Oggi giornata non semplice rincoglionito dalla codeina e dagli analgesici per dolori dati da altri medicinali...ho dormito quasi tutto il giorno. Scriverò poco stasera credo di aver scritto abbastanza ieri anche se aspettavo una maggiore partecipazione nei commenti. Spero che il silenzio non sia dovuto a disperazione... meglio se è dovuto ad altro o se non concordate.
Credo forse sia venuto davvero il momento di lasciare per un attimo da parte la politica che come ho già detto mi spaventa perché divide gli uomini...
Sul fronte ASSOCIAZIONE: si sta realizzando lo Statuto con lo staff di legulei che ho la fortuna di vantare tra i miei amici... aspettiamo dunque.
A presto
G.J.B.
giovedì 7 febbraio 2008
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10 commenti:
Come una bambina non posso fare a meno di occupare il primo spazio. Troppo grosse le questioni che hai posto ieri per liquidarle in poche parole e stasera ho sonno (forse il bicchierino di grappa a cui non sono abituata?). E poi, l'ho gia detto, non voglio essere pesante e pedante. Grazie a Laura per avermi risposto su Obama; da europea scettica penso che valga più come simbolo che per il programma e gli interessi che lo sostengono, ma forse va bene così, cioè è b ene che la voglia di cambiamento si esprima fortemente. Certo se le elezioni sono (in USA come qui) l'unico momento in cui donne e uomini possono esercitare il loro diritto di esprimersi, la democrazia è ridotta apoca cosa.
Se oggi non è stata una gran giornata, domani sarà sicuramente migliore.
Sogni d'oro. Anna M.
PS oggi qui si sentiva, per la prima volta, aria di primavera ed ho visto una moimosa fiorita.
Innanzi tutto ti voglio ringraziare per la tua onestà, evidentemente il mio p0rimo giudizio di quando ci siamo conosciuti, non era sbagliato. Caro Giulio, che confusione mentale ho in questo momento, voglio dire tante cose, ma non so davvero a quali dare la priorità. Anche io non rileggo mai quello che scrivo quando apro il mio animo e do libero sfogo ai miei pensieri, inevitabilmente se rileggessi quanto scritto sarei tentato di apportare delle modifiche, allora probabilmente le cose che scrivo non mi uscirebbero direttamente dalla mia mente, ma sarebbero artefatte, pensa che ho sempre avuto come modo di dire per definire una persona ignorante " quello scrive scuola con la q" bene io una volta l'ho fatto, e allora chi se ne frega, meglio esprimere chiaramente le mie idee, anche se per la foga mi scappano errori di ortografia o di grammatica.
Capisco la tua delusione , è che quando ci si avvicina con sani principi ed idee chiare ad una parte politica, che sia destra a sinistra, poco importa,l'importante e che le ideologie ed i programmi perseguiti equivalgono ai nostri, ed invece ci si rende conto, che invece vengono calpestate le ideologie, i programmi, la morale e tutto viene immolato sull'altare dell'interesse privato, del carrierismo, dell'acquisizione di potere o dell'accumulo di denaro illecitamente guadagnato, si ritorna alla realtà come al risveglio di un incubo. A mio bisnonno Giuseppe( nato 1807) e a mio nonno Ettore( nato 1849) entrambi medici è stata dedicata rispettivamente una piazza ed una via, nel paese della Calabria dove hanno esercitato la loro professione, nel testamento di mio nonno che conservo gelosamente, c'è un passaggio dove dice " al mio funerale non voglio ne preti ne pompe, lascio 1.000 lire da distribuire nell'anniversario della mia morte al popolo che ho tanto amato...." ti lascio immaginare coso posso provare quando vengo a sapere delle maialate che vengono fatte dalla classe medica. Splendida la dedica di Ingrao, è un mostro sacro, anche se ideologicamente, forse non lo condivido, ma è stato sempre un personaggio degno di rispetto, un personaggio al cui ingresso ci si deve alzare in piedi. Mi sembra di aver capito che fra quelli che scrivono nel blog c'è molti insegnanti, vorrei raccontare una cosa che penso dovrebbe far piacere. Qualche anno fa sono andato a Reggio Calabria e sono andato al cimitero per far visita a mio padre, mentre mi avvicinavo alla tomba il mio sguardo è caduto sulla tomba del mio professore di lettere del liceo, non ho mai amato le lettere, cinque anni di liceo e cinque volte rimandato a ottobre in Latino, non sono avvezzo a pregare, ma il soffermarni a parlare con uno dei miei maestri, a ringraziarlo per quanto mi aveva dato per me è stata una gioia enorme. Scusami per la lungaggine, anche io tifo per Obama, la Clinton epidermicamente non mi piace, penso che lai rappresenti il vecchio, mentre Obama,almeno spero, è il nuovo, il cambiamento.Ciao e riscusa per le cazzate.
La data di oggi è 08-02-2008; ti piace?
Stasera andamo a vedere "La signorina Effe";mi hanno detto che è interessante e mi sembra una bella cosa che anche in Italia il cimena provi a riflettere su questioni che hanno segnato i nostri giorni. Domani ti dirò.
Intanto un saluto affettuoso; interpreto -spero giustamente- il tuo silenzio di oggi come segno di una giornata in buona compagnia e serena. Ciao Anna M.
Ciao caro, ogni tanto passo, purtroppo sempre di sguggita.
Ti mando un bacio
a presto.
Fra B
Ciao Giulio,
ho letto quasi tutto, anche se di fretta, immaginandoti che mi parlavi da dietro la scrivania, fumando, come quel pomeriggio nella sede di SG a parlare di scrittura, di poesia. Sono passati almeno quattro anni. Se potessi, ti eleggerei sindaco, presidente, rappresentante. Per quella fiducia tenace che hai nel nocciolo più duro dell'essere umano. Hai fiducia nel prossimo, anche quando t'incazzi e t'indegni. E' bello, questo impegno di energie. Ridistribuzione dei beni, rispetto per il prossimo, memoria storica. Sono i fondamenti del vivere sociale. Moralmente, mi sento molto, molto più debole di te, confuso, usurato dal buon senso, opportunismo e da non poco cinismo intellettuale. Non agisco (politicamente, socialmente) per paura di sbagliare, per non giudicare e non essere giudicato. Ti eleggerei a pieni voti, petché sei quello che (mi) manca... Con amicizia
Tommaso
Colgo a volo una frase: Quel che più mi spaventa più di ogni altra cosa della politica è che divide gli uomini e li mette l'uno contro l'altro ecc.
Vorrei fosse vero, ma non credo lo sia. Penso che gli uomini siano già divisi. Se fosse come dici basterebbe fare a meno della politica e saremmo tutti tranquilli. La politica invece credo ci unisca, intanto perché impedisce di ammazzarci su scala industriale e poi perché ci costringe a aprlare e per parlare davvero bisogna anche ragionare. E' nel DNA dei Greci (logos ecc.) e anche in quello dei Toscani (ragionare per mia nonna voleva dire anche parlare): per il resto d'Italia non so e mi piacerebbe saperlo. No: non è la politica a essere cattiva, siamo noi i cattivi e soprattutto quelli che che ci fanno credere che sia così: è un modo di fregarci che ha funzionato piuttosto spesso. Stiamo attenti a non caderci, perchél'alternativa è sempre stata la violenza, ovviamente non quella rivoluzionaria, ma questa è un'altra questione. Non mi sento di affrontarla ora che è abbastanza tardi e sono cotto senza avere giustificazioni valide come quelle tue.
A parte lo slogan elettorale di J.Bogani For president di ieri sera, stamani mi sono svegliato pensando al tuo risveglio e - mentre pulivo i pensili della cucina, lerci di anni di polveri sottili, smog e quant’altro (dagli sportelli in alto iniziavano a affacciarsi curiosi ciuffetti neri di lanuggine, simpatiche creature ameboidi smosse dal vento) – avevo in testa il bombarolo di De Andrè, una parabola non a lieto fine, dettata dal tuo “per quanto voi vi crediate assolti”, e ho scoperto che avevo quel disco in testa anche ieri, quando ti leggevo, da cui la mia “faccia usata dal buon senso” col corollario di “grazie a Dio buon Natale” e “mi sentivo normale” e “eppure i miei trent’anni erano pochi più dei loro e adesso basta adeso torno a lavoro”… Ma anche “ed io contavo i denti ai francobolli”, l’immagine del tempo trascorso da borghesi a “coltivar ninfee / senza mai capire gli uomini e le idee”, citando questa volta il Vecchioni di Irene… Ti confido che ho un hobby molto borghese, e costoso, quello del fermodellismo (o modellismo ferroviario), che mal si concilia con l’ideale di redistribuzione dei beni… E un’altra canzone, sempre di De Andrè, quella che dice “con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza le tue nuvole in affitto le tue rondini di guardia sopra il tetto”, e poi il ritornello “com’è che non riesci più a volare, com’è che no riesci più…”, cito all’impronta, non ho buona memoria… Sposto un attimo la mira: Per andare avanti, migliorare, procreare, c’è bisogno di utopie e ideali, che però presuppongono un Io forte e unitario, che è l’esatto opposto del soggetto decentrato, multicentrico e frammentato con cui siamo nati e cresciuti, senza cadere nell’esasperazione alla Woody Allen, in quell’io un po’narcisista e postmoderno che fonda sul relativismo il proprio ecumenismo …Pavimenti di tutto il mondo: unitevi! Francesca mi annuncia che il le piastrelle dietro il cesso, in bagno, portavano lo sporco di millenni… ecco, questa poi è la realtà di tutti i giorni, prendersi cura della propria casa, della proprietà privata. A pensare, come spesso faccio, che la società è comunque sempre ingiusta, che l’uomo fonda le proprie relazioni, tutte - a partire dalla parola - su atti di forza e di violenza (chi detiene il discorso, chi parla) che possono, nella migliore delle ipotesi, essere regolati da leggi parziali, rischio di buttare via il bambino e l’acqua sporca, come recitava il proverbio, di dimenticare, in mala fede, quel nocciolo duro di umanità che invece emerge dalle tue parole. La politica non divide e non unisce più di qualsiasi altra attività umana di tipo relazionale, la politica non unisce o divide più della religione, dell’atletica o del fermodellismo. Il problema è altrove, e dice bene A.M. nel post precedente… Di che “pasta” (buona o meno, consistente o inconsistente) siamo fatti noi, nati e cresciuti negli anni Ottanta, ce lo stiamo chiedendo un po’tutti, e nei casi migliori se ne scrive anche (ho qui sotto gli occhi il poemetto NEON 80 di Lidia Riviello, una scrittrice che ti consiglio). Il sabato mattina, per me che ancora il sabato non lavoro, è una terra di nessuno, un altipiano vasto in cui far vagare pensieri verso un amico.Ciao
Tom
Ciao, caro Giulio, ci sono anch'io, a rimettermi in pari con le letture in questo sabato sera casalingo, dopo una settimana pesante e una giornata ancor più pesante trascorsa a ripulire ed attrezzare l'appartamento da poco ristrutturato per la mia mamma, e che alla fine io e Sandro abbiamo dovuto forzatamente lasciare perchè un brutto corto circuito ci ha tolto la corrente: speriamo nell'intervento rapido dell'elettricista! La condivisione dei temi del blog come sempre mi coinvolge molto e mi dà molto da riflettere. Per ora ti abbraccio con affetto (e non dimentico che ti devo un sogno).
Loretta M.
Non posso nascondere che rimettere a posto un appartamento ha aspetti divertenti, molto di più di un consiglio di facoltà, a volte; anche se la cosa da il destro al mr. Hyde che è in me di fare le sue brave sortite, con meraviglia di Tommaso che ha prestato la sua opera di lucido manovale nel fissarfe al muro vari armadietti. Devo dire che un po' di meraviglia c'è stata anche da parte mia nel constatare che il mr. Hyde non si era mai manifestato in sua presenza. Eppure sono diversi anni che ci conosciamo!
Aproposito della pasta di cui siamo fatti, io non so ancora di che pasta siamo fatti noi del '66 e del '68 (e mi fermo a questo anno). Non nsembra un gran che viste le occasioni che ci siamo fati scappare. Ma forse non siamo poi tanto male, perché siamo stati i primi a vivere in modo compiuto, nel bene e nel male, la democrazia, che abbiamo imparato sulla nostra pelle a vivere democraticamente, ovvero in modo non totalitario. Abbiamo imparato a usare per primi gli strumenti della delega e quelli della partecipazione, poi ... ci siamo fatti fregare. Probabilmente ci siamo sbracati sul più bello, come quello che preferisce tornare indietro a 100 metri dalla riva inglese perché stanco della traversata della Manica dalla riva francese.
Evidentemente ci vuole un allenamento maggiore, che curi anche il carattere. Spero di sentire presto il commento di Anna sulla signorina EFFE (che non è una parente di Federico Freddi).
Alessandro M.
Una buona idea sviluppata male, ecco il mio parere sulla SignorinaEffe. Mi è piaciuto l'intreccio di film e spezzoni di filmati (dai telegiornali) dell'epoca. Tra l'altro non finisce di stupirmi la rapidità del deterioramento del mezzo televisivo: le immagini scelte dalla regista sono veramente importanti per la memoria di chi ha vissuto quegli anni e per la ricostruzione da parte di chi non c'era ancora, proprio perchè sono veri documenti, non immagini preconfezionate come quelle che ci vengono propinate oggi.
Credibile la storia della figlia di famiglia operaia e immigrata dal Sud che sta per fare un salto di classe, quando si innamora di un operaio con coscienza di classe che lotta per la propria e altrui dignità.
Purtroppo molto carente, a mio parere, il modo di delineare i personaggi, per cui le azioni non sono giustificate. Mediocre la rcitazione, di lei soprattutto.
Il raffronto con l'ultimo film visto prima di questo (Sogni e delitti) ha fatto ancora di più risaltare l'inconsistenza della sceneggiatura riguardo al delineare i protagonisti (quasi meglio i personaggi secondari).
Non mi dispiace però di averlo visto, rimango del parere che il cinema potrebbe essere di qualità anche, soprattutto, occupandosi di grandi questioni. Non voglio film didascalici, ma film che ci diano da pensare, perché no?
E poi, tanto qui tutti scriviamo senza remore, confesso che per me il cinema è la vera arte moderna (si puo aprire il dibattito...)
Obama continua a vincere e io continuo a non sapere (non voler capire?) dove stia la novità. Mi rendo conto che chi lo sostiene lo fa pensando "Yes, we can", ma ho paura che poi sia tutta un'altra cosa. Dietrologia senile? Lo spero.
In questi ultimi giorni non hai scritto, spero che la vicinanza delle persone a cui vuoi bene ti abbia dato modo di occupare diversamente le tue giornate.
Io comunque ti penso e ti abbraccio. Anna M.
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