sabato 12 aprile 2008

11-12 aprile - elezioni e altre magagne

Allora, non so se vi ho abituati male io e soprattutto non ho ancora capito i vostri ritmi di lettura anche perché ho l'impressione che cambino a seconda del lettore, quindi boh scordatevi che vi assecondi e cerco di seguire i saggi consigli di Yoda: “seguo la forza!”... però come siete rassegnati voi! “non avrà scritto, niente!” via non fate così...

per le elezioni: ho parlato con molti di voi e con tante persone diverse ultimamente e il senso di disillusione, tristezza, frustrazione generalizzato (tanto a destra che a sinistra) è quanto contraddistingue ogni discussione. La sfiducia nella nostra classe politica e dirigente parla quasi di una rivoluzione che nessuno ha la forza di fare. Un senso di impotenza per lo stantio che ci circonda e quasi di rassegnazione. Per questo non s'è parlato di elezioni a mio avviso nel blog, perché questo blog pieno di vita, di umanità di solidarietà credo rappresenti ormai una sorta di comunità allegra, se la mia percezione, come spero, non è errata questo appuntamento è sostanzialmente e paradossalmente una boccata d'aria dove trovare qualcosa di diverso da una prospettiva bigia e attanagliante... Appesantire il blog con le elezioni, beh credo che l'avremmo trovato tutti un po' troppo triste. Non è qualunquismo quanto piuttosto un senso di lasciarci uno spazio “fuori”, un'ora d'aria , qualcosa di diverso, che ci accomuni, ci contraddistingua, ci lasci pensare che in fondo il nostro prossimo non è solo quella carogna del collega. Non so, è difficile per me parlare di qualcosa che in fondo ho creato in parte io, ma ho davvero la netta impressione che questo blog tragga la sua forza, la sua ispirazione anche da questo... sarei comunque curioso di conoscere la vostra percezione a riguardo... curioso come ormai tante persone, ma tante davvero, lo leggano a volte sarei curioso di sapere quante, ma in fondo è meglio di no... perché sempre quantificare? Perché abbiamo sempre bisogno del numero, ultima certezza? Secondo me come i vecchi si appoggiano al bastone noi ci appoggiamo ai numeri, cercandovi conforto... per questo quando mi si chiese se volevo un counter delle visite ho risposto di no. Per una volta in una società in cui anche la virilità si misura in centimetri, 'fanculo alla nostra mania di quantificare tutto quanto. L'importante è la percezione che abbiamo delle cose. Studiando l'unico esame in cui ho preso trenta (antropologia) ho scoperto che in alcune società il concetto di numero era semplicemente 1, 2, tanti... ovvero più di due. Un bel casino direte voi. Eppure... eppure tra qualche giorno ci sarà la conta dei voti e una nuova coalizione guiderà questo sciagurato Paese. Forse alcuni di voi si aspettano da me un cenno, una mossa, una parola a riguardo. Cosa volete? Un appello al voto? Gli appelli al voto li fanno i politici e io ho qualche problema a farlo, più che altro perché in questa situazione l'appello sarebbe quasi al non-voto. Non nel senso di non andare a votare (se proprio a quel punto meglio restituire la scheda), quanto in senso “montaliano”. Provengo da una cultura per la quale è importante sempre andare votare e ancora sono convinto, non tanto del potere del mio voto, quanto della necessità di scegliere. E in questo caso purtroppo ciò che mi rimane è solo Montale: “codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo” e io non voglio al governo chi è xenofobo e razzista, non ci voglio chi vuole riscrivere i libri di Storia, non voglio l'illegalità diffusa e impunita... con i miei limiti credo di essere una persona per bene e non mi sento molto rappresentato... appunto, parliamo d'altro via parliamo di questo senso di solidarietà che anche qui in ospedale si respira, ma sapete che gli infermieri si contendono la nostra stanza? Davvero: ci dicono tutti che entrare da noi è una boccata d'aria e così anche per noi, a volte qualcuno si trattiene anche un po' più del necessario per finire un discorso iniziato poco prima, o per stare ancora un po' a scherzare con noi. Anche il “sergente” alla fine del suo inevitabile cazziatone abbozza quasi sempre un sorriso bonario. Non si può dire la stessa cosa ovviamente per tutti quanti ma questo sostanzialmente si rivela un piccolo mondo che scorre ci scorre intorno. Un mondo fatto di regole e di orari abbastanza precisi, un mondo regolato e regolare che alla fine è in parte rassicurante.


Sono curioso di vedere i vostri commenti...


per stasera vi saluto, a presto


il vostro


G.J.B.



P.S. Oh Lore, gli è Leopardi altro che Dante


9 commenti:

laura freeman ha detto...

Ciao, Giulio.
Sì, ci hai abituati “male” e, sì, siamo un po’ viziati. Per quanto riguarda i ritmi di lettura, però, ricordati che ogni figlio è a se stante. E, sì, anche i numeri sono percezioni (basta guardare i miei vecchi compiti di matematica!) … 2+2 farà 4, ma anche 1+3.
Per quanto riguarda le elezioni qui in Italia, io mi sono trattenuta e mi trattengo – non faccio commenti di proposito, dato che la maggior parte dei tuoi lettori non mi conosce e potrebbe non gradire le opinioni di una “straniera”extracomunitaria (mi è già capitato) in merito.
Mi permetto, però, di confermare il senso di impotenza, la sfiducia e la rassegnazione che sembrano prevalere ovunque – io cerco di combattere soltanto parlando dell’importanza del voto. Per me il diritto di votare è sacro e va rispettato e curato continuamente. Troppo facile dimenticare come è stato guadagnato e quanto è costato, qui come altrove. Basterebbe però guardare le foto dei cittadini di altre nazioni nel mondo di oggi e delle file che fanno, aspettando ore e ore per poter esercitare questo diritto per capire un po’ meglio ciò che noi troppo spesso diamo per scontato. Quando si parla di valori e del fatto che oggi non contino più niente, forse dovremo includere questo valore.
Mi ricordo quando sono arrivata in Italia e sono rimasta colpita dal numero altissimo di votanti in Italia (MOLTO più alto che da noi!) e mi è stato spiegato che in parte era dovuto ad un lascito del fascismo, quando era obbligatorio andare a votare. Invece a me sembrava che quasi tutti quelli che io conoscevo qui andavano a votare perché ci credevano nel voto. Oggi, troppe scelte e troppe altre cose da fare hanno iniziato a far cambiare le cose e la percentuale di votanti è cominciato a precipitare.
Il tuo esempio di come si può riuscire a combattere il senso di impotenza e la sfiducia dovrebbe illuminarci tutti. E, sì, venire qui a leggerti significa entrare in un’altra dimensione, dimenticare noi stessi per qualche momento, riflettere sugli aspetti della vita che ci proponi e provare per un po’ quel senso di solidarietà che rianima.
E sapere che la vostra stanza è contesa! ;)
Non ci sorprende.
Grazie di cuore. E un grande abbraccio.
laura

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, ecco come ho cominciato la giornata: ti ho scritto un post lunghissimo, poi l'ho inviato, ma non ero collegata e l'ho perso. Mi dispiace perché ero riuscita ad esprimere molte delle cose che penso. Ci riprovo, ma verrà peggio perché non sarà scritto di getto. Ritmi di lettura: io ti leggo mattina, pomeriggio e notte, aspetto nuovi post, ma mi piace anche rileggere; non sempre mi riesce scrivere; le parole inviate col pensiero sono più numerose di quelle scritte. Mi sento anche in relazione con gli altri, con la 'comunità allegra' che hai costituito. Il tuo blog è stato il primo su cui sono intervenuta, non è più l'unico, ma è il solo con cui ho un rapporto costante.
Non mi stupisce che la tua stanza sia diventata un polo di attrazione per chi all'ospedale lavora, che rappresenti una salutare boccata d'aria e conferma la speranza che ci siano tante persone capaci di entrare in relazioni reali, di andare oltre apparenze e convenienze.
Come voteranno queste persone? Lo faranno?
Sono del tutto d'accordo con la tua analisi: facile sapere solo per chi non votare.
Art.3 della Costituzione. "...E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'oraganizzazione politica economica e sociale del Paese."
Come insegnante ho cercato di sviluppare senso critico insegnando la storia, come cittadina penso di dover agire per realizzare quello che è stato scritto da uomini politici che in un preciso momento storico hanno sentito su di sé la responsabilità del bene comune. Cosa è successo dopo lo sappiamo, anche se forse dovremo cercare di capirlo meglio.
Credo che cittadinanza non significhi andare a votare ogni tot anni e delegare tutto, penso che si debba agire nella società; ma se chi lo fa non trova rappresentamza politica, cosa succede? Se potere legislativo ed esecutivo sono in mano a razzisti, xenofobi e delinquenti che usano lo stato per i propri interessi privati, che spazi restano alla società civile?
Ti penso, caro Giulio, e spero di avere presto tue buone notizie. Anna M.

Anonimo ha detto...

Cara Laura, io sono abbastanza convinta del fatto che la gente andasse a votare con percentuali anche superiori al 95% fosse dovuto principalmente al fatto che si sentiva rappresentata dalla classe politica e che il sistema elettorale garantiva a ciascuno la sicurezza che il proprio voto avesse peso; certo grande era l'influenza della chiesa, ha pesato molto l'alleanza con gli USA ecc., ma questo riguarda solo la scelta su chi, non su se votare.
Per me il fascismo ha influito nel senso che i cittadini (e non dimentichiamo le cittadine, che con le loro scelte hanno spesso stupito) sentivano di poter contare qualcosa, in momenti di contrapposizioni forti tra i partiti. Certo c'era anche allora il voto di scambio, forse era più diffuso il voto secondo le proprie convinzioni politiche e ideali.
Ciao Anna M.

laura freeman ha detto...

Cara Anna,
poco dopo aver scoperto il blog di Giulio, ho notato e letto con piacere i tuoi apporti a questa comunità. Mi sento molto onorata dal fatto che mi hai scritto (Giulio, vedi l'interazione che ispiri e stimoli!) e ti ringrazio per le tue spiegazioni e per aver voluto interloquire con me. So di avere ancora tanto da imparare. Credi che oggi la gente non si sente più di poter contare?
Io credo che credere ciò è quello che ci frega.
E' ora di preparare il pranzo e lascio queste sponde per inventare qualcosa di "più concreto" ... ma ci tornerò presto, per leggere, pensare, riflettere, imparare.
Grazie, Anna.
e, di nuovo, grazie Giulio.
laura

Alessandro ha detto...

Come al solito la prvocazione che viene dlale tue parole è forte e lo vedo anche dalle risposte, che sono per me altrettante provocazioni. Provocazioni di quelle belle, stimoli a pensare, che provocano reazioni, che sono mai le "spallucce" (sì, sarà anche così, ma io che ci posso fare?). Anche Montale è una provocazione, che mi insegue, stavo per dire mi perseguita, da quando conosco Loretta. Ma è vero.
Sulle elezioni ci sarebbe molto da dire, ma ho paura di essere un po' fuori tono e di non essere capito. Comincerò intanto a dichiarare che considerandomi me cittadino e gli altri cittadini del mondo intero, credo che sia di mia e di tutti la pertinenza a farsi gli affari degli altri perché sono anche miei. Anzi un parere di chi è "esterno" qualche volta può essere molto utile e quindi da parte mia e perfino richiesto.
Sul voto che dire? Il diritto al voto è costato sangue e per rispetto a quel sangue che ci ha fatto questo dono io mìnon posso buttarlo via e quindi posso prendermi lo scomodo di arrivare al seggio elettorale, magari per buttare nell'urna una scheda bianca (non,lo auguro a nessuno: una volta l'ho fatto e sono stato veramente male, prima e dopo). Se poi c'è chi tradisce quel voto, quella volontà, c'è solo da augurarsi che duri poco, ma quel diritto, così duramente conquistato, voglio che l'abbiano anche i miei figli e i figli dei miei figli e l'unico sistema pacifico che ho è di continuare a praticarlo.
A proposito, grazie per il mistero delle lettere, che tuttavia non mi si è chiarito del tutto e i nanetti che fanno funzionare il mio computer mi hanno detto che sono troppo impegnati e pedalare per potermi dare spiegazioni più alla portata del mio limitato comprendonio.
Alex
Alex

Anonimo ha detto...

Mi ritengo un libero pensatore e non sono un qualcosa-ista, non mi piace tutto quello che finisce in ismo o ista. Andrò comunque a votare e voterò per quel partito che in questo preciso momento politico penso sia + utile o comunque meno inutile al bene comune. Alle prossime elezioni farò altrettanto e così via. Non mi piacciono i politici e non mi piace questa stupida e marcia politica. Il mio voto sarà un piccolissimo colpetto di remo per cercare di far andare il paese in una direzione migliore (o forse solo meno peggiore), tutto qui.
Voto piuttosto per Giulio e per la sua pronta guarigione.....ciao Matteo B.

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, due parole per augurarti una buona giornata.
Oggi mi sono svegliata presto, sono in giro per casa già da un'ora: sarà un effetto collaterale delle elezioni? Ho sempre votato, ma non sono mai stata interessata agli exit poll né incollata alla tv per seguire lo spoglio; mi comporto come credo meglio, ma non penso che le sorti di Italia e mondo dipendano da me.
Anche quando ero impegnata a livello sindacale e politico, ho sempre considerato come alla base di tutto il rapporto tra le persone.
Prima pensavo di saper fare analisi chiare del mondo, adesso mi sembra di capire piuttosto poco.
Approfitto di te ancora una volta per dire a Laura che ciò che scrive mi colpisce sempre, coinvolgendomi emotivamente e intellettualmente.
Ti abbraccio, spero di avere presto tue notizie. Anna M.

laura freeman ha detto...

Caro Giulio,
sono venuta qui per salutarti prima di andare a lavoro ... e ho trovato Anna, che non soltanto ha avuto la stessa idea ma che mi ha anche fatto un regalo enorme. Grazie per le tue parole fin troppo generose, Anna; aspetto con piacere di conoscerti quando festeggeremo la guarigione di Giulio.
Per ora, il mio augurio è che sia una buona giornata per te, Giulio, e per tutti noi che tifiamo per te con tutto il cuore.
un grande abbraccio.
laura

Anonimo ha detto...

caro Giulio,molto lavoro e poco tempo per leggere e scrivere, riguardo al primo periodo io non demordo, spero sempre che tu scriva e fiduciosa mi collego più volte al giorno. Di politica non ho tempo di commentare, una cosa per tutte:non è questo il mondo che volevamo, la società dello spettacolo non è la mia.Voglio invece unirmi ad Anna ed esprimere la mia simpatia-ammirazione per Laura che non conosco, ma che ha sempre cose intelligenti ed interessanti da dire.
Grande cosa questo spazio di scambi e comunicazione.
E domani in che mani saremo? Ciao
Patrizia C.