bastano poche righe per tornare alla realtà delle cose, pochi accenni a come sono state le vacanze per smascherare uno scrittore riottoso: il re nudo. Nudo perché parlare di politica è un ottimo sistema per nascondere la propria umanità. Non un cenno alle vacanze, non un cenno al rientro a Milano... solo politica. Un'ottima via di fuga, un dribbling a sé stessi a significare cosa? Non certo un post tanto corretto quanto freddo come quello che seguirà, scritto oggi pomeriggio appena tornato a casa. Ma da sé stessi non si scappa questa non è certo una novità, il fatto è che non mi piace lamentarmi. Avrei potuto scrivere di cosa vuol dire tornare via da casa tua e di come sia evidente che casa tua è il posto dove si trovano le persone che ami. Avrei potuto dire della paura che ho, (perché ce l'ho un po') non tanto di questo ciclo di chemio quanto di un trapianto che non ha ancora data ma che sembra ormai imminente... avrei potuto dire di quel senso di indifferenza per ciò che ti circonda che scatta a difesa. In fondo l'indifferenza è un ottimo sistema per affrontare le cose brutte. Ma so dirvi di per certo che alla lunga è un'arma a doppio taglio, un meccanismo psicologico pericoloso perché gioca sul gusto della vita, sul senso che si dà alle cose e alle azioni. Avrei ancora potuto dire... e invece no oggi quando son tornato ho scritto le seguenti parole che molti di voi avranno già letto e ovviamente quasi nessuno commentato. Dico ovviamente perché mi rendo conto dell'anafettività del testo da me proposto... un'anaffettività volta a non lamentarmi poiché non ho in simpatia e stima chi si lamenta: una canzone popolare siciliana cantata da Ginevra Di Marco mi ha accompagnato in tutti questi mesi e nei momenti più difficili: "tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia u bastone e tira fora li denti!". Ho sempre avuto a cuore questa canzone, non sarebbe mia intenzione lasciarmi andare ora... a presto
G.J.B.
ed eccoci qua di nuovo a scrivere da quel di Milano incerto se affrontare o no quello spinoso argomento che è la politica. Qualche tempo fa dissi che divideva gli uomini, mi è stato risposto da più parti che non è vero, che anzi li unisce, e anche questo è vero... dunque? dunque che dire? Non lo so mettetela come vi pare ma la politica continua ad essere cosa delicata specialmente in Italia... qualucuno qualche tempo fa mi ha detto che alcuni discorsi da me fatti sono qualunquisti. Ho pensato molto alla cosa e effettivamente penso che possano essere una buona base per il qualunquismo. Ma cosa ci posso fare se ritengo che una parte tutt'altro che esigua della nostra classe dirigente (e dico dirigente non solo classe politica) agisca ai limiti della legalità e ben oltre i confini di una moralità accettabile? Il qualunquismo poi è privo di una reale proposta politica: ben altri blog sono qualunquisti, dire "vaffanculo" è qualunquista. Vengo da cinque anni di politica nei partiti e da una scuola politica che per tradizione ha l'abitudine di fare proposte e non solo sterile polemica. Quello di una "capitalismo solidale" fatto di uno stato sociale forte, di una redistribuzione dei beni e della conseguente riorganizzazione del mondo del lavoro, di una società solidale e tollerante verso le fasce deboli della popolazione (intendo per popolazione non solo quella che risponde ai canoni di cittadinanza, includendo quindi anche gli immigrati), forse è una bella utopia ma è quanto più si discosta dal qualunquismo. E' evidente che si va poco lontano se la classe politico-dirigente agisce in buona parte secondo regole che continuo a reputare inaccettabili date sostanzialmente da un sistema in cui non solo non vi è certezza della pena, ma vi è quasi garanzia dell'impunità. Il governo appena passato è caduto su una questione di famiglia, e quando si è parlato dei reati contestati la risposta è stata: "ma così fan tutti". Una politica navigata come la presidente della regione Campania, non aveva remore a dichiarare in televisione che il 90 per cento dei primari della sua regione avevano tessere dei DS e l'altro 10 della Margherita. Se è facilmente immaginabile che la signora abbia gonfiato le cifre, altrettanto vero è non mi risulta difficile credere che vi sia anche più di un fondo di verità. E ritengo, per la mia esperienza, che la Toscana e Firenze nelle loro amministrazioni non facciano troppa eccezione. Non voglio dire che i miei ex compagni di partito sono tutti dei corrotti. Non penso questo e penso che vi siano molte persone oneste. Ma è vero che il malcostume, quando non il malaffare, viene in larga parte tollerato. Difficile che venga avversato, un po'per impossibilità un po' devo ancora capire perché... In un famoso suo articolo Pasolini scrisse di sapere i nomi dei responsabili di una serie di nefendezze, ma di non avere le prove. Noi siamo arrivati a un punto in cui le cose sono talmente chiare che le prove ce le possiamo anche avere. Ma siamo spesso nell'impossibilità di sfruttarle. Giustizialismo? Forse...
E ora invece parliamo d'altro voi che avete fatto per 'sta tramvia...forse qualcuno abituato alle mie "sparate" si sarebbe aspettato un'indicazione di voto o almeno che vi dicessi come votavo io...e invece nulla. Infatti non sono andato a votare. Perché? Innanzitutto perché volevo salutare la mia nonna prima di partire, secondo di poi perché sono convinto che il progetto di per sé abbia la sua ragion d'essere ma il problema è questo: -ma voi li dareste da fare i lavori di casa vostra all'amministrazione Domenici?- Io no... e quindi non gli darei da fare neanche quelli della mia città.
A presto...magari domani vi racconto davvero qualche storiella sulle mie precedenti candidature...ehhe sono gustose fidatevi.
G.J.B.
P.S. No, che non mi abbatto... però che palle sta malattia di merda
P.P.S. Siccome siamo forti e non cazzeggiamo grazie agli infaticabili Piero a Fulvio, Jacopo, Mauro e Silvia nel mio breve periodo fiorentino abbiamo quasi licenziato lo statuto dell'associazione!!!!!
G.J.B.
ed eccoci qua di nuovo a scrivere da quel di Milano incerto se affrontare o no quello spinoso argomento che è la politica. Qualche tempo fa dissi che divideva gli uomini, mi è stato risposto da più parti che non è vero, che anzi li unisce, e anche questo è vero... dunque? dunque che dire? Non lo so mettetela come vi pare ma la politica continua ad essere cosa delicata specialmente in Italia... qualucuno qualche tempo fa mi ha detto che alcuni discorsi da me fatti sono qualunquisti. Ho pensato molto alla cosa e effettivamente penso che possano essere una buona base per il qualunquismo. Ma cosa ci posso fare se ritengo che una parte tutt'altro che esigua della nostra classe dirigente (e dico dirigente non solo classe politica) agisca ai limiti della legalità e ben oltre i confini di una moralità accettabile? Il qualunquismo poi è privo di una reale proposta politica: ben altri blog sono qualunquisti, dire "vaffanculo" è qualunquista. Vengo da cinque anni di politica nei partiti e da una scuola politica che per tradizione ha l'abitudine di fare proposte e non solo sterile polemica. Quello di una "capitalismo solidale" fatto di uno stato sociale forte, di una redistribuzione dei beni e della conseguente riorganizzazione del mondo del lavoro, di una società solidale e tollerante verso le fasce deboli della popolazione (intendo per popolazione non solo quella che risponde ai canoni di cittadinanza, includendo quindi anche gli immigrati), forse è una bella utopia ma è quanto più si discosta dal qualunquismo. E' evidente che si va poco lontano se la classe politico-dirigente agisce in buona parte secondo regole che continuo a reputare inaccettabili date sostanzialmente da un sistema in cui non solo non vi è certezza della pena, ma vi è quasi garanzia dell'impunità. Il governo appena passato è caduto su una questione di famiglia, e quando si è parlato dei reati contestati la risposta è stata: "ma così fan tutti". Una politica navigata come la presidente della regione Campania, non aveva remore a dichiarare in televisione che il 90 per cento dei primari della sua regione avevano tessere dei DS e l'altro 10 della Margherita. Se è facilmente immaginabile che la signora abbia gonfiato le cifre, altrettanto vero è non mi risulta difficile credere che vi sia anche più di un fondo di verità. E ritengo, per la mia esperienza, che la Toscana e Firenze nelle loro amministrazioni non facciano troppa eccezione. Non voglio dire che i miei ex compagni di partito sono tutti dei corrotti. Non penso questo e penso che vi siano molte persone oneste. Ma è vero che il malcostume, quando non il malaffare, viene in larga parte tollerato. Difficile che venga avversato, un po'per impossibilità un po' devo ancora capire perché... In un famoso suo articolo Pasolini scrisse di sapere i nomi dei responsabili di una serie di nefendezze, ma di non avere le prove. Noi siamo arrivati a un punto in cui le cose sono talmente chiare che le prove ce le possiamo anche avere. Ma siamo spesso nell'impossibilità di sfruttarle. Giustizialismo? Forse...
E ora invece parliamo d'altro voi che avete fatto per 'sta tramvia...forse qualcuno abituato alle mie "sparate" si sarebbe aspettato un'indicazione di voto o almeno che vi dicessi come votavo io...e invece nulla. Infatti non sono andato a votare. Perché? Innanzitutto perché volevo salutare la mia nonna prima di partire, secondo di poi perché sono convinto che il progetto di per sé abbia la sua ragion d'essere ma il problema è questo: -ma voi li dareste da fare i lavori di casa vostra all'amministrazione Domenici?- Io no... e quindi non gli darei da fare neanche quelli della mia città.
A presto...magari domani vi racconto davvero qualche storiella sulle mie precedenti candidature...ehhe sono gustose fidatevi.
G.J.B.
P.S. No, che non mi abbatto... però che palle sta malattia di merda
P.P.S. Siccome siamo forti e non cazzeggiamo grazie agli infaticabili Piero a Fulvio, Jacopo, Mauro e Silvia nel mio breve periodo fiorentino abbiamo quasi licenziato lo statuto dell'associazione!!!!!
7 commenti:
Caro Giulio,
spero con tutto il cuore che le tue vacanze siano state splendide. Il rientro dalle vacanze è sempre pesante. In certi casi, ancora di più. Spero che tu abbia inglobato ulteriore forza, tanti abbracci e sorrisi da aiutarti nel tuo rientro. Noi da qui continueremo a mandarti tutto quello che possiamo, anche se soltanto virtualmente.
Un abbraccio forte.
laura
Caro Giulio (II edizione),
mi sembra che questo blog sia tutt'altro che un nascondiglio per la tua PROFONDA umanità. (Per non parlare del fatto che tiri fuori anche un po' della nostra!)
Capisco la tua avversione per il lamento in sè, ma distinguiamo fra "lamento", "sfogo", "costatazione". Lo sfogo è più che lecito, specialmente quando sei con quelli che ti vogliono bene (e intendo qui anche noi che ti leggiamo)sicchè ti pregherei di sfogarti quando vuoi e se non vuoi "conseguenze/reazioni", basta dire "non è necessario commentare questa parte"! :) Noi almeno avremo la sensazione di esserti più vicini e, forse, di essere un po' utili.
Inoltre, le tue costatazioni sono sempre accompagnate da riflessioni, il che li porta immediatamente su un altro livello di comunicazione.
Scrivi "casa tua e dove sono quelli che ami" - beh, allora per tante persone "casa" è anche dove sei tu.
Grazie ancora per quello che ci dai. laura
Be', insomma, se non si ha nemmeno il diritto di lamentarsi siamo proprio alla frutta. Ricordo i marinai genovesi he scontavano tale diritto (al mugugno) con una trattenuta sulla paga (SEMBRA INVEROSIMILE). Anche Giobbe si lemntava e ne aveva il diritto, per non parlare della vedova evangelica che ebbe giustizia solo perché ebbe il coraggio di continuare a lamentarsi col giudice pigro.Dunqeu c'è lamento e lamento e se è giustificato e proporzionato alla situazizone di disagio che la ha provocato ben venga, purché non rompa troppo chi non c'entra. Così il lamento diventa una protesta? Ma allora è una questione di punti di vista, di destra e di sinistra, di chi lo produce e di chi lo ascolta. Forse gho relativizzato troppo, non so, invito i bloggisti a continuare quest'analisi. Forse può dare risultati interessanti.
caro Giulio, comprendo il tuo pudore, ma, come hanno detto anche altri,per noi che ti vogliamo bene accogliere i tuoi sfoghi è ricambiare il tanto che comunque tu ci dai.Sarebbe disumano
tener tutto dentro,e certo anche dannoso: comprendo anche il pericolo insito nella necessità di distacco che poi a macchia d'olio ingloba anche l'altro dalla malattia ma già il riconoscerlo ti permette con la riflessione di distinguere.Certo tutto è molto difficile, posso dire che ti sono nel cuore?
Anche io ieri non sono andata a votare, fondamentalmente perchè mi pare immorale che la questione, chissà per quali manovre economico- politiche e stata portata all'evidenza ed al referundum solo adesso, a cose praticamente fatte, di Dominici poi...inutile parlarne.
Stai meglio che puoi un bacio Patrizia C.
I lavori in casa creano grandi problemi (una coppia di amici si è addirittura separata!) anche in mano a ditte affidabili, figurati in mano all'amministrazione Dominici. Perciò sono andata a votare SI, pur insieme a tanti stronzi, ma anche a gente dei Comitati che si fa il culo per cercare di attivare la partecipazione dei cittadini.
La Paura. Mi è venuta maiuscola e così la lascio. Ci sono tanti meccanismi psicologici; io preferisco gli eccessi, accetto cioè la grande paura, dolore, ecc., ma poi voglio vivere intensamente i momenti belli, che ha volte stanno anche dentro a quelli brutti. Il mio coniuge (secondo me, ma semmai chiedi a lui) invece cerca di mantenersi in un range, senza eccessi; due parallele, binari entro cui stare, mentre io mi sento come un grafico che sale alla grande, ma a volte precipita.
Qundo le persone che ci stanno nel cuore soffrono, la cosa più triste è sentirsi impotenti, incapaci di aiutarle. Lamentati, sfogati, se ti serve fallo quando e quanto vuoi, certo tra noi non cambia nulla, tanto ti vogliamo bene lo stesso. Anna M.
A volte con l'H. Perdono. Meno male che ho riletto, anche se dopo la pubblicazione. Anna M.
Intervengo, in ritardo per un piccolo malessere, sulla questione tramvia. Credo che tu abbia fatto l'osservazione definitiva: chi si farebbe fare i lavori in casa dall'amministrazione Domenici? [Aggiungo, per par condicio: ma se uno è scontento del preventivo, deve chiamare per forza Sgarbi o uno che dipinge, male, delle modelle seminude? Non può cercare di contrattare, o chiedere un altro preventivo?] E poi: ma qualcuno mi può spiegare perché il referendum è stato fatto post eventum? io non sono proprio riuscito a capirlo. O l'amministrazione ha nascosto i piani fino all'ultimo, oppure si è intrapresa una battaglia che si sapeva persa sin dall'inizio. Insomma, caro Giulio, non ho capito bene.
Sul diritto allo sfogo: mi sembra elementare, e sacrosanto, quando il diritto alla privacy. Perciò vai avanti così, che ci vai proprio bene!
un abbraccio
il prof
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