venerdì 2 maggio 2008

2 maggio - il primo maggio

Ieri era una giornata importante, per onorarla (ma più che altro forse per pigrizia), mi è sembrato giusto non scrivere niente, tanto, volendo, c'erano gli arretrati da leggere... Però oggi eccomi di nuovo qua a quasi a parlarvi dallo schermo del mio computer. (Schermo che per altro mi da pure noia agli occhi ma queste sono altre storie che in fondo a voi possono interessare poco – a me invece molto). Insomma ieri era il primo maggio festa del lavoro e dei lavoratori. Un primo maggio strano, dimesso, che sa quasi di quando, dopo la pioggia, ci trova tutti quanti intorno al camino bagnati e infreddoliti ma almeno un po' insieme. Come quando ci si guarda intorno e si trova nella sagoma accanto alla nostra quel sorriso magari vagamente malinconico di un amico, un compagno quasi dimenticato, che con quel sorriso ci solleva leggermente dalle pene della nostra marcia.

Il primo maggio per me ha significato negli ultimi tempi ritrovarsi, ritrovarsi magari avversari tutti gli altri giorni dell'anno, ma con una base comune, un comune sentire, una comune cultura di fondo. Significava andare a mangiare nella piazza dell'Isolotto, a festeggiare questa comunanza, tutti allo stesso tavolo, per tutti lo stesso cibo e lo stesso vino schietto. Infine una tombola, una partita a calcio alle cascine. Qualcosa forse che sa di tempo passato, ma che personalmente mi rassicura. E così ieri mi è giunto questo messaggio: “In piazza dell'isolotto per il 1 maggio manca proprio qualcuno... un bacione... Cala, Gani e i reduci...”

Strano a dirsi il piacere che può dare una frase così semplice, e pure c'è dentro molto di quel che sono, di quel che siamo, di quel che vorrei.


Non voglio eludere le giuste richieste della mia Anna M., ma la questione di come avverto Milano in questo momento, non è questione da poco perché riguarda l'intero assetto intimo e psicologico. Sicuramente meglio di prima anche se a Milano città non son più tornato per tanti motivi... spiegherò con la giusta calma abbiamo tempo...


il vostro


Giulio “il cipriota”


13 commenti:

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
ben tornato.
Non so se profferire il bisogno di onorare il 1° maggio come scusa per non aver scritto sia accettabile. Non sono neanché tanto sicura di come prendere questo apparente abbinamento "scrivere sul mio blog = lavorare". Qui forse ci sarebbe da intavolare una bella discussione sul concetto di "lavoro" ... intanto, se scrivere è un lavoro, lo è anche leggere, specialmente se uno è chiamato a commentare (o tentare di commentare) ciò che ha letto.
Se, però, la tua assenza era dovuta a motivi di pigrizia sei più che perdonato, anche se a volte ho la sensazione che "pigrizia" possa essere un eufemismo.
Mi sono piaciute le immagini dei giorni dimessi, passati un po' insieme. Mi piace molto "Abbiamo tempo".
Mi chiedo quali siano le conclusioni che hai tratto dalla sfida che hai lanciato. Ti abbiamo deluso, accontentato, fatto provare un po' tutte e due queste sensazioni?
Oggi offro una citazione da parte di Giovanni Gentile che uso molto nelle mie lezioni:
"Tradurre, in verità, è la condizione d'ogni pensare e d'ogni apprendere."
Apprezzo molto le tue traduzioni.
Un grande abbraccio.
laura
e fatti dare un ottimo collirio! Come ti capisco!

Anonimo ha detto...

Cara Laura,
rischiando di dimenticarmi di rispondere lo faccio tramite commento e non tramite un post che pubblicherò domani. L'onorare significa per me riflettere sul significato di una cosa. E la riflessione ha bisogno di tempo per essere elaborata, pur nella sua continua incompletezza. Sicuramente in parte tra il blog e il lavoro vi sono delle vicinanze ma non abbastanza per poterlo definire tale. L'onore al primo maggio stava nel silenzio della riflessione e del ricordo (di quanto ho descritto). Per la pigrizia concordo nel fatto che sia un eufemismo... quanto alle sfide che lancio non mi avete deluso né accontentato, non la metterei esattamente in questi termini, le mie sfide sono giocose, al limite mi chiedo quanti riescano ad aver stomaco e tempo in abbondanza per leggere blog lunghi... risposta diplomatica, penserai tu, risposta sincera ripeterò io.Bella la frase di Gentile non la conoscevo

Giulio

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
beh, adesso sono io a sentirmi onorata e ti ringrazio per la "diretta". Il tuo abbinamento "onorare" e "riflettere" è essenziale e completo - e se ho provocato questo, ne sono felice. E cercherò anch'io di riflettere di più, invece di "sparare" com'è il mio solito.
Se la sfida vera riguardava il riuscire a leggerti, allora siamo in tanti ad averti "accontentato" - anche se non tutti hanno potuto scrivere. Molti forse ne erano in soggezione e non se lo sono sentiti. Il tenore dei tuoi scritti esigerebbe altrettanto impegno e percezione ma ciò non è sempre possibile. Scriviamo anche soltanto per farti sapere che ti abbiamo letto, che ti siamo vicini, che apprezziamo la dimensione in più che ci dai.
Adesso attendo il post di domani, con grandi aspettative. ;)
laura

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio! Mi sono alzata abbastanza presto in questa domenica finalmente primaverile e mi è venuta subito voglia di mandarti un saluto. Domattina partiremo per il Trentino, perché martedì Carli ha una visita di controllo dal suo cardiologo all'ospedale di Rovereto. Noi in queste occasioni viviamo a Pergine Valsugana, all'imbocco della valle, ma già con una certa aria di montagna (almeno per noi di città).
Se il tempo fosse buono, ci piacerebbe restare qualche giorno per girellare sui monti, ma per ora le previsioni non sono favorevoli. Immaginiamo il sole sulle cime e i paesi senza turisti e questo ci attrae: si vedrà.
Comunque internet c'è anche lassù, perciò ti leggeremo e ci faremo vivi. Un bacione Anna M.

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio.
ieri ho riletto il mio primo commento e ho notato che il tono poteva essere frainteso ... cercavo di essere scherzosa, ma non sempre si riesce a trasmettere quello che vogliamo. Anzi, la comunicazione è spesso molto difficile --- anche nella stessa lingua.
Rincuorata dopo aver visto che Anna ha scritto (e tanti auguri ad Anna e Carlo, per la visita medica e la visita montana), volevo salutarti.
un abbraccio grande.
laura

Alessandro ha detto...

Io in montagna ci sono già stato e sono tornato questo pomeriggio. Non male, anche se erano solo gli Appennini. Però che bello, senza gente! Già, la gente: quando ci si vive in mezzo tutto il giorno e tuta la settimana, non si vede l'ora di star senza. E invece fa tanto piacere quando ne siamo isolati. La cosa più bella è stato arrivare con gli albero ancora invernali, secchi e scheletriti e ripartire in mezzo al verde che più verde non si può. Viceversa le piante di casa erano un po' giù per l'improvviso caldo. La mia battuta sul sindaco alemanno è stata feconda ispiratrice: l'Ammannati ci ha fatto una vignetta che ti mando per posta (si possono postare immagini nel blog? Se sì, qualcuno mi dica come, per piacere!).
Alex

Anonimo ha detto...

Caro Giulio,
faccio come al solito una capatina sul blog........ultimamente non ho lasciato commenti per mancanza di tempo, intanto ti mando un abbraccio
Patrizia C.

laura e alessio ha detto...

Ciao giulio!!!
Presi dalla curiosità di sapere come stavi ci siamo infiltrati nel tuo blog, e cosa abbiamo scoperto??
Che stai facendo più apprezzamenti agli infermieri di milano che a noi!!!
Ci hai già dimenticati eh?
e pensare che avevamo pensato di venire alla tua festa di guarigione!!!
Comunque siamo contenti che tu sia fuori e che per ora tutto vada come deve andare, ma torna in toscana per la convalescenza che l'aria e le persone sono migliori!!
Un bacio grande!
Laura e Alessio, infermeiri dell'ematologia di careggi!

Anonimo ha detto...

Cercasi Giulio disperatamente!
Dove sei? Come stai?
Eleo

Anonimo ha detto...

Caro Giulio ti immagino ogni momento sulle montagne russe e purtroppo non sei al luna park; per quanto possa esserti utile in questi tempi sapere che ti siamo vicini tienilo sempre presente, anche se il lottatore sei te e nessuno ti sostituisce o dà il cambio. Come in quelle tappe del giro e del tour con arrivo in salita dove alla fine conta solo la forza che hai, stai scalando diverse volte uno Stelvio ancora sterrato e con sassi appuntiti che favoriscono le forature. Ogni volta devi faticare per ripartire ma la voglia di raggiungere il traguardo finale penso ti dia lo sprint necessario. Ciao, fagiolone, e la prossima volta ti parlo del Cioni! Carlo

Anonimo ha detto...

Giusta l'immagine dello Stelvio: e Giulio è come un ciclista dei tempi eroici, come Binda o Bartali (e in fondo anche lui pensa che sia tutto da rifare). Ti aspettiamo a ogni tornante
il prof

Anonimo ha detto...

Sì Giulio caro, siamo tutti lì sul tuo percorso, faticoso, difficile, e sporgiamo le teste per vedere se appari, potessimo ti daremmo anche una spinta. Il mio pensiero ti è vicino assieme a quello di tanti
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Sì Giulio caro, siamo tutti lì sul tuo percorso, faticoso, difficile, e sporgiamo le teste per vedere se appari, potessimo ti daremmo anche una spinta. Il mio pensiero ti è vicino assieme a quello di tanti
Patrizia C.