lunedì 7 gennaio 2008

7 gennaio 2007

Per motivi tecnici (delle solite compagnie telefoniche) voi vedrete prevedibilmente pubblicato questo scritto solo domani, ma io lo scrivo adesso.

È quasi passata un'altra Epifania in quel di Milano2 e la notte ammanta le case. Tra queste anche quella dalla quale vi sto scrivendo in questo momento, piccola e confortevole abitazione nella quale sto condividendo i giorni con la mia dolce metà e i miei genitori.

Effettivamente il fatto di non aver dovuto subire l'ennesima “lombare” mi sta rallegrando non poco, non ho mal di testa e riesco a condurre una vita praticamente normale, scandita sì dai tempi delle medicine, ma pur sempre inframezzata da qualche passeggiata e da lunghe partite a carte. Per altro anche il paesaggio nei dintorni è stato reso nei giorni scorsi ancor più ameno dalla discesa di un lieve manto di candida neve che ormai comunque è quasi del tutto disciolto.

E dunque eccomi qua, disteso sul letto e protetto oltre che dalle pareti bianche di questa nuova dimora, dall'affetto che esse racchiudono. Ma per non perdersi in troppe smancerie vi dirò quali potrebbero essere i possibili programmi del vago avvenir che in mente ho. Diciamo dunque che adesso, fatti questi due giorni di chemioterapia in day-hospital, posso stare a godermi un bel po'protetto l'abbassamento e la ricrescita dei miei valori (globuli bianchi, emoglobina, piastrine)... sperando di non aver troppo bisogno di trasfusioni e simili. Nel mentre mi faccio le mie brave sedute (10 o 12 a partire da mercoledì) di radioterapia che dovrebbero durare circa 30 secondi a seduta... Coomunque le sedute dovrebbero essere quanto basta comunque per arrivare al 23 di gennaio, data in cui dovrebbe essere previsto il nuovo ciclo di chemio, stavolta più pesante, tanto da dover richiedere qualche giorno di ricovero... beh al 23 c'è tempo quindi ci penseremo.

E parliamo invece della vostra non eccessiva partecipazione che invece contraddistingue in questi giorni il blog... Mi spiace, ma mi avete abituato male, non sapete il piacere di leggervi e di vedere che pure tra voi interagite e vi divertite... comunque vabeh, fate voi però vi ricordate quando si trovava 10-12 commenti? A me piaceva tanto...


Insomma, tutto questo per dirvi che non ve la meritereste, ma che effettivamente stasera vi passo anche quanto scrissi qualche tempo fa a proposito della radio. Mi capitò di scriverlo quando ero ancora confinato nella vecchia sistemazione di Milano2, quella specie di metà tra un monolocale e una camera da letto che qualcuno continua a chiamare con boria anglofona “residence”.

Sarà stato circa una ventina di giorni fa quando Anna B. organizzò una splendida cena in mio onore “a distanza”. Come ho avuto già modo di scrivere ai tempi, fu proprio un bel regalo poter sentire una dopo l'altra, in una specie di staffetta telefonica, le voci di tanti amici vecchi e nuovi. Tra le altre persone che mi sono state passate vi è anche una ragazza che lavora a ControRadio (Monica), che legge il mio blog, ma che io non ho mai avuto il bene di conoscere direttamente. E allora ho iniziato a scrivere questo, che per giunta a leggere adesso mi risulta pure abbastanza banale (per lo meno l'inizio)...


Cos'è la radio se non quella scatola illusoria che accendi in macchina, mentre stai per gettarti nel traffico di un nuovo impegno o magari tornando stanco a casa, in previsione di un pasto, un divano o un letto? La radio non è solo una voce, forse innanzitutto sono le tue, le mille orecchie degli ascoltatori. E che dire allora di quando la voce dello speacker si frappone ai silenzi dei passeggeri, che chiusi nelle loro bocche sbarrate si lasciano andare ai loro più personali collegamenti di pensiero? E quando ancora una canzone si sovrappone ai silenzi di un piccolo litigio?

La radio non può nella mia immaginazione essere scissa dall'abitacolo della macchina. Quante volte risalendo l'incanto di una statale, rilassati da una giornata senza fretta ci sarà capitato di svoltare e il segnale del brano che ti stavi gustando nella sua pienezza inizia d'improvviso a farsi meno chiaro? Mentre continui e ti appresti alla prossima curva la voce arriva sempre meno chiara, l'inizio del ritornello è ormai irrimediabilmente grattato. Qualche metro ancora e la frequenza svanirà così com'è apparsa lasciando spazio a altre voci, altre frequenze.

La radio... la stessa che quando non trovi quel che ti aggrada, allora proprio non è giornata e inizi a cambiare stazione di continuo in una spasmodica ricerca, come di sé stessi, come di un vestito che ben si intoni a quel tuo momento. Per ovviare al problema i costruttori degli apparecchi radiofonici hanno inserito di solito la possibilità di memorizzare cinque o sei stazioni preferite. Così c'è chi mantiene sempre le stesse frequenze che: “almeno si casca in piedi”. In genere in questi casi si tratta di “stazioni a tema” che passano solo un genere di musica come musica classica o musica rock.

Adesso è un bel po' che non ascolto la radio, l'ultima volta è stato durante il viaggio di ritorno a Firenze, quello del 24 Dicembre, che ho affrontato con gli auricolari nelle orecchie attaccato a una radiolina che ovviamente tutto faceva tranne che tenere le stazioni per più di 5 secondi... ma, sarà stata l'aria del ritorno o chissà cos'altro, io mi sono divertito uguale...


il vostro


Jay.



10 commenti:

Anonimo ha detto...

invece già pubblicato ed ecco un breve commento:mi ha fatto sorridere l'idilliaca descrizione
della tua attuale sistemazione in quel di Milano, poi ho riso dentro di me leggendo della radio: anche io a scanso di inconvenienti sono sintonizzata perennemente su un'unica frequenza: radio due, a cui ormai sono affezionata (un'altra volta ti racconterò di caterpillar e dei caterraduno su cui anche Anna e Carlo possono dire la loro)e quando mi sposto in macchina ne inseguo le onde fuggevoli.E adesso di nuovo al lavoro, non senza averti detto, ma so che ne sei consapevole,di apprezzare ogni momento che passi con la tua ragazza e con i tuoi genitori, non ha tutti è concesso e non è poco. Bacio del pomeriggio
Patrizia C.

Anonimo ha detto...

Ciao...
...mi chiamo Cinzia e sono capitata qui per caso..Ero alla ricerca della parola "piastrine", (da 6 anni vado sperando che salgano un po' anche se per un motivo molto meno grave del tuo, sicuramente) e sono finita qui.
Ho dato un'occhiata fugace a qualche post...poi mi sono soffermata invece a leggere più attentamente altri che invece mi hanno "toccata".
Beh...non so se passerò ancora in questo blog, ma già che ci sono, voglio semplicemente dirti un GRAZIE...
...per la straordinaria forza che le tue parole trasmettono, per lo straordinario amore per "il tuo mondo" che fai trasparire...
Ciao Giulio.

Anonimo ha detto...

GRANDE COSA QUESTO BLOG!
Cinzia che timidamente fa capolino e lascia il suo commento è veramente commovente: E per oggi giuro basta Patrizia C.

Giovanni ha detto...

ola ola

Ciao Giulio, eccomi di nuovo a postare sul tuo blogges. e' un pezzetto che non ho avuto modo di seguire attentamente le tue avventure, dovro' mettermi in pari. Ci sentiamo presto via mail o via skype, e magari ci facciamo una partita a scacchi a distanza oceanica (meraviglie della tecnologia)
ma lo sai, colmo della sfiga, oltre a non essere potuto venire il 28, a causa della persistente tosse che mi ha accompagniato da quando ho messo piedo su suolo italiano a oggi che son tornto negli usa, non sono nemmeno riuscito a donare il sangue. Tipico, hai due settimane di relax ogni 12 mesi ed e' li che ti pigli il raffreddore e la bronchite...
bah!

Anonimo ha detto...

Da sempre grande ascoltatore di radio: ce ne sono in ogni stanza, in ogni mezzo, più un po' di portatili. Ma la scomparsa delle medie italiane e il caos delle frequenze ormai da anni mi fanno bestemmiare. Non manca giorno che la mattina in bagno non mi incazzi perché sentendo la rassegna della stampa spesso basta che mi sposti nella stanza che la voce scompare, ritorna, gracchia, insomma un modo per cominciare bene la giornata tra bidet e lavandino. Non parliamo dei mezzi di locomozione: lì siamo alla più assoluta pazzia. Ma la ciliegina su strada mi sembra Isoradio. Non so se ti è capitato spesso di andare in autostrada, ma è incredibile come una linea dedicata, con ripetitori in serie possa andare e venire facendoti perdere proprio le informazioni per le quali è stata pensata! Mi sembra una riprova della diffusa mancanza di professionalità, in ogni campo dal commesso al trombaio, dal muratore all'insegnante. Tu intanto sfrutta le occasioni di stare meglio con chi ti vuol bene, gioca e passeggia, se il meteo te lo concede, mentre noi cerchiamo di farti sentire l'affetto con le varie notarelle che aggiungiamo. Ciao, un abbraccio a distanza, ma forte. Carlo

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, nata in una famiglia per cui la radio era uno strano oggetto posizionato sul frigorifero e poco usato, sono stata folgorata sulla via di Damasco quando ho cominciato a convivere col Matassini. Da allora non ho più smesso, la radio è per me una specie di droga quando sono in casa e in macchina, mentre non ho l'abitudine di tenere auricolari per strada perché mi piace anche il rumore della vita che scorre (oddio, a Firenze spesso un po' eccessivo) e della gente. Il programma lo scelgo in base a quello che sti facendo: se tengo impegnata la mente mi ci vuole musica classica, se stiro programmi culturali su Rai 3, se cucino posso variare.
Della passione per Caterpillar parleremo insieme io e Patrizia.
E' una serata caldo-umidissima, starò in casa e mi imbesuirò (lessico familiare) davanti alla TV. A volte è una buona soluzione perché si può anche pensare ad altro, ad es. ad amici cari che stanno a Milano.
Baci, da estendere a tutto il gruppo. Anna M.
P.S. Se e quando vi farà piacere una nostra visita, fatecelo sapere

Anonimo ha detto...

anche io ho goduto della tua descrizione della essenza radio. in casa mia ovunque e sintonizzata su radio tre e le sue trasmissioni su musica e libri. il bello verrà domani perchè andrò per la prima volta in vita mia aassistere alla registrazione di una trasmissione...ti racconterò! felice di sentirti sereno in un piacevole appartamento con i tuoi vi abbraccio tutti. Maria Carla

Piero ha detto...

So che sono in ritaro, ma non ho potuto prima, volevo solo dire poce cose sul tempo e sullo spazio. Penso che entrambi siano delle entità in continua evoluzione, per quanto riguarda lo spazio ricordiamoci la continua espansione delle galassie e la deriva dei continenti, mentre a livello più tangibile ricordiamo gli enormi spazi che occorrevano per archiviare documenti o dati, oppure una enciclopedia che può essere contenuta in un CD ecc...Per quel che riguarda il tempo, anche quello si è modificato enormemente, non solo i nostri antenati non avevano minimamente l'idea di cosa fosse un decimo od un centesimo di seconto, ma pensiamo alla tempistica necessaria per percorrere determinati spazi, e quì le due entita si legano e si fondono, non ricordo se Lindberg per fare la trasvolata atlantica ha impiegato 24 ore o di più, oggi la medesima distanza si copre in 5 ore, Probabilmente io vedo il problema più dal lato scientifico piuttosto che filosofico, questo naturalmente dipende dalla mia formazione. Bello l'intervento di Cinzia, anche solo se con le nostre chiacchere siamo riusciti a dare un po' di conforto a Cinzia è già un gran bel risultato. Noi continuiamo ad andare avanti, anche se nel periodo delle festività c'è stata un po' di fiacca, ciò non toglie che penso si ritornerà tutti più vivaci che mai. Intanto vediamo di gettare le basi della nostra ONLUS, ritengo che appena avremo preso il via ci sarà senz'altro un grosso seguito.FRAM

Lorenzo Cecchi ha detto...

Bella l'immagine della ricerca febbrile di una stazione radio come fosse un vestito da scegliere, mi ci sono proprio identificato (anche se, va detto, è un po' colpa delle nostre radio che eccetto Controradio e poco altro fanno un po' pena...).
Appproposito dell'onlus, quando ci vediamo ti porto un libro, piuttosto piccolo e scorrevole ma decisamente centrato su quello che hai intenzione di fare. E' un saqgio sulle dipendenze e dintorni, ma non ti anticipo nulla, voglio che tu lo legga e poi mi dirai.
Baci

Lore

Anonimo ha detto...

Caro Giulio,sono Valeria..eravamo in classe insieme al Dante!Ho saputo dalla Bene quanto ti stava succedendo ormai da un po' di tempo,e da allora seguo assiduamente il tuo blog,le tue vicende,facendo un tifo intenso per te e le tue celluline buone!..non sai davvero quanto mi abbia fatto male sapere quanto ti stava accadendo,quanto ti abbia ammirato e ti ammiri per la tua immensa forza,quanto a volte le tue parole mi abbiano fatto commuovere e riflettere..Non so perchè,ma anche se da tanto lo volevo,non avevo mai trovato il coraggio per scriverti..forse perchè mi sembra sia passata una vita dai tempi del liceo,forse perchè in fondo non è che poi fossimo molto in confidenza..Non so cosa sia cambiato da ieri a oggi..so solo che ogni dubbio è scomparso e ho sentito che dovevo in tutti i modi farti sapere che ANCH'IO SoNO QUI a tifare fortissimamente per te insieme a tutti gli altri! Forza Giulio che sei grande!!!!..e grazie di tutto,del tuo essere,delle tue parole!Anche se non scriverò spesso,ricordati sempre che ci sono e ci sarò sempre anch'io!