domenica 25 maggio 2008

notte 25 maggio - lo Stelvio

tanto per non ripetere l'angoscioso e angosciante silenzio che ha stretto quei lunghi giorni passati male, vi dico che sto cercando di riprendermi. Sono ancora in ospedale acciaccato, mezzo rotto da tanti punti di vista, ma si spera, in miglioramento... Già... lo Stelvio, e i grandi ciclisti, quelli veri, quelli di un tempo... Girardengo, Bartali (con quel suo naso da italiano in gita - ce l'ho anche io il nasone -), Coppi. Via... ancora mi incantano, quando vedo il ciclismo adesso non mi trasmette quella passione che invece credo abbia trasmesso quando le biciclette non erano tecnologogia allo stato puro e malgrado tutto... mah smettiamola di fare i nostalgici vecchi coglioni però lo Stelvio è duro davvero... ma prima o poi tutto dovrà pur finire no? Anche 'sto giro...
Prima del lungo silenzio mi fu chiesto com'era Milano, e risposi che avrei voluto rispondere con calma. Perché la Milano in cui vivevo era una Milano fatta nuova dalle mie condizioni di convalescente e quindi vi stavo per parlare delle gioie, delle tranquillità, delle piccole paure della mia convalescenza. Non ho fatto in tempo e la realtà mi si è parata davanti con una violenza inaudita, facendomi passare da una dimensione di appena convalescente (illuso di potermela cavare discretamente) a una dimensione da essere di nuovo in ospedale. Tutt'ora sono in isolamento respiratorio. Non vi starò troppo a raccontare le vicissidudine e le ansie che accompagnano il periodo immediatamente dopo un trapianto di midollo... sono solo contento dei tanti "bentornato" che mi avete dato. Prima di questo periodo ho comunque pensato che, superato il collo di bottiglia del trapianto il più fosse fatto, così la vedevo quando sono uscito. I fatti mi han dato torto. E allora ho ripensato ai miei poemi epici: l'Odissea non è forse la narrazione di un ritorno? E poi ho pensato alla realtà, alla storia, a chi, sperso in Russia, o deportato in Germania, aveva sì finito di patire la guerra, stava si tornando a casa, ma a casa ci doveva pur arrivare... e i kilometri erano tanti e le difficoltà pure. Sono convinto che tornerò a casa e spero che il viaggio possa da adesso essere più confortevole e sicuro e tranquillo, ma ho capito che ancora non è affatto finita... quindi pedalare. E grazie per il tifo ai tornanti, mi sento quasi una maglia rosa... avrei potuto scrivere questo post molto meglio, ma sono stanco l'ora è tarda eppure volevo spezzare un po'il silenzio raccolto per sentire meglio il vostro tifo... si dice che le cose migliori arrivino con la calma e la pazienza, e conseguentemente con la costanza di una pedalata dopo l'altra anche io son di quest'avviso...quindi ora ci mettiamo di nuovo in sella e acciaccati continuiamo verso le ultime tappe di questo giro...

Grazie

Giulio "il ciclista"

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Vedo che riprendi a comunicare in occasione del grande tappone dolomitico. Arrivano al lago Fedaia, ai piedi della Marmolada, che 15 giorni fa, quando ci siamo passati da turisti eno-ospedalieri, era ancora ghiacciato, con uno spettacolo notevole delle montagne innevate. Anche lì c'è pane per i tuoi denti e mordilo anche se le mascelle sono doloranti e il respiro è corto; domani c'è una cronometro in salita, ma il giro va dopo verso Milano e la maglia rosa ti aspetta.Ciao, Bartaloppi! Carlo

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
Bentornato di nuovo; bentornato sempre e, come sempre, complimenti per l'eloquenza che distingue i tuoi post. E' già meraviglioso (per noi) che tu riesca a scrivere in queste condizioni, permettendoci di salutarti e di sentirci più vicini. Passiamo regolarmente per vederti (quella bella foto!), per leggerti, e per leggere i commenti degli altri che spesso riescono ad esprimere anche quello che proviamo noi.
Ancor una volta, mi colpisce la tua capacità di usare quello che sai e che hai letto, quello che è diventato una potentissima parte di te, per trovare la forza di andare avanti, passo per passo, giro per giro. Non sembra che tu ti torturi ulteriormente pensando troppo a quelli che stanno meglio di te - sono invece tante le volte che i tuoi pensieri sono rivolti a quelli che stanno o che sono stati in condizioni peggiori delle tue (anche se, ne sono sicura, ci sono tanti momenti in cui è veramente difficile immaginare "condizioni peggiori"). Una grande, grande umanità, caro Giulio, ti distingue.
Con tutto il cuore, vorremmo poterti aiutare durante la tua odissea, ma noi siamo protetti, con le orecchie tappate, a guardarti legato all'albero della tua nave. Comunque, saremo tutti qui ad accoglierti quando la nave arriva in porto.
Intanto, Standing Ovation!
un abbraccio forte.
laura

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, anche stamattina una grande gioia a rileggerti. Laura ha già espresso ciò che anche io sento, non mi resta perciò che mandarti un forte abbraccio, sperando che se non la discesa, tu abbia ormai raggiunto almeno la pianura.
Anna M.
P.S. A proposito di bagatelle, sai che molte delle nostre vacanze in camper si sono svolte seguendo le tappe del giro, del tour de France, Paris-Roubaix ecc.? Anche senza dover pedalare si può intuire la fatica necessaria per superare quelle salite. Baci

Roberta ha detto...

Fra i tanti modi di crescere non ti è toccato il più facile, ma l'importante è crescere e mi pare tu ci stia riuscendo benissimo: forza Coppi!
Alex

Anonimo ha detto...

BRAVO! Sono fiera di te!
Bene (un po' meno zoppa ma influenzata)

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio! spero che i nostri saluti funzionino un po' come gli schizzi d'acqua che i tifosi tirano ai ciclisti per rinfrescarli.....
Lo stelvio è una salita mozzafiato, tanti tornanti interminabili in un paesaggio quasi lunare, e lì non contano solo le gambe, conta anche il cuore e la grinta.....
Giulio un uomo solo al comando!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ciao Matteo B.

Anonimo ha detto...

Dai dai che la "cima" non sarà così lontana! Il tifo è tutto per te, la maglia rosa non te la toglie nessuno!

Un abbraccio grande e un in bocca al lupo per i "tornanti"!

Il tifoso Fede "il Lore"

Anonimo ha detto...

Anche i valorosi ciclisti si riposano dopo la tappa: ti auguro una notte davvero buona e sogni rasserenanti. Un abbraccio affettuoso.
Loretta M.

Anonimo ha detto...

Forza Giulione, 'sti ciclisti di oggi te li giochi di tacco (e mi sa, anche parecchi ciclisti di ieri)!
Mauro M.

Anonimo ha detto...

Caro Giulio,il primo moto dell'animo è di ringraziarti per l'affetto premuroso che ci riservi: aprire il blog e vedere che hai scritto è comunque un sollievo. ( detto questo ovviamente
noi aspettiamo fiduciosi, non sentirti mai in obbligo, per carità).
Tutta la metafora del ciclismo è divertente ed appropriata alla situazione, io personalmente ho grande ammirazione per la fatica enorme e caparbia che si legge sui volti dei ciclisti, soprattutto in quelle estenuanti gare in salita.
Altrettanta fatica altrettanta ostinazione la vita ti sta chiedendo,duro questo ritorno.Mi concedi di salutare Laura che così bene esprime un sentire che ci accomuna?A te ancora una volta un grande abbraccio
Patrizia C.

Lorenzo Cecchi ha detto...

solo ora vedo con sollievo i tuoi nuovi messaggi, ero davvero in pensiero nonostante le notizie fresche via-antonella arrivassero ogni tanto...
Spero ti sia arrivato il sms, ogni tanto il mio cell fa il bischero.
Coraggio vecchio mio, mettici tutta la forza, la pazienza, la voglia di star bene e di arrivare al gran premio della montagna che hai...
Un abbraccio fortissimo, non vedo l'ora di rivederti e chiaccherare davanti a una birretta!

Lorenzo

Anonimo ha detto...

Una curva e poi un'altra, la vetta è lì a due passi, e poi si nasconde dietro una curva che non ti aspetti. La montagna è così, sembra allontanarsi, farti il dispetto di fuggire mentre pensi di essere arrivato in cima, mentre l'ultima gobba ne rivela un'altra e poi un'altra ancora. Ma all'improvviso, senza nemmeno sapere come, ti accorgerai che hai già iniziato la discesa. E allora chiudi il giubbino, per non prendere vento, e pennelli le curve, come solo tu caro Giulio sai fare.

il proffe, pronto a passarti la borraccia

laura freeman ha detto...

Buongiorno, Giulio.
Eccomi di nuovo a ricordarti che stiamo tifando, per te e per tutta la tua squadra. Che sia stata una notte buona, che sia una giornata buona per te, caro Giulo.
Tanti cari saluti a te, ai tuoi, ad Anna e Patrizia. Mi fa tanto piacere pensare al giorno che ci incontreremo per festeggiare mari e montagne e meloni.
laura

David ha detto...

hold on, alla fine ti caleremo dentro un popone gigante; che mangerai dall'interno per poi riemergere tipo tuffatore..

David

Anonimo ha detto...

Prima ciclista adesso tuffatore, comunque sempre un atleta in una gara difficile , forza Giulio
Patrizia C.