La discussione si sta facendo molto interessante almeno per me. In virtù della vastità e dell'importanza degli argomenti trattati mi riserbo di affrontarli domani. Oggi sono stanco, ho passato una splendida giornata a casa dei miei zii di Monza. Un ottimo pranzo a base di pesce ci ha accolti. La tavola ben imbandita, la tovaglia bianca al cui centro si potevan trovare buone pagnotte farcite con olive e altrettanto pane ai cerali. Pane che è subito servito a accompagnare l'antipasto composto da involtini di gamberi (prosciutto, salvia e gamberi) e molluschi serviti in conchiglia. Il tutto non si poteva non sposare con un buon bianco. Mio zio, cuoco eccezionale, aveva poi ben pensato di far seguire l'antipasto a una vassoio di spaghetti seppioline e totani. E neanche i crostacei potevan mancare all'appello: una portata di scampi ben rosolati al forno in cui affondare le nostre golose forchette anticipavano in realtà un inzimino a base di bietole. Due secondi eccellenti dunque prima della frutta (una pera per me, fragole per gli altri) e al dolce. L' inframezzo tra frutta e dessert non poteva però non esser colmato da un buon "porto" dal color rosso rubino. Allo stesso modo la"cioccolato e pere" non poteva esser lasciata sola. E quindi cosa di meglio se non le bollicine dello champagne per sposarsi con il sapore intenso del cacao? Non contenti tra lo splendore dei cristalli di boemia ci siam concessi due "cenci" e qualche frittella.
Beh se vi è piaciuta questa descrizione e vi ha fatto venir "gola" come nelle mie intenzioni, pensate allora che non era niente.
Quel che più ho gustato è stata la compagnia dei miei commensali, l'affetto dei miei parenti.
Il piacere semplice di stare insieme. Ottimo pranzo, certo! Ma da soli non sarebbe mai stato così ottimo.
a presto
il vostro
G.J.B.
P.S. Ho lasciato volutamente qualche giorno il post n.100 perché mi sembrava meritasse. Per chi non l'avesse ancora fatto ne consiglio la lettura, almeno dei commenti.
Beh se vi è piaciuta questa descrizione e vi ha fatto venir "gola" come nelle mie intenzioni, pensate allora che non era niente.
Quel che più ho gustato è stata la compagnia dei miei commensali, l'affetto dei miei parenti.
Il piacere semplice di stare insieme. Ottimo pranzo, certo! Ma da soli non sarebbe mai stato così ottimo.
a presto
il vostro
G.J.B.
P.S. Ho lasciato volutamente qualche giorno il post n.100 perché mi sembrava meritasse. Per chi non l'avesse ancora fatto ne consiglio la lettura, almeno dei commenti.
3 commenti:
Alzata in una giornata grigia e umida, ora il sole sta scacciando le nuvole; sarebbe bello fosse una metafora della vita, ma mi contenterei che si riferisse alla tua giornata di oggi.
Dalle ore in cui scrivi, immagino che tu ti addormenti tardi; e la mattina ce la fai a dormire uo po'?
Il sonno, che conservo uguale a quello della gioventù è alla base della mia visione ottimistica della realtà; forse per questo auguro spesso, alle persone a cui tengo, di dormire bene.
Un bacio, buona giornata. Anna M.
Ciao Drogani.
Tanto per romperti il cazzo (che senno' ti annoi), ecco che rispondo all'enorme centrale questione che hai sollevato col centesimo. Rispondo qui, cmq.
Si', sai essere banale, e anche pomposo, ma chi cavolo non lo è? L'originalità è una chimera, e bisogna avere il coraggio di scoprire l acqua calda. Seriamente. Io lo fo almeno 3 volte al giorno, prima e dopo i pasti. C'è gente che ancora commenta i dischi dei Beatles.
Sul tema consumismo con me sfondi una porta aperta, il mio amore-odio per la nostra società dei consumi è riassunto dal fatto che ho fondato i Consumist e che un paio di titoli dei nostri pezzi recitano "Shopping & Culture" e "I want a communist lover and a consumist wife" (mi fo un po' di pubblicità perché si', anzi, grazie ancora dello spazio che ci concedi!). Ecco le mie, di banalità:
1) Te sei capitalista eccome. Forse non te ne accorgi, ma ci sei dentro fino al collo. E sei anche consumista. Certo, assolutamente non nella percentuale di un trafficante d'armi americano (o italiano).
Tanto per fare un esmpio che so che ti toccherà, te vivi il tuo rapporto con la tua "dolce metà" in maniera squisitamente consumista, e attenzione, mi riferisco a tempi non sospetti e scevri da questa maledetta menata di leucemia che purtroppo ti è venuta (passa, stronza). Parli di allentare il proprio ego sugli oggetti e sugli altri, ma quanto sei disposto ad allentarlo su di lei? Io ti voglio bene, ma volte mi ragioni come un hippie. Non a caso il primo grande hippie documentato della storia umana ha detto "porgi l altra guancia", ma chi è che ha le palle per fare una cosa simile?
Il capitalismo non è un male alieno, è un sistema economico e filosofico che geneticamente ben si accorda a società numerose e tecnologicamente evolute come la nostra. E come molti fenomeni segue un andamento macroscopico statistico, fatto di estremi (il trafficante d armi o san francesco), vie di mezzo (te, me, e credo tutti i lettori di questo blog), e cicli (USA oggi, Cina domani ecc). Posto che san francesco non era il buono-ingenuo che tutti dipingono.
2) L'altruismo non esiste. Prima di tutto non esiste una realtà distinta dalla tua percezione di essa, o se preferisci è tutto nella tua chiorba, come le tue esperienze lisergiche ti hanno dimostrato. Ergo, ogni treno di sentimenti, azioni e pensieri che ti sembra di dirigere all esterno, in realtà continua a rimanere in un unico sistema, costituito dalla tua cabeza. Quindi ogni volta che trai piacere da un gesto buono, lo fai per egoismo. Un buon egoismo. Io lo chiamo "scambio", e ho visto che in questo modo le cose funzionano benino. Sicuramente meglio che fare i santi (du palle) o le merde gratuite (spassoso, ma poi c'è quella storia della coscenza..senza contare il fatto che la gente tende a incazzarsi se la calpesti).
3) Personalmente, il prossimo l'amore se lo deve conquistare. Veder star male la gente non mi piace, ma molti prossimi hanno il brutto vizio di provare a mettertelo nel sottocoda cosi', per simpatia. O magari nemmeno senza accorgersene (tu stesso, no, dicevi che ti è capitato). Ad esempio, io negli ultimissimi giorni mi sono trovato in una situazione non piacevole (niente di grave per fortuna), di competizione. Non cercata da me, e credo da nessuno. Pero' cazzo se ha creato di già del gelo. l'uomo animale sociale? Homo homini lupus? E' un equilibrio dinamico, fatto di buoni sentimenti e ipocrisie, mettinculismi e amore sviscerato, cervelli spenti e cervelli iperattivi.
Per ora, io ho trovato una soluzione: trovare un lavoro/attività che ti piaccia e farla bene. Te fai belle foto: perfetto. Io cerco di scrivere canzoni decenti, anche se non le conosce nessuno. Per quel che mi riguarda la soluzione estetica è la migliore. Una chitarra o un amacchina fotografica possono produrreparecchie sensazoni, in questo credo siano oggetti ad alto potenziale rispetto, che so, ad un paio di occhiali di Gucci.
4) ultimo punto: un oggetto spesso signifca tempo. Tempo per realizzarlo. Tempo che avrebbe potuto essere impiegato in altro modo. I soldi e gli oggetti spesso sono metafore del tempo. E dato che nel nostro universo il tempo scorre in questa direzione, e l entropia aumenta, rubare il tempo a qualcuno è la cosa peggiore che gli puoi fare. E' su questo che si basa la nevrosi capitalistica occidentale. Se la vuoi eradicare, se vuoi fare un mondo migliore, credo che tu abbia solo due soluzioni: tagliarti un po' le palle e sperare che TUTTI gli altri siano disposti a farlo, oppure ridurre la popolazione mondiale di molto, e vedere se con numeri minori cambia qualcosa. Bene, per oggi ho sparato la mia dose di stronzate, spero tu legga il mio commento, non è molto politically correct, comunque ne riparleremo in privato, se ti va.
Caro Giulio,
invece di commentare le tue parole, mi permetterò di commentare brevemente il secondo commento, almeno in parte. Non oso dire niente sul primo punto, ma il secondo punto mi ha "punto" sul vivo. Sono anni che sento la tesi che l'altruismo non esiste e l'ho contestato sempre, anche quando viene riconosciuto come "un buon egoismo". Sì, aiutare gli altri ti fa stare bene. Sì, aiutare gli altri ti protegge la coscienza ed il sonno. Sì, aiutare gli altri può essere un "dovere", un "diritto", un "bisogno", una "via di uscita", una "convenienza" ecc. ecc. ecc. Ma io credo fermamente, e non in base ad una particolare fede religiosa, che c'è qualcosa di più che ci spinge (che spinge alcuni di noi) a volere aiutare un altro. Qualcosa che nasce dall'empatia provata nei confronti di un altro essere umano, dal riconoscere che siamo uguali nonostante le tremende inuguaglianze esistenti fra di noi. So che tutto può essere "spiegato" dai sensi di colpa, dalla voglia forse egoista di voler lasciare il mondo un po' meglio di come l'abbiamo trovato. Ma la gioia che proviamo quando riusciamo a rendere felice o semplicemente meno infelice qualcun'altro non si sprigiona soltanto perchè siamo soddisfatti di noi o spinti da qualche motivo recondito. Non contesto il fatto che la maggior parte della vita della maggior parte di noi sia concentrata sull'autogratificazione, materiale o spirituale che sia, ma sono convinta che molti di noi abbiamo almeno un momento o due in cui riusciamo ad abbandonare le nostre paure e noi stessi ed essere davvero altruisti.
Chiedo scusa se questo mio commento sul commento ha in qualche modo offeso o irritato il tuo amico ... ma la colpa è tua. Ci stimoli, ci pungi, ci provochi, ci fai pensare.
Grazie e sogni belli.
laura
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