lunedì 31 dicembre 2007

30/31 Dicembre - FIRENZE cap.1

Ed oggi, come ieri a percorrer le vie strette di questa città stretta. Sfido chiunque a dire che una città non è fatta dalle sue vie e che esse non ne riflettono l'anima. E così Firenze è una città stretta, stretta nella sua classe dirigente (o digerente che dir si voglia), stretta nei cappotti e nelle pellicce invernali delle signore che passeggiano tra le vetrine di Via Tornabuoni. Firenze: stretta nella sua aria e soprattutto stretta ai suoi cittadini che se non son ristretti di cervello non possono fare a meno di sentirsi un po' stretti. Effettivamente il largo respiro manca da un po' a iniziare da chi amministra o vorrebbe farlo: sovente non si eccelle per idee (idee?) di ampie vedute. E allora perché non allargarsi la cintura e sedersi intorno a un tavolo a mangiare? E in questo i fiorentini, non c'è che dire, son bravi. Quanti ne ho visti, di tutti i tipi riuniti intorno a tanti tavoli diversi. A riempirsi la pancia delle pietanze più varie. E io per fortuna con loro. Allora ci sono le cene esclusive, quelle di finanziamento, quelle da duemila persone, quelle segrete e perfino qualche ristoratore che si inventa intellettuale: grandi pensatori sul fornello ma in fondo abbiamo barrocciai che si inventano sceriffi. Firenze!
Come non iniziare polemicamente questo brano sulla mia città natale? Una città dove le polemiche, i disaccordi, le critiche, in tutte le loro accezioni (positive e negative) sono di casa. La polemica allora diventa base dell'ironia, il disaccordo il lievito della battuta salace e la critica il fondamento della presa di culo. Modi diversi per dire con il sorriso qualcosa di estremamente vero e celarsi dietro un disarmante "stavo scherzando". Guai ad esser permalosi ed esser fiorentini. In questo il nostro povero presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (nonché nostro primo cittadino) non ha mai imparato. Ma la speranza è l'ultima a morire. E potrei citare episodi in cui qualche fiorentino malcapitato, sovrastimando l'autoironia altrui, ha dovuto rifarsi ai grandi della letteratura come Calvino per difendersi dall'errore di una battuta fatta nel luogo sbagliato alla persona sbagliata. Ma si sa come la mancanza (magari temporanea) di intelligenza possa portare a fraintendere la battuta e invece a prendere al volo la provocazione. E dunque il litigio, la zizzania: altro sport preferito. Non son forse rissose perfino le nostre vecchie mentre brontolano improperi sull' autobus? Non è forse esplicativo dell'anima di un luogo quel che si legge sui suoi manifesti? E allora spazio alla critica mentre si affigge: "questo è il vero mostro di Firenze" e accanto la foto di un progetto di tramvia in piazza Duomo. Firenze: stretta! Chiusa nei suoi palazzi e in una classe dirigente che malgrado tutto abbraccia sempre sé stessa, con il rischio forse di collassare a breve. Le tradizioni si tramandano e a chi sostiene (poiché tutti conoscon tutti) che Firenze è piccola, si può rispondere con facilità che non è vero: lo è appunto la sua classe dirigente. Firenze fatta di odii miunti e di gruppuscoli di ogni tipo: qualche invidia e molte chiacchiere. Ho sempre pensato che questa città fosse fatta come le bambole russe: le matrioske. Una città ne contiene un'altra e così via... e la cosa particolare è che nessuna di questa parla con quell'altra come se d'improvviso in una serie di vasi comunicanti si facesse scendere il livello del liquido troppo in basso. Fine delle comunicazioni e fine dell'importanza dell'esperimento. Ed ecco dunque tutti quanti qui a ristagnare tra le perle di questo gioiello della cultura rinascimentale incastonato tra colline fatte di vino, olio e turismo. Anche la campagna fiorentina si adegua e i casolari mezzadrili lasciano spazio agli agriturismi del "Chiantishire" che non rinunciano alla produzione propria e alla propria "casa del popolo", antichi retaggi di una cultura "rossa" tanto diffusa quanto tramontata.
E io? Io cammino vicino a quest'Arno melmoso, avvolto nel mio cappotto grigio. Muovo i miei passi coccolato dalle luci natalizie e dagli orefici di Ponte Vecchio cercandomi un paio di guanti in via Calzaiuoli. Amo profondamente questa città, essa mi appartiene come io appartengo ad essa. Non vi è caratteristica che abbia elencato che in fondo non mi si addica almeno un po'... e così credo si dica per tutti noi, se ho fatto bene il mio dovere di scrittore.

Vi bacio con un sorriso
buonanotte

J.B.



sabato 29 dicembre 2007

Uno slancio vitale

Il 24 dicembre, mentre sostavo in una sala di attesa milanese e aspettavo di farmi le analisi del sangue per conoscere il mio stato di salute, ho aperto un blocchetto e mi sono messo a scrivere usando le ginocchia come piano d'appoggio. Non ho pubblicato quel che ho frettolosamente buttato giù. Forse per pudore ma più probabilemente per la pigrizia di dover copiare tutto quanto. Ne prenderò tuttavia da alcuni stralci. L'inizio era più o meno questo: "ma cosa rappresenta per me il 28 dicembre? Sicuramente una scommessa, poiché so che basterebbe il risultato sbagliato di questa analisi per non farmi partecipare. Non credo tuttavia che annullerei l'incontro perché la voglia di farvi incontrare sarebbe troppa... Credo che sia uno slancio vitale. Dietro di esso si cela la voglia di esserci, di essere presente..." sostanzialmente la stessa voglia che ci porta a cercare di fare un'associazione.

Adesso siamo il 29, la grande giornata è passata e ieri ero ancora troppo coinvolto e troppo stanco per riuscire a scrivere di fronte a uno schermo che rifletta i miei pensieri.
Dunque eccomi qua, ma sapete la prima cosa che ho fatto? Beh... l'avrete visto appunto, ho cambiato l'intestazione della pagine. Non perché io non sia più affetto da leucemia, quanto piuttosto perché questo ormai, per voi come per me, è un dato assodato. Il fatto che mi debba curare mi appare come una certezza ineluttabile e quindi non è più una novità, non rappresenta un terrore sconosciuto, un horror vacui, quanto piuttosto una grossa seccatura o, nei momenti di sconforto, un doloroso destino. Diciamo che sto cercando di vincere quella sfida che fa di un malato una persona assolutamente normale. E quindi ecco "Giulio e il suo mondo" al posto di "Giulio e la sua Leuce", anche se possiamo continuare tranquillamente a dire: "si stava meglio quando si stava meglio".
Ma torniamo all'incontro di ieri che ho voluto un po' che sancisse questa cesura. Beh, inutile che mi dilunghi in ringraziamenti particolari, perché davvero avrei un pensiero, una battuta per ognuno dei presenti e conto di farvela personalmente quando ci rivedremo più in privato. Non mi rimane quindi che appellarmi come al solito al vostro buon cuore e chiedervi di non offendervi se non vi ho considerati quanto avrei voluto. D'altronde si sa che per accontentare tutti, alla fine non s'accontenta nessuno. Anzi uno s'acconenta ed è stato proprio contento: IL SOTTOSCRITTO.
A questo proposito devo dire che a mio avviso l'atmosfera si è fatta decisamente più intima rispetto alle "solite" feste, ai quei ritrovi di massa, dispersivi in fondo che all'inizio della mia disastrosa carriera universitaria tanto amavo. Mi riferisco alle tante feste (universitarie e non) a base di disgustoso alcol a basso costo che altro non sono che una noiosissima passerella di universitari fiorentini annoiati. Di cui io stesso ho fatto tante volte parte.
Sinceramente preferisco ai grandi ritrovi un atmosfera più pacata, più rilassata, più intima appunto. Una dimensione che ieri non ho stentato a trovare.
Insomma sostanzialmente la mia speranza è che ieri abbiate passato un bel pomeriggio. Per me è stato così

Un bacio

il vostro

Jay


giovedì 27 dicembre 2007

27 Dicembre - INDICAZIONI

Domani: starò con la mascherina ma se avete malattie o simili (dal raffreddore, peste, malaria, febbre gialla, ebola ecc…) statemi lontano (1-2 metri di distanza almeno). Non dovrei comun non ho preparato praticamente nulla quindi non aspettatevi niente di particolare.

Questo non è un momento di creazione ma di INFORMAZIONE per arrivare:

indirizzo preciso:

Via di Poggiosecco 45 Cascine del Riccio, Fi

(alternativamente potete cercare le cinque vie o Ponte a Jozzi)

link mappetta:

http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl

Poiché vorrei iniziare a capire quante sono le persone che vorrebbero “in linea di massima” aderire all’associazione vi saranno delle schede da riempire se vorrete aderire ovviamente altrimenti si fa due ciane e sarò felice lo stesso (se mi state simpatici).

mercoledì 26 dicembre 2007

26 dicembre (qualche ora dopo)

Ma guarda tu se uno deve rispondere ai proprio affezionatissimi lettori appena qualche ora dopo... e io che speravo in qualche commento tipo: "però certo anche se è di qualche anno fa ce lo siamo gustati il raccontino (quello nel post precedente per intendersi)"... no! niente di tutto questo, anzi, insinuano che ho il blocco dello scrittore... macché blocco dello scrittore! è che scrivere richiede tempo, concentrazione e fatica. Anche se scrivere così quasi di getto richiede poca poca fatica (al massimo per gli occhi). No, no il fatto è davvero che mi sto dando a tutte quelle relazioni umane che per ovvi motivi ho trascurato per mesi. E vi dirò, son proprio contento di rivedere i miei amici, stare con la mia ragazza e così via. Anche se il mio sogno sarebbe avere una casatta mia dove poterli ricevere (ma questa è un altra storia).
Non sapete però il piacere che mi ha fatto poter andare a giro con un mio amico per il centro di Firenze il 24 dicembre a comprare e consumare regali come tutti (no, non come ogni altra persona, perché i regali che ho fatto sono belli, e non tutti fanno regali belli). Il 25 ho mangiato effetivamente bene e ieri sera ero mollemente adagiato sul divano a godermi i blues brothers in seconda serata. Oggi ho pensato al 28, all'associazione e giocato con un mio amico a "3 sette"... insomma l'attività ferve in un clima vacanziero e natalizio. E voi mi dite che non scrivo? No no, avrei pagine e pagine da scrivervi e probabilmente un giorno lo farò pure. Ma non oggi perché per parlare del gusto della vita prima bisogna godersela.

Salute


G.J.B.

26 dicembre

che dire? alterno qualche momento di ansia che ormai purtroppo contraddistingue un po'il mio modo di stare a questo mondo e con la quale ho imparato a convivere, a momenti di calma in cui mi godo la vita... Ieri ho pensato che uno che scrive non ama scrivere solo di sé e soprattutto in questo momento che "sto bene" non ho voglia di scrivere della mia malattia, per la quale forse ho un ovvio rifiuto inconscio.
Siccome però attualmente non ho scritto niente di nuovo pubblico altre cose che avevo nel cassetto ormai da qualche anno sperando che vi possano piacere ugualmente:

Se ne stava là, coi pantaloni rotti e la birra sul tavolo. Birra scura la sua,birra forte. Come forti erano le sigarette, anch’esse sul tavolo, che s’accendeva a poca distanza l’una dall’altra. Stava a guardare le colline che gli si paravano davanti e lo faceva con la finta tranquillità di chi ricorda. Pensava a lei ma periodicamente le voci di due turisti francesi seduti al tavolo accanto lo riportavano alla sua sedia verde: si stava godendo l’ultimo sole d’una giornata qualunque di metà giugno: quel sole caldo e serale delle otto. Pensava a lei e ne sentiva la mancanza: quel sole se lo godeva da solo. Bevve un altro sorso di birra, poi posò piano il bicchiere. C’era un bicchiere soltanto su quel tavolino rotondo, quasi a volergli ricordare che non aveva nessun’altro con cui brindare. L’avrebbe voluta accanto: l’accompagnava fin là come per mano, fino a quella terrazza, fino al suo bicchiere. Le accarezzava i capelli e le sorrideva col sorriso di chi ha appena litigato e cerca di far pace. Ma aveva litigato soltanto con sé stesso.

La vedeva scherzare e guardarlo storto. Invece accanto aveva un casco da moto, quasi a volerle tenere il posto. Bevve un altro sorso di birra, poi fece di nuovo caso al panorama che gli si stagliava davanti: qualche casa, terrazze e un tetto di vecchie tegole rossastre sul quale ogni tanto si muoveva una piccola girandola di metallo. Era stanco, non aveva più voglia: si posò e s’accese una sigarillo di quelli economici.

«Curioso »,

si disse,

« come aspettare, come restar fermi, a volte sia molto più faticoso che andare avanti! »

Scrollò la cenere per terra, il vento gliela portò via.

Poi le gambe d’una ragazza lo distrassero.

martedì 25 dicembre 2007

24-25 Dicembre

SONO A CASA!
BUON NATALE A TUTTI QUANTI!
ci sentiamo domani o nei prossimi giorni. Dipende dal tempo e dalla voglia.

vi lascio in compagnia di una delle migliori canzoni
"natalizie": ModenaCityRamblers Canto di Natale
(il video non mi piace, non l'ho fatto io e neanche i modena buon ascolto)


un bacio auguroso

Giulio Jay Bogani

domenica 23 dicembre 2007

23 Dicembre - TANTE COSE

PER CHI AVESSE LETTO IL BLOG -IL 23 POMERIGGIO- HO AGGIUNTO TANTE COSE, vi consiglio di riprendere la lettura da dove avevo lasciato... Baci


Ieri me lo son preso, non di sciopero, ma di vacanza: ebbene sì anche gli scrittori (o presunti tali) leucemici e associazionisti a volte fanno vacanza... o forse si fanno rodere il cervello dalla loro amata, che in fondo non è forse la stessa cosa?
Per dirlo con parole più belle e continuare la serie delle nostra parafrasi potrem così cantare:

dirò di Giulio in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai né, in rima:
che per amor venne in furor e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima:
se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.

Ebbene proprio da poco la mia dolce metà è andata via e quindi torno a scrivervi...

in primis vi segnalo che sull'altro blog http://facciamolonlus.blogspot.com c'è una bozza di struttura dello statuto che ho buttato giù...

in secundis riprendiamo da dove ci eravamo lasciati ovvero dalla mia prima volta sul palco mentre interpretavo Zefiro. Avevo circa 3 o 4 anni e di là alle elementari il passo sarebbe stato breve. Non sapendo leggere da piccolo amavo molto i libri con le figure e quindi in particolare i fumetti. Le trovavo particolarmente evocative e credo che mi ci costruissi sopra storie mie. Spesso comunque mi facevo leggere dagli altri. Il risultato è che, arrivato alle elementari mi chiesi: "ma perché dovrei imparare a leggere e a scrivere?...in fondo io sto bene così, a che serve?" Vi lascio immaginare mia madre. Non so per quanto tempo, ma per insegnarmi a leggere andò a cercarmi libri con tante illustrazioni e le lettere scritte grosse, con storie che mi potessero piacere. In realtà sulle storie non ero di gusti difficili, e avevo una collana di libri che era di mio gradimento sulla quale si poteva andare sul sicuro. Alla fine imparai a leggere, anche se in realtà son mai stato un gran lettore e ho tuttora delle lacune immense... (ora devo andare a mangiare più tardi continuo con la prima parola che ho scritto)...

Ho mangiato son quasi le 21.00 e ho mangiato alla grande: comincia forse la rivincita? Il menù prevedeva:

ANTIPASTO: tartine con salmone affumicato-tonno affumicato-caviale
PRIMO: risotto coi carciofi
SECONDO: agnello arrosto con patate accompagnato da un brunello di montalcino del 1984...

eheheh... mica male eh?

un pranzo fantastico consumato nel calore delle mura domestiche del mio zio di Monza. E dopo pranzo eccomi comodamente adagiato sul sofà a guardare dormicchiando sornione la fiorentina vincere 5-1 sul cagliari.
Curioso l'effetto che fa star seduti su un divano, muoversi tra le mura di una casa "abitata", alla fine a parte due giorni di "sanità mentale" passati a casa mia, è dal giorno del mio ricovero il 6 novembre che non entravo più in un'abitazione, preso tra stanze d'albergo e letti d'ospdale. Un bell'effetto vi posso assicurare. Non starò a descrivervi poi la bontà del pranzo e il piacere che mi ha fatto accorgermi che, malgrado i sapori distorti dalle medicine, apprezzo comunque un buon vino.
Ora sono qui di nuovo in questa stanzetta, a ascoltarmi un po' di buona musica senza dolori particolari e solo con un po' di sana stanchezza addosso. Non mi posso lamentare. Certo il pensiero è proiettato alle analisi di domani e stavolta davvero già pregusto il ritorno. Mi chiedo sinceramente anche io un po'come sarà la giornata del 28: il fatto è che in fondo non sono guarito e già mi do ai raduni di massa? beh...pare di si. D'altronde la voglia di vedervi tutti negli occhi è troppa. Ma come fare per non compromettere la mia incolumità? Beh innanzitutto userò la mascherina, poi ho pensato a vari tipi di soluzioni. Il primo è stato quello di fare il ritrovo in un posto grande che avesse un teatro a disposizione e un bel palco, dal quale almeno vi posso vedere e dare un po'di spettacolo da leucemico egocentrico quale sono e magari visto che ci sono presento anche qualche idea sull'associazione. Il problema è che non mi interessa parlare io, quanto poter parlare con voi, poter sentire le vostre voci... Intato sarà bello anche solo potervi vedere tutti quanti con i vostri volti, i vostri occhi le vostre mani. Già... e per le vostre voci? Beh... spero un modo di trovarlo. Sicuramente comunque chi sarà MALATO dovrà stare LONTANO. Per malato si intende dal comune raffreddore all'influenza a qualunque altro tipo di roba contagiosa. Credo che sia altrettanto sconsigliabile (se non di più) che mi si avvicinino animali di ogni tipo. Quindi la pantegana
(pan|te||na s.f. 1 topo di fogna, surmolotto) regalatavi dal nostro generoso sindaco per Natale lasciatela pure a casa perché no, non l'accarezzerò per farvi piacere. No, neanche se l'avete chiamata Jay in mio onore. A parte queste indicazioni vedremo un po'come gestire la cosa. Personalmente pensavo anche a un bel banchino per l'associazione (A.A.A. volontari per tenerlo cercansi) e a un bell'albero di Natale dove potrete mettere tutte le vostre letterine e doni per me... Eehehehheh che bello... mi piace quest'idea
comunque ci penserò meglio quando sarò tornato. Intanto mi godo questo momento e torno di nuovo a mangiare (ehehhe non faccio altro eh?bella vita!!!) a dopo.

Ho appena finito di cenare. Sono satollo, saziato da dei buoni ravioli al brasato e tra poco me ne vo a letto che ne ho bisogno. Comunque prima vi racconto questa piccola storia che vi avevo promesso. In realtà non io non ricordavo quest' episodio ma a detta di mia madre pare che la prima parola tracciata su carta dal sottoscritto sia stata in bello stampatello: POPO' (l'accento non so se c'era, non credo). Beh traete voi le conclusioni a riguardo... ma parte che la cosa si sia tramandata in questo modo:
mia madre va a parlare con Nicoletta (prima ed amatissima maestra delle elementari, che fumava come una ciminiera a suo stesso dire, però era brava) e al ricevimento la maestra esclama:
- Giulio ha scritto la sua prima parola-
- Ah bene, e sarebbe? -
- POPO, quando gli ho chiesto come mai avesse scelto quella parola la risposta è stata che era facile da scrivere: in fondo bastava fare poco più di quattro cerchi -
Quella non era una parola scritta era un programma di vita!!!

Spero che questa storiella piccola vi abbia divertito come fa sogghignare me quando ci ripenso... e con questo mi congedo da voi almeno per il momento.

Vi mando un bacio grande

Giulio J.


venerdì 21 dicembre 2007

21 12 07 - 24 compleanno e solstizio d'inverno

Che cari che siete! Questi ultimi giorni sono stati abbastanza “bui” per quanto riguarda l'umore e il mio equilibrio psico-fisico. Sono stato male fisicamente perché ho avuto mal di testa e problemi agli occhi, costretto e chiuso in un luogo inospitale come una camera d'albergo non sono riuscito a vivere in pieno nemmeno la mia dimensione di “malato”. Almeno ricoverato in reparto avevo una collacazione precisa: “a casa” invece... Pregi e difetti di quando ti mandano fuori, con il fatto che ovviamente i rapporti con chi ti circonda sono assolutamente e drammaticamente “diversi”. Diciamo che sono quantomeno faticosi anche solo perché ti obbligano a una convivenza inusuale. Da ieri sto meglio, è arrivata la mia dolce metà quassù, e oggi è appunto il mio compleanno...volete sapere più o meno quali saranno prevedibilmente i prossimi appuntamenti?


  1. Il 24 dicembre nuove analisi e poi se tutto va bene torno a Firenze

  2. VACANZA e NATALE IN FAMIGLIA

  3. il 28 Casa del Popolo Cascine del Riccio: è un momento di incontro e di ritrovo, sicuramente un momento importante anche per l'ONLUS che vogliamo costituire ma più che altro un momento per vedersi... ci sarà spero un grande cesto o albero di Natale sotto cui mettere tutti i biglietti, lettere, pensieri e “doni” che mi vorrete fare... se la salute mia regge non dovrebbero esserci problemi... quindi io mi sforzo e voi PURE!!!

  4. il 1 gennaio torno a Milano per proseguire le “cure” i giorni seguenti... non è una bella prospettiva ma non ci voglio certo pensare adesso. Quando sarò a Milano sarà importante che mi veniate a trovare voi... mi faranno la maggior parte delle cure in Day-Hospital e ho affittato una casa qui a Milano2 per i prossimi 6 mesi. Quindi se la montagna non va da Maometto, Maometto va dalla montagna. Io ci conto di vedervi, in fondo in treno sono 2h e mezzo di viaggio. So di non essere un bello spettacolo ma mi farete un leucemico felice.

Oggi pomeriggio ho provato a buttare giù 2 righe sui miei primi ricordi... poi il tempo è quello che è e mi sono dato all'aria di festa e sono perfino uscito a vedere un po' di vetrine (senza entrare nei negozi però) Vi lascio con quel che ho buttato giù, per il continuo dovrete aspettare... (ehehhe... addirittura adesso mi faccio desiderare).

Sono nato 24 anni fa per il solstizio di inverno in una notte di luna piena. Le mani esperte di mia zia, ginecologo, hanno condotto il parto facendomi vedere per la prima volta la luce, anche se, a quanto si racconta, sono nato di notte e quindi immagino di aver visto quella artificiale delle lampade d'un ospedale fiorentino. Pesavo più di tre kili e dice che ero bello grosso. Qualche giorno dopo sono stato portato a casa e qualche mese dopo un po' più in là: in America... Già... anche io il mio viaggio in America me lo sono fatto: era il 1984 a San Francisco. Non ricordo molto dell'America quindi inutile che ne parli. I miei primi ricordi iniziano un po' dopo, diciamo qualche anno più tardi. Ho un vago ricordo del mio asilo nido a Villa Ramberg, ma molto molto vago diciamo che metto invece bene a fuoco che fin da bambino ero abbastanza cagionevole di salute. L'otite mi perseguitava, tanto che credo di essere stato più tempo a casa che all'asilo. Tuttavia dell'asilo conservo qualche memoria, come per esempio quella di una recita in cui interpretavo Zefiro: mettevamo in scena una rappresentazione ispirata alle “Primavera” del Botticelli (quadro che per me è ancora legato a questo ricordo). Io facevo la parte del vento che rapiva le tre dolci fanciulle. Ho amato molto quel ruolo ricordo che dovevo dire qualcosa come “io sono Zefiro e vi rapirò” tutto vestito di scuro. Era la mia prima volta su un palco. Mi ricordo che andò bene, mia madre conferma che non mi impappinai.


Giulio Jay Bogani.


P.S. La storia di Alessandro postata nei commenti di sabato che non avevo avuto ancora modo di leggere ve la consiglio... è deliziosa e a me ha regalato diversi sorrisi. Grazie Sandro!!!

giovedì 20 dicembre 2007

20 dicembre 2007

Sono ancora a Milano2... purtroppo... e domani? Chissà... ma intanto: cos'è Milano2? Un non-luogo è un ottima risposta. Esattamente come sono dei non-luoghi certe periferie anglosassoni fatte di villette a schiera, case le une uguali alle altre. Ecco, Milano2 è simile, solo che è di lusso: è lusso in serie. Lusso: e in quanto tale pulito, ordinato, sorvegliato. Le vie pedonali, che si snodano tra alberi e praticelli sono rialzate rispetto al manto stradale e sono collegate tra loro attraverso piccoli ponti sopraelevati. I rari veicoli che interrompono la quiete e la monotonia non sono quindi di alcun pericolo per i pedoni. Questi infatti possono piacevolmente passeggiare tra componenti cromatiche ben definite: ogni palazzo è tinto di un rosso scuro che si differenzia dall'altro per gradazioni e sfumature. Anche le tegole dei tetti sono dipinte e si intravedono tra i colori invernali degli alberi piantati ai bordi del selciato grigio. Qua e là qualche panchina, e al centro del quartiere un laghetto artificiale popolato da cigni, gabbiani e cornacchie.

I negozi, i ristoranti e le attività commerciali si innestano in questo panorama con vetrine poco appariscenti quasi a non voler disturbare. Mi chiedo in realtà se non siano normali negozi resi ancor più anonimi dal contesto generale... una specie di borghese lusso anonimo: arnie fatte per le “api-dirigenti” di una città imprenditoriale invece che per le “api-operaie” delle periferie urbane. Ma il grande costruttore del complesso, rimane lui a fare l'ape regina, come indica, per chi sa leggere, la scritta posta ai piedi d'un obelisco, centro di Milano2: “a perenne memoria pose”.

Era il 1988 e qualcuno di queste parti ricorda che non offrì nemmeno un rinfresco all'inaugurazione.

Certo, via almeno un rinfreschino lo poteva offrire, la munificenza non era forse una delle doti del buon sovrano? Mah... o tempora, o mores eppure così è.

Mi manca pure la terra toscana, le viti, gli olivi e le colline perché qua sapete non ci sono colline, c'è la campagna e l'orizzonte inframezzati da grandi alberi spogli che hanno un fascino incredibile, creano paesaggi spettrali e romantici. Stamani per esempio andando in ospedale mi sono scoperto a ammirare una specie di nebbia bianca che copriva un manto erboso sterminato, la prima luce del mattino giocava con la brina donando all'aria tinte rossastre. E nella distesa che si stendeva si stagliavano gli alberi con i loro tronchi massicci e sfumati. Quasi una coltre di fumo, un muro etereo, alto poco più di un metro si levava dalla terra a perdita d'occhio: fatto probabilmente dal gelo notturno, dalla brina e dal primo sole del mattino. Uno spettacolo da quadro inglese dell'Ottocento in una Milano indifferente.

In un altra situazione avrei potuto scattare qualche fotografia, ma c'era da correre verso il controllo...correre in realtà sarebbe meglio dire annaspare, poiché ero digiuno dal giorno prima e venivo da una notte di poco sonno. Ieri sera per altro ho ricevuto una splendida telefonata da una cena organizzata “in mio onore”. Un regalo bellissimo sentire una dopo l'altra, una vicina all'altra, le voci e l'affetto di tante persone che mi vogliono bene. Si sono passati il telefono in una specie di staffetta telefonica che mi ha realmente trasportato. Per un attimo era come se fossi là con loro, come se potessi vederli riuniti intorno a me, come tante volte prima d'ora, a sorridermi e a proteggermi. Come un muro appunto. Il muro, già! Non ricordo se ne ho già parlato ma quella del muro è un immagine chiarissima nella mia mente e spiega bene come riesco a sentirmi a volte. Il muro è composto pietre, sassi e macigni che l'affetto, l'amore, la solidarietà e l'umanità di ognuno di voi hanno posto. Beh qualcuno davvero ha sollevato macigni.

Qualche tempo fa sentii dire da Enzo Biagi questa frase che ho tenuto spesso a mente (cito a memoria): -A fine della vita, ti guardi indietro e ti chiedi cosa hai avuto e quel che conta è sostanzialmente a quante persone hai voluto bene e quante te ne hanno voluto. -

Grazie.


G.J. Bogani




mercoledì 19 dicembre 2007

RITORNI E FRANCESISMI

..."non scrivo per un cazzo"... certo che finezza e francesismi vari a volte non mi mancano... Vabeh!!! vabeh, sono un leucemico scaricatore di porto...che ci volete fare?
A parte gli scherzi, oggi sto meglio ma sono ancora con occhiali da sole e varie, il messaggio dell'altra volta l'ho riletto solo ora!
Però gli occhi mi fanno ancora male e la testa uguale(per via della lombare). Quindi torno a distendemi veloce, non prima di dirvi che le cose per l'associazione vanno bene, una proposta di Statuto è già in via di preparazione a questo punto bisogna trovare un notaio che faccia prezzi modici... lascio a voi la caccia...
Poi che altro dirvi...beh lo scrivo su carta a poi lo leggerete quando l'avrò ricopiato (se ne avrete voglia!)
AH... QUANDO TORNO? Boh? HO FATTO DELLE ANALISI LUN. SONO ANDATE BENE, MA VANNO COMPARATE CON QUELLE DI DOMANI. SE DOMANI VANNO BENE POTRI FARE IL COMPLEANNO A CASA ALTRIMENTI VEDIAMO...

FATEMI IL TIFO

Un bacio

il Vostro Giulio J. B.

lunedì 17 dicembre 2007

MAL DI TESTA E VARIE

Aspetto di tornare a casa... ho problemi di fotosensibiltà agli occhi e quindi non scrivo per un cazzo.



Giulio J. Bogani

domenica 16 dicembre 2007

DE ONLUS e riflessioni varie

Oggi ho pensato all' ONLUS (per quanto è stato possibile, ho fatto anche tante altre cose, tipo cercare di star bene -e ci sono anche abbastanza riuscito-) però diciamo così che oggi ho scritto tutto quanto sull'ONLUS e su tanti argomenti che mi stanno a cuore... poiché è un progetto in cui credo e a cui tengo oggi vi sottopongo quanto ho scritto anche. Da domani i due blog si separano ricordo: http://www.facciamolonlus.blogspot.com

l'inidirizzo è già attivo...quindi

per stasera invece trovere scritte le stesse cose, anche perché ci sono molte riflessioni e esperienze personali varie (per i miei più accaniti sostenitori) anche mentre spiego cosa vorrei fare... vi prego di lasciare i commenti a riguardo dell'associazione (adesione in primis, impressioni e quant'altro) sull'altro indirizzo per farlo “decollare”... ce la faremo? Proviamo questa prima sfida. FACCIAMOCELA FACCIAMOCELA FACCIAMOCELA!!!


il vostro

Giulio J.


P.S. Un saluto e un augurio particolare alla mia zia di Monza: lei sa perché...



allora:


Oh tiriamola su questa Onlus...


Allora, è innegabile che ho dato io l'imput quindi mi sembra “giusto” che debba essere io il primo a parlare...


Ovviamente la prima cosa però è partecipazione e la democrazia interna (ed esterna). Ribadito il concetto che spero di poter dare per assodato, inizio a dire la mia:


Io la vedo così abbiamo detto “2 settori”


  1. LOCALE

  2. INTERNAZIONALE


Sono due settori quasi totalmente scollegati tra loro ma “l'unione fa la forza” (specialmente il numero di iscritti quando presenti un progetto a un politico o a un istituzione). Insomma: nel settore


LOCALE:


vorrei agire su

  1. Coordinamento donazioni

  2. Droga-depressione



Detto così non significa ancora nulla andiamo per gradi:


  1. il coordinamento delle donazioni per come la vedo è forse la cosa più “facile”, credo che potremo semplicemente fare “sensibilizzazione” e organizzarci. Sostanzialmente lo fate già da soli.


IL SETTORE DROGA-DEPRESSIONE (inscindibili tra loro a mio avviso ma che devo affrontare “separatamente” per chiarezza). Inizio dal problema DROGA (spesso risultato di problemi depressivi e simili). Inizio dalla droga perché è un problema immenso che va affrontato sotto vari aspetti:


  1. politica ed economia internazionale (narcotraffico)

  2. legale (sia da un punto di vista di “smercio” poiché i soldi spesi in droga vanno dritti dritti alle mafie, sia per i problemi di “delinquenza” e “disagio sociale” che ciò provoca: pene detentive e simili.)

  3. filosofico-etico-politico (che si rifà al problema di regolamentazione statale e legale: il ruolo che deve avere la Legge e lo Stato in tutto questo, legalizzione, liberalizzazione, proibizionismo ecc...)

  4. biochimico-tossicologico sia da un punto di vista di danno che di cura (ovvero i danni che fa la droga e quali sono le sostanze con le quali si cerca di “recuperare” un drogato.)

  5. psichiatrico e psicologico

  6. sociale ovvero quello su cui andremmo a inserirci noi dopo aver fatto un opportuna “formazione” nei settori precedentemente elencati. Quindi dopo essere diventati “esperti” attraverso opportuni corsi che dovremo organizzare e seguire.


Cosa vuol dire intervenire sul settore sociale?


Significa ovviamente scegliere un “target”: I GIOVANI. Scelto il target si decide cosa si vuole comunicare ai giovani: VOGLIAMO SPINGERE I GIOVANI ALLA CONSAPEVOLEZZA SULL'USO E L'ABUSO DELLE SOSTANZE PSICOATTIVE PIU' COMUNI (nello specifico droga, alcol e psicofarmaci.)


Individuato il nostro obiettivo bisogna selezionare e scegliere che cosa comunicare. E' evidente che il fenomeno è in crescita, ce lo dice qualunque giornale ogni giorno. Ora: c'è a mio avviso uno scollamento tra le “istituzioni” in cui vivono i giovani “scuola”, “famiglia” e la realtà in cui io “giovane” vivo. Non c'è comunicazione.

In famiglia vabeh, ognuno c' ha la sua. Per la scuola io ho assistito a diverse “lezioni”, fin dalle medie, lezioni di vario tipo, ma fatte sempre da “adulti” da gente sostanzialmente che sentivo come distante: al liceo poi magari la gente usciva ed era perfino “incuriosita” dagli effetti o roba simile. Più che altro il problema a mio avviso è che un conto è se una persona che senti “come te” ti parla, quindi uno “del tuo ambiente” un conto è se viene il “tossicologo” o “l'esperto” che ti fa un elenco della lavandaia degli effetti e ti dice finisci male quando sei tossico (che tanto pensi sempre che non lo sei). Oh... ma possibile che nessuno mi abbia mai portato in classe con qualche ragazzo o una ragazza che ha avuto problemi di droga? Anche parlando di esperienze “indirette”. Ma più che altro avrebbe dovuto avere la mia età o poco più. Ma sapete l'attenzione in più che avrei prestato? Io per lo meno la vedo così. Certo da parte nostra c'è bisogno di “mettersi in gioco”, di raccontare le proprie esperienze nel “settore” che tanto purtroppo quasi tutti noi abbiamo (chi non ha qualche amico o conoscente “finito male”?).


Credo comunque che dovremmo partire da un “indagine conoscitiva” da fare tra gli associati per capire meglio come la cosa è diffusa tra noi e come è stata vissuta... poi vedo di buttare giù qualcosa tipo un questionario ma non è facile fare una cosa simile. Anche perché non è facile dare una definizione di “droga”. Dopodiché se comunque il questionario è abbastanza “snello” e “funziona” lo riproponiamo anche in giro per le scuole e simili e potrebbe essere un bel punto di partenza. Ma io non ho scritto solo di droga: quanto di sostanze psicoattive (ora anche il caffé e la cioccolata sono sostanze psicoattive, ma non esageriamo eh?). Ho parlato di sostanze psicoattive perché la depressione è spesso collegata (non sempre per fortuna) alla droga. Non tutti i drogati sono depressi e non tutti i depressi si drogano. Ma credo che una depressione “non curata” possa facilmente portare all'uso di altri “farmaci”. Inoltre, che io sappia, quando uno viene messo in comunità di recupero, viene “imbottito” di psicofarmaci e roba simile. Cerchiamo comunque di circoscrivere il problema depressione (io per depressione intendo quel che si cura con determinati psicofarmaci abbastanza simili tra loro: ansiolitici-antidepressivi-stabilizzatori dell'umore) in genere le malattie ad essi collegati sono appunto chiamate: depressione, ansia, anoressia.

Io ho avuto una “leggera” (credo) esperienza di depressione, curata molto bene dal dottor. Barucci (eccellente psichiatra) che qui ringrazio. Ho preso psicofarmaci. Paradossalmente quando lo dicevo in giro: la gente mi guardava “strano”... alcuni con compassione, altri con qualche imbarazzo la maggior parte dicendomi apertamente “ma che cazzo prendi quella merda?”. Ora, non tutti, ma alcuni di quelli che mi dicevano cose simili magari si “facevano” o si erano “fatti” anche abbastanza pesantemente. Alle mie obiezioni sul fatto che era meglio uno “psicofarmaco” di una “droga” quasi nessuno era daccordo: “Meglio una canna!”. Vagli a spiegare che sono tutte e due sostanze “psicoattive”. Che in una ha dietro un “sto male ma mi voglio curare” e che l'altra ha dietro un “mi voglio distruggere”, che una è fatta e sintetizzata in un laboratorio scientifico per “contenere” gli effetti “collaterali” l'altra (specie se è haschisch) è stata sintetizzata in un posto che è meglio non sapere dov'è e che probabilmente qualcuno per portare il “fumo” fino a te se l'è infilato là dove non batte il sole, oltre al fatto che finanzia la mafia (e bravi i miei amici che vanno alle manifestazioni e si accendono una bella “canna” bravi, alla faccia del consumo critico e della globalizzazione e chiudiamo qui sennò mi incazzo). Torniamo a noi e alla depressione: il fatto è che i compartimenti droga-giovani-depressione vengono visti e trattati come compartimenti stagni, non vengono legati tra loro. A mio avviso invece sono tre aspetti fortemente correlati che andrebbero affrontati insieme. Sostanzialmente poi è vero questo: la “droga” va di moda (non il tossico). Se sei un depresso invece sei da “compatire” o almeno l'approccio è molto diverso, sostanzialmente un giovane depresso si vergogna di quel che prende (io per lo meno mi vergognavo a volte) e invece uno che si fa un “canna” o altro è al centro dell'attenzione, anzi diventa un modo per “socializzare”. Si può parlare quindi credo di “droga sociale”. In questi termini per esempio parlava il dott. Barucci degli alcolici (per fortuna di ragazzi con problemi di alcolismo “pesanti” non ne conosco, certo molti miei amici e conoscenti si sbronzano almeno una volta la settimana... e il problema maggiore è che poi vogliono pure guidare TESTE DI CAZZO!!!). Ma questa (dell'alcool) è un altra questione ancora (che pure andrà affrontata). Voglio continuare a parlare di Droga e Depressione (argomenti allegri eh?). Vi dirò quindi che in realtà la maggior parte dei “drogati” e del consumo di “droga” avviene non in modo abituale... Nel senso che molti di voi (io sono un caso a parte... ho preso morfina e allucinogeni ma in ospedale, mi sono sbronzato diverse volte -anche un po' troppe- e sulle droghe leggere? Vi lascio il dubbio per ora). Insomma molti di noi (giovani) abbiamo assunto droghe leggere pesanti, credo che sulle leggere si viaggi intorno a cifre del 90%... per l'alcool credo che il 99,9% di noi si sia sbronzato almeno una volta nella vita (a parte gli astemi). Sulle pesanti non so quantificare, molti ne hanno usate. Non pensate adesso che vi dico queste cose che io sia un invasato davanti a una crociata: credo che sarebbe l'errore più grosso che potrei e potremmo fare, è quel che dobbiamo evitare: io sono e rimango un convinto sostenitore dei piaceri della vita (mangiare e bere e...in primis) e credo proprio che quando mi avrete a mangiare a casa vostra non avrò grossi problemi a uscire alticcio da qualche cena (ubriaco fradicio no, vi prego che poi vomito e sto male)... insomma W il vino buono... sulla marijuana coltivata in casa... boh... non so...ehehehhe... e ora


SETTORE INTERNAZIONALE


Questo settore mi sta particolarmente a cuore, lo sapete una delle prime cose che ho detto è stata “sono nato nella parte giusta del mondo” altrimenti...

Un pensiero del genere non ti si scolla tanto facilmente dalla testa. Si tratta sostanzialmente di agire per progetti di carattere “umanitario” mi rendo conto della vaghezza, ma credo che questo “progetto” vada proprio concepito insieme. So che ci sono già diverse associazioni che si occupano di queste tematiche. Quello che sto cercando di “valutare” è il senso che ha aggiungerne un'altra. Una delle prime intenzioni è quella dunque di creare un “cartello” un “coordinamento” che metta in contatto diverse realtà. Mi interesserebbe insomma cercare di trovare un filo che leghi associazioni già esistenti e metterle in contatto tra loro (“Libera” per esempio è anche “associazione di associazioni”: credo che vi sia una formula legale particolare: funziona sia come associazione a “sé stante” quanto come rete). Questo ci consentirebbe di lavorare meglio tutti quanti.

E poi mi interessa il settore di “cooperazione internazionale” in generale: io stesso vorrei imparare a “gestire” un progetto, pensarlo, studiarlo e coordinarlo. In questo avremo bisogno di bravi maestri: conosco diverse persone che lavorano già su queste tematiche, la più vicina a me per motivi personali è Leila Abi Ahmed dell' ARCI, presidente dell'associazione Nosotras. Ma abbiamo a nostra disposizione anche altre esperienze (penso per esempio a “solgea” che comunque si occupa più di settore ambientale). Abbiamo poi a disposizione tutta una serie di personse che si son laureate o si stanno laureando in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale, o di persone a cui semplicemente il settore interessa e non sanno da dove partire per poter “inserirsi” e “lavorare” nel settore.

Con i miei amici, in questi anni in fondo ci siam sempre occupati comunque di organizzare cene, momenti sociali, e simili di raccolta fondi per progetti (anche se spesso erano cose troppo politiche e troppo poco umanitarie), forse è arrivato il momento di fare il “salto” e iniziare una nuova stagione, in cui “gestiamo” direttamente e meglio la situazione. Anche perché abbiamo le capacità e a questo punto l'opportunità di farlo di riunirci e di convogliare “nuova linfa” coinvolgendo persone che vengono da generazioni ed esperienze che altrimenti non avremmo saputo interessare e intercettare. Penso sia a tutte quelle persone amiche che magari sono andate in pensione da poco che però hanno ancora tanto da dare, penso a tutti quelle ragazze e quei che sono interessati al settore della cooperazione internazionale ma appunto da “esterni” e che quindi non hanno mai avuto modo di occuparsene direttamente.


Penso che si possano fare grandi cose, ma solo se siamo uniti e convinti. Progetti concreti? Sì, avremo da raccogliere e mandare soldi a Kabul da Alberto Cairo e chissà che non diventi proprio lui, e la sua attività il nostro primo “progetto”... Vediamo, io ci credo e voi?


A proposito cerchiamo ora di capire su che forze possiamo contare: in questi giorni non ho solo cazzeggiato, ho anche raccolto “adesioni” di persone di “esperienza” sulla quali credo che potrei-potremo contare per ogni evenienza, l'ordine in cui sono non è meditato quindi chi viene prima o dopo non se n'abbia a male:


la divisione del su chi potremmo contare avviene per settori:



ALTRE ASSOCIAZIONI DI RIFERIMENTO

abbiamo l'adesione di:

  1. Piero Pannuti: medico e presidente regionale dell' “ANT Associazione Nazionale Tumori”

  2. Vanna Van Straten: presidente regionale di “Libera”

  3. Leila Abi Ahmed: presidente di “Nosotras”


Abbiamo contatti diretti anche con ARCI, Solgea e cooperativa Macramé. Ma diciamo appunto che appunto per ora rimangono solo contatti.


SCUOLE:

  1. Prof. Agosti (liceo Machiavelli)

  2. Prof. Lia Begliomini (liceo Leonardo da Vinci)


A questi vanno aggiunti altri contatti personali che ho con i presidi del liceo “Dante”, e con la preside del liceo artistico di Sesto Fiorentino. Questo per quanto riguarda le conoscenze “dirette” a cui vanno aggiunti i vari prof in pensione (Anna M. che insegnava alla scuola media “Pestalozzi” e Carlo a Bagno a Ripoli, giusto per fare qualche esempio).

Sul MONDO ACCADEMICO e universitario siamo più che coperti. Non mi metterò a fare la rassegna dei tanti prof. Universitari e accademici o intellettuali che per motivi vari ho avuto l'occasione di conoscere. Diciamo che credo che se avremo bisogno di un numero di telefono Anna B. sarà più che felice di darci il contatto richiesto. Servirà magari per farci la parte di “formazione” di cui avremo bisogno.


Sul MONDO POLITICO, tralascerei, lo conosco (purtroppo o per fortuna) abbastanza bene. Per come la vedo io, non mi interessa assolutamente parlare di “partiti” o simili. Le mie idee politiche sono assolutamente chiare anche se sarebbe più corretto parlare di “perseguire un ideale” cercando di essere coerente nei limiti del possibile (anche in cabina elettorale).

Poi esistono le istituzioni, i voti, i sistemi politici le tessere di partito e tutto quanto. Queste sono cose da cui non ci possiamo sottrarre perché un associazione vive nella “cittadinanza politica” e nei valori di civitas. Ovviamente la vigilanza sulla democrazia e sull'onestà sarà il primo obiettivo. Per ora comunque voglio solo che si sappia che non avremo problemi a trovare contatti “istituzionali” e “politici”.


Stessa cosa si dica per la stampa.


Insomma cosa ci manca per partire? Nulla se non di vederci, di discutere, di votare... insomma ci manca il momento FONDATIVO (io pensavo di organizzarlo per il 28 quando ci incontreremo alla Casa del Popolo di Cascine del Riccio). Dopodiché avremo bisogno di:

  • un nome

  • uno statuto

  • un tesseramento


beh ce n'è di lavoro da fare...


Un due tre VIA!!!


COMMENTARE ASSOCIAZIONE e ADERIRE SU


http://www.facciamolonlus.blogspot.com



per tutto il resto (riflessioni, salute e roba varia) ok questo blog


Giulio J. Bogani



sabato 15 dicembre 2007

Sfavato con brio

Ma cosa vuol dire “stare bene”? E' una domanda ovvia forse ma chi mi chiama, chi mi sente, cosa si aspettata che gli dica quando mi chiede “come stai?” perché mi pone davanti a una domanda che non è di facile soluzione “come sto?” già... io rispondo “bene”, “abbastanza bene” posso descrivere qualche sintomo, raccontare qualche esperienza, raccontare la mia giornata... posso rispondere nel dettaglio oppure con trascuratezza. In quel momento magari ho mal di testa, allora dico: “boh sì ho un po' di mal di testa” ma non vuol dire niente in fondo, è chiaro se uno sta “male, male” tipo la lombare dell'altra volta allora è un altro discorso... ora che per esempio sto scrivendo ho mal di collo e un po'di mal di testa, sono stanco e credo che lo schermo del computer mi stia dando noia. Ma sono cose “comuni” per fortuna, certo, rotture... ma comuni: volete sapere come sto invece in altro senso? Cosa vi “invidio” a voi, mondo là fuori: vi invidio le “piccole” cose, che poi sostanzialmente tanto piccole non sono, in questo momento vi invidio in primis la salute perché vi invidio la libertà... Non sapete che libertà grande sia poter vedere le vetrine del centro, poter vedere una città non da una finestra (ora di un reparto, ora di un hotel)... non sapete cosa vuol dire poter decidere cosa volete mangiare e quando e dove... sono cose a cui siamo abituati, ma poter scegliere di andare al ristorante e poi poter scegliere in che tipo di ristorante andare, e quale cosa volete da un menù... piuttosto che poter andare scegliere un regalo per chi volete. Tra meno di una settimana dovrei compiere 24 anni, tra dieci giorni è Natale, vi sembrerà strano, ma cos'è un Natale da qua? E' sentire il servizio del TG che dice che questo sarà un Natale povero, e ti chiedi se quando tornerai a casa fari l'albero, ma sai già che comunque non sarà lo stesso. E allora, sì, lo ammetto speri nei “regali” non quelli comprati (quello che “spendereste” per me datelo in beneficenza o se volete per costruire il capitale sociale della Onlus che stiamo tirando su). No, l'ho già detto io ho pensato ai pensieri scritti, a un albero pieno di lettere e biglietti, alle cose usate da voi e magari rimpacchettate qualcosa che abbia un significato insomma e ti dici: “speriamo siano tante”... e poi no, ti dici: “speriamo siano buone”, non importa quante... certo tante fa piacere, anche la quantità conta, fa piacere a chiunque una volta Enzo Biagi disse (citando forse qualcun' altro, non ricordo) disse che in fondo nella vita contava quante persone ti avevano voluto bene e a quante glien'avevi voluto tu... io aggiungerei forse il concetto di “qualità” ma anche la “quantità” ha il suo “peso” sarebbe ipocrita e bugiardo negarlo... Ma credo che anche la “qualità” conti, per questo non voglio niente regali, un pensiero, una lettera, richiede più sforzo, più tempo e più voglia di “mettersi in gioco” di starsi a sforzare per la persona alla quale si pensa... il regalo, un oggetto è solo segno tangibile, qualcosa che rimanda a un “pensiero” altrimenti non ha troppo senso. Ma forse sono io che la vedo così...e tu come la vedi?

Io la vedo che anche oggi sono e son stato pigro come e vi lascio poco da leggere e pure “roba” buonista da racconto di Natale. Ma va bene così anche perché magari molti di voi si devono ancora rimettere “in pari” con le letture “vecchie”... e poi perché oggi ho avuto voglia di fare altro, piuttosto che scrivere. O forse no, non son forse di nuovo qui, davanti a questo schermo, e voi là? A leggere incuriositi... pare che 'sta scrittura sia proprio una mania. E mi chiedo se sia “sano”.


Spero di non avervi “intristito” perché mi dispiacerebbe, non vi nascondo un po' di malinconia in questo momento...


un bacio


Giulio Jay Bogani


P.S. La malinconia è un po' passata sto meglio, ma non vi dico come e quanto... perché son cose mie e me le voglio tenere strette, e poi un bello sfogo ci sta bene ogni tanto intanto guardate un po qualche bella notizia mi arriva dal mio zio Giovanni di Monza che a proposito di Onlus mi scrive: ”Visto che ti in teressa far del bene agli altri, dà uno sguardo a www.everywhereonlus.it: è di ieri la notizia che IVECO ci omaggia una motrice da 120.000 € per portare a spasso la nostra prima clinica mobile! Dobbiamo trovare altri sponsor per poter battere il ferro finché è caldo!”


Mica male!!!! E bravo zio!


un bacione a tutti


Giulio J. Bog.


P.S. Ah, Piero son d'accordo con te. Ma se ne parla meglio nei prox giorni o nel prox blog che quasi quasi metto su adesso... così “cosa fatta capo ha” (o capo A.)??

Ok fatto il nuovo blog è http://www.facciamolonlus.blogspot.com


(ora con 2 blog impazzirò!!!!!!!!!AIUTO!!!!)

14 Dicembre - Notturno Mentre mia madre vuole dormire e io non ho sonno

1 - Bollettino medico

2 – Progetti e riflessioni

3 - Notiziario (ogni giorno una “notizia” o “segnalazione” una e non più di una in un periodo di sovraesposizione mediatica.)

4 - Note personali ringraziamenti varie ed eventuali


1- BOLLETTINO MEDICO


Oggi sono stato “realativamente” bene: mal di testa, un po' di mal di pancia, pubalgia: rotture varie insomma, roba da leucemici di ferro come me... non ho voglia di stare a ripensarci a quest'ora (è passata la mezza... ehehehe)


2 – PROGETTI E RIFLESSIONI


Tantissimi, ho cercato di “fare” il punto della situazione, credo anche di esserci riuscito, ma aspetto domani a dirvi tutto quando sarò meno pigro perché oggi mi sono anche un po' “riposato”... ebbene sì anche gli “scrittori” (o “scriventi” come preferisco chiamarli io) si riposano... ancora non l'avevo capito (ma poi in realtà adesso che sto facendo se non scrivere??? Mah... brutta storia questa)

prima di tutto comunque ERRATA CORRIGE “erridaglie questo letteratucolo, con il suo latinorum... eh BASTA e parla come magni!” Ecco a parte che non è che proprio mangio gran che però diciamo: CORREZIONE DI UN ERRORE o meglio visto che l' english fa trendy: MISTAKE-CORRECTION: penso proprio di esserci alle riunioni iniziali dell'associazione (per la quale propongo anche il nome FRAM)... è che qui ogni giorno ti danno prospettive diverse del tipo “sai, non è così male il Natale a Milano” (testuali parole)... insomma pensavo di dover stare molti più giorni a Milano che a Firenze. Per progetti vari associativi e sulle mie ponderate riflessioni(“eheheh questo leucemico non pensa come tutti, EGLI pondera”) vi spiego meglio tutto. Comunque vi annuncio già che “ilblogghe” si sdoppierà: uno per me, le mie riflessioni la mia scrittura e la robaccia varia che mi succede intorno... uno per l'Onlus che dovrà camminare sulle sue gambe e quindi sul suo blog, in fondo LA STORIA SIAMO NOI! Nessuno si senta offeso... (alla faccia della retorica e di De Gregori). Quindi preparatevi a aggiungere un link tra i preferiti... per quanto riguara le mie mostre di fotografia e cose simili le date ve le darò domani... sappiate che sta andando in stampa il fantastico calendario di “Libera” con le mie fantastiche foto fatte qualche tempo or sono quando il vostro “eroe” era in terra calabra a dare man forte (forte???) per coltivare le terre confiscate alla mafia... altro che forte comunque la mano perché ho passato il tempo a cercare di fare il cuoco: meglio cucinare che zappare... il ricavato del calendario sarà devoluto tutto a “Libera” ovviamente.


NOTIZIARIO: qualche giorno fa da una mia lettrice ho ricevuto questa mail che vi giro perentoria:

E' aperto da pochi giorni a Firenze 'I ragazzi di Sipario' una trattoria
gestita da ragazzi diversamente abili.
Si trova in Via dei Serragli 104, all'interno del
Circolo MCL ed è aperta dal lunedì al venerdì, a pranzo, dalle 12 alle 14. Un pranzo completo costa intorno ai 10 Euro. La trattoria ha 40 coperti. Ci lavorano 17 ragazzi coordinati da una cuoca professionista. Se potete, fate girare la notizia, a Firenze quasi nessuno ne ha parlato.


4- Note personali e ringraziamenti vari:

Gino che piacere sentirti... lo sai che mio zio (di origini Siciliane) mi ha regalato una bellissima coppola proprio oggi “Basamu i mane”


Baci impigriti e un po'lombati da Milano 2 (ma lo sapete che a 500 m da dove sto ci girano casa Vianello? Sapevatelo... a domani)


Giulio Jay Bogani

giovedì 13 dicembre 2007

Giovedì 13 Dicembre Notturna

Oggi scrivo veloce, almeno su questo blog... credo avrò modo e voi avete da leggervi tutto quanto detto in precedenza per chi non l'avesse ancora fatto... Non ne potevo più di stare in quel reparto d'ospedale, le regole erano più o meno le stesse di Firenze ma le docce non funzionavano e rispetto a Careggi le stanze sono la metà, il compagno di stanza non era come Graziano, il cibo almeno è meglio ma la familiarità con tutti quanti ovviamente minore, forse è pure un bene. Comunque sembrano gentilissimi anche quassù. E' strano però, qui guardavi dalla finestra della tua stanza e alla fine non sai cosa vedi se non caseggiati e costruzioni anonime: lo sguardo spazia e non trova la strada di casa. Adesso sono finalmente in una specie di stanza di albergo con i miei genitori. Ho concluso il secondo ciclo di Che-mio... come? Boh...lo sapremo lunedì... dai risultati di lunedì poi dipenderanno le “vacanze”.
Volete sapere come ho passato la mia giornata? Beh è stata un po' faticosa ma tutto sommato bene. Tra poco vi lascerò perché la stanchezza inizia a farsi sentire, e anche io ho bisogno di riposare. Il mal di testa è sopportabilissimo, niente in confronto all'altra volta per lo meno per ora. Ho risposto a diverse mail finalmente, e poi quassù l'attività ferve: pare che mentre non sarò a Firenze parteciperò a due esposizioni fotografiche di cui vi dirò meglio in seguito. Sto anche pubblicando un calendario di foto per “Libera”, si dovrebbe andare in stampa a giorni. Poi c'è il lavoro, la tesi anche se ovviamente sono indietro. Vabeh... Comunque conto di riuscire a far tutto passo passo. E poi c'è stata l'associazione... non vi nascondo che ci “punto” molto anche perché io che vi “conosco” so che ci saranno persone di età molto diversa, e forse il dialogo intergenerazionale è stata una cosa che ha sempre segnato la mia vita... Spero veramente in questo “incontro” che probabilmente le prime volte avverrà senza di me. Vabeh, poi ci sono tante cose che vi vorrei dire. Ma sono davvero stanco... Buonanotte signore e signori, il vostro Jay si ritira nella notte di un'anonima Milano 2

GIU' LA MASCHERA!

IL CENSIMENTO CONTINUA SCRIVI I TUOI DATI A GIULIO J. BOGANI all' indirizzo giuliobogani@gmail.com... sarai ricontattato (prima o poi)

Per maggiore chiarezza editoriale sto pensando a una divisione per “articoli”: che ne pensate?
Vedremo intanto io ci provo dopo che ieri vi ho propinato una “pillola” di 11 pagine di riflessioni da letterato del dopocena oggi passiamo a cose molto più "concrete" e poco spazio alle riflessioni, se a qualcuno mancassero si rilegga il post di ieri. Quindi ciancio alle bande o bando alle ciance che dir si voglia


1 - Bollettino medico

2 – Progetti e riflessioni

3 - Notiziario (ogni giorno una “notizia” o “segnalazione” una e non più di una in un periodo di sovraesposizione mediatica.)

4 - Note personali ringraziamenti varie ed eventuali e “cordiali vaffanculo” (si vede che sono un lettore del Vernacoliere)


BOLLETTINO MEDICO (in cui si svela anche dove sta il vostro eroe):


Giulio J. Bogani ha tentato la via della latitanza e di nascondersi come Bin Laden non in Afganisthan ma nel freddo anonimato di una delle città più nebbiose e popolose d'Italia, capitale della finanza e non solo: Milano. Ebbene sì, adesso che vi scrivo sono vittima di una pubalgia al tramonto e soprattutto nuova puntura lombare (dalla quale però mi aspetto di poter reagire molto meglio della prima volta) ricoverato di nuovo... insomma per voi sono praticamente dietro l'angolo. Perché? Cosa aveva Firenze che non andava? Niente. Firenze è favolosa, è la mia, la nostra patria mi rivendico fiorentino fin nel midollo (ehehehh proprio io eh?) i medici e il corpo infermieristico fiorentino ha fatto un lavoro fantastico e mi manca un po' quell'ambiente in fondo “protetto” che mi faceva tanto sentire sempre un po' a casa (se non altro là tutti sapevano cosa vuol dire "buo pillonzi"). Mi manca il dott. Leoni e tutto lo staff: dalla dott. Fanci, alle OSS... ma tanto mica crederanno di essersi liberati di me tanto facilmente? Io li torno a trovare eheehehhehe... e poi ho un calendario in sospeso con loro.

Ma a Milano (come a Perugia d'altronde) è in atto una sperimentazione che mi può permettere forse una guarigione più veloce. Quindi se c'è una possibilità in più voi che avreste fatto al mio posto?

Firenze mi è rimasta comunque nel cuore, oggi mi ha scritto la mia amica Sonia, incontrata come infermiera e ormai appunto amica, non sapevo come dirglielo nella mail, spero che legga il blog... credo che mi abbiano curato davvero in modo eccezionale e credo di non dovere solo a me stesso, al mio fisico e al mio cervello il fatto di stare tanto “bene” adesso, quanto molto alle loro cure, anche perché tenete conto che quando mi hanno ricoverato ero messo così male che mi muovevo solo in barella o in carrozzina (e ci stavo pure di molto male in carrozina, meglio la barella)

Qui l'ambiente è molto più "asciutto" per ora, ma ci dovrò stare in modo diverso: mi aspetta il day-hospital se tutto va bene. Comunque mi sono dovuto riabituare a dare a molti del “lei”, almeno per il momento quando prima era tutto un "tu"

Comunque torniamo a noi e a un ipotetico “futuro”. Diciamo che sono convinto che per i primi della settimana prossima sarò di nuovo nella mia città natale... ma sapete come sono io, è solo una mia profonda volontà. Poi a una volta a Firenze, sarò “a casa” e si vedrà come sempre. Non potrò vedere tutti prima di Natale e compleanno ma mi potete andare a rispolverare il mio indirizzo di casa e scrivermi una bella lettera scritta a mano o usare i vecchi “pacchi postali” ricordando: NON COMPRATRETEMI NIENTE! SE PROPRIO CI TENETE A FARMI UN REGALO QUALCOSA CHE E'-ERA VOSTRA (come già detto anche solo una lettera, un pensiero). Cercherò per altro di rispondere anche io a mano e non solo... ma qui si arriva alla seconda sezione e prima ho ancora una cosa da dirvi... diciamo che dai primi di Gennaio fino a qualche mese dopo il trapianto (che non si sa quando avverrà, ma prima dell'estate sicuramente) mi trasferirò quasi in pianta stabile nel capoluogo lombardo: tranne pochi momenti la mia amata Firenze me la potrò scordare. La mia vita qua, sarà di massima attenzione verso le malattie ma dovrebbe (notare il condizionale) essere una vita “normale”... insomma sarete voi a dovermi portare la “mia Firenze” in terra lombarda... e poi scusate mica mi vorrete lasciare qui senza sentire un po' di sano toscano... ma vu'siete bischeri? E poi conto sulle vostre mani, sulle vostre spalle sul vostre competenze, sul vostro cervello, sulla vostra umanità per farmi sentire sempre in contatto con la terra fiorentina. E qui arriviamo al secondo punto.


PROGETTI E RIFLESSIONI.


Solo le email che ho ricevuto dall'inizio della Mia Leuce da indirizzi diversi ammontano a circa 115... e le email che spesso sono scritte per la maggior parte a nome di “gruppi”. Siano essi “familiari” o di carattere amicale. Un bel numero insomma, a cui aggiungere altre "liste" ma non vi starò a tediare. Non vi starò a dire cosa ha significato questo per me, perché è difficile e rimanderò il capitolo a qualche altra volta... vi basti sapere che per me è stato importantissimo, inaspettato, fondamentale, e mi ha messo anche un po'paura. Ma sopratutto mi ha posto davanti a delle scelte (tanto per cambiare). Cosa fare? All'inizio mi sono spaventato, mi sono stizzito, e così via. Poi mi sono calmato o meglio ho razionalizzato perché io calmo non sono mai e su questo converrete... Ho pensato che abbiamo una grande occasione, io la vedo così... So di per certo che molti di voi continuano a DONARE SANGUE e spero ANCHE PIASTRINE. BRAVI. So anche di per certo che molti di voi si vogliono iscrivere alla banca mondiale dei donatori di midollo. Lodevole iniziativa, io spero di guarire prima che voi siate “tipizzati e burocratizzati” ma FATELO UGUALE uno dei nostri signori Rossi da elenco telefonico potrebbe averne bisogno del vostro midolle, e voi non vi potete certo tirare indietro. Insomma torniamo alle nostre scelte e alle mie idee più o meno folli... so di conoscere la maggior parte di voi e da bravo “brancaleone” (oh ma quest'inno arriva? Altrimenti propongo Angie dei rolling stones) fuor di retorica ho visto l'attenzione dei vostri cuori verso chi “sta peggio”... se io ho gridato Aiuto! Voi avete risposto tutti (o quasi)... e qui non c'entra la politica, c'entra qualcosa di più, parola di cui abuso: la solidarietà. E allora perché limitarsi a me? Purtroppo di gente che se la passa ben peggio del sottoscritto ce n'è troppa a questo mondo... io alla fine sono nato nella parte giusta del mondo, l'ho già detto molte volte e ci sono state volte in cui posso aver sofferto molto più di adesso. E allora bisogna andare AVANTI! Passo, passo, con pazienza e determinazione come bene insegna una malattia. La pazienza è la virtù dei forti. Allora con pazienza ci dovremo a mio avviso unire e riunire. Non solo per la festa evento della mia guarigione ma per qualcosa di più: per chi sta peggio. Sto pensando a un' ASSOCIAZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO (una ONLUS) che possa muoversi per scopi filantropici e solidali. Nella mia fantasia si chiamerebbe “HELP” o "BRANCALEONE"... la democrazia è fondamentale quindi si procederà come sempre per votazione e proposte varie vostre che aspetto intanto metto sondaggino a inizio pagina. So di essere un presenzialista, diciamo dunque che la mia assenza fiorentina vi garantirà. Nella mia testolina, dopo rapide consultazioni con praticamente tutti quelli che mi hanno telefonato, ho ritenuto che l'azione concreta si potrebbe sviluppare su 2 fronti: uno locale, uno internazionale.

  1. Quello locale: si tratterebbe di lavorare su “temi caldi” ma totalmente “gratuiti”: sensibilizzazione e coordinamento sui temi della “salute”: DONAZIONI DI SANGUE E MIDOLLO (anche in relazione con AVIS e AIL che comunque a mio avviso restano il “riferimento” ma che evidentemente per noi non sono state “abbastanza” se c'è così tanta disinformazione e così poche piastrine)... un pensiero speciale poi io lo mando a chi soffre di altre “malattie”. Da ex-depresso, da uomo che ha avuto contatti fin troppo vicini con il mondo della droga pesante anche se non io direttamente (o almeno fino a qualche giorno fa), un pensiero non può che andare a loro. Ma questo ci penseremo, eppure la droga (con il mercato mafioso e violento che c'è dietro per altro) e le forme depressive sono forse la più grande piaga sociale del mio mondo giovanile. E credo sarebbe necessario intervenire in ogni modo. Ci penseremo insieme se converrete con quanto da me scritto.

  2. Progetti di solidarietà a livello internazionale: so per esperienza che questa è una parte estremamente difficile quanto sentita, non solo per me, ma per credo tutti noi. I progetti di collaborazione sono difficili, lunghi ma credo che siano necessari se può servire anche a una sola persona per stare meglio. Nei prossimi giorni voglio mettermi direttamente in contatto con Alberto Cairo di cui ho l'email per sapere se è possibile far avere direttamente aiuti. Il problema è non farli “intecettare”: il problema è farli arrivare davvero quei soldi... ma me ne occuperò personalmente e accanto ho persone che di progetti del genere sono esperte... credo che ci riusciremo e voi? Intanto getto la prima pietra: alcuni di voi sanno che effettivamente ho scritto circa a 20 anni un libretto di poesie dal titolo “Dovere d'allegria” casa editrice "Gazebo" ne ho fatte stampare un 300-400 copie, alcune mandate a critici vari e a qualche amico ma la maggior parte delle copie sono in camera a prendere polvere, perché non sono affatto soddisfatto di quanto scrivevo: mi rappresenta più solo in parte, e i versi sono deboli ma non si può mai disconoscere uno scritto secondo me anche se è il primo e poi il rapporto con il "primo figlio" è quasi sempre così con il primo libro o almeno dice. Allora mi sono detto: è Natale, questi libri prendono polvere inutilmente e magari qualche “pazzo” è pure curioso... bene, se lo siete potete venire a prendervi la vostra copia a casa o ordinarla via posta fino a esaurimento scorte. I soldi che avreste speso per “me” o per comprarmi qualcosa, metteteli qua a offerta libera cercherò di farli arrivare a Alberto Cairo o a qualcuno di “fiducia”... questo sarà il primo passo. Ovviamente dovremo aspettare, ma come ho detto, se siamo determinati, se vogliamo fare questa scelta insieme, se siamo disposti a seguirci, la pazienza ci guiderà fedele. Io ci credo, c' ho creduto e la Storia (per riprendere la vis retorica di Alessandro) mi ha dato ragione. Vi chiedo scusa se c' ho messo tanto a farvi partecipe dei miei pensieri, ma è una responsabilità che sento e come sapete le parole che spiegano "azioni" future vanno soppesate... ma in fondo SE NON ORA QUANDO?

    Anche se sarò a Milano, sono convinto che voi sarete le nostre mani (ma guarda tu, questo parla già al plurale... la leucemia, gli ha dato alla testa): ci sarà da “studiare” e “sudare” tutto quanto intanto potete-dovete postare le vostre impressioni e dire “io ci sono” pubblicamente sul blog che mi sembra la cosa migliore. Se volete ho attiverò comunque anche un nuovo indirizzo e-mail altrimenti il buon vecchio giuliobogani@gmail.com va benissimo... insomma io ho buttato il sasso a voi raccoglierlo. Non mi interessa poi sapere al momento chi, come, quanto tempo, cosa impegnerà... mi interessa solo un segnale nella nebbia milanese.


RIFLESSIONI:

vorrei essere breve, ma come farò ad esserlo quando parlo di Firenze, del mio rapporto con una città provinciale e straordinaria, con quelle strade che mi legano alle vostre porte di casa, ai nostri ricordi, alle mie famiglie? Non sono mai uscito da Firenze, mai uscito di “casa” se non per periodi brevi di al massimo un mese circa. Sapevo che prima o poi mi sarei costretto a un esperienza “fuori” beh... è arrivato quel momento. Di Firenze vi parlerò poi altrimenti scrivo troppo e non vado neanche più a dormire ma saranno pagine intense. Di Pistoia vi parlerà forse qualcun altro. E poi le nostre città sono molte... questo è o non è un blog cosmpolita? Questo sarà un bell' argomento da affrontare in futuro.


NOTIZIARIO: PAPILLOMA VIRUS (userò materiale non mio che però mi sembra sufficientemente chiaro il sito di riferimento è: http://www.spazioprevenzione.it/hpv/hpv.asp e al suo interno la pagina: http://www.spazioprevenzione.it/hpv/risposte-degli-esperti.asp

L'HPV, conosciuto anche con il nome di Papillomavirus Umano, è un virus che può portare al cancro al collo dell'utero. Non solo. È responsabile di un'ampia gamma di patologie tra cui i condilomi, le lesioni cervicali e le neoplasie anogenitali.
A differenza di tutti gli altri tumori, il cancro al collo dell'utero ha una causa certa: il Papillomavirus Umano. Per questo è così importante informarsi sull'HPV per prevenirlo e combatterlo

Il Papillomavirus è diffuso fino al 75% della popolazione sessualmente attiva. Una percentuale che fa riflettere, soprattutto se si pensa che il picco d'infezione appartiene alle adolescenti e alle giovani adulte fino ai 25 anni d'età.
C'è da dire che nella maggior parte dei casi (70-90%)
l'infezione è transitoria
e guarisce spontaneamente, quindi il tumore non si sviluppa.
I dati sono comunque importanti e identificativi della situazione.
Ogni anno
il cancro al collo dell'utero
viene diagnosticato a circa 470.000 donne delle quali 33.500 in Europa e 3.500 solo in Italia. Circa la metà delle donne colpite dalla malattia, muore: 15.000 i decessi in Europa, 1.100 in Italia.
Per non parlare delle altre patologie: sono centinaia di migliaia le donne con condilomi genitali, lesioni precancerose, neoplasie anogenitali L'infezione avviene
attraverso i rapporti sessuali
. Il contagio dell'HPV, infatti, riguarda l'80% delle persone sessualmente attive, che attraverso un contatto fisico tra genitali si possono "passare" il virus.

La vaccinazione può essere fatta a qualunque età che io sappia, ma per tutte le ragazze fino ai 26 anni d’età, il vaccino è disponibile con prescrizione medica in farmacia, al prezzo di 188,15 euro a dose (ne sono necessarie 3 dosi). Non ci sono controindicazioni per la vaccinazione di soggetti con età superiore a 26 anni. Il vaccino può essere fatto anche dagli uomini (che sono ovviamente i maggiori “portatori sani”). Nelle donne che hanno già avuto rapporti sessuali è consigliabile effettuare una visita ginecologica o almeno il pap test prima di procedere alla vaccinazione. Nel caso questo risultasse positivo, è bene effettuare l’esame per la tipizzazione dell’HPV per verificare il ceppo contratto. Occorrerà poi seguire le indicazioni del proprio ginecologo. L’astinenza sessuale è in teoria l’unico sistema sicuro per impedire l’infezione da papillomavirus. Il rischio di esposizione si riduce limitando il numero di partner ed evitando la promiscuità sessuale. Il preservativo non garantisce una protezione totale (perché le zone colpite possono essere al di fuori dell’area coperta dal profilattico). A ciò si aggiunge il fatto che quasi mai è possibile sapere se il partner abbia già contratto l’infezione. La vaccinazione prima dell’inizio dell’attività sessuale rappresenta il miglior strumento di prevenzione nei confronti dell’HPV.


Spero di aver fatto una buona informazione per questo primo notiziario




NOTE PERSONALI, RINGRAZIAMENTI E CORDIALI VAFFANCULO:


Spero anche, oltre che fare buona informazione anche di tornare presto a fare il simpatico coglione che conoscevate a inizio blog, ma è curioso come si faccia presto a cambiare anche in questo, ieri letterato da dopocena, oggi associazionista, terzomondista e chissà cos'altro... a volte mi manco un po' ma le cose qui hanno preso pieghe strane, e da buon futuro surfista io cerco solo di seguire l'onda. Ci tengo a segnalarvi che ovviamente per fondare un'associazione ci vuole tempo e soprattutto uno statuto che non è la cosa più facile del mondo da redigere, in questo chiederei l'aiuto a tutti i legulei e azzeccagarbugli che conosco o mi conoscono... ovviamente un sistema democratico orizzontale dovrebbe a mio avviso vigere sovrano, ma se preferite la tirannia ditemi voi. Anche per quel che riguarda i soldi è bene mettere in chiaro le cose fin da subito: non penso a remunerazioni per nessuno, tantomeno per un eventuali “presidenti” e gente "in carica" varia che pare ci voglia per legge... questo si potrebbe mettere anche a Statuto.

Per i ringraziamenti che dire... sono troppi da fare ma grazie per la pazienza di chi aspetta fiducioso di ricevere una risposta via mail, grazie alla mia professoressa di tesi Maria Casalini che mi permette di fare una tesi a distanza e magari mi laureo pure che è meglio un dottore vivo che un asino vivo e infine grazie alla vita che mi ha dato tanto...

un cordiale vaffanculo invece alla politica “degenerata” a chi scende in campo se non per andare all'orto la mattina e alle leggi elettorali... che ci volete fare mi è presa così...


Besos


il vostro leucemico (non vi faccio un po' compassione?) preferito


Giulio J. Bogani

(qualche tempo fa quando mio fratello ha battuto il blog a computer mi son firmato per la prima volta così su carta... mi ha fatto un certo effetto)...buonanotte!!!