lunedì 21 gennaio 2008

20-21 Gennaio - "suite milanese" parte 1. notturna e un po'stanca


Non sono un esperto ma secondo me in un bel poema arriva il momento, in cui l'eroe (nel vostro caso...ancora il sottoscritto spero) si siede un attimo, e guarda il ceppo d'un camino. E'un fuoco ben diverso da quello che gli ha bruciato tutto quanto alle spalle, è appunto un calore magari condiviso con qualche compagno... eccolo il nostro eroe, là, stanco ma tranquillo che si riconforta per continuare il cammino, ma forse, per la prima volta da tanto si è fermato un attimo di più rispetto allo stretto necessario... non so effettivamente se in qualche passo greco-latino si trovi un momento simile (classicisti siete chiamati in causa) ma se c'è per me forse questa giornata ha un po'questo significato... mentre vi scrivo sono stanco, ho diverse ore di veglia sulle spalle, un viaggio Firenze-Milano e finalmente un momento un cui mi siedo... già, mi chiederte "ma cosa avrai fatto mai oggi?"... oggi ho si sitemato CASA... "che culo" direbbe qualcuno. Ma io, da quando ormai quasi tre mesi fa sono stato estirpato da dov'ero per essere ricoverato nel nostro tristemente famoso reparto di ematologia di Firenze non ho mai avuto un momento per riorganizzare le mie cose... so che sembra strano ma è così: la frenesia estrema e collettiva portata dalla malattia ha caretterizzato tutti questi giorni da allora. In sostanza cosa voglio dire? che quando vieni sbattuto da una parte all'altra, tra alberghi, reparti, d'ospedale, poi una casa in affitto, e ogni tanto (sempre per troppo poco tempo) a casa... quando vieni sballottato preso e perso tra i ritmi della malattia non ti stai troppo a chiederti "da dove arriva quello di cui ho bisogno? e dopo, dove lo rimetto?" prendi semplicemente ciò che fa al caso tuo ed è a portata di mano... per esempio, quando sono venuto su nella nuova casa, cosa mi son portato dietro? I vostri regali (quelle lettere, quei cd, quelle stampe, quei manifesti, quei libri, quell'astuccio, quelle penne) qualche vestito scelto chi mi stava vicino, il mio "budellone"(ovvero il mio computer che si chiama appunto -budellone-), il cellulare, le cose per scrivere... nient'altro. Ah e la macchina fotografica ovviamente... Cose importanti, volute, ma prese di fretta, senza in realtà sapere cosa ti sarebbe potuto servire davvero, o meglio quel che avrei potuto davvero voler sottomano... ora è diverso. Ho qualche libro in più (quelli che mi potrebbero servire per lavorare per esempio), ho la mia musica, i miei film, i miei files, e soprattutto per esempio ho le mie foto, le mie stampe (anche qualche negativo), un bel calendario, ho i programmi giusti per far funzionare al meglio il mio buon "budellone"... e per altro, ho finalmente le cose per arredare la stanza... Già... oggi ho arredato e organizzato e "pensato" la stanza, la casa appunto, che mi ospiterà per i prossimi mesi della mia vita...e vi pare poco? Fino a ieri l'altro in fondo cosa distingueva le pareti bianche di questa stanza dalle pareti bianche di una qualunque altra stanza? Già, perché dovete sapere che la stanza in cui stavo era concepita senza avere niente di attaccato alle pareti: due letti accostati, un scrivania, una porta-finestra su un terrazzino al piano terra, un armadio e uno specchio... e le mensole alle pareti. Tutto qua e pareti bianche ovviamente, non molto dissimile da una stanza d'albergo non trovate? Bene adesso le pareti non sono più solo bianche. No, non le ho imbrattate, né mi sono messo a dipingere non vi preoccupate, e neanche carta da parati... no no, anzi non è stato messo neanche un chiodo però adesso, attraverso mirabolanti giochi architettoici (spago e mollette da bucato tesi tra un reggente di mensola e l'altro) e un po di scotch (no, non whisky... cioè in realtà non ci starebbe male... ) ho la stanza bella e tappezzata e colorata? Con cosa vi chiederete forse? Ben sei stampe bianco-nero di foto dell'Irlanda fatte da me medesimo (e non vi dico come sono belle... se le volete vedere dovrete venire qua a trovarmi)... e poi? Poi disegni di Hugo Pratt, un manifesto regalatomi da Anna M. del 1968 che credo sia la prima volta che viene appeso (vi racconterò questa storia un'altra volta), uno splendido manifesto a cui sono legatissimo sempre di Hugo Pratt, una bella foto di Adriana L. in cui si vede la mia Firenze, e dulcis in fundo proprio sopra al mio letto troneggia un bell'acquerello originale di Sergio Staino con tanto di dedica: "istantanea per Giulio, fotografo..." Invidiosi, eh? beh... fate bene, ve l'ho detto che sono un leucemico fortunato... intanto credo di aver scritto e descritto diverse cose per stasera, ci sta pure che continui a scrivere comunque mi sa che per ora (ma solo per ora) vi siete evitati una dissertazione sul senso di casa e sulle "strade che sanno dove van a finire"... ma mi sa che è solo questione di tempo. Come è questione di tempo che prima o poi vi ribecco a tutti con quelli che non ho ancora visto o risentito solo telelfono... oggi, mentre tornavo su pensavo a voi a tutti voi, a quelli che ancora non ho avuto di guardare negli occhi da così tanto tempo, a quelli che non ho ancora avuto modo di guardare negli occhi... ai miei amici di porta romana, ai miei compagni delle medie. E a quelli del liceo? e la mia maestra d'asilo? e... e... e... solo questione di tempo e noi di pazienza ne abbiamo, no? Ah... sono curioso di sapere chi sarà il primo fiorentino che mi verrà a trovare quassù a Milano, perché per ora è stato solo Giulio a venire a Firenze, Firenze se ne sta là tra quei gioielli di colline e monti che le adornano la chioma a farsi bella beata gli affari suoi... mah... eppure dai tempi del padre Dante ne son passati di secoli...

un bacio per ora

a presto

il vostro

G.J.B.

P.S.
vi inserisco la scansione della vignetta di Staino

P.P.S.
va bene che nell'ultimo messaggio il post era misero misero... ma certo 1 solo commento (e meno male che c'era quello altrimenti mi deprimevo)
mah... tutti a dire il blog, il blog... o dove siete? secondo me un'vi appassiona più tanto... e sapete che vi dico io: "cazzi vostri"



5 commenti:

Anonimo ha detto...

buon giorno Giulio, per quanto mi riguardail blog continua ad appassionarmi tanto più ora che addirittura ci dedichiamo anche a sottigliezze grammatiacallessicali ( io che a qual non si deve MAI mettere l'apostrofo l'ho scoperto solo ora e incredula sono addirittura andata a controllare sul vocabolario)a parte gli scherzi ti leggo e ti penso costantemente, quando avrò più tempo ti scriverò più a lungo baci
Patrizia C.

silvia ha detto...

Ciao Giulione, mi dispiace tantissimo non averti visto questo fine settimana, ma sono contenta che ti sia goduto la nostra bellissima città e la compagnia di chi ti vuole bene. Io invece, come sai, sono andata al mare a "godermi" un'assurda riunione di condominio straordinaria al posto dei miei sabato mattina durata un'enormità (mentre fuori c'era il sole) per decidere se dare un contributo "solidaristico" all'ex socio dell'uomo del latte italiano liquidato dieci anni fa prima del recente crack. Il mondo a volte è proprio strano!
Non vedo l'ora di vedere la stanza nuova!!! Appena ci dai l'ok con Fulvio veniamo a vedere la bella nebbia di Milano.
Un bacione
Silvia

Anonimo ha detto...

bentornato Giulio, ti saluto con un bel fiorentinismo "bentornato bischero!". Però hai portato le nuvole e il nebbione di milano.....ciao!
Matteo B.

Anonimo ha detto...

Il Che a Milano, che bellezza!
Un salutino veloce, giusto per dirti che spero la giornata non sia stata troppo pesante. Baci Anna M.

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, un rapido saluto prima di chiudere la giornata, trascorsa tra lavoro e casa della mamma quasi (c'è sempre un quasi) definitivamente ristrutturata. Anch'io ti leggo sempre e ti seguo, nei tuoi spostamenti e nelle tue soste, novello Ulisse(che si ama sempre da subito) e pensoso Enea (che si impara ad apprezzare col tempo). L'ora tarda mi annebbia un po', ma la buona notte è affettuosa come sempre.
Loretta M.