domenica 20 aprile 2008

20 aprile - no, no, non vi preoccupate

sono due giorni (tra poco si conclude il secondo) che sto abbastanza bene, per una volta. Mi son concesso due giorni per me prima di riscrivere spero me lo perdonerete, anzi ne sono quasi sicuro. I giorni prima effettivamente il morale era meno alto ma a questo punto si è ristabilito tra lo Xanax, le visite ricevute e quelle che riceverò e finalmente dalla prospettiva di dimessione a breve (i miei globuli continuano finalmente a salire dopo essere pure tornati indietro da 500 a 400 con conseguente giramento). Insomma tutto bene dai... d'altronde si sa insomma un po' a volte piace pure farsi attendere e poi. E poi per altro mi son fatto una cerchia di infermieri a cui davvero mi sono affezionato. Spero che li potrete conoscere alla bella festa di guarigione che spero di poter dare il prima possibile. Nell'attesa (non perché non stia guarendo) ma perché le feste sono sconsigliabili per uno che ha appena fatto un trapianto di midollo sarò ben lieto di potervi vedere singolarmente. Che è un bel passo avanti tutto considerato... che futuro mi aspetta? Sicuramente spero più lieto del passato, e sicuramente ancora nuovo: tutto da assaporare. Comunque mi aspettano circa 100 giorni (di media magari di più, magari di meno) dal trapianto, di una certa attenzione. Da luglio circa, vita quasi completamente normale finalmente tranne per il sole. Credo che potrò pure riprendere a fumare. Non se n'abbiano i salutisti perché fumare la pipa e il sigaro come li fumo io è un piacere e non un vizio, e poi insomma... i piaceri della vita sono anche questi, come in quasi tutte le cose ci vuole una gusta misura che spero di poter tenere. Che vita farò? Tutta da inventare per moltissimi aspetti, ho da vedere talmente tanti di voi che neanche io ho un'idea, ho da laurearmi, vorrei anche laurearmi e perché no, trovarmi pure di che vivere per non parlare di associazioni e associazionismo...insomma un bel rimestio al quale però ci sarà tempo... non sapete come si impara la pazienza (quasi da saggi) in certe situazioni, chissà se la si dimentica anche? Comunque sia, un bel mondo da inventare, insieme ovviamente BRANCA BRANCA BRANCA LEON LEON LEON!
Ma non vi ho detto che vita mi è stata prospetta dal colloquio medico di oggi: sostanzialmente per il momento due esami del sangue la settimana (lunedì e giovedì) e se me la sento posso tornare un po' giù. Lontano dai luoghi affollati per un bel po' ma niente di grave, al limite con la mascherina insomma... poi qualche limitazione cibaria che sono convinto non sarà difficilissimo sopportare e poi in fondo di questi 100 giorni (dal trapianto) una bel quarto li ho già sul groppone... Cosa dirvi? La nota più dolente forse è quel controllo del midollo una volta al mese e così via per un bel po'... ah non posso neanche andare troppo in motocicletta (ma mi rifarò, mi rifarò) e infine beh di altre cose insomma, sono un po' mie...ma possiamo star tranquilli. Sto ovviamento parlando delle partite a calcio che non mi potrò fare. No in realtà la cosa più sconsigliata è prendere il sole, ma chi mi conosce sa bene quanto io poco ami il sole estivo. Dunque...
E dite, questa è vita normale? Oggi parlando con il medico, si parlava di Xanax e aiuto farmacologico a un certo momento ho detto: "qui tutta la vita è artificiale, allora perché non dare anche un po'di sana tranquillità artificiale?" era perfettamente daccordo con me. Vedete, non è solo un fatto di reclusione, è un fatto che sei recluso spesso con qualcuno a meno di un metro di distanza dal tuo letto con il quale non hai niente a cui spartire (o meglio qualcosa si, ma lasciamo stare). Dopodiché sei ancorato a una piantana metallica che regge due o tre pompe che a loro volta sono attaccate a te perché ti mandano tutto direttamente in vena. 24 ore su 24. Quando dormi, quando ti alzi, quando pisci, quando provi a lavarti. Perché dico provi? Perché qui non ci sono docce. Già...questo forse l'avevo tralasciato, ma per motivi vari le docce non sono funzionanti. Provate a stare chiusi in una stanza per un mese, non vedere un sorriso (perché chiunque vedi lo vedi attraverso la mascherina) ridurre al minimo, praticamente azzerare ogni rapporto tattile con le altre persone, poi aggiungete una piantana metallica con macchinari vari attaccati sopra che vive con te e da cui non ti puoi materialmente separare per più di 1,5 metri circa, infine mettete questa persona magari con un'altra in situazione similare e vedete cosa ne esce. A questo aggiungete una attenzione quasi maniacale a ogni sorta di attenzione igenica e malesseri vari che si possono alternare (dal mal di pancia alla febbre a 39,2 alla diarrea alla stitichezza al mal di testa, al vomito, alla nausea, all'epididimite). Mettete ancora una persona nella condizione, dopo un mese, di non mangiare praticamente più nulla (un po' perché non consumi, un po'perché non è il massimo, un po' perché ti nutrono attraverso una sacca di acqua e altra roba attaccata alla piantana). Infine aggiungete il fatto che gli ospedali non sono il posto più adatto per farsi un bel sonno riposante (basti considerare che tra le 5 e le 6 del mattino, l'infermiere della notte viene a farti i prelievi del sangue, a misurare febbre e pressione)... a volte mi veniva in mente il titolo del libro di Levi "se questo è un uomo"... Non voglio fare lezioni di sofferenza o moralismo spicciolo. Questa è solo cronaca di una vita annunciata, e questa è la cosa più importante perché appunto tra poco finalmente dovrei uscire... ma mi sembrava giusto fare il quadro della situazione, forse l'ennesimo. Beh, se proprio a un consiglio ci tenete pensate a quel che è il mondo intorno voi. Il fatto è che non siamo abituati alla sofferenza. Il mondo occidentale ci vuole lontani da essa. Essa o è spettacolo (vedi le pietose trasmissioni RAI e MEDIASET) o non esiste, confinata in un mondo lontano, come se purtroppo in fondo non ci dovesse, potesse toccare. Ebbene, non è così (toccatevi pure ora)... ma non veniamo appunto abituati a conviverci e quindi neanche educati ad affrontarla né tantomeno vederla. Ho sempre poco sopportato le pietose trasmissione sui bambini africani (che effettivamente stringono il cuore) ma sono spettacolarizzazione. Quasi come se fossero degli Halloween per esorcizzare le nostre paure di occidente quieto. Ma purtroppo basterebbe voltarsi per strada un attimo, buttare l'occhio tra i posti nei quali proprio non riesco a parcheggiare... Ma no, pensiamo a parcheggiare, in fondo è meglio, e l'ultimo in fondo diciamolo, è un po'sfigato ma tanto rompicoglioni. Sfido chiunque nel cinismo quotidiano che abbiamo tutti quanti a dire di non averlo un po'pensato... magari non in questi termini, non direttamente, un po'magari anche per ipocrisia. Ma non sono qui per fare la morale a nessuno. Dico solo che in media non siamo abituati a vedere gente che soffre né a soffrire poi molto noi stessi. Il che è da reputarsi una bella fortuna. Solo questo voglio dire. Si, solo questo...
a proposito ora che mi sento bello predicatorio via con le belle notizie: un po' di tempo fa ho scritto che il corpo infermieristico di qua non reggeva il confronto con quello di Firenze. Ho sbagliato e mi correggo, è come confrontare due belle donne, due fidanzate a cui lasci un pezzo di cuore. Ho conosciuto delle persone splendide anche qua e le voglio ringraziare, tanto loro sanno chi sono... (certo direte voi è messo proprio male se si è messo a leccare il culo agli infermieri... poverino)... ma no... che tra poco mi riavrete tra voi. Oh 'un siete contente... vedi volevo scrivere "contenti", è uscito "contente"(freudiano???)... chissà se usciva "contanti"
ho scritto abbastanza direi per stasera... qualche giorno fa mi è stato appuntato (e non era un cattivo consiglio) "il tuo è un blog non puoi scrivere 100.000 battute ogni 4 giorni, il concetto è diverso, lo devi aggiornare poco e spesso" Mi chiedo se avreste preferito un libro di aforismi?
Baci (alla faccia dei buoni consigli)
Giulio il Cipriota
P.S. Per le pagine politiche stendiamo veli pietosi su tutto quanto, da Bossi contro la confindustria, al governo con Berlusconi, Veltrusca dall'altra e infine dei dirigenti che si guardano in torno senza capire e gli girano le palle perché non han fatto in tempo a percepire la pensione da parlamentare (sono cose vere) e si chiedono dove hanno sbagliato. Mah, si stava meglio quando si stava meglio date retta a me...

5 commenti:

laura freeman ha detto...

Buongiorno, Giulio.
Grazie per le notizie, tutte.
Tante, troppe per una risposta veloce come la mattina mi impone.
Si può dimenticare quello che si impara? Oh, sì. Ma i motivi per cui si dimentica sono tanti e spesso non è proprio un dimenticare, quanto un accantonare.
Ti auguro una buona giornata. Qui, c'è di nuovo la pioggia ma sono contenta comunque... ;)
A presto.
laura

Alessandro ha detto...

Appunto siamo all'acqua: il natale di Roma all'acqua. Chissà se allora avesse piovuto magari Roma la rimandavano al giorno dopo e poi non la facevano più perché i fratellini ci avevano ripensato. E' comunque consolante avere tue notizie, buone naturalmente. E ora al lavoro! A presto!
Alex

Anonimo ha detto...

Caro Giulio,un bell'impegno leggere tutto, ma anche un grande piacere rirovarti, dei globuli in crescita avevo già avuto notizie per alte vie, per tutto il resto anche io adesso non ho tempo, posso solo dire che se già era un po' dentro di me (certo l'età) questa tua esperienza ha di sicuro affinato la consapevolezza della sofferenza che è di tanti e che può toccare a ciascuno di noi , in ogni momento,il sympatein di cui si parlava molto tempo addietro è un sentimento che va coltivato e mai dimenticato.Un grande abbraccio da una Firenze piovosa e novembrina nonostante il verde tenero delle foglie nuove, sugli alberi.Patrizia C.

Anonimo ha detto...

La pioggia di stamattina l'accolgo come un buon segno: va bene per chi non deve prendere il sole. Carlo ed io, poi, avendo passato molte vacanze sotto l'acqua, siamo disponibili a consigliarti bei posti dove andare.
Anche oggi la lettura del tuo blog suscita in me tante riflessioni; la più forte è quella sulla sofferenza, grande assente dal mondo rappresentato e così vicina alla nostra vita quotidiana. Forse diventare adulti (che non è in relazione all'età anagrafica) è diventarne coscienti, sapersi mettere in relazione con le proprie e le altrui sofferenze. Si dimentica? Per fortuna in parte sì; dopo si riesce poi anche ad incazzarsi per le stupidaggini, a spazientirsi per banalità, ma rimangono, credo, la forza e la sensibilità acquisite sul campo.
L'esperienza che ci descrivi mi colpisce anche nei particolari che forse per chi non li vive sono difficili da immaginare: l'assenza di rapporti tattili, il non veder sorrisi, non avere il piacere di una docca come corollari allo stare male fisicamente, all'essere separati dalla vita cosiddetta normale (ci hanno convinto che normale è essere in forma perfetta!). Mangiare male, proprio quando manca anche l'appetito, non riuscire a riposare. Vita di ospedale, con le limitazioni necessarie, ma anche con quelle che derivano da un sistema poco attento alla persona.
In questa situazione però, anche nel tuo caso, incontri con persone, gli infermieri, che in ospedale vivono la loro vita normale. E' vero, sono sani, ma vivono praticamente lì. Non sono nenache pagati bene, spesso sono sotto organico, fanno turni pesanti, sono sempre a contatto con sofferenze e in molti casi conservano la capacità e la voglia di fare di più del loro lavoro. Mica male, no?
Le tue buone notizie mi/ci rendono allegri, sono sicura che anche le giornate adesso passeranno per te un po' più veloci in attesa di uscire, di poter fare qualcosa di diverso e sono sicura che le limitazioni (sole, dieta..) saprai accoglierle nel modo giusto; comunque saremo tutti disponibili a darti una mano per farlo.
Abbiamo tanta voglia di vederti, di toccarti(con cautela!), di farti vedere il nostro sorriso e, se dovremo tenere la mascherina, impareremo a sorridere con gli occhi. Un abbraccio caldo e forte. Anna M.

TommasoLisa ha detto...

Ciao Giulio,
torno a scriverti. Grazie per il blog, per quanto difficile da seguire fa rimeditare la vita di tutti i giorni: oggi piove e andrò a una serie di appuntamenti a Sesto Fiorentino sotto l'acqua e sarà comunque piacevole. Un abbraccio
Tommaso (con l'aggiunta di Francesca, che sta uscendo per andare alla SSIS...)