lunedì 15 dicembre 2008

14/15 dic... Di-vagando lontano fin troppo (quasi di-vagabondando)

Mah... oggi rispondo, anzi stanotte rispondo perché son le una e mezza e poi voglio andare a letto. No, io non sono così offeso dalla mia città, c'è di peggio, è solo un po' presuntuosa e provinciale, e poi è una città che non si dà facilmente, o forse non si dà mai del tutto e questo è anche il suo fascino.
No non l'ho in antipatia più di tanti altri posti, così come posso avere l'idea di altri posti più simpatici. E poi insisto le cose dipende da come te le vivi, io per esempio credo che sarei e sarò a disagio ovunque. E quindi Firenze è un posto come un altro dove viverselo. Non è un disagio grave ma è il disagio di chi ha lasciato le cose in un modo e le trova belle cambiate come quello che dormì 20 anni e poi d'improvviso torna al mondo. Così ti tocca scoprire quel che gli altri hanno lasciato in serbo per te, quel che non avevi il coraggio, la voglia, o semplicemente la capacità di vedere prima. E quel prima che ti pende addosso, e in realtà non ha senso. Gli occhi tuoi e altrui son cambiati, e allora che fare? Niente, ci sei e ci rimani "lo accetti, tiri avanti, e non hai perso" diceva Guccini già per la precisione: "Io credo che sappiamo che è diverso se le cose son state poi più avare,
le accetti, tiri avanti e non hai perso se sono differenti dal sognare" 100, Pennsylvania Ave una gran bella canzone. E intanto ti nascondi dietro a quel "fare come se..." che in fondo un po' ti ha stancato o forse no. Comunque tornando a noi sì, alla fine io mica mi ci sento fatto troppo per questo mondo, al limite lo piglio per il culo e ci rido su, ma mi sento proprio un po' distante, ma mica da voi, da certi modi e da certe mode. Non trovo pace nella politica, come magari avrei potuto fare prima, non lo trovo perché sento come qualcosa che guarda solo il suo ombelico. Se esco la sera per esempio non trovo particolare gioia o divertimento nel vedere gente che come me guarda semplicemente altra gente. Mi annoiano i concerti che dopo un po' sono un po' tutti uguali, così come i politici (giovani e vecchi quando le due cose non si presentano insieme), mi annoiano le dinamiche umano per cui devi fare il figo con la tipa se vuoi trombare, mi annoia l'affermazione sociale attraverso il sesso per cui se trombi sei figo. Mi annoia un certo tipo di sinistra radicale con i suoi slogan inutili e ripetuti e più che altro con il rischio di essere semplicemente conservatrice e approssimativa. Mi stan sulle palle tutta una serie di reticenze delle persone l'una con l'altra e alla fine mi deprime un po' una certa mancanza di curiosità e di spirito di osservazione per gli altri, l'altro o anche per sé stessi, ma almeno che ci sia... mica tanto, e poi mi disturba un certo pressapochismo fatto di cose dette e non rispettate, o cose dette per far piacere o altre noie simili, e infine le persone anaffettive, ne vogliamo parlare? Insisto non sono fatto molto per stare qui, anche perché se tutto quanto mi disturba così sono io che non vado bene... Beh pace, io mi sto bene alla fine così come sto, e il resto vada pure a quel paese, rimango della mia idea e tutto qua... poi però se mi girano e me la rifaccio con Firenze è solo una scusa: il qui è forse più generale che una semplice città. Mi fa piacere invece essere diventato una sorta di abitudine per chi segue questo assurdo blog... si, alla fine mi diverte altrimenti non lo farei. Via ho detto abbastanza puttanate e il turpiloquio s'è spracato, mi son lamentato ho fatto come tutto il resto del mondo che si lamenta di quello che non va. Già buona la prima e invece no, vi voglio dire anche altre cose: che alla fine quello che vi scrive queste parole l'altra sera era a giocare a calcetto con i suoi amici e circa 6 mesi era costretto a uscire da un ospedale in sedia a rotelle perché con le sue gambe non ce la faceva. Ne è valsa la pena? Non lo so, ma poche cose nobilita l'uomo come la lotta e sicuramente l'istinto di sopravvivenza gioca una sua certa parte. Ho fatto quello che mi sentivo e quindi vi dico sì ne è valsa la pena perché è quello che volevo e quello per cui sentivo di voler e dover lottare. Ne è valsa la pena è una domanda importante quasi quanto ne vale la pena... il duro è accettare la risposta negativa specialmente alla prima più che alla seconda, tanto il passato mica lo cambi, e a ben vedere neanche troppo il presente. Comunque il valere la pena in buona parte te lo costruisci e alla fine anche per quello devi lottare. Come per tutto quanto. Banalità... banalità caro mio... eppure quel lottare l'ultima volta ti ha fatto guadagnare un'anestesia e ad oggi è lo stesso che ti fa sperare di non beccarti l'influenza: perché non vuoi. Volere... lottare... bah certo perdonatemi è notte come vi ho detto non voglio certo insegnare nulla a nessuno, solo fare due chiacchiere serali con chi ha la pazienza di leggere. O chi ha la voglia di farlo che poi è la stessa cosa. Bah continuo a lottare contro l'accidia a cui ciò che mi sta d'intorno sembra in fondo portarmi. Scrivere è un buon modo i risultati a voi... comunque appunto non è che poi se il mondo ti va storto può diventare un sistema per restare a guardare il vuoto (interno o esterno)... o forse no?

un bacio via vo a nanna per oggi ho scritto abbastanza cazzate che è meglio se non rileggo

besoso

G.J.B.

P.S. Comunque oggi mi son passato invece una piacevole giornata a casa di amici, idem la partita a calcetto è stata assai gradevole. Come dire, ci si lamenta tanto per dire...

2 commenti:

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
ti leggo e ti penso. Scriverò poco per un po' perché Sara è arrivata e il mio cuore è pieno di gioia. Come il suo, perché è a casa e perché è di nuovo a Firenze, città del cuore anche se non amata dai suoi cittadini come meriterebbe (nel senso in cui altre città vengono amati e curati e rispettati).
Storiella buffa ... lei è arrivata e io ho di nuovo qualcuno che parla e con cui posso parlare ... e non ho voce! Attacco acuto di laringite cum sinusite il giorno prima del suo arrivo. Non ho nessuna intenzione di interpretare questo in senso psicologico ... mi diverterò soltanto a riflettere sulle ironie della vita.
Un GRANDE abbraccio a te ed a tutti gli altri amici del tuo blog.
laura
p.s. "thumi" ... non era uno sciatore dei tempi andati? Oppure è il "th" di inglese pronunciato all'italiana ... e allora è "to me" ... hmmmmmmmmm.

Alex ha detto...

Sarò brutale ma mi pare che tu stia crescendo, il che mi fa solo piacere. Scusa se sembro salito in cattedra, ma è una deformazione professionale che qualche volta non riesco a controllare. Intanto guarda le mie vechie foto su facebook (se è possibile che tu le veda) e di' che sono belle sennò m'offendo! Alex