venerdì 4 gennaio 2008

4 Gennaio 2007 - BUONE NUOVE (BOLLETTINO MEDICO)

Mentre con il preziosissimo aiuto di Piero Pannuti i lavori associativi vanno avanti (vi annuncio già il progetto di organizzare una cena a breve) vi do quelle che per me sono buone nuove da quel di Milano... oggi ho finito il nuovo ciclo di chemio ma la vera notizia è che

NON MI RIFANNO LA LOMBARE...

quindi visto come sto reggendo le chemio si preannunciano settimane "tranquille" nel senso che a parte la profilassi di rito non dovrei (corna facendo) avere altri tipi di complicazioni.

Purtroppo si sa tuttavia come nulla sia per nulla: la puntura lombare che mi dava tanti problemi è stata sostituita con dei 10-12 sedute di radioterapia leggera che non dovrebbero avere effetti collaterali ma che con tutta probabilità non mi consentiranno di tornare a Firenze tra questo ciclo e il prossimo

quindi dovrete fare a meno della mia presenza fisica almeno che non veniate a trovarmi voi...


a presto

Giulio

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggere il bollettino medico che inizia con "buone nuove" è sempre una gioia, anche se offuscata dalla tua permanenza a Milano, ma vedrai che gli amici troveranno il modo di raggiungerti. Questo gennaio sul blog è cominciato alla grande, con temi impegnativi:l'attesa, il tempo e lo spazio...ne sono un po'sopraffatta anch'io, come Patrizia, anche se le tue riflessioni e il tuo racconto mi hanno riportato indietro nel tempo, evocando ricordi, complice anche Sandro che ha ritrovato per caso(e scannerizzato)vecchi negativi di foto mai stampate e dimenticate,che mi vedevano con un grande pancione, mamma camper come dice Francesca, insieme ad Anna e Carlo: certo quella è stata per me l'attesa più significativa. Comunque erano gli anni '70, segnati, come già la fine degli anni '60, da esperienze evidenti nella musica, nella filmografia, nella narrativa simili a quelle che tu hai sofferto tuo malgrado e che io ho sempre percepito con inquietudine e disagio. Il tema della radio invece mi ha riportato ancora più indietro, agli anni '50 di me bambina, in un ricordo di atmosfere calde e di affetti familiari, sfumati nel tempo: sono curiosa di conoscere la tua esperienza della radio.
Intanto ti saluto affettuosamente da una Firenze freddina e piovosa.
Loretta M.

Piero ha detto...

Mah in questi giorni ho trascurato un po' il blog, ma avevo altro da sbrigare, comunque oggi nel leggerlo ho appreso la bella notizia della spinale, può darsi che se ci si concentra tutti insieme pensando intensamente alla stessa cosa quanto si desidera si avvera, se non erro c'è una filosofia che sostiene questo, non ho eccessiva dimestichezza di queste cose. Ho letto il tuo del quattro, ma quello precedente non ho avuto tempo per applicarmici più di tanto, vedrò in seguito. Per ora godiamoci l'assenza della spinale, per la radio penso che gli effetti collaterali siano di gran lunga inferiori.FRAM

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, siamo tornati da Roma ed eccomi qui a scriverti due righe. Come forse la tua mamma ti avrà detto, mentre ero a Roma per stare con lei, sorelle e nipoti, la mia mamma è morta. Aveva 98 anni, è morta nel sonno nel suo letto e, al solito, è stata così brava da aspettare che una delle mie sorelle tornasse dagli USA (dove era andata a trovare la figlia) e che io e Carlo fossimo lì. Il distacco esiste, ma questo è davvero dolce; una vita arrivata alla sua fine naturale e una donna che ha sempre detto di essere felice della vita che aveva vissuto.
Aspettiamo altre tue notizie, ma se non hai voglia rimanda pure il tempo della scrittura, tanto ti pensiamo sempre lo stesso.
Baci Anna M.

Anonimo ha detto...

tempo, spazio, attesa.
Non mi sono poi soffermata molto a pensarci, almeno non coscientemente,ma ecco che da sola si è maturata la consapevolezza che almeno per me il tempo è un continuo che il mio "se"osserva nel suo evolversi:passato presente sono un tutto di cui io sono parte ed al tempo stesso osservatrice, distaccata.Per il futuro e l'attesa ho sempre avuto dentro di me più che altro curiosità:da piccola mi chiedevo: e da grande come sarà la mia vita?Adesso più o meno uguale.
Come per Loretta preziosa e felice è stata l'attesa di Francesco, mio figlio, tanto più "attesa" perchè allora non c'erano ecografie, avillocentesi... insomma finchè non nasceva non si sapeva nemmeno il sesso del bimbo.Della radio sono un'appassionata, posso stare mesi, veramente, senza accendere la televisione ma appena posso, casa, auto, accendo la radio e ho anche io dei bei ricordi di quando, bambina, la domenica pomeriggio il babbo ascoltava la radiocronaca del 2° tempo delle partite mentre in casa c'era il profumo della torta che la mamma faceva per merenda.Per ora tutto qui,condivido la gioia per le buone nuove e ti abbraccio.
Patrizia C.