lunedì 31 dicembre 2007

30/31 Dicembre - FIRENZE cap.1

Ed oggi, come ieri a percorrer le vie strette di questa città stretta. Sfido chiunque a dire che una città non è fatta dalle sue vie e che esse non ne riflettono l'anima. E così Firenze è una città stretta, stretta nella sua classe dirigente (o digerente che dir si voglia), stretta nei cappotti e nelle pellicce invernali delle signore che passeggiano tra le vetrine di Via Tornabuoni. Firenze: stretta nella sua aria e soprattutto stretta ai suoi cittadini che se non son ristretti di cervello non possono fare a meno di sentirsi un po' stretti. Effettivamente il largo respiro manca da un po' a iniziare da chi amministra o vorrebbe farlo: sovente non si eccelle per idee (idee?) di ampie vedute. E allora perché non allargarsi la cintura e sedersi intorno a un tavolo a mangiare? E in questo i fiorentini, non c'è che dire, son bravi. Quanti ne ho visti, di tutti i tipi riuniti intorno a tanti tavoli diversi. A riempirsi la pancia delle pietanze più varie. E io per fortuna con loro. Allora ci sono le cene esclusive, quelle di finanziamento, quelle da duemila persone, quelle segrete e perfino qualche ristoratore che si inventa intellettuale: grandi pensatori sul fornello ma in fondo abbiamo barrocciai che si inventano sceriffi. Firenze!
Come non iniziare polemicamente questo brano sulla mia città natale? Una città dove le polemiche, i disaccordi, le critiche, in tutte le loro accezioni (positive e negative) sono di casa. La polemica allora diventa base dell'ironia, il disaccordo il lievito della battuta salace e la critica il fondamento della presa di culo. Modi diversi per dire con il sorriso qualcosa di estremamente vero e celarsi dietro un disarmante "stavo scherzando". Guai ad esser permalosi ed esser fiorentini. In questo il nostro povero presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (nonché nostro primo cittadino) non ha mai imparato. Ma la speranza è l'ultima a morire. E potrei citare episodi in cui qualche fiorentino malcapitato, sovrastimando l'autoironia altrui, ha dovuto rifarsi ai grandi della letteratura come Calvino per difendersi dall'errore di una battuta fatta nel luogo sbagliato alla persona sbagliata. Ma si sa come la mancanza (magari temporanea) di intelligenza possa portare a fraintendere la battuta e invece a prendere al volo la provocazione. E dunque il litigio, la zizzania: altro sport preferito. Non son forse rissose perfino le nostre vecchie mentre brontolano improperi sull' autobus? Non è forse esplicativo dell'anima di un luogo quel che si legge sui suoi manifesti? E allora spazio alla critica mentre si affigge: "questo è il vero mostro di Firenze" e accanto la foto di un progetto di tramvia in piazza Duomo. Firenze: stretta! Chiusa nei suoi palazzi e in una classe dirigente che malgrado tutto abbraccia sempre sé stessa, con il rischio forse di collassare a breve. Le tradizioni si tramandano e a chi sostiene (poiché tutti conoscon tutti) che Firenze è piccola, si può rispondere con facilità che non è vero: lo è appunto la sua classe dirigente. Firenze fatta di odii miunti e di gruppuscoli di ogni tipo: qualche invidia e molte chiacchiere. Ho sempre pensato che questa città fosse fatta come le bambole russe: le matrioske. Una città ne contiene un'altra e così via... e la cosa particolare è che nessuna di questa parla con quell'altra come se d'improvviso in una serie di vasi comunicanti si facesse scendere il livello del liquido troppo in basso. Fine delle comunicazioni e fine dell'importanza dell'esperimento. Ed ecco dunque tutti quanti qui a ristagnare tra le perle di questo gioiello della cultura rinascimentale incastonato tra colline fatte di vino, olio e turismo. Anche la campagna fiorentina si adegua e i casolari mezzadrili lasciano spazio agli agriturismi del "Chiantishire" che non rinunciano alla produzione propria e alla propria "casa del popolo", antichi retaggi di una cultura "rossa" tanto diffusa quanto tramontata.
E io? Io cammino vicino a quest'Arno melmoso, avvolto nel mio cappotto grigio. Muovo i miei passi coccolato dalle luci natalizie e dagli orefici di Ponte Vecchio cercandomi un paio di guanti in via Calzaiuoli. Amo profondamente questa città, essa mi appartiene come io appartengo ad essa. Non vi è caratteristica che abbia elencato che in fondo non mi si addica almeno un po'... e così credo si dica per tutti noi, se ho fatto bene il mio dovere di scrittore.

Vi bacio con un sorriso
buonanotte

J.B.



9 commenti:

Lorenzo Cecchi ha detto...

...sì, Firenze in tutte le sue contraddizioni si lascia davvero amare in modo irrazionale ma inevitabile, come una donna bellissima e capricciosa...
Venerdì è stato davvero un pomeriggio piacevole, c'era una bel "mood", anche se io sono un maniaco del contatto fisico e un abbraccione te l'avrei dato volentieri (o Cecchi, se tu sei buo dillo!).
A proposito del cambio di intestazione del sito, mi ha colpito molto e quando ci becchiamo in chat ti spiego bene perché. A presto e buon anno, anche da parte della Betta (che piano piano comincerà a usare di più chat e blog....)

Lorenzo

Francesca ha detto...

io stamani invece sono stata a Scandicci.. aiuto, hanno sciolto i vecchini (con e senza cappello) alla guida!!! Se vi capita di andare da quelle parti, fate attenzione!
Buon anno a tutti!!!
Francesca M.

Anonimo ha detto...

E' proprio vero. chiunque conosca un minimo Firenze non può fare a meno di amarla con tutto se stesso. E' una città che ti resta dentro e che ti dà tanto, nel bene e nel male.. Non pensavo si potesse amare così tanto una città.. Ma Firenze è Firenze e per me resterà sempre la città più bella del mondo! (un po' di patriottismo ci vuole, no?! ;) )
a parte questo, volevo solo augurarti un meraviglioso 2008!! AUGURONI!
abbracci (quelli che non abbiamo potuto darti venerdì ;) e baci..
roby

Anonimo ha detto...

Mi hai fatto piangere di rabbia!
ti (ci ) auguro buon anno!
Alessandro M.

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, il tuo "brano fiorentino" mi è piaciuto molto, in gran parte lo condivido, e ora aspetto il capitolo II. Ti ringrazio del bacio e del sorriso, li ricambio da lontano (come venerdi) e mando un augurio affettuoso a te e ai tuoi.
Loretta M.

Anonimo ha detto...

Quello che ti auguro per il 2008 lo sai e sai anche che siamo in tanti a formulare lo stesso augurio.
Mi ha colpito ciò che hai scritto di Firenze; provenendo da una famiglia senza (perché con troppo varie) radici, ho fin da giovane deciso di essere una "fiorentina nata", ma non sempre è facile.
Baci, tanti Anna M.

Anonimo ha detto...

Tanti auguri di buon anno nuovo!!!

Fede "il Lore"

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, hai colpito nel segno. Come sai, di Firenze penso da sempre quel che hai scritto (e su cui tante volte abbiamo discusso). Città becera, che si maschera dietro l'ironia che pretende di essere intelligente, città di raccomandati e di clientele, vecchia imbellettata come quella di Pirandello, che vorrebbe riconquistare il marito più giovane ma sulla salita mostra i segni dell'età. Città da turisti, che orami da tempo ha scelto la sua china, irreversibile.
Che i suoi abitanti continuino ad amarla è solo una delle sue insanabili contraddizioni, e al contempo la dimostrazione dell'irrazionalità dei sentimenti.
Città stretta, come dici assai bene, città stretta come il cuore che si fa piccino quando la si osserva.
Il tuo dovere di scrittore l'hai fatto benissimo.
Buon Anno a tutti
il prof

David ha detto...

Tornando per Natale da Parigi, ritrovando la città del Fiore forse anche peggio di come l'avevo lasciata 4 mesi fa, mi sento di riservargli quattro parole che ben sintetizzano il suo ed il mio spirito:
NO NO NO NO