domenica 26 ottobre 2008

25/26 ottobre - qualche riflessione banale

è brutto stare male, ma mica solo fisicamente dico. Sarà un sillogismo, una frase ovvia, semplice, scontata, ma fa proprio schifo. E' brutto stare male perché ti lascia un senso di aridità, di vuoto e di incapacità di costruire. Mi trovo a lottare spesso contro questi sentimenti e non sempre i risultati sono felici. E' brutto trattarsi male e ancora meno mi piace trattare male gli altri. Perché poi quando io sto male ho l'impressione di non riuscire a non stare più con nessuno. Sono ruvido, arcigno e mica vorrei... Vorrei essere più amabile, alla fine mi piacevo più prima quando andavo in piazza a manifestare, quando ci credevo nella politica! Ne ho fatta tanta e non sapete quanto mi manca... La politica quella delle viscere e anche seria. Quella che ti coinvolge e come un'amore ti fa girar la testa. Mi trovo invece sperso, spaesato. Mi sento quasi tradito, un po'in tutto e non riesco a riconoscermi. Dov'è quello che ho lasciato? E' brutto torni e il tuo mondo comunque sembra spazzato via... ed è difficile riniziare perché le cose son cambiate e anche i tuoi occhi. Non voglio sentirmi solo, non mi piace affatto e sostanzialmente non credo neanche di esserlo, ma che sia un senso di oppressione che per altro non credo tocchi solo me. Però mi rendo conto che ho una stanchezza di fondo che non mi piace per niente. Come se proprio boh... ora non ce la facessi a fare quel passo ma neanche più a urlare contro la merda di turno. Per difesa cerco solo di guardare da un altra parte. E così facendo mi autoescludo, mi brucio da solo. Alla fine a ben vedere non riesco a accettare quel che avverto come una sconfitta, però è necessario affrontarla per riniziare la battaglia. Ma non so da dove ripartire... alla fine forse sono io stesso che devo uscire dalla dimensione che esser vivo è l'unica cosa importante e al culo tutto il resto. Però quando sei costretto a farlo per tanto tempo ti ci abitui... spero solo che da tutto questo ne uscirò come una persona migliore.


un bacio

G.

2 commenti:

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
è bruttissimo stare male, sia fisicamente che emotiva-psicologica-spiritualmente. E' bruttissimo sentirsi soli. La lotta è durissima. E’ un fatto universale ma non per ciò meno dura. La tentazione di isolarsi è forte. E a volte abbiamo proprio bisogno di crogiolarci nel nostro dolore. Poi - di solito - succede qualcosa che, almeno per un po', ci tira fuori dalla voragine. Le montagne russe della vita.
Mentre ti leggevo oggi, mi sono detta, "Ma questo non è uno di ventiquattro (quasi venticinque) anni che scrive. La voglia di sentirsi ancora girare la testa per amore o per passione politica o letteraria o semplicemente umana non è, non dovrebbe essere, il desiderio di un ventiquattrenne - dovrebbe essere la sua CONDIZIONE DI ESSERE NEL MONDO.”
Il tuo sfogo è anche il nostro. OUCH!
E’ fin troppo riconoscibile non riuscire a riconoscersi, nei comportamenti, nello specchio … a sentire che il proprio mondo è diventato irriconoscibile. L’essere costretti all’autoanalisi è oltremodo pesante, anche ad “una certa età” … figuriamoci alla tua. Siamo tutti, senza dubbio, sempre i nostri peggior nemici. Ma anche se hai una stanchezza di fondo, sei comunque riuscito ad urlare.
Sono tornata a rileggere i tuoi primi post e ripeto … hai già passato l’unico esame che importa davvero … sei riuscito a restituire al mondo più di quello che hai ricevuto.
Un GRANDE abbraccio.
laura

Anonimo ha detto...

Sei già una persona migliore.
La realtà è complicata per tutti, di tutte le età, anche (presumibilmente) sani.
E' vero, è triste non credere nella politica, è trovarsi soli.
Siamo però molti in questa condizione.
un abbraccio Anna M:.