Quel che più mi spaventa più di ogni altra cosa della politica è che divide gli uomini e li mette l'uno contro l'altro e che spesso richiede un "pelo sullo stomaco" e un annichilimento dell'anima di rara portata. La rincorsa all'inutilità è spesso il pane quotidiano del politico, tra comunicati stampa e riunioni inconcludenti il primo obiettivo è sopravvivere politicamente, e fare la proprio apparizione sui giornali. Poi c'è tutta la parte della rincorsa ai voti, si vale in primis per i voti che si è in grado di portare o in grado di controllare. Non per le idee. La clientela e la gestione organizzata del consenso diventa quindi il pane quotidiano del politico. Vi sono infine i rapporti con gli altri membri appartenenti allo stesso partito che però fanno riferimento a clientele diverse o nel migliore dei casi a clientele che la pensano diversamente. E là le prime divisioni. In seconda battuta arrivano le divisioni con gli altri partiti. Personalmente mi sono allonato proprio un anno fa da questa politica che mi sembrava vacua e fatta di niente. Mi rendo conto forse adesso delle motivazioni profonde che mi han costretto a lasciare... allora diciamo che agii semplicemente di istinto. La mia sfiducia nel partito (i Democratici di Sinistra) era tale però da portarmi in quella direzione. Perché sfiducia? Per la gestione della cosa pubblica. Sostanzialmente nessuno si è indignato particolarmente al momento in cui i nostri amministratori si auto-assegnano "consulenze" per mantenersi. In un partito queste cose si sanno e guarda caso le consulenze assegnate sono tutte quasi tutto a uomini politici di cui la maggior parte non hanno nemmeno conseguito la laurea. Sto parlando di migliaia di euro, non di noccioline. Sfido chiunque a dire che non è vero. Personalmente non so se tale atteggiamento sia legale (l'arresto della moglie de nostro ex ministro della Giustizia mi fa supporre di no), ma sicuramente è eticamente schifoso. Non dubito che le persone chiamate a svolgere quelle "consulenze" abbiano effettivamente lavorato onestamente e per il bene comune. Ma dubito che ci fossero solo loro capaci di tale cosa. Dubito anche che le consulenze non siano state create appositamente per dare soldi a uomini fedeli che "tengono famiglia" e quindi in qualche modo vanno pur mantenuti. Sull'assegnazione dei posti nei vari consigli di amministrazione sarebbe meglio astenersi dal parlare... insisto sula mia proposta di togliere l'obolo ai politici o meglio di retribuirli in base al lavoro che svolgevano prima. Prendevi 1.200 euro prima e tanti te li passa lo Stato adesso... ne prendevi 4.000, altrettanti te ne passa lo Stato al momento in cui vieni eletto. Con un tetto massimo a 5.000 euro netti al mese. Che bastano per campare bene al giorno d'oggi. Il fatto è che persone come il sindaco di Firenze, laureato in filosofia e politico di mestiere non avrebbe più da mantenersi e si dovrebbe cercare un lavoro... il che non mi dispiacerebbe... non so se queste siano proposte innovative, certo una legge di iniziativa popolare in questo senso sarebbe interessante e almeno sarebbe un segnale.
Per quanto riguarda la redistribuzione dei beni non è certo un idea nuova, anche se mai applicata. Ritengo tuttavia che sarebbe una cosa giusta, me ne sono convinto diversi anni fa quando ho avuto occasione di assistere a una delle cene più sfarzose della mia vita in una bellissima villa a Fiesole da cui si domina tutta Firenze. Alla cena tra senatori, assessori e uomini di varia caratura ero presente anche io, da buon infiltrato... le portate erano quanto mai abbondanti. Ricordo di essermi fatto un ottima scorpacciata di trippa in umido, unico a osare mangiarla, mi chiedo ancora per quale motivo... fatto sta che da quella cena me ne sono andato con la certezza ben radicata in me che si sarebbe dovuti andare verso una redistribuzione dei beni. Non è una proposta innovativa ma è quanto secondo me sarebbe necessario. Altrettanto si potrebbe parlare delle politiche per la casa. E qui l'amministrazione locale ha pesanti responsabilità: possibile che nessuno si occupi di calmeriare o controllare i prezzi degli affitti? Una stanza singola a Firenze oltre a essere al nero costa mediamente 400 euro... e l'amministrazione locale cosa ha fatto in quasi 10 anni di governo? Proposte concrete dici tu Piero... proposte concrete significherebbe politiche concrete e invece la sinistra dei professori si trincera sull'importanza della democrazia partecipativa e parla di partecipazione. Forse sarebbe il caso di parlare prima di casa e lavoro. Ma come può un amministrazione che si dice di sinistra permettersi essa stessa di sfruttare i lavoratori? Credo di poter asserire con un certo margine di sicurezza che un guardiano notturno all'ATAF (ovvero l'azienda dei trasporti fiorentina) viene assunto attraverso lavoro precario e pagato circa 800 euro al mese... e l'ATAF di chi è? E' un'azienda la cui proprietà appartiene per la maggior parte al comune di Firenze in cui nel consiglio di amministrazione siedono i "para-politici" di cui si parlava prima. E intanto i lavorarori vengono trattati così: 800 euro al mese niente ferie pagate niente contributi e guai se protesti. "non fare agli altri..." l'amministrazione che ho votato si diceva di sinistra. Non abbiamo detto che la felicità di un individuo e quindi di una società ha per base lavoro e casa?
All'ultimo congresso dei Democratici di Sinistra non sono andato a votare. Facevo parte di chi sosteneva la mozione di Gavino Angius vicepresidente del Senato. Era circa un anno fa quando mi son trovato a dividere con lui una cena in una casa del popolo, era venuto a presentare la sua mozione. parlammo per poco tempo faccia faccia e in privata sede ma abbastanza perché gli chiedessi: - Ma come faccio io a restare in un partito che non ha più una etica? Perché ai congressi nessuno parla più di questione morale? Sono stato in Calabria e parlando con i membri delle cooperative di Libera che lottano contro la mafia, quando parlavano dei DS ne parlavano come un partito i cui membri sono spesso collusi con la mafia e i cui eletti non sono persone esattamente pulite... come il vice capogruppo regionale (o il capogruppo stesso) che aveva ricevuto un avviso di garanzia da poco- Fu allora che Gavino mi guardò e amaramente mi rispose - Magari fosse solo in Calabria!-. Sono rimasto senza parole allora e lo riamango anche ora... non ho votato la mozione Angius al congresso e anzi non ho votato proprio perché non volevo più essere parte di quel partito. Attualmente non ho tessere e sono alquanto disilluso, ma la voglia di tornare in "prima linea" sarebbe tanta. Mentre sento sempre più persone intorno a me che stanno raggiungendo un livello di indignazione tale da non volersi presentare alle urne alle prossime elezioni. Li capisco. Io andrò a votare ma li capisco. Credo che Piero abbia ragione nel momento in cui ci spinge a fare riflessione e elaborazione e a non fare solo inutile e sterile polemica, la rivolta di per sé non serve a niente se non avremo qualcosa un'alternativa valida. Il fatto è che in Italia si è smesso anche di fare elaborazione politica. Ovvero c'è difficoltà a trovare scritti, articoli, pensiero insomma che sia realmente propositivo. Paul Ginsborg è stato forse uno dei pochi a farla con "il tempo di cambiare". Ma per quanto il libro sia interessante mi pare leggermente lontano dalla realtà. Dovremmo forse tornare a parlare di diritto alla casa, di lavoro, di immigrazione, e perché no?... Di giustizia. Il problema è che io potrò ben poco quando tra qualche mese l'ex presidente della regione Sicilia, condannato per mafia sarà eletto parlamentare. Potremmo forse al contrario anche in questo caso rimuovere l'immunità parlamentare attraverso una legge di iniziativa popolare. Ma è vero che in Italia la giustizia funziona bene con i più disgraziati. Ma i nomi eccellenti sono solo la punta di un iceberg... quanti nostri amministratori hanno processi pendenti? Il magnifico Rettore dell'università è attualmente indagato insieme a colui il quale è stato per molto tempo preside della facoltà di Scienze Politche e che attualmente dirige l'Istituto di Scienze Umane, scuola di "eccellenza" fortemente voluta dal sindaco di Firenze. Infatti l'ex preside è uomo ascrivibile alla "sinistra" tant'è che l'istituto di Scienze Umane è ampiamente finanziato con fondi pubblici come ammette anche laNazione (questo l'articolo ). Il figlio del rettore intanto ha vinto un posto a medicina, il cui concorso era tale da indurre un indagine su due membri della commissione (questo l'articolo del corriere della sera) e sullo stesso preside di medicina. Eppure il nostro rettore è stato regolarmente rieletto. Al termine del mandato si vocifera che uno dei possibili successori possa essere l'attuale preside di medicina, che oltre, a quello per il figlio del rettore, ha diversi altri processi pendenti. Non nutro più la speranza che nessuno di questi personaggi possa finire in galera anche se riconosciuto colpevole... come non nutro speranza di vedere l'ex presidente della regione Sicilia dietro le sbarre... cosa propongo di alternativo? Non lo so... credo innanzitutto come notava Piero che si debba continuare a fare produzione, discussione e eleaborazione politica. Una elaborazione che in Italia si è interrotta. Partendo da teorie economiche alternetavie al capitalismo liberista sfrenato, partendo come diceva Laura da esperienze come quella del microcredito di Yunus, insomma da esperienze sociali politiche ed economiche diverse dalla nostra, e dalla voglia individuale e collettiva di costruire un'alternativa. Il problema è dove coltivare queste idee e questi dibattiti... quale il contenitore adatto ad ospitarle?
A onor del vero comunque tanti momenti brutti e difficili di indignazione che mi son trovato a vivere nella mia esperienza di vita politica, ne corrispondono anche alcuni di soddisfazione o di sincera ammirazione tra questi una dedica di Ingrao su una bandiera... da vecchio comunista quale è mi scrisse su una bandiera che conservo gelosamente: "alla gioventù rossa perché cambi il mondo". Io non mi sento affatto comunista e non so se sono "rosso" mi interessa anche poco, diciamo che ho le mie idee e so perfettamente che vorrei che le cose andassero in modo diverso. Ma un messaggio del genere da un una persona di oltre novant'anni non me l'aspettavo davvero... eppure. Il fatto poi che Ingrao sia e viva secondo categorie a mio avviso ormai superate non è influente per la chiarezza del messaggio. A proposito delle catergorie superate in questo senso bisognerebbe davvero andare oltre a divisioni superflue fatte da divisioni superabili che ritengo idiote. La questione non è più solo nei termini di "destra" o di "sinistra". Non può rimanere confinata a tali semplificazioni. Credo che stiamo combattendo una battaglia più grande che non può e non deve essere persa. Sogno altrettanto una politica che non divida gli uomini ma li unisca. La mia dolce metà qui accanto mi chiede di cosa parlo "di sogni" rispondo io e lei mi dice che sono un gran sognatore... lo prendo per un complimento mentre penso a un libro di Sepùlveda che ho proprio qui accanto: "il potere dei sogni"... lo prendo per un gran complimento. Le figure politiche che ho sempre avuto in maggior riferimento sono Neruda e Allende oltre che Gandhi. Sarei curioso di capire meglio l'operato di Nehru in India che mi sembra abbia agito in un modo interessante. Già negli anni '60 si parlava di terza via e Nehru appunto ne è stato uno dei principali esponenti. Rifuggo invece da ogni forma violenta di politica. La violenza mi sembra invece abbia caratterizzato fin troppo le generazioni precedenti alla mia. La primaria grandezza di Allende è stata quella di realizzare riforme sociali enormi in favore degli "ultimi" senza l'uso delle armi, non parliamo di Gandhi... spezzare la forma più avanzata di socialismo applicato nel 1973 è stata la risposta degli USA e dell'esercito. Dico la più avanzata perché le riforme sociali che sono state proposte da Allende erano nel pieno rispetto della democrazia e della legittimità popolare. Non implicavano l'uso delle armie ma del rispetto e delle parole: ... "la historia es nuestra y la hacen los pueblos"...
a presto
G.J.B.
P.S. Non so di preciso cosa ho scritto poiché non rileggerò questo post per il momento... mi perdonerete dunque qualche errore di ortografia. Ora una bella fonduta mi chiama.
Per quanto riguarda la redistribuzione dei beni non è certo un idea nuova, anche se mai applicata. Ritengo tuttavia che sarebbe una cosa giusta, me ne sono convinto diversi anni fa quando ho avuto occasione di assistere a una delle cene più sfarzose della mia vita in una bellissima villa a Fiesole da cui si domina tutta Firenze. Alla cena tra senatori, assessori e uomini di varia caratura ero presente anche io, da buon infiltrato... le portate erano quanto mai abbondanti. Ricordo di essermi fatto un ottima scorpacciata di trippa in umido, unico a osare mangiarla, mi chiedo ancora per quale motivo... fatto sta che da quella cena me ne sono andato con la certezza ben radicata in me che si sarebbe dovuti andare verso una redistribuzione dei beni. Non è una proposta innovativa ma è quanto secondo me sarebbe necessario. Altrettanto si potrebbe parlare delle politiche per la casa. E qui l'amministrazione locale ha pesanti responsabilità: possibile che nessuno si occupi di calmeriare o controllare i prezzi degli affitti? Una stanza singola a Firenze oltre a essere al nero costa mediamente 400 euro... e l'amministrazione locale cosa ha fatto in quasi 10 anni di governo? Proposte concrete dici tu Piero... proposte concrete significherebbe politiche concrete e invece la sinistra dei professori si trincera sull'importanza della democrazia partecipativa e parla di partecipazione. Forse sarebbe il caso di parlare prima di casa e lavoro. Ma come può un amministrazione che si dice di sinistra permettersi essa stessa di sfruttare i lavoratori? Credo di poter asserire con un certo margine di sicurezza che un guardiano notturno all'ATAF (ovvero l'azienda dei trasporti fiorentina) viene assunto attraverso lavoro precario e pagato circa 800 euro al mese... e l'ATAF di chi è? E' un'azienda la cui proprietà appartiene per la maggior parte al comune di Firenze in cui nel consiglio di amministrazione siedono i "para-politici" di cui si parlava prima. E intanto i lavorarori vengono trattati così: 800 euro al mese niente ferie pagate niente contributi e guai se protesti. "non fare agli altri..." l'amministrazione che ho votato si diceva di sinistra. Non abbiamo detto che la felicità di un individuo e quindi di una società ha per base lavoro e casa?
All'ultimo congresso dei Democratici di Sinistra non sono andato a votare. Facevo parte di chi sosteneva la mozione di Gavino Angius vicepresidente del Senato. Era circa un anno fa quando mi son trovato a dividere con lui una cena in una casa del popolo, era venuto a presentare la sua mozione. parlammo per poco tempo faccia faccia e in privata sede ma abbastanza perché gli chiedessi: - Ma come faccio io a restare in un partito che non ha più una etica? Perché ai congressi nessuno parla più di questione morale? Sono stato in Calabria e parlando con i membri delle cooperative di Libera che lottano contro la mafia, quando parlavano dei DS ne parlavano come un partito i cui membri sono spesso collusi con la mafia e i cui eletti non sono persone esattamente pulite... come il vice capogruppo regionale (o il capogruppo stesso) che aveva ricevuto un avviso di garanzia da poco- Fu allora che Gavino mi guardò e amaramente mi rispose - Magari fosse solo in Calabria!-. Sono rimasto senza parole allora e lo riamango anche ora... non ho votato la mozione Angius al congresso e anzi non ho votato proprio perché non volevo più essere parte di quel partito. Attualmente non ho tessere e sono alquanto disilluso, ma la voglia di tornare in "prima linea" sarebbe tanta. Mentre sento sempre più persone intorno a me che stanno raggiungendo un livello di indignazione tale da non volersi presentare alle urne alle prossime elezioni. Li capisco. Io andrò a votare ma li capisco. Credo che Piero abbia ragione nel momento in cui ci spinge a fare riflessione e elaborazione e a non fare solo inutile e sterile polemica, la rivolta di per sé non serve a niente se non avremo qualcosa un'alternativa valida. Il fatto è che in Italia si è smesso anche di fare elaborazione politica. Ovvero c'è difficoltà a trovare scritti, articoli, pensiero insomma che sia realmente propositivo. Paul Ginsborg è stato forse uno dei pochi a farla con "il tempo di cambiare". Ma per quanto il libro sia interessante mi pare leggermente lontano dalla realtà. Dovremmo forse tornare a parlare di diritto alla casa, di lavoro, di immigrazione, e perché no?... Di giustizia. Il problema è che io potrò ben poco quando tra qualche mese l'ex presidente della regione Sicilia, condannato per mafia sarà eletto parlamentare. Potremmo forse al contrario anche in questo caso rimuovere l'immunità parlamentare attraverso una legge di iniziativa popolare. Ma è vero che in Italia la giustizia funziona bene con i più disgraziati. Ma i nomi eccellenti sono solo la punta di un iceberg... quanti nostri amministratori hanno processi pendenti? Il magnifico Rettore dell'università è attualmente indagato insieme a colui il quale è stato per molto tempo preside della facoltà di Scienze Politche e che attualmente dirige l'Istituto di Scienze Umane, scuola di "eccellenza" fortemente voluta dal sindaco di Firenze. Infatti l'ex preside è uomo ascrivibile alla "sinistra" tant'è che l'istituto di Scienze Umane è ampiamente finanziato con fondi pubblici come ammette anche laNazione (questo l'articolo ). Il figlio del rettore intanto ha vinto un posto a medicina, il cui concorso era tale da indurre un indagine su due membri della commissione (questo l'articolo del corriere della sera) e sullo stesso preside di medicina. Eppure il nostro rettore è stato regolarmente rieletto. Al termine del mandato si vocifera che uno dei possibili successori possa essere l'attuale preside di medicina, che oltre, a quello per il figlio del rettore, ha diversi altri processi pendenti. Non nutro più la speranza che nessuno di questi personaggi possa finire in galera anche se riconosciuto colpevole... come non nutro speranza di vedere l'ex presidente della regione Sicilia dietro le sbarre... cosa propongo di alternativo? Non lo so... credo innanzitutto come notava Piero che si debba continuare a fare produzione, discussione e eleaborazione politica. Una elaborazione che in Italia si è interrotta. Partendo da teorie economiche alternetavie al capitalismo liberista sfrenato, partendo come diceva Laura da esperienze come quella del microcredito di Yunus, insomma da esperienze sociali politiche ed economiche diverse dalla nostra, e dalla voglia individuale e collettiva di costruire un'alternativa. Il problema è dove coltivare queste idee e questi dibattiti... quale il contenitore adatto ad ospitarle?
A onor del vero comunque tanti momenti brutti e difficili di indignazione che mi son trovato a vivere nella mia esperienza di vita politica, ne corrispondono anche alcuni di soddisfazione o di sincera ammirazione tra questi una dedica di Ingrao su una bandiera... da vecchio comunista quale è mi scrisse su una bandiera che conservo gelosamente: "alla gioventù rossa perché cambi il mondo". Io non mi sento affatto comunista e non so se sono "rosso" mi interessa anche poco, diciamo che ho le mie idee e so perfettamente che vorrei che le cose andassero in modo diverso. Ma un messaggio del genere da un una persona di oltre novant'anni non me l'aspettavo davvero... eppure. Il fatto poi che Ingrao sia e viva secondo categorie a mio avviso ormai superate non è influente per la chiarezza del messaggio. A proposito delle catergorie superate in questo senso bisognerebbe davvero andare oltre a divisioni superflue fatte da divisioni superabili che ritengo idiote. La questione non è più solo nei termini di "destra" o di "sinistra". Non può rimanere confinata a tali semplificazioni. Credo che stiamo combattendo una battaglia più grande che non può e non deve essere persa. Sogno altrettanto una politica che non divida gli uomini ma li unisca. La mia dolce metà qui accanto mi chiede di cosa parlo "di sogni" rispondo io e lei mi dice che sono un gran sognatore... lo prendo per un complimento mentre penso a un libro di Sepùlveda che ho proprio qui accanto: "il potere dei sogni"... lo prendo per un gran complimento. Le figure politiche che ho sempre avuto in maggior riferimento sono Neruda e Allende oltre che Gandhi. Sarei curioso di capire meglio l'operato di Nehru in India che mi sembra abbia agito in un modo interessante. Già negli anni '60 si parlava di terza via e Nehru appunto ne è stato uno dei principali esponenti. Rifuggo invece da ogni forma violenta di politica. La violenza mi sembra invece abbia caratterizzato fin troppo le generazioni precedenti alla mia. La primaria grandezza di Allende è stata quella di realizzare riforme sociali enormi in favore degli "ultimi" senza l'uso delle armi, non parliamo di Gandhi... spezzare la forma più avanzata di socialismo applicato nel 1973 è stata la risposta degli USA e dell'esercito. Dico la più avanzata perché le riforme sociali che sono state proposte da Allende erano nel pieno rispetto della democrazia e della legittimità popolare. Non implicavano l'uso delle armie ma del rispetto e delle parole: ... "la historia es nuestra y la hacen los pueblos"...
a presto
G.J.B.
P.S. Non so di preciso cosa ho scritto poiché non rileggerò questo post per il momento... mi perdonerete dunque qualche errore di ortografia. Ora una bella fonduta mi chiama.
5 commenti:
Caro Giulio,
arrivo con la mente confusa, dai "risultati" delle primarie,dal fatto di essere stato nominata da te e dalla tua amica Anna e dalla giornata in sè. Ma voglio assolutamente rispondere - per quello che mi riesce in questo momento. Rispondo qui un po' a te, un pò ad Anna ed un po' a David.
La politica ... argomento del giorno. Ho apprezzato moltissimo le tue parole sulle DIVISIONI che la politica - come in tanti casi, purtroppo, la religione - crea. Oggi, per esempio, per quanto speri nella vittoria di Obama, temo le divisioni che stanno nascendo nel partito democratico americano. Temo le divisioni che ho visto in questi ultimi anni fra amici qui in Italia, sempre per questioni politiche. Amicizie perse per diversità di opinioni. La politica, la religione, lo spreco di energie e vite.
Riunioni inconcludenti, clientelismo e consulenze (Fabrizio propone da anni una moratoria per le "consulenze") sono soltanto il punto dell'iceberg. Ma hai ragione - il voto va dato lo stesso. E' un diritto troppo bello, troppo importante. Anche se qui in Italia (e non mi permetto di discutere della politica italiana perchè io non riesco a capire il fatto che siano state in 27 le delegazioni che si sono presentate a Franco Marini)il problema è molto più complicato.
Mi piace la tua idea della retribuzione per i nostri parlamentari in base al lavoro precedente. Ne parlerò ogni volta che posso.
E qui arriviamo a Paul Ginsborg, al "tempo per cambiare", al rapporto dei giovani con il futuro (ma anche con il presente) - e alla domanda di Anna. Domanda molto bella e molto profonda (gli stimoli del tuo blog si propagono). Qual è la differenza fra Obama e Hillary? Per me, per quanto io sostenga l'importanza delle donne nella politica, siccome non credo sia giusto NON votare per un candidato in quanto donna, non è neanche giusto VOTARE per un candidato soltanto perché è donna. PIU' esperienza (e qui, poi, sarebbe interessante discutere il termine stesso) non equivale a BUONA esperienza. Io credo che Obama rappresenti davvero la possibilità (e riconosco che è soltanto la POSSIBILITA') di cambiamento (parola oramai diventata l'equivalente di "bello", "nice", ecc.). I programmi dei due candidati non sono molto diversi (a parte le questioni della guerra in Iraq e la questione critica dell'assistenza sanitaria) ma io credo che Obama abbia più possibilità di effettuare davvero dei miglioramenti. Per non parlare dell'immagine dell'America, che ha tanto bisogno di essere ripulita. Il semplice fatto di un altro (un'altra) Clinton dopo tanti anni di Bush-Clinton-Bush squalifica a priori (a mio umile avviso) la Hillary. Obama, poi, sa ascoltare. Sì, sa anche parlare (meno bene nei dibattiti ma da sogno nei suoi discorsi)ma è pronto ad ascoltare. Ed a cercare di unire, non dividere. Mi dà un senso di sicurezza, una sicurezza dovuta non dagli oggetti che accumuliamo ma dalla speranza di migliorare. Certo, la speranza può morire (e sono terrorizzata dalla possibilità che qualche matto cerchi di farlo fuori) ma si muore senza speranza. Si diventa "kamikaze" senza speranza. Gli squilibri - di qualunque tipo siano, ormonali, cellulari, politici - portano alla perdita di speranza. Ma bisogno reagire, resistere, lottare.
"Non si può andare avanti così".
George Packer, in un articolo che è poi diventato una "commedia", parla degli interpreti iracheni che lavorano per l'esercito USA, che rischiano la vita per l'esercito USA, che sono abbandonati dall'esercito e dal governo USA, ma che continuano a sperare. La BBC online ha pubblicato un blog (la potenza del blog!) del direttore della biblioteca nazionale di Baghdad. E' un documento tremendo, doloroso da leggere, forte come io continuo a credere siano forti le parole, più forti delle armi. Io continuo a sperare e Obama mi aiuta a sperare.
Spero di avere risposto alla tua amica Anna. Per quanto riguarda David, lo ringrazio di cuore per aver capito le mie intenzioni ... e sono più che d'accordo con il concetto che se 2+2=4, anche 3+1=4.
Per te, auguri di sogni belli.
e un abbraccio forte.
laura
semplicemente: ci sono ti leggo con interesse, ti penso Patrizia C.
Caro Giulio,
dovrò fare un po' di digiuno dal tuo blog per un paio di giorni: io e Fabrizio facciamo forca e andiamo a Desenzano per due giorni, per poter vedere la mostra "America: Storia di pittura dal Nuovo Mondo" che c'è al museo Santa Giulia. Ne sono molto felice.
Molti dei miei pensieri saranno comunque con te e i tuoi.
Un abbraccio forte.
laura
Sulla questione morale. Come sai, caro Giulio, sono d'accordo con te, da sempre. Ho anche un po' di ritegno a parlare sul blog di certi argomenti, per un certo timore di eccedere nei toni di palesamento dello sdegno (in fondo anche questo fa parte della questione morale: quanto è lecito sdegnarsi? L'imperante buonismo, il cui discrimine col lassismo mi par francamente sottile, direbbe che non si deve mai eccedere, per rispetto delle posizioni altrui, per non condannare prima del giudizio ecc. Insomma, le solide incazzature non sono più à la page).
Ma permettimi di condividere con te lo sdegno su un punto almeno. Si parla tanto di sfascio morale, di paese allo sbando, di perdita dei valori. Da insegnante cerco di oppormi in tutti i modi e cerco sempre di trasmettere ai miei studenti il valore dell'onestà intellettuale, la forza del dubbio dinanzi al cinismo tetragono, la risorsa della tolleranza, il valore dell'impegno. Ma quando si reintroduce in modo maldestro l'esame di settembre e al contempo si obbliga la scuola a organizzare corsi di recupero improbabili nella sostanza e nella tempistica, al solo scopo (va pur detto) di tutelare l'istituzione da eventuali ricorsi, che insegnamento si dà? Apparente ritorno al rigore, ma subito mitigato dalla possibilità a oltranza di rimediare, anche all'ultimo tuffo, e senza rispetto alcuno per chi il proprio impegno lo profonde per tutto l'anno.
Hai poi menzionato il caso del Magnifico (che antifrasi!) Rettore dell'Università di Firenze: campione del clientelismo e del nepotismo (il caso del figlio, ricercatore di estimo assunto a medicina [sic] per poi essere trasferito nella sede di agraria dopo pochi mesi, il tutto senza avere uno straccio di titolo, se non quello della discendenza da cotanto padre), uomo di potere riverito da molti che fanno finta di non vedere quanto ha combinato, o che sono suoi conniventi, consapevoli e astuti, pronti a trarne vantaggi per se stessi e i propri clientes. Non è sfascio morale, questo? Non è lo specchio del paese una classe intellettuale corrotta, che custodisce con rapace gelosia il proprio potere (i.e. la gestione delle cattedre e dei concorsi) promuovendo solo i portaborse, gli amici degli amici, i mediocri?
Ti abbraccio forte, e aspetto il momento del nostro avana. Stasera mi ci vorrebbe davvero.
il prof
Ciao Giulio! La politica è sporca. Personalmente ho una teoria, la teoria dei due strati della società. Guardiamo la storia....ma quale? se leggiamo un libro di storia ci troviamo scritte un sacco di cose, ci troviamo guerre, scontri, idee politiche, imperi, nazismo, fascismo, comunismo...Ma di chi? La storia parla dei forti, di "quelli che comandano" che decidono, fanno, disfanno, distruggono. La storia parla di re, dittatori, movimenti politici, uomini politici. Comunque sia, ragionando in termini numerici, i libri di storia parlano diciamo di un 10% della popolazione della terra, mentre il restante 90% fatto di persone comuni che lavorano, mangiano, fanno figli, crepano, bestemmiano, non conta. Premesso questo la mia teoria è la seguente: esiste la "gente", anzi "le genti", che vive e ha le proprie necessità, i propri guai e problemi. E questo è il primo strato. Poi esistono, i re, i dittatori, i politici, i movimenti politici, la chiesa, i vescovi. Questo è il secondo strato che sta sopra al primo. Le persone del secondo strato cercano di smuovere e di raggruppare più persone possibili del primo strato in nome di un qualche ideale politico o di una qualche missione da compiere con lo scopo di avere il potere. Questo è quello che secondo me accade ed è sempre accaduto. Forse le mie sono parole strampalate, ma pensa ad esempio al comunismo. Citando il film "Berlinguer ti volgio bene" [...il comunismo è come la sega prima di farsi la prima sega...è come il ragazzino che si sveglia bagnato al mattino...cosa è successo? niente fanciullo, sei venuto...] Perdona la citazione volgare, ma credo che riassuma bene il concetto che il comunismo è un qualcosa come un'esigenza primaria che nasce tra "le genti" e che le porta a cercare di collaborare tra di loro, e di questo ne sono convinto anch'io. Quindi il comunismo della gente nasce nel primo strato, il problema è che viene "utilizzato" dal secondo strato come strumento di potere e come mezzo per avere più ricchezza. Così è stata la dittatura comunista, tanta gente che ci credeva sopraffatti da poche persone del secondo strato. E così è ancora. Il problema di fondo è che i politici stanno nel secondo strato e stanno lì a cavalcare le incazzature e i bisogni della gente....Ciao Matteo
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