Vi avevo promesso che vi avrei narrato anche di altre disavventure elettorali e così sarà. Avevo dunque raggiunto ormai le agognate sponde dell’università: obiettivo raggiunto passando con il minimo necessario ma nel tempo previsto, senza perdere neanche un anno. E ora? Ora c’era da scegliere l’università e ora ci sarebbe stato da fare sul serio. O così almeno sembrava… ma se è vero che chi nasce tondo non diventa quadrato, allora chi nasce con la spalla tonda non avrà mai le spalle quadrate e tanto meno il culo: già, il così detto “culo quadro” che prende la forma della sedia per le ore passate sui libri. No, non è il mio caso e ovviamente non lo sarebbe diventato. Però mi illudevo che sarebbe potuto essere così e dunque perché non iscriversi al corso di laurea in “sviluppo economico e cooperazione internazionale”? Eccomi dunque matricola in economia e già precettato in “SU! Sinistra Universitaria” associazione di chiara ispirazione politica. Correva l’anno 2002, neanche il tempo di mettere piede nella bella sede di Villa Favard che mi ritrovo a essere instradato da amici e vecchi compagni di liceo verso la politica universitaria e verso il “P.I.R. Prodotto Interno Rosso” il collettivo di economia. Vengo inoltre condotto a fumose riunioni serali nelle case del popolo di cui divento assiduo frequentatore, e sostanzialmente conosco compagni e amici che ancora oggi probabilmente leggono queste righe. A guardarla a posteriori la cosa migliore era il cuore che veniva messo nelle nostre vaghe idee, la cosa peggiore forse la voglia di autoaffermazione che ha coinvolto molti e sicuramente troppo anche il sottoscritto. Il risultato sicuramente era abbastanza scadente, avremmo potuto fare molto meglio e di più, ma forse parlo per me e tant’è… E mentre la sigaretta iniziava a farsi strada sempre più frequentemente anche tra le mie labbra (questa è la riprova che la politica fa male alla salute) le elezioni universitarie si avvicinavano. Ma prima di parlare di candidature o di altro è giusto raccontare cosa era il P.I.R. e cosa le riunioni serali. Sostanzialmente “SU! Sinistra Universitaria” è un associazione nata da una delle solite divisione che regolano da sempre i rapporti tra le sinistre. Non siamo arrivati a spararci addosso come nelle giornate di Barcellona ma poco c’è mancato. Ora pare che le fratture vadano a ricomporsi ma in fondo non ci riguarda poi troppo. Ci interessa invece sapere che “SU!” è un’associazione che svolge funzione di coordinamento tra i collettivi di varie facoltà: un momento di raccolta per gli studenti impegnati nella vita politica di tutto l’Ateneo fiorentino. Quindi sostanzialmente uno studente “impegnato” sarebbe andato un pomeriggio la settimana alle riunioni di collettivo, in cui si dibattevano i problemi di facoltà e una sera a settimana alle riunioni di “Sinistra Universitaria” in cui si dibattevano i problemi di Ateneo. Sostanzialmente una cosa da masochisti e da gente che non ha di meglio da fare. Comunque alla fine ci si divertiva anche perché uno studente come me interpretava la cosa in questo modo: “i pomeriggi li passo in facoltà a giocare a carte nella stanza del collettivo di economia che è quasi una bisca, ogni tanto preparo un esame, e nel frattempo la sera vado alle riunioni di “Sinistra Universitaria” che in fondo anche se ci si spacca le palle a sentire i resoconti del Senato Accademico la compagnia non è poi così male”. Ero decisamente un tipo poco serio (non che ora sia tanto meglio), così come poco serio era il “Prodotto Interno Rosso”. A parte pochi, sicuramente la minoranza, realmente interessati a fare politica, per gli altri il collettivo era semplicemente un luogo: una stanza d’angolo con due belle finestre nella quale si poteva liberamente fumare e in cui si ritrovavano gli amici. Niente a che vedere con la politica. E da che mondo e mondo il passatempo, anzi no, l’occupazione principale di quella manica di sgangherati era giocare a carte e prendersi per il culo vicendevolmente, ma soprattutto giocare a carte. Si trovava chi, fin da mattina (non troppo presto), teneva le carte, usuratissime, in mano e il “tressette” è stata la prima cosa che mi è stata insegnata quando ho messo il naso dentro l’uscio. I veri dolori sono arrivati dopo quando il sottoscritto e altri due di cui non faccio il nome per evidenti motivi abbiamo avuto l’insana idea di soppiantare il poker al “tressette”, con ricadute facilmente immaginabili. Ma queste sono altre storie, forse altrettanto avvincenti, ma assolutamente immorali, quindi… (continua...)
G.J.B.
G.J.B.
7 commenti:
Ciao giulio forse è il momento di cambiare la foto del blog perchè Fidel ha ceduto il potere...ti dovrai fare un nuovo book!
Bacioni stai in forma
Eleonora
Già la politica universitaria me l'ero dimenticata! Non avevo nessun tipo di esperienza e non avevo fatto il cursus honorom nell'azione cattolica e mi ritrovai in lista per una lista vicina alla sinistra dc che si chiamava Intesa. Fummo eletti in quattro, ottenendo la maggioranza relativa e ci alleammo con la sinistra socialcomunista. L'unica che ha fatto carriera era la Fuscagni, ma con Berlusconi! Il capo della sinistra comunista è ordinario e di Forza Italia! Dei due liberali uno è rimasto a dx l'altro l'ho scoperto nei ds. Mi ritrovai anche nel parlamentino studentesco interfacoltà e lì dovevo capire che la politica non era per me: alle 4 del mattino una volta il ras di architettura, tal Bacciardi,ora con Diliberto, disse che avrebbe fatto una lunga premessa metodologica! Lo mandai a cacare e tornai a casa a dormire;praticamente da quel giorno non fui un presenzialista. Ma poi ho avuto altre avventure, specie nella scuola e penso che in qualche altra puntata ti farò ridere. Ciao e a presto, Carlo
Ciao, Giulio.
"agognate sponde", "culi quadrati", "cuore", "carte", "politica e fumo". C'è da scegliere!
Ma ti chiedo una sola cosa per ora: perché descrivi la voglia di autoaffermazione come "la cosa peggiore"? C'è un significato, oppure una connotazione, di questa parola che io non capisco? Oppure intendi utoaffermazione come l'opposto dell'essere il mio prossimo?
Ne parleremo.
Per ora, sogni e giorni belli.
un abbraccio forte.
laura
ahahah, ahahah, le bische (e i bischeri) del pir ... ahahah ...
Mauro M.
Mah, davvero con te stò scoprendo un nuovo mondo, come tu ben sai data la mia età anagrafica il '68 l'ho vissuto dall'altro lato della barricata, non l'ho detto io ma l'ho sentito dire forse da chi è più autorevole di me "il dramma del '68 è che in Italia è durato per anni, mentre nelle altre nazioni è durato per pochi mesi". Ero completamente all'oscuro, anche se ne avevo il sospetto che all'Università ci fosse questo coinvolgimento politico. Il ricordo che ho di quello che definisco uno dei periodi più belli della mia vita è che si pensava a studiare e a divertirsi oppure forse meglio più a divertirsi che ha studiare. So che probabilmente ti sembrerò un nostalgico retrò, ma io ancora nel mio studio tengo in bella mostra il mio cappello universitario(goliardo), pieno zeppo di ciondoli, mi ricordo la mia appartenenza prima all'Ordine della Vacca Stupefacta e successivamente all'Ordine di San Salvi, ricordo la vita goliardica che si faceva e le folli giornate delle feste di matricola, allora non c'era droga, non c'erano superalcolici, o almeno erano inavvicinabili, ma vino a fiumi e sesso a volontà, quello si. Non sò quello che era meglio, ma sinceramente sono contento di aver vissuto i miei anni di università in questo modo.
DOMAZIONE:- E imperscrutabile il motivo per cui l'essere umano è disposto a donare, abbiamo nella storia passata e recente episodi di persone che hanno dato la vita per salvare gli altri, chiaramente non tutti possiedono questo spirito eroico, ma penso che sia doveroso per ognuno di noi, anche poco, ma donare agli altri. Non l'ho mai fatto ma penso che il motto dell'ANT calzi a pennello," Il nostro molto sarebbe nulla senza il poco di tanti" scusami se ogni tanto mi scappa di parlare dell'ANT
Stamattina bella passeggiata per le vie di Firenze insieme a tante altre donne, che insieme sono allegre nonostante preti, papa e politici senza anima e senza memoria.
Un bacio e un abbraccio, anzi il tutto va raddoppiato perché Patrizia, prima di andare in campagna per il fine settimana mezza ammalazzata e stanca per una settimana di lavoro intenso, mi ha incaricato di salutarti anche da parte sua. Anna M.
ecco ci sono parti della propria storia personale che uno vuole dimenticare, io che continuo ad intimarvi di smetterla di giocare a poker per disperazione, è una di quelle.
c'è da dire una cosa, a giocare a carte e fare le feste, il pir non ha mai avuto eguali.
un bacio
Anto
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