domenica 23 dicembre 2007

23 Dicembre - TANTE COSE

PER CHI AVESSE LETTO IL BLOG -IL 23 POMERIGGIO- HO AGGIUNTO TANTE COSE, vi consiglio di riprendere la lettura da dove avevo lasciato... Baci


Ieri me lo son preso, non di sciopero, ma di vacanza: ebbene sì anche gli scrittori (o presunti tali) leucemici e associazionisti a volte fanno vacanza... o forse si fanno rodere il cervello dalla loro amata, che in fondo non è forse la stessa cosa?
Per dirlo con parole più belle e continuare la serie delle nostra parafrasi potrem così cantare:

dirò di Giulio in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai né, in rima:
che per amor venne in furor e matto,
d'uom che sì saggio era stimato prima:
se da colei che tal quasi m'ha fatto,
che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.

Ebbene proprio da poco la mia dolce metà è andata via e quindi torno a scrivervi...

in primis vi segnalo che sull'altro blog http://facciamolonlus.blogspot.com c'è una bozza di struttura dello statuto che ho buttato giù...

in secundis riprendiamo da dove ci eravamo lasciati ovvero dalla mia prima volta sul palco mentre interpretavo Zefiro. Avevo circa 3 o 4 anni e di là alle elementari il passo sarebbe stato breve. Non sapendo leggere da piccolo amavo molto i libri con le figure e quindi in particolare i fumetti. Le trovavo particolarmente evocative e credo che mi ci costruissi sopra storie mie. Spesso comunque mi facevo leggere dagli altri. Il risultato è che, arrivato alle elementari mi chiesi: "ma perché dovrei imparare a leggere e a scrivere?...in fondo io sto bene così, a che serve?" Vi lascio immaginare mia madre. Non so per quanto tempo, ma per insegnarmi a leggere andò a cercarmi libri con tante illustrazioni e le lettere scritte grosse, con storie che mi potessero piacere. In realtà sulle storie non ero di gusti difficili, e avevo una collana di libri che era di mio gradimento sulla quale si poteva andare sul sicuro. Alla fine imparai a leggere, anche se in realtà son mai stato un gran lettore e ho tuttora delle lacune immense... (ora devo andare a mangiare più tardi continuo con la prima parola che ho scritto)...

Ho mangiato son quasi le 21.00 e ho mangiato alla grande: comincia forse la rivincita? Il menù prevedeva:

ANTIPASTO: tartine con salmone affumicato-tonno affumicato-caviale
PRIMO: risotto coi carciofi
SECONDO: agnello arrosto con patate accompagnato da un brunello di montalcino del 1984...

eheheh... mica male eh?

un pranzo fantastico consumato nel calore delle mura domestiche del mio zio di Monza. E dopo pranzo eccomi comodamente adagiato sul sofà a guardare dormicchiando sornione la fiorentina vincere 5-1 sul cagliari.
Curioso l'effetto che fa star seduti su un divano, muoversi tra le mura di una casa "abitata", alla fine a parte due giorni di "sanità mentale" passati a casa mia, è dal giorno del mio ricovero il 6 novembre che non entravo più in un'abitazione, preso tra stanze d'albergo e letti d'ospdale. Un bell'effetto vi posso assicurare. Non starò a descrivervi poi la bontà del pranzo e il piacere che mi ha fatto accorgermi che, malgrado i sapori distorti dalle medicine, apprezzo comunque un buon vino.
Ora sono qui di nuovo in questa stanzetta, a ascoltarmi un po' di buona musica senza dolori particolari e solo con un po' di sana stanchezza addosso. Non mi posso lamentare. Certo il pensiero è proiettato alle analisi di domani e stavolta davvero già pregusto il ritorno. Mi chiedo sinceramente anche io un po'come sarà la giornata del 28: il fatto è che in fondo non sono guarito e già mi do ai raduni di massa? beh...pare di si. D'altronde la voglia di vedervi tutti negli occhi è troppa. Ma come fare per non compromettere la mia incolumità? Beh innanzitutto userò la mascherina, poi ho pensato a vari tipi di soluzioni. Il primo è stato quello di fare il ritrovo in un posto grande che avesse un teatro a disposizione e un bel palco, dal quale almeno vi posso vedere e dare un po'di spettacolo da leucemico egocentrico quale sono e magari visto che ci sono presento anche qualche idea sull'associazione. Il problema è che non mi interessa parlare io, quanto poter parlare con voi, poter sentire le vostre voci... Intato sarà bello anche solo potervi vedere tutti quanti con i vostri volti, i vostri occhi le vostre mani. Già... e per le vostre voci? Beh... spero un modo di trovarlo. Sicuramente comunque chi sarà MALATO dovrà stare LONTANO. Per malato si intende dal comune raffreddore all'influenza a qualunque altro tipo di roba contagiosa. Credo che sia altrettanto sconsigliabile (se non di più) che mi si avvicinino animali di ogni tipo. Quindi la pantegana
(pan|te||na s.f. 1 topo di fogna, surmolotto) regalatavi dal nostro generoso sindaco per Natale lasciatela pure a casa perché no, non l'accarezzerò per farvi piacere. No, neanche se l'avete chiamata Jay in mio onore. A parte queste indicazioni vedremo un po'come gestire la cosa. Personalmente pensavo anche a un bel banchino per l'associazione (A.A.A. volontari per tenerlo cercansi) e a un bell'albero di Natale dove potrete mettere tutte le vostre letterine e doni per me... Eehehehheh che bello... mi piace quest'idea
comunque ci penserò meglio quando sarò tornato. Intanto mi godo questo momento e torno di nuovo a mangiare (ehehhe non faccio altro eh?bella vita!!!) a dopo.

Ho appena finito di cenare. Sono satollo, saziato da dei buoni ravioli al brasato e tra poco me ne vo a letto che ne ho bisogno. Comunque prima vi racconto questa piccola storia che vi avevo promesso. In realtà non io non ricordavo quest' episodio ma a detta di mia madre pare che la prima parola tracciata su carta dal sottoscritto sia stata in bello stampatello: POPO' (l'accento non so se c'era, non credo). Beh traete voi le conclusioni a riguardo... ma parte che la cosa si sia tramandata in questo modo:
mia madre va a parlare con Nicoletta (prima ed amatissima maestra delle elementari, che fumava come una ciminiera a suo stesso dire, però era brava) e al ricevimento la maestra esclama:
- Giulio ha scritto la sua prima parola-
- Ah bene, e sarebbe? -
- POPO, quando gli ho chiesto come mai avesse scelto quella parola la risposta è stata che era facile da scrivere: in fondo bastava fare poco più di quattro cerchi -
Quella non era una parola scritta era un programma di vita!!!

Spero che questa storiella piccola vi abbia divertito come fa sogghignare me quando ci ripenso... e con questo mi congedo da voi almeno per il momento.

Vi mando un bacio grande

Giulio J.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio! Dopo un giorno di black out eccomi con la nuova tecnologia (di cui sono in grado per ora solo di notare la tastiera morbida e senza fili così come il mouse, che ha anche la lucina (natalizia?) dentro. Scherzi a parte non avere la possibiltà di leggerti (e rileggerti) mi dava davvero noia.
Firenze oggi è grigia e piovigginosa, ma dicono che per natale migliorerà per accoglierti col sole.
In una cassapanchina, dove da tanti anni non mettevo il naso, ho trovato una cosa per te: è legata ad una dei pochi momenti repressivi della mia famiglia, a cui per altro mi adeguai; poi vedrai e ti racconterò.
Ti abbraccio, con tanta voglia di vederti/vi presto. Anna M.

Anonimo ha detto...

Sull'onda dei ricordi... ti rivedo seduto a metà della scala che porta alle camere con Emanuele che ti ciamava per giocare e tu, immobile che fissavi la tele dove Viola, l'allora tanto antipatica Viola, guardava una cassetta di cartoni animati, e tua madre che non riusciva a portarti via, con te felicissimo quando ci mettevamo sedute a fare due chiacchiere.... DEVI RENDERTI CONTO CHE CON QUESTI AMARCORD TOCCHI,IN NOI ANZIANI DELLE CORDE MOLTO SENSIBILI! Ti abbraccio Elda

Piero ha detto...

Ho avuto un momento di crisi, ecco il perchè della mia assenza, ne parleramo a voce, spero presto, domani ti invierò alcuni commenti sulla bozza di statuto dell'ONLUS su l'altro blog. Sono contento che finalmente hai potuto rivivere la gioia di un ritorno a casa, la tua sarà senz'altro meglio. E' un retaggio ancestrale per l'uomo avere il proprio rifugio, come lo sono i propi ricordi, chi non ricorda il proprio passato non ha vissuto, purtroppo non sempre è piacevole, ma è sempre il tuo vissuto, la tua storia che poi diventa la storia della tua vita, forgiandoti il carattere e dantodi la tua personalità, praticamente quello che sei oggi. Mi sto allargando troppo, è anche tardi non posso certo augurati buona notte ma buon giorno senz'altro. Un abbraccio con la mascherina antisettica

maso leone ha detto...

Ciao Giulio,
abbiamo una voglia grande così di rivederti. Tieni duro, ragazzo.
Noi ti pensiamo. Sempre.

Qualche verso per Giulio:

Quando Giulio viene
e si siede,
vede la possibilità di una fotografia,
dice: "Guarda", ed osserva ciò che colpisce, che la maggior parte
non vede.
E' davvero fotografia questa,
vedere oltre ciò che si vede.

Gabriella