Son di nuovo a Milano in un continuo rincorrersi... a Firenze fino a poco fa.
"come stai?" ti chiedon tutti... "come stai?" l'eco continuo che non si stanca a rincorrerti: domanda esteriore e domanda interiore... "come stai?"...già: "come sto?" e sempre quel punto interrogativo in fondo che insiste a pesare. Allora la premessa temporale d'un presente viene subito abbattuta e il tuo pensiero sbatte sul passato, su quel che hai passato. Poi torni a te stesso in una battuta veloce e sorridi a sottendere ciò che puoi solo accennare. "Son qui" rispondi, anche se a volte continui "e se son qui sto bene". Ma per te questo era già sottinteso. E ti si palesa il fatto che la parola si fa diseguale separando il senso comune dal tuo. Sentire e stare han preso strade diverse, per quanto ancora legate proseguono su strani, imprevedibili passi. Lo stesso stare si profila come qualcosa di troppo lontano e di troppo statico. Ti affidi quindi al momento che senti, a quell'attimo felice in cui percepisci il meccanismo organico del tuo corpo e della tua mente portati sul filo vacillante dell'equilibrio: e indovina chi fa l'equilibrista? E mentre stai ancora a chiederti se ci sia rete di salvataggio quel "come stai?" diventa un "come ti senti?". Allora a serate spargi la falsa notizia che quasi nulla sia cambiato eppure, tutto uguale tutto diverso, e quel "quasi" che ti frega. Vai avanti con i tuoi amici che insieme a te, da bravi compagni , si voglion finger persi. Ritrovati in una sera sulle rive del tuo fiume mentre qualcuno a ridere qualche altro a ascoltar la chitarra che suona una perfetta pantomima, una splendida commedia riuscita nel suo sgambetto al tempo. Solo questione di poco e l'orolgio si rialzerà. Ma diversi minuti intanto son colati via nella caduta, andando a tessere la storia d'una personale favola estiva in cui poco importa. O forse già l'atmosfera stessa sfuma in un sogno e il tuo piccolo popolo avanza marciando a braccetto con le piccole ore. Folletti e fate si sa, son pericolosi, ladri di troppe cose: alla fine quanto meno ti ritroverai senza giacca. Però hai scacciato il demone e i mala tempora si son disciolti tra le parole: quelle dette e quelle sospese. Una nuvola di fumo ti confonde lo sguardo lasciandolo libero: libertà in cui ti vuoi perdere e lo fai con gran piacere. Un paio di giorni dopo, il soffio del vento dolce è quasi lo stesso: sei solo adesso e stai osservare l'acqua che si increspa nella fontana. La gente affrettata a far da cornice e forse mi sento bene.
questo era vero specialmente stamani prima di fare l'emocromo e lo è abbastanza ancora se ci ripenso. Se invece ripenso a come sto e che ho appena 1000 globuli bianchi mi girano di brutto i coglioni...
un bacio
Giulio J.B.
"come stai?" ti chiedon tutti... "come stai?" l'eco continuo che non si stanca a rincorrerti: domanda esteriore e domanda interiore... "come stai?"...già: "come sto?" e sempre quel punto interrogativo in fondo che insiste a pesare. Allora la premessa temporale d'un presente viene subito abbattuta e il tuo pensiero sbatte sul passato, su quel che hai passato. Poi torni a te stesso in una battuta veloce e sorridi a sottendere ciò che puoi solo accennare. "Son qui" rispondi, anche se a volte continui "e se son qui sto bene". Ma per te questo era già sottinteso. E ti si palesa il fatto che la parola si fa diseguale separando il senso comune dal tuo. Sentire e stare han preso strade diverse, per quanto ancora legate proseguono su strani, imprevedibili passi. Lo stesso stare si profila come qualcosa di troppo lontano e di troppo statico. Ti affidi quindi al momento che senti, a quell'attimo felice in cui percepisci il meccanismo organico del tuo corpo e della tua mente portati sul filo vacillante dell'equilibrio: e indovina chi fa l'equilibrista? E mentre stai ancora a chiederti se ci sia rete di salvataggio quel "come stai?" diventa un "come ti senti?". Allora a serate spargi la falsa notizia che quasi nulla sia cambiato eppure, tutto uguale tutto diverso, e quel "quasi" che ti frega. Vai avanti con i tuoi amici che insieme a te, da bravi compagni , si voglion finger persi. Ritrovati in una sera sulle rive del tuo fiume mentre qualcuno a ridere qualche altro a ascoltar la chitarra che suona una perfetta pantomima, una splendida commedia riuscita nel suo sgambetto al tempo. Solo questione di poco e l'orolgio si rialzerà. Ma diversi minuti intanto son colati via nella caduta, andando a tessere la storia d'una personale favola estiva in cui poco importa. O forse già l'atmosfera stessa sfuma in un sogno e il tuo piccolo popolo avanza marciando a braccetto con le piccole ore. Folletti e fate si sa, son pericolosi, ladri di troppe cose: alla fine quanto meno ti ritroverai senza giacca. Però hai scacciato il demone e i mala tempora si son disciolti tra le parole: quelle dette e quelle sospese. Una nuvola di fumo ti confonde lo sguardo lasciandolo libero: libertà in cui ti vuoi perdere e lo fai con gran piacere. Un paio di giorni dopo, il soffio del vento dolce è quasi lo stesso: sei solo adesso e stai osservare l'acqua che si increspa nella fontana. La gente affrettata a far da cornice e forse mi sento bene.
questo era vero specialmente stamani prima di fare l'emocromo e lo è abbastanza ancora se ci ripenso. Se invece ripenso a come sto e che ho appena 1000 globuli bianchi mi girano di brutto i coglioni...
un bacio
Giulio J.B.
5 commenti:
Giulio caro, non posso fare altro che leggere e rileggere e cercare di capire come tu possa sentire tutto quanto,per me troppo personale comunque perchè io possa commentare o intervenire, so solo accogliere e riporre nel mio cuore
ciao
Patrizia C.
prova
Caro Giulio, in collegamento fortunoso da Bagnaia: siamo scappati infatti un po' precipitosamente da Firenze dopo giorni faticosi. Leggerti di nuovo mi,ci colpisce come sempre al cuore: ti pensiamo sempre intensamente anche qui, dove un giorno ci siamo anche incontrati. Torneranno tempi migliori, lo speriamo e ne siamo certi. Un abbraccio forte.
Loretta e Alex
Carissimo Giulio,
dagli USA e da un computer che mi e' un po' ostile, ti mando un ENORME in bocca al lupo e un augurio sincero per buone notizie e migliori sensazioni.
ti penso con tutto il cuore.
laura
ciao Giulio, di te si parla........
ed Anna ieri sera mi ha detto che stavate per tornare di nuovo a Firenze,è comunque un buon segno spero, che il soggiorno trascorra lieve e che tu viva bene il ritorno
bacio
Patrizia C.
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