domenica 13 luglio 2008

14-15 luglio - stare e sentire

Son di nuovo a Milano in un continuo rincorrersi... a Firenze fino a poco fa.
"come stai?" ti chiedon tutti... "come stai?" l'eco continuo che non si stanca a rincorrerti: domanda esteriore e domanda interiore... "come stai?"...già: "come sto?" e sempre quel punto interrogativo in fondo che insiste a pesare. Allora la premessa temporale d'un presente viene subito abbattuta e il tuo pensiero sbatte sul passato, su quel che hai passato. Poi torni a te stesso in una battuta veloce e sorridi a sottendere ciò che puoi solo accennare. "Son qui" rispondi, anche se a volte continui "e se son qui sto bene". Ma per te questo era già sottinteso. E ti si palesa il fatto che la parola si fa diseguale separando il senso comune dal tuo. Sentire e stare han preso strade diverse, per quanto ancora legate proseguono su strani, imprevedibili passi. Lo stesso stare si profila come qualcosa di troppo lontano e di troppo statico. Ti affidi quindi al momento che senti, a quell'attimo felice in cui percepisci il meccanismo organico del tuo corpo e della tua mente portati sul filo vacillante dell'equilibrio: e indovina chi fa l'equilibrista? E mentre stai ancora a chiederti se ci sia rete di salvataggio quel "come stai?" diventa un "come ti senti?". Allora a serate spargi la falsa notizia che quasi nulla sia cambiato eppure, tutto uguale tutto diverso, e quel "quasi" che ti frega. Vai avanti con i tuoi amici che insieme a te, da bravi compagni , si voglion finger persi. Ritrovati in una sera sulle rive del tuo fiume mentre qualcuno a ridere qualche altro a ascoltar la chitarra che suona una perfetta pantomima, una splendida commedia riuscita nel suo sgambetto al tempo. Solo questione di poco e l'orolgio si rialzerà. Ma diversi minuti intanto son colati via nella caduta, andando a tessere la storia d'una personale favola estiva in cui poco importa. O forse già l'atmosfera stessa sfuma in un sogno e il tuo piccolo popolo avanza marciando a braccetto con le piccole ore. Folletti e fate si sa, son pericolosi, ladri di troppe cose: alla fine quanto meno ti ritroverai senza giacca. Però hai scacciato il demone e i mala tempora si son disciolti tra le parole: quelle dette e quelle sospese. Una nuvola di fumo ti confonde lo sguardo lasciandolo libero: libertà in cui ti vuoi perdere e lo fai con gran piacere. Un paio di giorni dopo, il soffio del vento dolce è quasi lo stesso: sei solo adesso e stai osservare l'acqua che si increspa nella fontana. La gente affrettata a far da cornice e forse mi sento bene.

questo era vero specialmente stamani prima di fare l'emocromo e lo è abbastanza ancora se ci ripenso. Se invece ripenso a come sto e che ho appena 1000 globuli bianchi mi girano di brutto i coglioni...

un bacio

Giulio J.B.


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Giulio caro, non posso fare altro che leggere e rileggere e cercare di capire come tu possa sentire tutto quanto,per me troppo personale comunque perchè io possa commentare o intervenire, so solo accogliere e riporre nel mio cuore
ciao
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

prova

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, in collegamento fortunoso da Bagnaia: siamo scappati infatti un po' precipitosamente da Firenze dopo giorni faticosi. Leggerti di nuovo mi,ci colpisce come sempre al cuore: ti pensiamo sempre intensamente anche qui, dove un giorno ci siamo anche incontrati. Torneranno tempi migliori, lo speriamo e ne siamo certi. Un abbraccio forte.
Loretta e Alex

laura freeman ha detto...

Carissimo Giulio,
dagli USA e da un computer che mi e' un po' ostile, ti mando un ENORME in bocca al lupo e un augurio sincero per buone notizie e migliori sensazioni.
ti penso con tutto il cuore.
laura

Anonimo ha detto...

ciao Giulio, di te si parla........
ed Anna ieri sera mi ha detto che stavate per tornare di nuovo a Firenze,è comunque un buon segno spero, che il soggiorno trascorra lieve e che tu viva bene il ritorno
bacio
Patrizia C.