mercoledì 17 dicembre 2008

17/12: Il dielemma del monte bianco

Eh si cresco, anzi invecchio ahah il 21 faccio gli anni... già già. Bah ogni tanto son troppo moralista, mi sto quasi sulle palle da solo. Anche questo sarebbe da aggiungere alla lista e anche quando uno fa troppo lo spocchioso, l'intollerante, si lamenta troppo o finisce per giudicare gli altri. No io ho sempre avuto in simpatia quelli che riuscivano a farsi gli affari loro e ogni tanto son riuscito a farmeli anche io. Punto solo a tornare a farmeli in santa pace e ogni tanto mi riesce pure.
Quel che non mi piace per niente dell'inverno è di dover stare chiuso in casa, e poi vorrei poter fare più casino... che vi racconto? A volte mi sembra di parlare tanto per parlare vabeh, fa niente. Eh si alla gente alla fine piacciono le storie, a tutti piacciono le storie e io che storia vi racconto? La storia della mia giornata non è un gran che interessante, o magari lo è per me, o magari dipende solo da quello che si può e non si può dire/non-dire. Siamo schiacciati tra il comune senso del pudore e la banalità. Ho mangiato un buon monte-bianco qualche tempo fa. Presente il monte-bianco? il dolce di panna e castagne, era buono... vedi detta così non sa proprio di niente. Di che sa un monte bianco così raccontato? Ma se vi dicessi del mal di piedi che avevo e della lunga strada che ho fatto per andarlo a prendere un monte-bianco di domenica pomeriggio e di come sia stato poi apprezzato dai miei commensali, forse risulterebbe più interessante? Un po' di più, in fondo però un mal di piedi non è poi quella che si definirebbe una sfida esemplare. Se invece vi raccontassi emozioni, speranze e tutto quello che circondava il monte-bianco in questione allora la cosa inizierebbe a farsi un po'più degna di essere riportata. Il fatto è che in fondo ho il brutto difetto di essere una persona a mio modo riservata e poi una gran parte delle cose che vivo (spesso le più divertenti o le più interessanti o anche le più personali) sono appunto non ben riportabili su un blog narrato in presa diretta. E quindi come fare? Boh... intanto anche per oggi ho scritto qualche riga...

salutini

G.J.B.

11 commenti:

Alex ha detto...

L'importante è averlo mangiato. E io potrei anche raccontarti in proposito di averlo preparato a cominciare dalle castagne, sbucciate una a una in una fredda notte d'inverno a casa dell'attuale nostra preside di facoltà. Era così buono che poi non ho più avuto la forza di contribuire a farne un altro.
Anche quest'anno sono stato a un congresso i giorni scorsi: sulla traduzione dai classici, a Napoli. Detta così, non sa di nulla, anche se la parola Napoli dovrebbe evocare, oltre il Vesuvio, anche altre cose. Ma veniamo alla narrazione. Prima di tutto pioggia battente punto divertente, poi i tassisti napoletani, tutti con vocazione turistica: ti fanno fare il giro della città per arrivare a 10 euro, e poi visto che è Natale, facciamo 15. Poi ti chiedono il tuo parere, arrivati al semaforo rosso: dotto', che faccio, passo? Hanno anche una vena di sadismo perché, ne sono convinto, se non ti vedono sbiancare per i pelini che fanno o si fanno fare non sono contenti (è facile accontentarli). Poi le relazioni, alcune interessanti, qualcuna anche brillante. Quellel del pomeriggio sono state apprezzate anche da un simpatco bastardone, razza cane giallo, che ha deciso di salire le scalee del palazzo Serra di Cassano , sede dell'istituto di studi filosofici, dove si teneva il convegno, e di accoccolarsi ai piedi dei convenuti (spinto dagli organizzatori perché non si potesse dire che non c'era nemmeno un cane?). Si è ascoltato tutte le relazioni, confortato probabilmente dal fatto che se ne stava al caldo e all'asciutto mentre fuori era freddino e piovoso. Alla fine, quando il presidente ha chiesto se c'erano interventi (famo il dibattito!) ha fatto notare la sua presenza (o desiderio di paretecipazione , o apprezzamento? Non lo sapremo mai) con una bella uggiolata che ha decisamente svegliato che s era appisolato (approfittando del calduccio all'asciutto). Tralascio la valutazioen di S. Paolo fatta dall'impiegata dell'albergo (troppo complcato spiegare come ci siamo arrivati): S. Paolo, lasciamo perdere, noi donne ci ha rovinate. Devo dire che ha avuto tutta la mia simpatia. Cito per dovere di cronaca e non perché abbia qualche valenza narrativa: la pizza, la pastiera napoletana, i paccheri col sugo di mammà, la zuppa di patate, la spigola e i babà. Le ricciole no, perché non mi piacciono tanto.

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio,
non ho smesso mai di visitare il blog e di leggere,ma non so perchè
mi manca l'ispirazione per intervenire, noia, accidia,un senso di vaquità che in questo momento mi pervade.
Ma il mio pensiero ti è omunque vicino, ti mando un bacio
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Sicuro che il mal di piedi non sia interessante?
Natale, come tutte le festività, è un gran casino, di sentimenti soprattutto. Certo apprezziamo di avere amici e tante persone a cui e che ci vogliono bene, ma...
Baci Anna M.

Anonimo ha detto...

Un monte bianco mangiato dopo aver subito un trapianto di midollo osseo? Cazzo se immagino l'emozione: è un po' quando io ho preparato il tiramisù per i miei bambini e me ne sono mangiata un cucchiaino (il giorno dopo quando ho visto che nessuno stava male...). Tu puoi immaginare cosa abbia potuto significare per me: un cucchiaino di tiramisù delizioso con formaggio ed uovo CRUDI, una delizia per il palato ancora infastidito dalla mucosite, un po' meno per il fegato, ma chissenefrega!!! L'importate è averlo mangiato come dice Alex...
E del mal di piedi sai che ti dico mi piacerebbe averlo dopo averlo scalato, il Monte Bianco o qualsiasi altra montagna o anche dopo aver fatto una passeggiata (ancora non mi sono concesse, ahimè).
Sentirsi vivi è anche mangiare, passeggiare e provare emozioni a volte allegre, a volte tristi ma sempre uniche...
Posso augurare a tutti voi del blog un Buon Natale: io l'altr'anno ho passato TUTTE le feste, ben oltre l'epifania in ospedale e quest'anno non mi sembra vero di poter stare con i miei figli e scartare i regali con loro di persona e non via webcam... e poter dire Buon Natale a tutti quelli che incontro (anche se sono pochi, non posso uscire molto visti i valori ancora molto bassi). Anche questa è un'emozione... banale? sì certo ma vera come il sapore del monte bianco ed il mal di piedi...
Auguri a tutti
Giulia R.

laura freeman ha detto...

BUON COMPLEANNO, GIULIO ... e anche HAPPY BIRTHDAY!
E mi unisco all'idea di Giulia per augurare a tutti gli amici del blog festività serene (oppure come mi ha detto una mia amica "sane") e un anno nuovo pieno di sorrisi e sorprese piacevoli.
laura

Alex ha detto...

E allora auguri (a proposito, se non sono indiscreto, quanti di preciso?)!

Anonimo ha detto...

Avrei voluto scriverti gli auguri usando bei caratteri colorati, ma non ci sono riuscita, penso però che i tuoi 25 anni meritino un abbraccio grande da noi del blog. Baci Anna M.

Anonimo ha detto...

In un rapido passaggio da casa approfitto per farti personalmente i più cari auguri di buon compleanno (so che Sandro te li ha fatti anche per me su facebook, io sono ancora diffidente e come dice lui, fo la guardona). Un abbraccio.
Loretta M.

Anonimo ha detto...

Un augurio speciale al nostro Giulio, cui mando un abbraccio che vi comprende tutti, e in particolare Giulio (per cui bimbi aggiungo anche un bacione)
gianfranco (il proffe)


P.S. Il mal di piedi è cosa bellissima, da annoverare fra i dieci piaceri della vita

Anonimo ha detto...

Mi sa che arrivo in ritardo di un giorno, ma mi unisco agli auguri di tutti, che il prossimo anno ti porti cose buone, con affetto
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

MI accorgo ora, rileggendo che ho scritto nel messaggio "Giulio" invece di "Giulia": il lapsus era facilmente correggibile, ma ne approfitto per rinnovare gli auguri a entrambi, Giulio e Giulia
il proffe