venerdì 28 novembre 2008

28/11 - invernale (perfino troppo)

è da un po' che non scrivo, non per venir meno ai miei doveri quanto piuttosto perché il foglio bianco abbisogna sempre di uno spazio mentale per venir riempito... già... sapevo che mi attendeva un fine mese importante e lo è stato anche più di quanto non mi aspettassi. La cena dell'associazione di cui son presidente (www.operativamente.org) un gran successo...e cosa ti rimane dopo la cena: la consapevolezza di aver fatto il tuo, d'esser stato bene e poco più, nulla di più lontano o di più vicino a quel senso sempre un po'incompiuto di realizzazione preso come sei nella morsa del tempo, dei tempi. E così ti tempri, ti irrigidisci un po' e vedi che sei leggermente più ordinato e la scorza un po' più dura che pure ancora mal tollera ogni tipo di dolore: lotti e lotterai come sempre anche per quel centimetro di terreno conquistato, non retrocedi e anzi avanzi, avanti sempre stringendo i denti. Fuori la pioggia ti sferza il viso e ti fa il piacere di essere egalitaria: per tutti la stessa pioggia... o forse no... forse la mia non è la pioggia e l'inverno di nessun altr qui con la stufetta accanto e il cielo fuori con il sole che sorge e presto va giù. L'imbrunire che in fondo ti si addice, e qualche ora di luce e intorno a te un mondo intero e tu ancora a chiederti il freddo che fa fuori, il freddo che hai dentro.

G.J.B.

4 commenti:

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
Ben tornato. Ci sei mancato. Anche se vederti venerdì scorso è stato bello, molto bello.
Sì, la consapevolezza di aver fatto il tuo è una sensazione splendida - come tu sai.
Per quanto riguarda i denti stretti, a volte sembra che si stiano per spaccarsi da quanto stretto bisogna tenerli, ma reggeranno.
un GRANDE e caldo abbraccio.
laura

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio! Mi fa piacere rileggerti sul tuo Blog, anche se la chiusa della tua comunicazione è molto inquietante per chi ti vuole bene....
Stai certo che dopo il gelo ci sarà sempre anche il calore del sole e quello dell' amicizia e dell'amore. A presto
Giovanni da Monza

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio! è molto bello leggerti stamattina, a Roma dove ieri sera abbiamo festeggiato il compleanno di una delle mie sorelle (che anche loro ti pensano).
Bello tosto, come sempre, ciò che scrivi. A me vien fatto di pensare che quelli che amano l'inverno (come me) e la montagna (idem) abbiano sia un'inclinazione alla malinconia sia il bisogno di sentirsi abbracciati dagli affetti. Non sono affatto sicura che ciò abbia minimamente a che vedere con quello che provi, ma è inevitabile: chi scrive sul serio, cioè mettendosi in gioco, porta alla luce i pensieri dei lettori.
Qui verso il mattino una vera e propria tempesta di vento, lampi, tuoni, pioggia e grandine: era bello stare al calduccio nel letto.
Ti abbraccio. Anna M.

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio,difficile esprimere quello che sento di fronte al "nero su bianco" delle tue parole.
Rifletto, e sulla mia esperienza convengo:lo stato di disagio ti fa percepire come unico e diverso da quello di chiunque altro da te il tuo sentire,il tuo vivere le situazioni.E tutto assume una valenza particolare; sì tua è solo tua è la sferza della pioggia, solo tuo ed inesprimibile il freddo che hai dentro, tuo il senso di distacco,di incompiutezza,e...sentire con triste meraviglia come tutta la vita e il suo travaglio è in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci acuti di bottiglia.
Ma come niente è eterno così prima o poi ( speriamo prima)l'animo maturato ed affinato dalla sofferenza risorge e pur senza niente dimenticare ti trovi un giorno a percepire nuovamente la sintonia, la compiutezza,il sollievo.Questo il mio augurio,
un bacio
Patrizia C.
swellor,welor forse un mobile ikea?