venerdì 18 luglio 2008

18 luglio - si sta come...

Una lama, non importa sia di rasoio, una lama e camminarci sopra. Preso in mezzo tra lo stare e il sentire, coperto delle tue stesse attenzioni ti muovi da un luogo all'altro, da una città all'altra con una quasi disinvoltura che non sapevi ti fosse propria. E' uno scorrere del momento stesso, di continuo presente che si differenzia notevolmente dal comune stare. Credendoci molto meno mortali di quanto in realtà siamo. Credendoci più forti, più resistenti, addormentandoci dell'illusione piccola che in fondo capita sempre a qualcun altro. E poi appunto è lontano, tutto è lontano: città, continenti, case, gente, guerre, malattie... sopravvivendo alla fine in un mondo lontano, a un mondo lontano. Reso e arreso alla nostra indifferenza quotidiana: alla vacanza, al muro imbiancato, al vetro rotto. Ma di tanto in tanto il ghigno strano si presenta, bussando alla nostra porta, ancora macchiata di vernice fresca. E allora cosa rimane per prepararsi, se non l'esaltazione della vita stessa? Quindi eccoti di nuovo alla ricerca di quel giusto mezzo che non rende la cosa pericolosa e allo stesso non rinuncia alla piacevolezza della medesima. T'accontenti degli sguardi, delle parole e ti godi la foglia, il corpo, il sorriso. E mentre questo t'accarezza il volto noti, con una punta di distacco, quanto stai bene. Cercando, arrancando per renderlo ancora più tuo: l'attimo, il poco tempo, il fiore breve. Conscio di come ti senti, forse fino alla presunzione, di quelle labbra aperte, dei denti, d'un non-pensiero... e sarebbe troppo banale dire allora che qualcosa dentro si fa più profondo, meglio astenersi non asserire e rimanere a guardare quell'incanto che sembra circondarti. Almeno per il momento.

ancora mille globuli bianchi, alto rischio infettivo eppure ti senti bene, ti sei rasato i capelli, fai pesi, sei a casa. Forse fino a mercoledì...

un saluto

Giulio J.B.

P.S. Il numero di post sono diminuiti perché:
A. Vi siete rotti i coglioni di leggermi
B. E' estate e quindi ci si fa i cazzi nostri
C. Fa troppo caldo per leggere
D. Che palle tutti questi ultimi post
E. Son troppo personali per commentarli
F. Tutte queste insieme


9 commenti:

Giulia ha detto...

a volte perché è bello leggerti e restare in silenzio

Giulia ha detto...

ah, un bacio!

Anonimo ha detto...

concordo con Giulia: spesso a me (e immagino ad altri) piace leggerti e assaporare quel che scrivi, restando poi in assorbito silenzio. Stessa reazione per il bellissimo capitolo odierno.
Ma non bisogna nascondere anche che il periodo non aiuta i post (magari qualcuno è al mare e non ha internet).
il proffe/muratore

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
"none of the above" ... il mio motivo principale l'ho gia' spiegato, ma ti assicuro che ogni volta che posso usare il computer ti leggo o ti ri-leggo ... e imparo o riconosco sempre qualcosa.
Percio' grazie ...
e grazie per questo nuovo contributo.
una abbraccio grande.
laura
p.s. la grinta del tuo p.s. e' stato comunque molto simpatico

martina j. ha detto...

Hmm per me a volte è davvero difficile commentare perché non ho un termine di paragone nella mia esperienza personale, e allora mi sento scema a esprimere l'equivalente scritto di "Già già, capisco" (con solenne movimento della testa) quando in realtà non capisco un cazzo di come stai, di come ti senti, di quello che fai e di quello che succede. A volte quello che scrivi mi risuona e mi fa pensare, a volte invece non colgo (forse perché non mi soffermo abbastanza: i tuoi scritti richiedono tempo!).
Martina J.

Anonimo ha detto...

i commenti scritti prima del mio penso che rispecchino quello che penso.spesso quello che scrivi fa partire in me una serie di riflessioni estremamente personali,che sia per la mia personale difficoltà comunicativa che esce quando mi trovo a scrivere,che per l'intimità dei pensieri stessi,mi porta a tenere detro di me tutto.penso,anzi,sono sicuro che questo turbinio di emozioni saprò tirarlo fuori nella prima occasione che avremo di parlare solo noi due.
un abbraccio.
rani

martina j. ha detto...

P.S.: Rileggendolo il mio commento mi sembra un po' aspro nei toni, invece la tua provocazione finale mi ha fatto ridere... (la parola giusta esiste solo in inglese ed è "giggle", che io renderei con "ridere come una scolaretta scema" -- forse Laura saprebbe trovare una traduzione più dignitosa!)
Un bacio
Martina J.

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio.
E ciao, Martina. Penso che la tua traduzione vada benissimo ... "giggling" non e' particolarmente dignitosa, ma e' molto divertente e salutare.
Lode anche per il termine "provocazione" ... ci stavo proprio pensando a come Giulio riesce a provocarci, sia nel senso di stimolarci, sia in quello di punzecchiarci.
Sogni d'oro e buon risveglio a tutti.
laura

Anonimo ha detto...

Soldati
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.

Giuseppe Ungaretti

Una delle poesie più belle che siano mai state scritte. Io la intitolerei "Vita"...