giovedì 13 novembre 2008

13 novembre - d'inverno

Eccoci di nuovo qua, spesso quando scrivo mi volto a guardare dalla finestra, prima di concentrarmi sulle parole dello schermo. E fuori una giorna piovosa, un po'd'uggia quotidiana, il cielo velato e il buio presto. Mi mancava l'inverno, io sono uno di quelli a cui le stagioni piaccion tutte e forse la cosa che tollera meno è il caldo estivo. Eppure anche l'inverno per me ha il suo porco fascino. Non so, mi sa di intimo e la mia testa va come a riposarsi sul cuscino. L'inverno è un po'pigro e notturno ma in fondo volete mettere il gusto di imbaccuccarsi dietro un cappotto o di mettersi un maglione che ti tien caldo. Le castagne il fuoco che scoppietta e i filari di vigne a distendersi tra le colline dolci del Chiantishire... E poi la nebbia che vela e svela e componi paesaggi nuovi e le tinte che danno al blu e anche leggermente alla malinconia. E allora che malinconia sia quando torno finalmente e per la prima volta a farmi i capelli dopo tanto tempo. Non è stata un grande emozione, ma fa sempre piacere. E così l'uggia tende in fondo alla cura di sé stessi e a quella che è la lotta quotidiana, la stessa di tutti. Uff... forse son noioso o forse non ho di meglio da fare che stare a scrivere due parole alla fine per me stesso. Preso tra l'egoismo e una pace non ben trovata, un equilibrio ricercato ti altaleni e ti fai bilancia (che poi ho scoperto essere il mio ascendente... e chiessenefrega direte voi con sonoro pernacchione)... Bah, in fondo niente e niente di male come quando apprezzo l'ottimo cappuccino preso in qualche bar: la schiuma, la bevanda calda e l'inverno è anche questo, no? L'estate alla fine sa di caffé shackerato con il cubetto di ghiaccio e il culo scoperto (ottimo culo scoperto). E invece l'inverno? L'inverno no, l'inverno avvolge e poi son belle le giornate terse come quelle di montagna. E le stelle con il freddo appuntito. No, via c'è poco da fare, l'inverno m'è mancato e spero di vivermelo tutto quest'anno. E poi cosa si pretende da uno nato per il solstizio? Di quale stagione? Indovinatelo...

il vostro

G.J.B.
(davanti al computer in pantofole, pigiama e vestaglia alle 16.02... e chi m'ammazza a me?)

29 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche io amo l'inverno, i paesaggi nordici, la neve e il ghiaccio. Adoro sentire il rumore della pioggia che batte sul tetto del camper di notte (però di giornO vorrei il sole)e i botti dei fulmini che cadono abbastanza vicini. Mi piacerebbe andare alla Svalbard (si scrive così?), ma poi forse chissa...avrei freddo.
Ciao Anna M.

Letizia ha detto...

Come condivido quello che dici... Il mio pensiero quando sono sotto la pioggia va ad una bevanda fumante sorseggiata mentre leggo il mio libro preferito... in un maglione di lana caldo e con la luce soffusa di un quadro fiammingo...ahhh bello!
Un pomeriggio ci dobbiamo andare a prendere una cioccolata calda e a chiaccherare...
un bacio, lety

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio.
Torno ora e ho letto le tue parole e mentre leggevo dicevo "Sì! Sì! Sì!" ... COME ti capisco! Riconosco che un po' dell'antipatia che provo nei confronti del caldo (che diventa sempre più caldo, che toglie sempre di più il fiato a chi vive in città) sia dovuto alla mia età, e che un po' della gioia che provo nel mettermi un cardigan o un gilet sia dovuto al piacere di nascondere (sì, mi illudo così)la ciccia ... ma mi è sempre piaciuto l'autunno (quanto vorrei tornare a vedere l'autunno nel New England) e l'inverno e tutte le sensazioni che hai descritto così bene. L'unica cosa che mi piace dell'estate è il ritmo di vita più rilassato.
Per quanto riguarda la primavera, è difficile non gioire nella rinascita. E volerla.
Comunque, mi sembra chiaro che siamo tutti d'accordo nell'essere felici di poter provare le stagioni e di godere di quello che offrono ... e di essere vivi.
L'unica cosa antipatica dell'inverno è che alzarsi e dover uscire la mattina presto. COME si sta bene rannicchiati sotto le coperte la mattina presto!
Aspetto con gioia il 21 (hai ricevuto la mia email al riguardo?).
Un GRANDE abbraccio.
laura
p.s. Sara mi ha detto di dirti che sarà qui per un po' a dicembre e che spera di poter passare un po' di tempo insieme a te.

laura freeman ha detto...

oops ... niente "che" nel quarto paragrafo!
ciao for now!
laura

Anonimo ha detto...

21 dicembre?Comunque almeno per me o per noi, nati in queste latitudini l'alternarsi delle stagioni è di importanza fondamentale, nei miei anni africani una delle cose che mi disturbava di più, oltre a tutto il resto, lunga storia,era la quasi costanza di clima e temperature e quando, magari in dicembre ,tornavo a casa, la cosa più goduriosa era dormire ben accucciata nel mio letto freddo sotto le coperte, tante, e pian piano riscaldarmi.Il freddo poi mi piace, meglio se bello frizzantino,
insomma un freddo di quelli di una volta.bacioni
Patrizia C.
ps. adesso le parole di verifica sono meno "strogote"

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio ... e ciao a tutti, ma questo è per Patrizia che - scopro ora - ha vissuto anche lei in Africa ... dove?
ALTRE cose da condividere il 21 (novembre! Credo!).
Buona giornata (che BELLA giornata) a tutti.
con un GRANDE abbraccio.
laura
p.s. altra domanda per Patrizia: le parole di verifica son davvero meno "strogote" oppure ora ti sono più familiari?

Anonimo ha detto...

Sulla superiorità del Generale Inverno registro con piacere una generale concordanza di idee e sentimenti. Certo, la discussione è un po' salottiera, come direbbe il nostro Giulio, ma proprio per questo tanto più gradita. E allora via, fatemi aggiungere due considerazioni: a) d'estate si suda senza necessità (W Lapalisse!); b) l'estate è una stagione che la nostra società ha reso irrimediabilmente volgare.
Che divertimento c'è nell'arrostirsi al solleone, spalmati di unguenti artificiosi, nel bagnarsi in mari inquinate e caldi come il brodo, nel sopportare la vicinanza di un'umanità distratta, rumorosa, seminuda e caciarona? E le zanzare? E il caldo che non fa dormire? E i bermuda nelle chiese, le canotte traforate, gli infradito che portano piedi bellamente sudici?
Niente di tutto questo, in Inverno, stagione di decore esteriore e interiore, di senso della misura, di dignità nell'affrontare il clima avverso.
Ma non vorrei mi prendeste per snob: sono solo un appassionato alpinista, in verità. (e odio il mare)
il proffe

Anonimo ha detto...

Continuando sul salottiero rilassato: nel fine settimana mi sono goduta un'autunno glorioso di luce limpida e di mille sfumature di colori, adesso aspetto fiduciosa il freddo preannunciato.Per il proffe: troppo vero: l'estate involgarita ed affollata ti fa solo godere del fatto che la città si svuoti.
E adesso per Laura: per sei anni ho vissuto per periodi alterni in un paesino della costa vicino a quel luogo orribile (per gli italiani che vi si rifugiano e vi ci svaccano)che è Malindi.
Era un periodo di fuga ed assieme ad un'amica facevamo formaggi e mozzarelle per gli italiani che in Italia non potevano tornare e che avevano nostalgia del cibo di casa.
Esperienza all'inizio intrigante perchè c'era tutto da inventare e scoprire, ma l'incanto è durato pochissimo.Comunque il discorso sarebbe troppo lungo.
E adesso per tutti, è il lunedì della settimana che ci vedrà riuniti attorno al nostro eroe, evviva!

Ciao Giulio e grazie per questo luogo di scambi e condivisione.

p.s. le parole hanno meno consonanti dure, secondo me, cio cio.
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Ancora per il proffe: non odio il mare ma ADORO la montagna, solo sui monti faticosamente raggiunti mi sento veramente.......come dire, felice, a casa mia, in sintonia con me stessa ed il mondo intero.
(e.c. vi ci si svaccano)
Ribaci
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

ohooooooooo c'è nessuno?
chi potrebbero essere gli smyners?
forse quelli che mettono l'esplosivo nelle miniere? o quelli che tolgono le mine?
ma.........
momento di cazzeggio
P.C.

Anonimo ha detto...

E' vero l'estate è volgare, però l'inverno è da ricchi. La vita è comunque un casino, anche quando si cazzeggia. Anna M.

PS la parola per la verifica in questo momento è INANES !

Anonimo ha detto...

Sto leggendo un libro ben scritto ed istruttivo sotto molti punti di vista, anche quello storico: Memorie di un maitresse americana,ne risulta che la vita è molto peggio di un casino.......

adesso calermo.......vedi Laura che le parole sono meno strogote
Giulioooooooo ti penso
Patrizia C.

laura freeman ha detto...

Ciao,Giulio ... e RAINCHECK!
Ciao, Patrizia ... stai leggendo il libro di John Cleland o quello di Sergio Aragones?
Se ti piacciono i vocali, ecco un link divertente: http://news.bbc.co.uk/today/hi/today/newsid_7697000/7697762.stm
Ci vediamo venerdì!
un GRANDE abbraccio.
laura

Anonimo ha detto...

Per Patrizia:
hai ragione la montagna è luogo dell'anima. Io solo quando arrivo in cima mi sento veramente vivo; e dopo una bella scalata mi sembra di raggiungere la felicità assoluta.
E poi mi garba tanto bere la birra al rifugio, al ritorno!
proffe

Giulio ha detto...

ah beh non entro nel merito, d'altronde ognuno raggiunge la felicità assoluta come gli sembra meglio... io, si sa, son più godereccio: il buon cibo e la buona compagnia... che non manchino mai! E magari la felicità non sarà assoluta però mi pare proprio quella la sua grandezza quindi vi aspetto il 21
un abbraccione

G.J.B.

Anonimo ha detto...

per Laura: Nell Kimball e........cosa intendi per "i vocali"? Proffe: se penso alla montagna mi vengono i brividi, davvero, e il senso di "casa" dei rifugi!Io vado in montagna dal 1954, quando davvero i sentieri, le crode, le selle erano deserti, io ero una bambina, brontolando seguivo il mio babbo, adesso lo ringrazio di tutte le incitazioni e le insistenze.
Giulio la montagna è per goderecci un po' masochisti e determinati, a domani
uredli........

Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Laura, non riesco ad accedere al link resterò con la curiosità dei "vocali"
ovviamente intendevo ciao a venerdì
dingires a tutti, soprattutto a Giulio ovviamente;
ma come ci dobbiamo vestire? Coppola? Cappotto milanese, kimono?
E dobbiamo arrivare in moto con la chitarra a tracolla,o in bici da corsa tutti chini sui manubri che sembrano cornina di montoncino?
facci sapere
Patrizia C.
in uno dei suoi momenti di massima grulleria

Anonimo ha detto...

ah beh... ci si deve vestir a festa che poi non è un vestito ma una forma mentis...

G.J.B

Anonimo ha detto...

GRANDE!
P.C.

Anonimo ha detto...

cories a tutti! (è questa la parola in questo momento...).
Proffe, andremmo d'accordo: anche io adoro stancarmi in montagna ed arrivare al rifugio per bermi una birra e mangiarmi una fetta di strudel... è la cosa più godereccia dopo una sana scopata...
Raggiungere il rifugio è una metafora della vita: prima o poi si è in grado di deporre le armi e godersela...
Patrizia, io ho iniziato nell'89 ad andare in montagna con quello che attualmente è mio marito. Da allora non ne posso fare a meno... e nonostante abbia una bellissima casa in un posto incantato della Calabria, non posso fare a meno di una vacanza in Alto Adige ogni anno. E' dallo scorso Natale che aspetto di andare a visitare Bolzano per i mercatini, ma la leucemia mi sta tenendo ferma... che peccato: speriamo nel 2009...
Giulio, che la festa sia con voi per domani... divertitevi, mangiate anche per me e cazzeggiate alla grande...
Minchia, stavolta mi sono lasciata andare anche io al "grullismo"...
Baci a tutti del blog,
Giulia R.

Anonimo ha detto...

Per Giulia,
sono proprio le montagne dell'Alto Adige che percorro dal 1954,e se per le vicende della vita salto un anno, mi mancano , molto, sono arrivata a pensare di aver vissuto un vita precedente in quei luoghi tanto grande e profondo è il senso di essere nel posto giusto che provo lassù sui monti; ed è vero arrivare al rifugio è un traguardo raggiunto, si possono deporre le armi e godersela.Che peccato che tu non possa essere con noi domani, ti penserò.
Giulio, ma ti potrò dare un bacio finalmente?
Patrizia C.

gadjur, l'assonanza mi pare perfetta per la circostanza!

gianfranco ha detto...

Adesso ho un sibillino 'kabsqu', che lascio a voi interpretare (assomiglia però a una imprecazione storpiata...).
Per Giulia: certo che andremmo d'accordo, la montagna è anche luogo di amicizie salde e sincere, che la fatica unisce. Ti dirò (e lo dico anche a quel sibarita di Giulio) che per me una scalata, anche per quel poco o tanto di adrenalina che comporta (talora ho pensato che non ne sarei uscito intero) è quasi (dico quasi, per evitare equivoci) al livello della sana scopata che opportunamente evochi. Il fatto è che sono due piacere diversi, ma anche simili, un misto di godimento fisico e mentale che non ha eguali.
Per il 2009 spero che tu possa vedere i mercatini del Trentino, ma anche quelli di Heidelberg e di Strasburgo: si organizza una bella gita!
Viva la montagna (e i 'marini' si rassegnino!).
Un abbraccio dal proffe

(capperi: ora la parola è meembul...)

Anonimo ha detto...

forse io non so cos' è una bella scalata però insomma tra scalare e sc... bah contenti voi!
Certo che ce ne son di grulli... d'altronde si sa il mondo è bello perché è vario...

il sibarita

P.S. a me sembra invece che vada per la maggiore solo la saggezza popolare siciliana: cummanari e megghio ca futtiri

Anonimo ha detto...

Troppo vero,l'amicizia nata o coltivata in montagna, nutrita dalla comune passione è speciale e per sempre.
Io non ho mai scalato ma ho fatto le più difficili delle ferrate quando ancora le stesse non erano delle autostrade,ed una volta sulle MESULES (Piz Sella) me la sono vista brutta,il tempo cambiava, nessuna possibilità di tornare indietro, la corda che avevamo troppo corta, raggiunto il pianoro una nebbia che nascondeva insidie e persino i limiti dello stesso pianoro, il minestrone che ho mangiato al rifugio, non mi ricordo il nome ma è quello che si raggiunge anche dal sentiero ferrato "Brigata Tridentina"me lo ricordo con il più buono della mia vita.Il tutto comunque, una volta raggiunta la meta, liberatorio soddisfacente, glorioso.Giulio è così se non son grulli un si vogliono
a stasera e............
unpicabi
Patrizia C.

gianfranco ha detto...

Orgoglioso di esser grullo!
il proffe

laura freeman ha detto...

Evviva!
Grazie a te, Giulio ... e a tutti voi che ci avete regalato una cena così buona ed una serata così piacevole, che avete aiutato Giulio a dare inizio al suo grande progetto.
Ho avuto l'onore di conoscere Anna e Patrizia, Carlo, Loretta, Alex, ed anche altre persone molto simpatiche.
grazie a voi tutti,
ma un GRANDE grazie speciale a te, Giulio.
e un GRANDE abbraccio
laura
(psignabi)

Anonimo ha detto...

L'onore è stato mio, Laura.
Serata speciale, Giulio, buona la cena, brava e bella d'animo la cuoca,bravi i tuoi amici (un pensiero speciale a Francesco)meravigliosi i tuoi genitori e tu..............bello con quegli occhioni neri e l'intensità dello sguardo.
Bellissimo parlare di montagna con il proffe, insomma davvero........
evviva!
Patrizia C.
Lairdle? che avrà vluto dire?

Anonimo ha detto...

perchè d'inverno è meglio........
all'improvviso mi sono venute in mente queste parole di una canzone di Paolo Conte
ciao a tutti
caphi?
Patrizia C.

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio .... scrivo per dirti che è ora che tu faccia un nuovo post. Se la mia richiesta arriva ad un momento inopportuno, chiedo umilmente scusa.
Siamo in attesa.
Siamo fiduciosi.
Siamo i tuoi (e le tue! L'italiano sa essere un po' maschilista!)fan ... meglio, sostenitori e sostenitrici.
BIG hug,
laura
exessiet ... questo mi piace davvero!