mercoledì 26 dicembre 2007

26 dicembre (qualche ora dopo)

Ma guarda tu se uno deve rispondere ai proprio affezionatissimi lettori appena qualche ora dopo... e io che speravo in qualche commento tipo: "però certo anche se è di qualche anno fa ce lo siamo gustati il raccontino (quello nel post precedente per intendersi)"... no! niente di tutto questo, anzi, insinuano che ho il blocco dello scrittore... macché blocco dello scrittore! è che scrivere richiede tempo, concentrazione e fatica. Anche se scrivere così quasi di getto richiede poca poca fatica (al massimo per gli occhi). No, no il fatto è davvero che mi sto dando a tutte quelle relazioni umane che per ovvi motivi ho trascurato per mesi. E vi dirò, son proprio contento di rivedere i miei amici, stare con la mia ragazza e così via. Anche se il mio sogno sarebbe avere una casatta mia dove poterli ricevere (ma questa è un altra storia).
Non sapete però il piacere che mi ha fatto poter andare a giro con un mio amico per il centro di Firenze il 24 dicembre a comprare e consumare regali come tutti (no, non come ogni altra persona, perché i regali che ho fatto sono belli, e non tutti fanno regali belli). Il 25 ho mangiato effetivamente bene e ieri sera ero mollemente adagiato sul divano a godermi i blues brothers in seconda serata. Oggi ho pensato al 28, all'associazione e giocato con un mio amico a "3 sette"... insomma l'attività ferve in un clima vacanziero e natalizio. E voi mi dite che non scrivo? No no, avrei pagine e pagine da scrivervi e probabilmente un giorno lo farò pure. Ma non oggi perché per parlare del gusto della vita prima bisogna godersela.

Salute


G.J.B.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Giulio ciao,come è bello vero saper godere di tutte quelle piccole (o grandi ) cose che troppo spesso ci sembrano ovvie e scontate, questa e la controparte della sofferenza, io nella vita ne ho avuta la mia parte,e proprio per questo ho imparato ad apprezzare i buoni momenti,a
vivere con più attenzione ed intensità.Mi ha fatto un piacere grandissimo prima la telefonata della tua mamma (diglielo) e poi sentire la tua voce giovane ed entusiasta,sì entusiasta nonostante tutto, almeno in quel momento.E domani cosa succederà?Tutti di sicuro siamo ansiosi e felici di poterti salutare ma non è un po' rischioso per te? Penso a chi magari senza saperlo cova un'influenza,insomma cose del genere. Il tuo percorso, lo sai bene, è lungo,richiede attenzione; ecco la mamma che è in me viene fuori perchè ti voglio bene e la cosa più importante e che tu guarisca.Di sicuro Anna che viene da voi stasera mi terrà al corrente un bacio non grande, di più Patrizia C.

Anonimo ha detto...

In attesa delle frittelle di farina dolce sono molto contento dei tuoi movimenti, del poterti rilassare nelle cose "normali" che diventano un miraggio in alcune situazioni difficili.Non ci viene mai insegnato, nonostante cenni sparsi e chiari nella nostra cultura, di vivere intensamente ogni istante;quando siamo messi alla prova ci incazziamo per non aver dato retta a proverbi e ammonizioni, ma spesso riusciamo a trovare in noi risorse impensate e a trovare un nuovo equilibrio. Ci proponiamo anche di far tesoro delle esperienze passate, ma ti posso dire che è una dura battaglia con noi stessi perché la normalità ritorna normale presto. Ciao e a presto. Carlo

Anonimo ha detto...

forse non è il luogo giusto, ma io e le tecnologie proprio non andiamo d'accordo e non riesco a trovare il tuo indirizzo!Volevo dirti che sono davvero contenta che tu sia a casa e che ti stia godendo il natale, e anche che domani non potrò esserci alla tua super convocazione generale perchè mi sono beccata la frebbe!Perciò ti mando un bacio moccicoso e ti abbraccio forte,Lalla

ps. Se ti va scrivimi con calma, tuttolalla@hotmail.it

Anonimo ha detto...

Interessante questa cosa delle frittelle di farina dolce: ma le invidierò, io che sono goloso assai, a un amico (e detto amico ho detto tutto)? Ebbene sì: perché a me no? Anzi oggi forse no, è meglio di no, perché forse risento di qualche stravizio (ma quale?) dei giorni scorsi. In effetti non sono più gli stravizi di una volta.
Ma forse è lo straviziante che non è più quello di una volta. La strada si fa scivolosa: lasciamo perdere.
Stasera mi sento satiro, non nel senso del lettore di ieri, a caccia di un par di gambe di cui ha avuto solo una fugace visione. Sono satiro come Orazio e Serra (quello dell'amaca di Repubblica). E medito sulle relazioni umane e sulla memoria. Leggendo gli interventi su questo blog mi è capitato spesso di avere dlle sollecitazioni di memoria. Anche a me è capitato questo. No, a me le cose sono andate in un altro modo e così via. Analogie e differenze di situazioni e spesso, anzi, quasi sempre ho evitato di raccontare la mia esperienza. Mia e non condivisibile, o per lo meno da evitare di comunicare per non annoiare. Mi sono sentito quello che sono diventato, un po' vecchio, di quelli, che appunto, ricordo, partivano con la guerra di Russia o quella d'Albania. Per non parlare della Libia o della prima guerra mondiale. Ricorso, appunto, il senso di sazietà indotto dalla decima volta che sentivo la stessa storia. Questo mi ha trattenuto dal fare discorsi educativi, e noiosi. Ma qui mi fermo, vorrei essere educativo ma non noioso, ma sembra che le due cose siano strettamente legate.
A domani (se trovo la strada)!
Alessandro M.