi vi dico sì ne è valsa la pena perché è quello che volevo e quello per cui sentivo di voler e dover lottare. Ne è valsa la pena è una domanda importante quasi quanto ne vale la pena... il duro è accettare la risposta negativa specialmente alla prima più che alla seconda, tanto il passato mica lo cambi, e a ben vedere neanche troppo il presente. Comunque il valere la pena in buona parte te lo costruisci e alla fine anche per quello devi lottare. Come per tutto quanto. Banalità... banalità caro mio... eppure quel lottare l'ultima volta ti ha fatto guadagnare un'anestesia e ad oggi è lo stesso che ti fa sperare di non beccarti l'influenza: perché non vuoi. Volere... lottare... bah certo perdonatemi è notte come vi ho detto non voglio certo insegnare nulla a nessuno, solo fare due chiacchiere serali con chi ha la pazienza di leggere. O chi ha la voglia di farlo che poi è la stessa cosa. Bah continuo a lottare contro l'accidia a cui ciò che mi sta d'intorno sembra in fondo portarmi. Scrivere è un buon modo i risultati a voi... comunque appunto non è che poi se il mondo ti va storto può diventare un sistema per restare a guardare il vuoto (interno o esterno)... o forse no?

un bacio via vo a nanna per oggi ho scritto abbastanza cazzate che è meglio se non rileggo

besoso

G.J.B.

P.S. Comunque oggi mi son passato invece una piacevole giornata a casa di amici, idem la partita a calcetto è stata assai gradevole. Come dire, ci si lamenta tanto per dire...

mercoledì 10 dicembre 2008

10/12 : di-vagare

ci sono dei giorni in cui sei più stanco di altri, dei periodi interi in cui lo sei... ci sono esistono e sono ciclici. Ci sono momenti, assurda chimica del cervello in cui tanto lo sai che qualunque cosa tu faccia ti pare in fondo un po'inutile e banale. E questo senso poi viene leggermente amplificato dalla pioggia che cade incessante. E così un bel giorno ti trovi a novembre a non saper esattamente che fare e neanche perché sei là, a parlare delle solite cose e a vedere le solite facce. Semplicemente non lo sai e ti chiedi se in fondo non sei te a essere poco interessante e non i discorsi o le facce di chi intorno. Oppure è il luogo? Oppure è la città che in fondo è tua e ti appartiene ma ti appare vecchia e classista e alla fine pure un po'noiosa. La conosci bene la città e un grande amore non lo si rinnega mai, ma per quelle strade mentre le percorri sei inquieto e quel guardare non trova pace e non si ferma ma fugge cerca un nuovo orizzonte e non lo trova, cerca di alzare la testa e non ci riesce. E però allo stesso modo neanche ci si riesce mai a staccare, no? Sennò che grande amore sarebbe, e allora rimane un alternarsi, un dondolarsi indeciso: un cordone ombelicale che se ti si attorciglia intorno rischia di strozzarti. Ci son giorni in cui si è più stanchi e in cui ti senti come dopo tanto vagare. Poi per me ha ragione quell'amico mio che dice che Firenze è perfetta se stai bene ma non aiuta per niente se c'hai qualcosa che non va. Ma d'altronde è così che va un po' per tutto. Resta la solidarietà, un po'd'amicizia e la pazienza, il sapere che in fondo qualunque cosa, così per sempre non potrà durare e troverà un suo svolgersi. Un'equilibiro precario che in fondo a volte gioca anche a favore e che però ora non mi toglie la stanchezza né la voglia di andare a letto. Ma poi non è neanche che uno si possa lamentare perché alla fine quello che ho è tanto sia dal punto affettivo che materiale, è questo inizio mese, questo dicembre che tende alla nebbia, all'indefinito e anche un po'alla fatica dell'anno. Son le giornate che si accorciano e bla bla bla... le solite cose i ragionamenti da vecchini o da domenica sera. E tutto un gran trambusto intorno per che cosa poi? Sì in fondo ho lottato per questo e son pure contento di averlo fatto, mi manca qualcosa ma si dice che sia natura dell'uomo essere insoddisfatti. Prima non era così, ma prima erano altri tempi e alla fine ero un altra persona e beato me che me la son goduta almeno. Penso a quel ragazzo di quindici anni morto sparato dalla polizia. Avrei potuto essere io a tante manifestazioni qua in Italia, o tanti miei amici... mah...

Buonanotte

G.J.B.

venerdì 5 dicembre 2008

5/12 - Saluti presidenziali

questo blog è vittima di un conflitto di interessa generato dal fatto che sono anche il presidente dell' associazione OperativaMente (www.operativamente.org)

e in quanto tale oggi ho mandato la seguente lettera ai soci:

Lettera ai soci dopo la cena del 21/11/2008

Cari soci di OperativaMente,
mi sembra giusto, a due settimane di distanza, fare un po' il punto
sulla cena svoltasi Venerdì 21 novembre.
Credo sia innegabile che la cena è stata un successo da tutti i punti di vista. La partecipazione è stata di circa 130-140 persone e il ricavato (compreso quello dato dal tesseramento) ammonta a 700 euro.
La cifra in questione è al netto essendo già state decurtate le spese del sito e della registrazione dell'associazione, oltre ovviamente al costo della cena.
Di questi 700 euro la proposta è di inziare a devolverne 300 per un progetto di "adozione a distanza". Tenendo l'avanzo come fondo cassa per le prossime attività.
La nostra consigliera Benedetta Romoli è stata recentemene a svolgere attività di volontariato in Guinea Bissau e ha proposto di iniziare una collaborazione di questo tipo con le persone che con le quali ha lavorato. Avendo già un contatto diretto la proposta può essere seriamente presa in considerazione, tuttavia è buona prassi ascoltare più voci possibili e cercare di cogliere suggerimenti e altre proposte.
Siamo a disposizione.
La prossima riunione sarà giovedi 11 dicembre h.21.30 in Via Chiarugi
15 (campanello SD)


Ringraziando per la vostra disponibilità e la vostra attenzione


il presidente

Giulio Bogani



Ancora firmarmi il presidente mi sembra ridicolo... Saluti presidenziali

G.J.B.

mercoledì 3 dicembre 2008

3 dicembre - qualche parola qua e là

Oggi non parlerò di stagioni o di sensazioni, oggi sarò di basso profilo e volutamente tale, quindi a voi la scelta di andare avanti a leggere oppure no. Tutto questo per dirvi che è notte inoltrata, mi sto gustando un infuso alla menta caldo prima di andare a dormire e prima di questo, come se non bastasse, mi son fatto un gran mangiata che non vi sto a dire tanto che v'importa? Me la son goduta io. Però era proprio buona come adesso più o meno non me la passo poi male sebbene un po'dolorante. E allora cosa posso dirvi di questi giorni passati così intensi, di questa fine novembre-inizio dicembre che in fondo ci riguarda tutti? Ho passato momenti molto belli, molto brutti, medi, di riflessione, di noia, divertimento e quant'altro. La cena è andata alla grande e gli altri appuntamenti pure non sono poi male, anzi direi che potevano andare decisamente peggio. Il problema è: come fa uno a parlare di quella sua vita intima e assolutamente unica e banale? La mia vita per fortuna sta tornando ad essere sempre più simile a quella dei più e sta pure tornando a essere più normale, ammesso che vi sia una norma (e chi la stabilisce semmai?). Dunque eccomi qua con il mio té e le mie tre cazzate o con un amico a bersi una birra, un ordine comodo alla fine per cui il problema diventa la tesi, il lavoro, l'amore, gli affetti, quello o quell'altro e è così per tutti. Quel che credo possa salvarci è non considerare tutto questo come una perdita di tempo o come meno importante? Il dolore di un cuore infranto o l'angoscia per un futuro più o meno ben inserito nella società a cui crediamo di corrispondere sono tutt'altro che banali. Sono normali ma non sono affatto banali. A meno che poi non togliamo l'aspettativa o il desiderio comune, e se anche lo facessimo in fondo poi che noia, peggio che andar di notte. No, rimango convinto del gusto di un buon panino notturno ma il té mi si sta freddando, lo finirò veloce e poi vo a dormire. E intanto fuori un gatto che miagola, e con questo, e con questo nulla, è semplice normale, ma nient'affatto banale o almeno secondo me. Certo che ne dico di cazzate? E tu pure a leggere... bah contenti voi

Zalutiebeci

G.J.B.