mercoledì 16 aprile 2008

16 aprile - i luoghi dell'ospedale

quando si sta in un qualunque ambiente si cerca istintivamente qualcosa che ci dia sicurezza, che ci sia familiare, che in un certo senso ci consoli. Più di una volta mi è capitato di dover lottare per la sedia con l'angolo dietro quando si va al ristorante... fateci caso, in genere si individua una sedia che più delle altre si confaccia alle nostre esigenze del momento. In un ospedale un luogo del genere sarebbe ancora più importante, ma si sa come sia pesante quel “sarebbe”. Non vi sono in realtà luoghi inutilizzati, o tantomeno luoghi privati. L'intimità che pure sarebbe così importante (ma non necessaria forse) è cosa dimenticata e da dimenticare. Eppure ci deve essere un luogo dove potersi sfogare, dove stare cinque minuti da soli con sé stessi, dove poter trovare il silenzio che forse è una delle cose più si perde. Il gusto del silenzio è un gusto profondo, di quando a notte non riesci proprio a dormire, di quando il vicino di letto biascica in continuazione, di quando ne avresti proprio bisogno. La nostra condizione poi è particolare in quanto non è previsto che i pazienti possano uscire dalla propria stanza. Conseguentemente la costrizione in una camera, condivisa con un altra persona è ancora maggiore. Non se ne parli poi se l'altra persona in questione non ha di meglio da fare che ascoltare i tuoi discorsi, le tue telefonate e magari intervenire e commentare pure. Allora appunto si cerca un appiglio, al solito, un luogo privato che spesso viene purtroppo usato per poter rispettare il pudore della propria sofferenza e darle libero sfogo. Per me questo luogo è un bagnetto squallido. In quel bagno, seduto sul water, cerco un attimo di requie, un momento di relax o il dar libero corso alle mie lacrime. Seduto a guardar tristi le mattonelle grige e la porta colorata di un azzurrino insipido, le voci si allontanano, e quel momento è forse per me. Ripenso spesso alla frase di Guccini: “ovvio il medico mi dice: - sei depresso -, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento”. Lo specchio un po' sporco riflette in parte la luce sovrastante. E esattamente sotto lo specchio un piccolo lavandino la cui cannella ovviamente perde. E dunque anche in quel momento, una piccola goccia incessante, con tempismo perfetto ti ricorda dove sei, impedendoti parte di quel riposo di cui avresti tanto bisogno. Una goccia ad ancorarti a terra. Mi sono spesso chiesto se sarebbe la stessa senza quel lavabo che perde e ancora non sono riuscito a darmi risposta. Ma, malgrado tutto quel luogo, teatro, o meglio palcoscenico, delle mie più intime paure, frustrazioni, e quant'altro è forse uno dei posti più importanti per la vita qua. Domani dovrebbero finalmente dimettere il mio compagno. Speriamo di poter trascorrere questi ultimi giorni che mi separano dalla dimissione in pace da soli, ne avrei proprio bisogno...

oggi, per altro, mi sono permesso una breve boccata d'aria fuori dalla stanza: ovviamente in carrozzella, con mascherina, camice e bardature vare. Niente di che, solo per un ecocardiogramma. A parte non potete capire la gioia dopo tanto tempo di potersi muovere senza essere attaccati a dei fili e senza doversi portare dietro il trespolo che sorregge le varie pompe, da cui partono appunto i detti fili. Anche solo per potersi dare una sciacquata per bene o per potersi cambiare in libertà.


A presto


Giulio il cipriota



P.S. se volete sapere cosa penso un po' delle elezioni e dell'estromissione de "la Sinistra,l'Arcobaleno" dal parlamento vi rimando al blog del mio amico Claudio Gani, esponente appunto della detta formazione: ecco il suo blog si chiama primaverasocialista (mah... che nome noioso!) buona lettura.


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Abbiamo saputo dallo zio che i notri amati globuli sono arrivati a 500! Come i neonati vanno coccolati e noi da lontano lo facciamo. appena inviato questo post mi collegherò al sito del tuo amico e poi con calma ti farò sapere. Un bacio con tanto affetto. Anna M.

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
la prima cosa che ho da dire è che sono rimasta molto contenta di vedere che avevi scritto e che avevi scritto parecchio. Sono contenta non soltanto perché avevo voglia di pensare, ma anche perché deduco - spero correttamente! - che quando scrivi, ti senti meglio. Cioé, ti fa sentire meglio ma per poterlo fare devi anche stare meglio fisicamente.
Poi sono andata a leggere il tuo contributo al blog del tuo amico, l’extraparlamentare (è buffo come il prefisso “extra” abbia due significati così diversi!), la primaverasocialista ... e vedendo che anche lì avevi scritto parecchio, mi sono sentita ancora più contenta.
Poi ho cliccato su "commenti" per commentare e ho trovato la bella notizia lasciata da Anna! 500!!! In crescita!!!
Oh frabjous day! Callooh! Callay!
Le poche parole che ho da offrire in merito alle tue riflessioni sulle elezioni: come per tutto il resto, rimango affascinata dalla tua abilità di comprendere, assorbire, analizzare ed elaborare pensieri ed eventi. Ho incontrato questo talento poche volte nella mia vita, rarissimamente in un giovane della tua età.
Se avessi dovuto scrivere un articolo sulla campagna elettorale, l’avrei intitolata “Il ballo del qua qua”; per un articolo sui risultati, forse avrei scelto qualcosa tra i titoli di Dostoevskij: “Povera gente”; “Delitto e castigo”; “Una brutta storia”; “L’idiota” (troppo ovvio, banale, scontato, superficiale?); “Il sogno di un uomo ridicolo”.
Come tutti (quasi), sono rimasta sbalordita dalla sparizione della sinistra; come tutti (quasi), mi domando quali saranno i futuri sviluppi … e forse l’unica mia vera speranza è che non siano i soliti.
(Certo, il blog è ovviamente fatto per occhi giovani!)
E ora torno volentieri al tuo blog!
Il tuo incipit introduceva un concetto – la sicurezza rassicurante; poi sei partito per altre sponde - l’intimità, i momenti in cui essere soli con se stessi, il silenzio, lasciandoci poco tempo a ponderare l’abbinamento prima di fiondarti nel sondaggio delle profondità di esperienze tanto personali ed intime quanto umane.
Cosa ti posso dire che tu non sappia già?
Che anche stare nel posto più bello del mondo, in diletta compagnia, diventa insopportabile se ti dicono che non puoi uscirne?
Che se non è il rubinetto a perdere è il gabinetto?
Che più che il tuo palcoscenico, quel posto sarebbe il tuo pubblico … se tu non fossi così generoso d’anima da condividere con noi le tue sensazioni?
Grazie.
Ti saluto per ora, Cipriota.
laura (a cui piacciono tanto gli angoli)

Piero ha detto...

Forse sono solo un sognatore facile agli entusiasmi, ma quando ho letto il tuo " i luoghi dell'ospedale" mi sono sentito ripagato più che ampiamente per quello che tu ben sai faccio. Non è facile riuscire a racimolare 500.000,00 € all'anno per mantenere in piedi tutta la baracca, ma quando penso che riusciamo a garantire gratuitamente quotidianamente a 120 persone di cui 25 bambini e tutti malati( mi da fastidio usare questo termine anche per te)ben più gravi di te, un'assistenza AL PROPRIO DOMICILIO di 24 ore su 24 e per 365 giorni l'anno, non mi stanco delle mie lotte quotidiane per raccogliere fondi. Purtroppo la società in cui viviamo preferisce destinare i fondi ad altre cose, poco importa se poi gli anziani, i malati di Alzaimer i pazienti oncologici in fase avanzata ecc.debbono restare tutti a carico delle famiglie un giorno di ricovero ospedaliero vieve a costare alla società circa 700 € prova a fare un calcolo quanto noi facciamo risparmiare quotidianamente, è chiaro la nostra è un'associazione di volontariato, ma un pò di ossigeno per andare avanti non ci dovrebbe essere negato. I vari ministri della sanità che si sono succeduti si sono solo preoccupati di farsi le masturbazioni mentali se i medici dovevano lavorare a tempo pieno per l'ospedale oppure se quando avevano finito il loro turno di lavoro potessero fare quel cazzo che volevano in piena libertà. Non so se per leggere la tua opinione politica bisogna andare a leggerla da un'altra parte perchè tu non vuoi dare un'impronta politica al tuo blog, se così è mi scuso in anticipo. Ho letto la tua analisi mi è piaciuta, purtroppo non abbiamo mai avuto modo di parlare direttamente di queste cose. Il mio pensiero di persona completamente digiuna di politica è che purtroppo c'è un grande sovvertimento dei ruoli. Nei miei vaghi ricordi mi sembra che la destra dovesse essere fatta dai conservatori mentre la sinistra dovesse essere dei progressisti, dove è il progressismo quandi si sente parlare di un partito che vuole rifondare il comunismo oppure di una persona che intende ripartire dal simbolo della falce a martello, è come se qualcuno di destra si proponesse di ripartire dal fascio littorio. Sono cose di quasi 100 anni fa, mi scuso con i simpatizzanti ma hanno fatto bene gli italiani a dimostrare una maggior maturità rispetto a quelli che si candidano a governarci, abbiamo bisogno di idee nuove abbiamo bisogno dell'apporto che ci possono dare i giovani non i 70enni rincoglioniti( scusa Piero). Ebbene si mi sono lasciato andare prometto di non farlo più FRAM ai tuoi fantasmini bianchi, con affetto

Anonimo ha detto...

Giulio carissimo,
questo filo che, partendo da te, ci lega tra di noi, popolo del tuo blog, è davvero prezioso, e così quei 500 globuli ci consolano e danno fiducia, grazie Anna.
Su "l'essere da soli"mi vengono alla mente vari modi di intenderlo e percepirlo.
Mi capita a volte, nei momenti bui del mio animo, di sentirmi sola, estranea al mondo che mi è intorno,distante ed altro dalle persone, tutte ;il gelo che ne consegue è una brutta, sconfortante sensazione.
Altre volte, come adesso per te,poter raccogliermi in un luogo conosciuto ed amico è una necessità che diventa poi sollievo e recupero di ordine mentale,di serenità.
Ci sono poi occasioni in cui, in pace con me stessa, godo dell'essere sola, in una sintonia che tutto comprende e si diffonde ed espande: finalmente l'armonia, il senso di appartenenza ad un tutto che non nega la mia individualità, ma da un senso all'esistenza.
Ma da dove viene tutta questa confidenza, questo svelarmi a te, prima di tutto, ma anche a tutti gli altri? E' certamente la corrispondenza al tuo aprirti ed affidarti.
Adesso mi sento un po' melensa, basta così, ma ti abbraccio forte
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Buongiorno Giulio! Mentre visualizzavo globuli bianchi e piastrine che si danno da fare ho riletto con cura il tuo intervento nel blog dell'amico. Anche io ammiro la tua capacità di analisi: condivido quasi tutto quello che dici. Personalmente non mi sono mai sentita capace di fare analisi pre e post elettorali; anche quando mi sembrava di saper fare analisi generali della società (mi sono formata in un periodo in cui ogni discorso doveva partire dalla situazione internazionale!) mi rendevo conto che non rappresentavo l'elettore medio (esiste?). In questi gioni mi ha colpito un servizio di Ballarò: intervistavano, mettendole continuamente a confronto, due giovani famiglie del nord, entrambe con due figli e reddito sui 2000 euro. Una aveva votato Veltroni e l'altra Berlusconi, con le stesse motivazioni. Questa realtà mi sconcerta, non ho strumenti per capirla. Sono d'accordo che la crisi dei partiti sia irreversibile, ma per ripartire credo che si debba capire di più. Mi rendo conto che una situazione di disgregazione come quella che stiamo attraversando non può avere sbocchi in tempi brevi, ma la realtà impone tempi agli impreparati ed io mi sento troppo vecchia per aver voglia di aspettare i tempi lunghi.
Tu parli di un 8 settembre della società civile, io forse in questo sono un po' più ottimista: mi sembra più un 8 settembre della classe politica, di cui almeno a livello locale vediamo bene le pecche. Il PD non poreva perdere a Firenze dove ci sono Baldassini e Tognozzi. Nella società civile mi sembra si muovano sempre molte cose, di segno anche contrastante e di cui sarebbe bello riuscire a fare collettivamente un' analisi che porti a una politica diversa.
Comunque ti confesso di avere anche una grandissima voglia di evasione: andare al coro, fare yoga e Qi Gong e soprattutto stare con le persone a cui tengo.
Spero che il tuo ingombrante compagno sia stato dimesso e che tu possa stare da solo trovando anche nella tua stanza un po' di intimità.
Ti auguro una giornata con qualcosa di buono e ti abbraccio. Anna M.

Anonimo ha detto...

Poiché la frequenza di aggiornamento del blog dipende anche dal numero di commenti -come confessato dallo stesso autore- contribusco con un post anche io..
Un abbraccio.
Jacopo

Alessandro ha detto...

Non c'è l'analisi, diceva una canzone di Venditti. Non c'è l'analisi e non c'è la possibilità o la voglia di farla. Forse non c'è mai stata, né l'una né l'altra. Quando il 24 o il 25 del mese si cominciava in casa mia a dividere una mela in tre ( a me ne toccava la metà) dell'analisi non c'era bisogno, eppure anche allora c'era chi si comportava in modo diverso. Ricordo che qualche anno dopo un mio compagno di classe del ginnasio aveva il babbo operaio della Pignone che votava liberale e altri amici miei che non stavano poi tanto meglio di me che votavano non PCI o PSI (allora non c'era altro) ma DC. Nella nostra ansia di assoluto forse ci dimentichiamo che la politica non riguarda l'assoluto ma il relativo e questo didpende dal punto di vista e dal punta cui si vuole arrivare. Se un operaio lavora per liberarsi e per fare come fanno i padroni oggi, fors elibera se stesso ma a prezzo della libertà altrui. Probabilmente si deve liberare noi stessi per liberare gli altri. Qui entra in ballo la scuola? Entra in ballo la storia?
Quando ho detto a un giovane collega di piscina che non è andato a votare e che mi cheideva perché l'avevo fatto, gli ho risposto che era mio interesse, dovere e diritto e che questo complesso di cose si fonda sula sacrificio dei nostri padri, sulla nostra costituzione che si fonda sulla rtesistenza, mi ha guardato come si guarderebbe un marziano. Evidentemente qualcosa doveva essgli sfuggito, non se la costituzione o la resistenza o qualcos'altro. Direi che viverein un eterno presente non fa troppo bene.
Alex

Alessandro ha detto...

Siamo a corto di idee, vedo. Interventi ridotti al minimo: la primavera che finalmente sembra arrivare, il dopo elezioni che ci fa pensare? Siamo un po' mogi e ne abbiamo ben donde (questa mi è venuta così). Comunque sia, buona domenica!
Alex

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
come sempre quando manchi da qualche giorno, ci preoccupiamo un po'. E' come sempre, ci auguriamo di sbagliare. E' un po' la sindrome del genitore che di notte aspetta l'arrivo del figlio.
Volevo comunque salutarti e ricordarti che anche quando non postiamo, passiamo sempre a farti un salutino (e controllare!).
Volevo anche salutare Anna, perchè mi è piaciuto molto il suo ultimo contributo ... vorrei capire di più il suo commento sul fatto che "il discorso partiva sempre dalla situazione internazionale" e parlare di quel servizio di Ballarò e dell'imposizione di tempi agli impreparati. Niente bianco o nero, ma forse non c'è mai stato.
Mi complimento con "Piero ha detto" e il lavoro che fa. Le lotte quotidiane di certi lavori, o certi momenti della vita, sono ovviamente molto più impegnative e difficili che quelli compiuti in altri. Per quanto riguarda le idee nuove, le aspettiamo tutti con ansia, specialmente per i nostri figli.
Sembra invece che ci stiamo perdendo in un bicchier d'acqua (senza capire che se non facciamo qualcosa, mancare anche l'acqua).
Mi unisco a Patrizia e al prezioso filo che unisce il popolo del tuo blog, dei tuoi sostenitori, che ci unisce a te.
Ti auguro ... ti auguro TANTE cose, ma per oggi, ti auguro una giornata senza dolori e angosce. Qui a Firenze è una bella giornata ... che lo sia anche a Milano, dentro e fuori.
Un abbraccio grande.
laura

Alessandro ha detto...

Ho avuto notizia da Anna che non sono solo i voti della lega a crescere: del che non posso che rallegrarmi di tutto cuore (non per i voti della lega, ovviamente!).
Alex