mercoledì 4 giugno 2008

mercoledì 4 giugno - di schiettezza

Chi mi conosce sa che ho il bel difetto, o il brutto pregio, comunque sia la caratteristica di essere in linea di massima una persona sincera o quanto meno schietta. Mi piace pensarmi come un buon chianti. E dunque mi piace esser chiaro e cercar di dire le cose per come a mio avviso stanno o meglio come io penso che stiano... in politica questo atteggiamento mi ha comportato qualche (e forse anche più di qualche) problema. Ho anche spesso detto o fatto ben capire a chi mi stava sulle palle, che mi stava sulle palle chiunque fosse, cercando di addurre magari anche qualche motivazione. Pane al pane, vino al vino appunto. Ciò non ha sempre suscitato le migliori simpatie in chi mi stava intorno, anche se qualcuna ne ha suscitata. Quasi sempre però credo o spero che mi abbia valso almeno il rispetto del mio interlocutore. Poiché per me in fondo, non essere ipocrita è una questione di rispetto verso di sé e verso gli altri. Qualcuno tra i lettori forse ricorda anche qualche episodio particolare dove il mio "carattere" è venuto fuori in questo senso... Tutto questo panegirico per dire che non farò eccezione adesso. E rispondo dunque a chi mi scrive ed è in difficoltà e ha cercato "qualcuno che avesse affidato le sue emozioni da malato ad un blog".

Cara Daniela,
innanzitutto ti esprimo la mia solidarietà umana che poco altro purtroppo posso fare. Ti ringrazio per l' "in bocca al lupo" e urlo "Crepi!". Ovviamente l'augurio di buona fortuna è reciproco. Per il resto io non credo di aver "affidato le mie emozioni di malato ad un blog". In linea di massima non mi piace parlare di malattie e non mi piace parlare di sofferenza. Spero sinceramente di aver parlato di altro finora e, al limite, di aver preso spunto da una situazione di disagio per trarre altre riflessioni. Per me parlare della bontà del melone è voler dire quanto può essere buono un melone o che bel gusto può avere la vita. Tutto qua. Questo blog, nel tempo, ha voluto essere più un inno alla vita che il blog di un malato, non so se è riuscito nell' intento. Ma di fondo per me l'intenzione è quella. Un'intenzione che andrà avanti anche dopo la fase in cui è nato, che è effettivamente una fase di malattia. Per altro credo nel potere evocativo delle parole quindi mi tengo ben lontano da certi argomenti come da domande più grandi di me, alle quali per fortuna non so rispondere.
Spero che tu non te ne abbia a male di queste mie parole che son sincere come sinceri sono i miei migliori auguri di superare questo momento difficile.

con affetto

G.J.B.

Per quanto riguarda il resto, no non mi fa piacere leggere i commenti sul blog... ma si che mi fa piacere o che domande mi fate? Quante volte ho detto che mi piace leggere i vostri commenti? Oh che vu avete bisogno di sentirvelo ridire? A volte e mi sembrate di quelle che dicono che son brutte per farsi dire il contrario dagli uomini vicino... che poi mi vien voglia di dire "sì è vero" solo per far dispetto... scusate di nuovo la schiettezza ma: "facciamo poco le belle fihe..."

concludiamo in bellezza, non male: "circospezione" ispezione dei dintorni. Io una volta ho tradotto: "Paulo postea" (poco dopo) con "Paolo dopo". Questo Paolo appariva a mezza versione e poi spariva per sempre... mah...per il resto per fortuna la versione era fatta bene... un'altra volta ricordo di aver tradotto "lussuria" al posto di "lusso"...ehehehe. Infine ho assisistito a qualche perla universitaria. In una delle poche lezioni di lettere che ho seguito il professore stava tentando di rendere il pathos di una poesia di Leopardi nella quale un' antica greca si trafigge il petto con il "rozzo ferro"... "perché rozzo?" chiede il professore rivolto più a sé stesso che alla platea. Si alza e prende la parola il mio vicino: codino, vestito male, sui trentacinque anni: "perché al tempo dei greci il ferro non era molto ben lavorato, o addirittura non esisteva." Poi ti chiedi perché uno smette di andare a lezione...
perché finisice gli esami da non-frequentante.

Bon s'è fatto tardi (si fa per dire)

a presto

G.J.B.

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Bello che piacere ripensare alla tua performance di paulo post al Dante ci ha sempre fatto schiantare dal ridere sei stato fantastico!A presto speriamo con lo stesso sorriso bacioni
Eleonora

Anonimo ha detto...

Bello sprito stamani,ho letto con piacere ed ho fatto anche una risata al paulo post. ti ricambio con una perla di mio figlio Francesco diventata leggendaria:
a Pisa non ricordo per quale motivo con un suo professore del DAMS (sì DAMS) gli fu chiesto: lo sai cosè la cecina? Pausa, imbarazzo,
forse viso rosso, poi la risposta: una commedia di Plauto?!
Buona giornata, anche alla nuova amica
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Bello sprito stamani,ho letto con piacere ed ho fatto anche una risata al paulo post. ti ricambio con una perla di mio figlio Francesco diventata leggendaria:
a Pisa non ricordo per quale motivo con un suo professore del DAMS (sì DAMS) gli fu chiesto: lo sai cosè la cecina? Pausa, imbarazzo,
forse viso rosso, poi la risposta: una commedia di Plauto?!
Buona giornata, anche alla nuova amica
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Sono contento di aver partecipato al Paulo post in diretta, me n'ero scordato!

Fa piacere ricordare, oh mi raccomando quando esci ci ritroviamo a rimembrare tutti insieme davanti a una birra!

Un grande abbraccio e un grande in bocca al lupo!

Fede "il Lore"

Anonimo ha detto...

Ci sono cascata un'altra volta,ma forse questa volta non è stata colpa mia. Ti avevo scritto, ma poi non c'era connessione e il post è svanito. Ci sono stati problemi con tin.it per diverse ore e poi tutto è tornato come prima senza fare nulla. Misteri dell'informatica, almeno per me.
Domattina provo a raccontarti qualche perla raccolta nella lunga "carriera" di insegnante. Se fossi stata furba avrei potuto arricchirmi pubblicando anche solo una piccola parte del materiale raccolto, ma magari nessuno avrebbe creduto che fossero scritti genuini... E poi la pigrizia è una bella virtù.
Per stasera un abbraccio e l'augurio di una notte tranquilla. Anna M.

Anonimo ha detto...

Caro giulio,non fatico ad immaginare la faccia del nostro caro Conti..te lo ricordi il suo commento?io l'ho dimenticato o probabilmente non c'ero...o dormivo!Io altro che paulo post,nelle versioni davo il meglio(o il peggio a seconda dei punti di vista)di me.Il latino e il greco non erano proprio il mio forte se non ricordo male non c'è stato un anno in cui io non sia stata rimandata a settembre.Va bè tanto ho cambiato strada per la gioia del nostro caro professore.Grazie per avermelo ricordato sono sicura che tutti gli ex dantini si faranno una bella risata a ripensare a quei tempi.Ha ragione il Lore:dobbiamo proprio ritrovarci tutti insieme davanti ad una birra!
Un abbraccio forte,Azzu

laura freeman ha detto...

Caro Giulio ... Caro ciclista, "chiantista", cipriota, paziente, poeta, politico - e mangiatore di meloni! Una reincarnazione di Leonard Zelig? Oppure "soltanto" uno scrittore, che si immedesima e che fa immedesimare?
Hmmmmmmmm.
A me piace la tua schiettezza, anche se so immaginare contesti in cui mi potrebbe infastidire. Sono sicura, però, che tu non diventerai mai uno di quelli che
tanto-io-sono-fatto-così-non-ci-posso-fare-niente.
Per quanto riguarda le "perle", anch'io ho una collezione notevole, dagli errori di italiano fatti da stranieri (tipo "devo scopare" invece di "devo scappare" - il contesto te lo racconterò in separata sede) agli errori di inglese fatti da italiani.
Per quanto riguarda le rassicurazioni ... sì che abbiamo bisogno di sentircelo dire! Come una donna che vuole sentirsi dire "ti amo" dal suo uomo, come i genitori che vogliono sentirsi dire "ti voglio bene" dai loro figli, come uno studente che vuole sentirsi dire "BRAVO!" dal suo insegnante, ecc., ecc.
Abbiamo tutti bisogno di sentirci desiderati, necessari, e un po'coccolati.
E non soltanto noi donne (implicita frecciatina gratuita da parte tua!)...
Comunque ...
BRAVO!
e un grande abbraccio.
laura

gianfranco ha detto...

Le disavventure del 'povero Paulo' mi fanno scompisciare: e poiché l'altro giorno ho corretto un "d'ovunque" (scritto male per la fretta, spero) non mi stupisco più di tanto... Io stesso, una volta al ginnasio trovai un 'Marcone' (Marco + ne part. interrogativa) e dopo essermi rotto il capo un bel po', perché non trovavo la forma del nome sul dizionario, osai andare dalla prof. (una terribile draconessa, anche se di una bravura irripetibile): mi presi un risciacquata con pubblico dileggio tale che ancor oggi ne arrossisco. Ma i tempi son cambiati, e persino di fronte a una seria analisi di 'Catullo il democratico' son dovuto rimanere composto...
Segnalo anche un intrigante 'voluttà = libertà', che certo apre orizzonti vasti nei ragazzi del ginnasio!
Sulla schiettezza: mia zia avrebbe detto: " e che si sta a fare le sguerguenze?" Ci garbi così, c'è poco da fare.
il proffe

gianfranco ha detto...

aggiungo un epimetro, per chi non mi conoscesse: mi firmo 'il proffe' non per inane senso del ruolo, ma perché sono tale per Giulio, che mi chiama così anche quando mi dice le peggio cose

Anonimo ha detto...

paulo post!non mi ricordo di cosa parlava la versione,ma nella tua interpretazione a un certo punto spuntava 'sto paolo... che perla meravigliosa! più o meno come habito senatu, tradotto sapientemente non mi ricordo da chi come "abito in senato" ( ex- dantini,era qualcuno del club del cucito,no?)... davvero,quando ci metteremo a sedere davanti a una birra quante ne verranno fuori! comunque,per quanto riguarda la tua schiettezza non posso non ricordare il tuo MA VAFFANCULO alla sempio,accompagnato, con un sincronismo perfetto, dal gesto con la mano mentre uscivi dalla classe sbattendo sonoramente la porta alle tue spalle. se la forma fisica gliel'avesse consentito probabilmente ti avrebbe rincorso, aggredito e secondo me anche mangiato, ma non era certo agile come un ghepardo(sto forse pensando a quando inciampò rovinosamente nella lavagna? ma nooooooo....) e così ti lasciò andare, ma i suoi occhi giuravano vendetta. da quel momento mi fu chiaro che non saremmo più stati compagni di classe. un bacione. sara f.

patrizia ha detto...

Ciao Giulio: riflessione mattutina, sei davvero un grande, per il pudore e la riservatezza nei momenti più duri, che fai solo intuire, e per la leggerezza, lo spirito, il divertimento anche che susciti e sostieni, così tutti uniti ci stiamo creando memorie comuni,e quasi un lessico familiare.
Quando ci vedremo magari verrà fatto di dire: ti ricordi del melone, delle merendine, delle tappe del giro d'Italia e via così.
Adesso ti racconto una mia perla che mi è venuta in mente solo adesso: all'esame di maturità con tutta l'emozione e i vuoti di memoria conseguenti mi ritrovai a citare i "vangeli simoniaci" invece che sinottici.....
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, ci ho ripensato e non ti delizierò con il racconto delle numerose battute involontarie prodotte dagli allievi nel corso degli anni. Semmai mi preme sottolineare che anche gli adulti non sono (siamo?) da meno, in particolare ne avrei parecchie uscite dalla bocca dei presidi.
Ti lascio perché devo uscire velocemente, ma mi farò viva presto. Baci Anna M.
PS Laura ha espresso benissimo il bisogno di coccole anche mio; non è una questione di genere, ma un'esigenza di ognuno/a.

Anonimo ha detto...

Avevo dimenticato i vangeli simoniaci di Patrizia, ma ricordo bene i giorni (e le notti) di studio folle e di pacchetti di sigarette che portarono a quell'exploit! Fra le esperienze più recenti, mi sembra ancora insuperata l'affermazione dello "stile circonciso di Sallustio" raccolta da un collega di latino ad un esame. Comunque, apprezzo anch'io lo spirito del blog, e del resto il Chianti mi è sempre piaciuto. Ancora un'affettuosa buonanotte all'indomito Giulio.
Loretta M.

Alex ha detto...

Ho sperimentato anch'io nella mia breve convalescenza post-operatoria le coccole del SCA (Servizio coccole amicali), con telefonate mattutine da parte di amiche e di amici. Ho paura che ora che sono quasi a posto (i punti me li hanno levati ieri e per il medico sono abile e arruolabile) non ci saranno più, a parte naturalmente quelle di Loretta che mi guarda come se avesse paura di rompermi col solo guardarmi.
A proposito di castronerie (una volta era uscito un libro: La fiera delle castronerie, con la raccolta di quelle scolastiche), posso servire un "Sallustio dallo stile circonciso", o quella domanda fatta alla collega su quale fossero i nomi delle sette eretiche (sette santi fondatori, sette sorelle, sette re di Roma, sette nani, sette meraviglie del mondo ecc.: capito?). A presto
Alex (ex Roberta) hxrklvj

patrizia ha detto...

Ciao Giulio è venerdì e faccio festa prima, ti auguro che i prossimi giorni scorrano lievi e magari portando novità positive, mando un saluto a te ed a tutti quelli che scrivono e leggo con piacere, alcuni anche con l'affetto di ricordi comuni,
a lunedì.
Patrizia C.
sto per scrivere kevan eroe celtico?
kevan eroe celtico?

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio.
Ti penso.
Un abbraccio grande.
laura

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, siamo andati a Roma in visita parenti e tornati. Più vicini o più lontani ugualmente ti pensiamo e ti abbracciamo. Anna M. e Carlo

patrizia ha detto...

Buon giorno Giulio un pensiero,un abbraccio
Patrizia C.